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Verifica resistenza filetto

paolino

Utente Standard
Professione: progettista (o giu di lì)
Software: SW2016, HyperWorks ...un tempo SE ST7, TC10, Rhino4, VisualMill, LabVIEW...
Regione: Valsesia
#21
altra cosa mi paiono tutte viti "tagliate" (vedo in maiera pessima le immagini) provare con viti a rullate in questi casi danno maggiore tenuta alla "fatica"...
beh, no, quella della prima foto mi sembra rullata, mi pare abbia quella specie di raggiatura dove inizia il filetto tipica della deformazione plastica...

per il resto concordo: se si rompe il filetto e non il gambo o ci sono difetti di costruzione o ci sono troppi pochi filetti in presa

---
paolino
 

cold

Utente poco attivo
Professione: progettista
Software: CoCreate OSD
Regione: lombardia
#22
a me serve solo sapere se le formule che ho usato sono giuste.
@ Whooring e andrea71 mi potete scrivere le formule?
grazie
 

matte79

Utente Standard
Professione: Mobilizzazione Mouse
Software: ProE-Catia V5-Think design
Regione: Emilia Romagna
#23
beh, no, quella della prima foto mi sembra rullata, mi pare abbia quella specie di raggiatura dove inizia il filetto tipica della deformazione plastica...

per il resto concordo: se si rompe il filetto e non il gambo o ci sono difetti di costruzione o ci sono troppi pochi filetti in presa

---
paolino
La prima si ma la seconda (la prima da sinistra) mi pare tagliata...per la prima immagine sono pochi i filetti ma le altre sono tutte "rotture fragili" quindi o ci sono problemi di dimensionamento (poca "ciccia" nel diametro di nocciolo) o la vite ha subito uno schianto dovuto ad un intaglio...
 

matte79

Utente Standard
Professione: Mobilizzazione Mouse
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Regione: Emilia Romagna
#24
per le formule dato il carico lo devi dividere per il numero di filetti in presa..poi risolviu una trave che ha un momento flettente pari a
Mf=carico*altezza filetto (con carico quello sul singolo filetto e applicato alla base dello stesso)
Puoi fare anche una verifica a taglio (che sarà irrisorio)
Come sezione resistente puoi adoperare un rettangolo (un lato è la base del triangolo del filetto per l'altro io prenderei il diametro)..
 

Whooring

Utente Standard
Professione: Ingegnere ..... forse
Software: SW2009 - Autocad 2007 - BM impianti - Straus7
Regione: Veneto
#25
in settimana verifico un filetto quadro, al limite lo scrivo in excel e poi posto il file
 

Whooring

Utente Standard
Professione: Ingegnere ..... forse
Software: SW2009 - Autocad 2007 - BM impianti - Straus7
Regione: Veneto
#28
sono stato ammalato, appena un attimo faccio il tutto
 

Druck

Utente Standard
Professione: Progettazione Meccanica
Software: Solidworks / Cosmos / Floworks
Regione: Lombardia
#29
Ciao, leggo solo ora il tuo thread, probabilmente avrai già risolto, comunque....

Io mi trovo spesso il caso di dimensionare filetti atti a resistere a spinte indotte da recipienti in pressione.
In pratica partendo da un diametro nominale della dilettatura assegnato, devo dimensionare il passo ed il numero dei filetti in presa in modo da non far saltare il filetto. Questo procedimento l'avevo preso tempo fa dal "STANDARD HANDBOOK OF MACHINE DESIGN". E' sicuramente abbastanza semplificato, ma ti assicuro che non è mai esploso nulla:D.

In questo caso la formula per w vale per le filettature metriche.

Ciao

---INPUT
DESCRIPTION -/- FORMULA -/- UNIT
Screw Nominal Diameter -/- d -/- [mm]
Working Screw Height -/- t -/- [mm]
Screw Pitch -/- p -/- [mm]
Thrust -/- F -/- [N]

---OUTPUT
DESCRIPTION -/- FORMULA -/- UNIT
1.1 Width -/- w=(SQRT(3)/2)*p -/- [mm]
1.2 Engaged Threads Number -/- Ne=t/p -/- [-]
1.3 Cylindrical Surface Area -/- Acyl=p*d*w*Ne -/- [mm^2]
1.4 Shear Stress -/- t=(3/2)*F/Acyl -/- [MPa]
 
Ultima modifica:

cold

Utente poco attivo
Professione: progettista
Software: CoCreate OSD
Regione: lombardia
#30
Ciao Druck,

innanzitutto grazie per la risposta. Fa sempre comodo un'informazione del genere. Adesso gli do un'occhiata. Grazie. Ciao
 

Druck

Utente Standard
Professione: Progettazione Meccanica
Software: Solidworks / Cosmos / Floworks
Regione: Lombardia
#31
Nulla, trovare metodi analitici è sempre ostico, non dirlo a me che mi ci scontro sempre....

