Test colloquio lavoro

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#41
Ma cosa c'entra tutto questo con l'argomento del thread?

Se vuoi allagare quanto è stato scritto con una marea d'altro, fallo pure: chi ci rimette è il forum, non io. Chi giudicherà sono altri, non io.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Technical manager - Mechanical engineer 🔩📐
Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#42
Ma cosa c'entra tutto questo con l'argomento del thread?

Se vuoi allagare quanto è stato scritto con una marea d'altro, fallo pure: chi ci rimette è il forum, non io. Chi giudicherà sono altri, non io.
Non è una marea d'altro. C'entra e come. Hai una fune precaricata e ci attacchi del peso ed è uguale ad avere un peso e un peso aggiuntivo.

Tu sostieni che non si sommano i tiri. I tiri si sommano eccome e ti sto facendo un esempio reale non astratto.

Non esiste precarica se non ci metti una forza.
Vediamo di capirci....
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Technical manager - Mechanical engineer 🔩📐
Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#44
Cosa vuoi che ti dica... fai parte di quelli che hanno risposto "no". E come ho detto prima, tranquillo, sei in abbondante compagnia.
Non me ne dispiaccio perché la realtà è diversa da una supposizione irrealizzabile. C'è della differenza tra "si rompe" e "non si rompe".
 

PaoloColombani

Utente Standard
Professione: Progettista Industriale / R&D
Software: Rhino, Alias, SW, Inventor, Lisa, OpenFoam, altri
Regione: Emilia
#45
Bellissima discussione, proprio prima di andare a letto giova al sonno!

@ meccanicamg
I tiri non si sommano, anche se è molto facile ingannarsi. Prova ad immaginare di aggiungere progressivamente carico al piattello; solo raggiunti i 2 N di forza peso, eguagli esattamente la tensione che tiene il piattello premuto al supporto fisso, azzerando la forza con cui esso preme sul supporto. Da lì, aumentando il carico (C > 20 N) inizia il distacco del piattello dal supporto. Ma finché tensione e carico non si eguagliano, la forza di trazione della fune è sempre uguale alla sua forza di tensionamento: è il concetto fondamentale di precarico.

@ exxon
Se supponi che il filo sia inestensibile, entri nell'ipotesi del corpo rigido, con rigidezza infinita. Non sarebbe concettualmente possibile applicare una tensione interna ad un corpo rigido per il quale invece sarebbe richiesto un comportamento di tipo elastico. Non so se il candidato che ha risposto che il caso è indeterminato, avesse fatto questa considerazione.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Technical manager - Mechanical engineer 🔩📐
Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#46
il fatto è che i 2 N non vanno sommati ai 10 kg per ottenere il carico. una volta applicato il carico (che però deve superare i 2 N per creare un distacco, e quindi un ulteriore allungamento del filo) è solo quest'ultimo a tendere il filo, per 98 N. questo perchè il supporto S è fisso e rigido. tra un carico applicato di 0 N e 2 N il filo proprio non vede alcuna differenza di carico
è stato uno degli scogli più ardui da capire ai tempi di costruzione di macchine, è lo stesso caso della vite serrata
Sarò duro di comprendonio ma non sono per niente d'accordo. Se ha precarica zero ha tutti i 100N da potersi attaccare. Se è precaricata di 2N gliene rimangono 98N poi si spacca.
Però se è inestensibile non fa allungamento...quindi non si stacca mai e quindi diventa infinitamente robusto e cede solo con carico che tende a infinito.
Qualcosa cozza.

Una vite montata con precarico nullo può sopportare una forza di trazione dovuta al carico esterno superiore rispetto alla vite precaricata al 80% dello snervamento.

Se invece vogliamo usare le piastre ad attrito sicuramente per fare slittare le facce devo applicare una forza di separazione pari al precarico e poi ancora un pochino. Ma il gambo della vite sente tutta la forza del precarico che ho vinto e della forza aggiuntiva (il pochino).

Abbiamo un po' di campionature su viti M24 e M30 al riguardo e se fosse vero che precarico alla morte e poi la mia vite resiste al 100% avremmo inventato il moto perpetuo, che pertanto ci siano persone convinte che esista, non c'è per ora.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Technical manager - Mechanical engineer 🔩📐
Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#47
Bellissima discussione, proprio prima di andare a letto giova al sonno!

@ meccanicamg
I tiri non si sommano, anche se è molto facile ingannarsi. Prova ad immaginare di aggiungere carico man mano al piattello, solo raggiunti i 2 N di forza peso, eguagli esattamente la tensione che tiene il piattello premuto al supporto fisso, azzerando la forza con cui esso preme sul supporto. Da lì, aumentando il carico (C > 20 N) inizia il distacco del piattello dal supporto. Ma finché tensione e carico non si eguagliano, la forza di trazione della fune è sempre uguale alla sua forza di tensionamento: è il concetto fondamentale di precarico.
Non riesco a vederlo come dici anche tu.
Una forza che sia precarico o meno la ottieni con un'applicazione di peso.

Voi mi dite che:
Se tu hai dato 2N in qualche modo per allungare e mettere in posizione il piattello, hai 2N e il piattello non scorre in orizzontale.
Poi ci attacchi al piattello un peso crescente che si sottrae ai 2N per dare la sollecitazione al filo perché ti servono 2N per arrivare a scaricare il piattello dalla piastra e poi 98N utili ti abbassi ancora. Ma sto povero filo ne sente 100N perché quei 2N trazionavano il filo.

Eppure non torna la cosa perché ho già usato parte della sua capacità di carico e la residua si riduce.

Col filo rigido non c'è storia....cosa si allunga? K•x non c'è....
 

Onda

Moderatore
Staff Forum
Professione: Ingegnere Meccanico settore Navale
Software: SolidWorks 2017, Rhino v6, Autocad 2008, Patran 2014, Nastran 2014, Apex,
Regione: Italia
#48
Quando applico i 10kg cioè 98.1 N il filo si stacca dal piattello, per cui i 2N di pretensionamento iniziale scompaiono e il filo vede soltanto i 98.1 N applicati e quindi non si rompe.
Fintanto che applico una forza inferiore al pretensionamento il filo non vede aumento di carico, semplicemente sto spostando il carico dall'interfaccia piattello vincolo al carico applicato. quando il carico passa il pretensionamento, il filo vede un aumento di carico e si "dimentica" del pretensionamento.
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
Staff Forum
Professione: Ingegnere meccanico
Software: SolidEdge CoCreate Salome-Meca
Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#49
Quando applico i 10kg cioè 98.1 N il filo si stacca dal piattello, per cui i 2N di pretensionamento iniziale scompaiono e il filo vede soltanto i 98.1 N applicati e quindi non si rompe.
Fintanto che applico una forza inferiore al pretensionamento il filo non vede aumento di carico, semplicemente sto spostando il carico dall'interfaccia piattello vincolo al carico applicato. quando il carico passa il pretensionamento, il filo vede un aumento di carico e si "dimentica" del pretensionamento.
Fin qui' siamo tutti d'accordo. Il problema e' che il testo dell'esercizio specifica che il filo e' inestensibile.
 

Onda

Moderatore
Staff Forum
Professione: Ingegnere Meccanico settore Navale
Software: SolidWorks 2017, Rhino v6, Autocad 2008, Patran 2014, Nastran 2014, Apex,
Regione: Italia
#50
Probabilmente ho letto male il quesito. ho considerato il filo elastico, per cui la mia risposta è corretta in quel caso. con il filo inestensibile, effettivamente non si scarica il pretensionamento, per cui non sono convinto della risposta. ma non sono convinto che sia possibile una risposta perché non è possibile dare un pretensionamento ad una cosa inestensibile. Poiché per dare un pretensionamento devo dare uno spostamento, se è tutto inestensibile come mi sposto di un infinitesimo i carichi vanno all'infinito.
Detto questo. poichè il filo è inestensibile, considerando che ha già 2N di forza e che applicando il carico non si scarica del suo pretensionamento, perchè appunto inestensibile, quando lo carico con 98.1N il filo ne vede 100.1 totali e si rompe
 

ale_.93

Utente Junior
Professione: Ingegnere meccanico - Calculation Engineer
Software: Hypermesh-Nastran-NX-Solidworks-NX10-Autocad-Matlab-Simulink
Regione: Italia
#51
Chi ha risposto no, non si crucci: è in folta compagnia... questa può essere una buona occasione per imparare qualcosa che anche se semplice, non è proprio così ovvio. La risposta giusta è ovviamente "sì".

Dei sei candidati, uno non ha risposto, adducendo che il problema non aveva soluzione (???), gli altri cinque hanno risposto tutti "no".

Ieri, un paio dei candidati aveva una preparazione generale più che discreta e mi sarei aspettato la risposta corretta, invece no. Sono un po' sollevato nel vedere che qui, molti hanno risposto "sì". Ovvio che ogni risposta è influenzata dalle precedenti, ma ho aperto il thread con il timore di non trovare alcuno desse la risposta giusta.