Vorrei fare una domanda a tutti comunque:

Non avete un metodo piu' teorico per stimare meglio la resistenza dei filetti?
Lo chiedo perchè mi sembra impossibile che non si trovino metodi teorico/analitici piu' complessi che meglio simulano la filettatura.

Tempo fa avevo cercato, per via di un'osservazione da parte di un cliente, ma non avevo trovato nulla....

THX
 

Alesilve

Utente poco attivo
Professione: Ing.
Software: Solidworks
Regione: Lombardia
#33
Ciao a tutti, sono nuovo del forum e sono molto interessato alla discussione.
Mi capita a volte di imbattermi nel problemone in questione...vi dico quel che ho imparato:
1- normalmente la verifica dei filetti non si fa mai perchè dovrebbe cedere sempre la sezione resistente della vite. Ma questo vale solo esclusivamente per le viti standard normate.
2- se cedono i filetti o si sono dimensionati male ( se non sono standard ) o hanno difetti meccanici.
3- la lunghezza dei dadi cambia poco o nulla....studi del settore dimostrano che il carico si distribuisce quasi esclusivamente sui primi tre filetti in presa...sul primo circa il 40%,sul secondo 30% e sul terzo circa il 10%. Dadi più alti non servono a molto.
4- per la verifica dei filetti esiste ampissima e disuniforme trattazione, io mi affido alle Roark's Formulas Stress and Strain ma ogni tanto uso anche testi universitari...ciò che differenzia le diverse analisi è la suddivisione dei carichi sui filetti e la considerazione o meno del bending.

Ora vi pongo io una questione: supponiamo di avere un prigioniero normato che lavora a trazione. Da una parte il fissaggio avviene con un dado, dall'altro all'interno di un corpo fuso di materiale molto meno resistente. Secondo le regole, essendo il filetto normato, dovrei verificare la resistenza della sezione della vite a trazione e basta, ma essendo il materiale del corpo fuso più debole temo di dover verificare anche il filetto del corpo fuso onde evitare che si sfiletti. Questo anche se in realtà è tutto normato. E' effettivamente così o mi sfugge qualcosa sui prigionieri? Qualcuno sa qualcosa in merito?

Infine, qualcuno conosce normative o codici che definiscono le possibili associazione dei materiali tra dadi e tiranti/prigionieri ( che so, prigioniero in A193 B16, di solito usato per le alte temperature, con quali materiali per dadi può essere accoppiato )? Qualcosa è presente sulle ASTM di riferimento ma non è esuriente.

Grazie in anticipo per l'attenzione.

Ciao
 
Professione: ♔ Technical manager - Mechanical engineer ♚
Software: SolidWorks, DraftSight, Me10, Freecad, KissSoft, Excel
Regione: Lombardia
#34
Ciao a tutti, sono nuovo del forum e sono molto interessato alla discussione.
Mi capita a volte di imbattermi nel problemone in questione...vi dico quel che ho imparato:
1- normalmente la verifica dei filetti non si fa mai perchè dovrebbe cedere sempre la sezione resistente della vite. Ma questo vale solo esclusivamente per le viti standard normate.
2- se cedono i filetti o si sono dimensionati male ( se non sono standard ) o hanno difetti meccanici.
3- la lunghezza dei dadi cambia poco o nulla....studi del settore dimostrano che il carico si distribuisce quasi esclusivamente sui primi tre filetti in presa...sul primo circa il 40%,sul secondo 30% e sul terzo circa il 10%. Dadi più alti non servono a molto.
4- per la verifica dei filetti esiste ampissima e disuniforme trattazione, io mi affido alle Roark's Formulas Stress and Strain ma ogni tanto uso anche testi universitari...ciò che differenzia le diverse analisi è la suddivisione dei carichi sui filetti e la considerazione o meno del bending.

Ora vi pongo io una questione: supponiamo di avere un prigioniero normato che lavora a trazione. Da una parte il fissaggio avviene con un dado, dall'altro all'interno di un corpo fuso di materiale molto meno resistente. Secondo le regole, essendo il filetto normato, dovrei verificare la resistenza della sezione della vite a trazione e basta, ma essendo il materiale del corpo fuso più debole temo di dover verificare anche il filetto del corpo fuso onde evitare che si sfiletti. Questo anche se in realtà è tutto normato. E' effettivamente così o mi sfugge qualcosa sui prigionieri? Qualcuno sa qualcosa in merito?

Infine, qualcuno conosce normative o codici che definiscono le possibili associazione dei materiali tra dadi e tiranti/prigionieri ( che so, prigioniero in A193 B16, di solito usato per le alte temperature, con quali materiali per dadi può essere accoppiato )? Qualcosa è presente sulle ASTM di riferimento ma non è esuriente.

Grazie in anticipo per l'attenzione.

Ciao
Che vi sia da qualche parte l'abbinamento di materiali consigliati direi che non ne ho idea.
Per quanto riguarda i prigionieri direi che non credo esista una norma specifica che ti dice: "se la vite è normata allora resiste" ma esistono le normative che trattano la bullonatura come Eurocodice 3 (UNI ISO 1993), ex UNI CNR 10011 ecc.

E' noto, come trattato su tutti i libri e le norme, che vite e dado devono essere circa dello stesso materiale in modo da avere caratteristiche meccaniche comparabili e tutto funziona perfettamente.
Come scritto in diversi post (di cui ci sono formule e dimostrazioni in merito al minimo filetto in presa), si rende strettamente necessario verificare vite e/o madrevite qualora la differenza di caratteristiche meccaniche dei de componenti risulti evidente.

Esempio vite TCE M8x20 8.8 con matrice in EN-GJM B-350-10 direi che per lo meno 12 mm devono essere in presa visto il rapporto tra i due carichi di snervamento dei materiali.
 
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Inventor/Rhinoceros/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
#35
Che vi sia da qualche parte l'abbinamento di materiali consigliati direi che non ne ho idea.
Per quanto riguarda i prigionieri direi che non credo esista una norma specifica che ti dice: "se la vite è normata allora resiste" ma esistono le normative che trattano la bullonatura come Eurocodice 3 (UNI ISO 1993), ex UNI CNR 10011 ecc.

E' noto, come trattato su tutti i libri e le norme, che vite e dado devono essere circa dello stesso materiale in modo da avere caratteristiche meccaniche comparabili e tutto funziona perfettamente.
Come scritto in diversi post (di cui ci sono formule e dimostrazioni in merito al minimo filetto in presa), si rende strettamente necessario verificare vite e/o madrevite qualora la differenza di caratteristiche meccaniche dei de componenti risulti evidente.

Esempio vite TCE M8x20 8.8 con matrice in EN-GJM B-350-10 direi che per lo meno 12 mm devono essere in presa visto il rapporto tra i due carichi di snervamento dei materiali[/B].


Riprendo il post perchè ho un problema simile.
Potresti spiegarmi come sei arrivato a quei 12mm?

Il mio problema è che devo movimentare un componente di circa 50 kg e pensavo di farlo usando un golfare.
Il foro per il golfare verrà realizzato su ghisa sferoidale GJS 500. Il golfare è certificato, ma io devo verificare la madrevite sulla ghisa?
 
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#36
Se torni indietro qualche post o cerchi le mie spiegazioni per la lunghezza di filetto vedrai che il rapporto tra lo snervamento di uno dei due diviso l'altro (vite/madrevite o inverso) prendi il più sfavorevole...e fai i conti con le formule.
Praticamente si eguagliano gli sforzi tra taglio del filetto e trazione....una trattazione di un paio di pagine ...e poi vien fuori sta formula. Ce n'è un'altra ancora più magra che dona un paio di giri di filetto in meno...però poi sapendo come fanno i fori filettati e che materiali con i falsi certificati...meglio non rischiare.

- - - Aggiornato - - -

Il golfare può tenere anche 1000000ton ma se la ghisa o il cioccolato non tiene più di 1grammo...non tiri su.
 

TECNOMODEL

Utente Senior
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Software: Inventor/Rhinoceros/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
#37
Se torni indietro qualche post o cerchi le mie spiegazioni per la lunghezza di filetto vedrai che il rapporto tra lo snervamento di uno dei due diviso l'altro (vite/madrevite o inverso) prendi il più sfavorevole...e fai i conti con le formule.
Praticamente si eguagliano gli sforzi tra taglio del filetto e trazione....una trattazione di un paio di pagine ...e poi vien fuori sta formula. Ce n'è un'altra ancora più magra che dona un paio di giri di filetto in meno...però poi sapendo come fanno i fori filettati e che materiali con i falsi certificati...meglio non rischiare.

- - - Aggiornato - - -

Il golfare può tenere anche 1000000ton ma se la ghisa o il cioccolato non tiene più di 1grammo...non tiri su.
Sta formula proprio non è dato di saperla?
 

TECNOMODEL

Utente Senior
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Software: Inventor/Rhinoceros/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
#39
Grazie, avevo letto ieri sera quella discussione, si vede che la stanchezza mi ha fatto sfuggire la formula.