Per chi avesse risposto "no" e avesse dei dubbi, osservi l'immagine qui sotto.

View attachment 53186

La tensione nel filo è data dalla molla allungata dalla sua posizione di riposo quel tanto che basta a generare i 2 N.

Ora, pensi di attaccare al piattello una massa di 0.1 kg.

- Si è mosso qualcosa?
- La molla esercita la stessa forza?
- La tensione nel filo è cambiata?

Confrontando queste constatazioni con i presupposti utilizzati per aver risposto "no", probabilmente comprenderà l'errore.
Io avrei risposto NO. Il tuo ragionamento è corretto ma il testo dice esplicitamente che si tratta di un filo INESTENSIBILE per cui ho pensato di non modellarlo con una molla. Sbaglio?
 

Cristallo

Utente Standard
Professione: Leggo e confronto
Software: Lettura critica
Regione: Fuori dalla cerchia
#52
Chiedo venia in anticipo agli ingegneroni, ma dal basso della mia preparazione (sto completando il corso per l'accesso ad aiuto geometra), meccanica dice una cosa che vi sfugge e non riesce a farvi capire.
Condizioni iniziali (anche se specificato dopo il quesito):
Punto O fisso, punto F fisso, filo precaricato di 2N -> spostamento nel punto O=0.00 Spostamento punto S = 0.00, tensione assiale nel fino 2N, anzi chiamiamolo con il suo segno -2N (anche se dichiarato dopo)
Condizione di carico -> applico 98,07N al piattello:
I punti sono fissi e non si spostano il piattello si (teorico ma annullato dalla inestensibilità del filo), da cui deriva che:
carico al livello del piattello: +98,07 + (-2,00n)= 96,07N
tensione interna del filo: +98,07 + 2,00N = 100.07N ->oltre la resistenza garantita
Anche nel caso dell'interposizione dela molla il discorso vale: nel tratto tra il punto O e la molla la tensione nel filo vale sempre 98,07+2,00 e quindi fuori specifica.

Però, ripeto, questo è il punto di vista di uno che sta appena iniziando a capire come funzionano forze, momenti etc.
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
#53
Aggiungo pure io la mia...

Il problema è mal posto, le condizioni iniziali sono contraddittorie e incongruenti.
Inizialmente si parla di filo INESTENSIBILE, PRETENSIONATO tra due supporti FISSI?
Fisicamente è qualcosa di impossibile. Pretensionare significa applicare una forza iniziale al fine di raggiungere uno stato iniziale. Il che significa che inizialmente il filo non era perfettamente rettilineo, per capirci aveva svergolamenti dovuti ad una situazione di precompressione iniziale.
Diciamo allora che con quei 2 N ho superato le tensioni iniziali del cavo che partendo da una lieve situazione di precompressione ora si trova completamente disteso con azioni interne nulle...certo se così fosse sarebbe in grado di sostenere i 10 kg successivi, il problema è che il cavo inizialmente viene definito inestensibile quindi più che ad un cavo si dovrebbe pensare ad un tirante che viene caricato (in trazione) di 2 N e poi successivamente di altri 98.1 N e quindi andrebbe alla rottura.
Non a caso dopo aver definito inestensibile il filo successivamente nel dare la spiegazione lo idealizzi come una molla...che fisicamente è quanto di meno inestensibile esista, anzi è il modello di elasticità per eccellenza.

Sinceramente tutto il discorso mi sembra un po una supercazzola con triplo scappellamento a sinistra...
 

ceschi1959

Utente Standard
Professione: progettista
Software: UG 11 - NX1872 TC12
Regione: veneto
#55
Immaginiamo un'asta tra due pareti a distanza fissa che viene raffreddata di una quantità tale che si genera una tensione (di trazione) interna di 2N e quindi siamo nel caso esposto da EXXON. Riscaldiamo poi l'asta in modo da avere una tensione (di compressione in questo caso) di 98,06 N. Non c'è alcuno spostamento.
Mi ricordo di un esercizio simile a Scienza delle Costruzioni…. nella seconda metà del secolo scorso ormai ;)
 

Cristallo

Utente Standard
Professione: Leggo e confronto
Software: Lettura critica
Regione: Fuori dalla cerchia
#56
Immaginiamo un'asta tra due pareti a distanza fissa che viene raffreddata di una quantità tale che si genera una tensione (di trazione) interna di 2N e quindi siamo nel caso esposto da EXXON. Riscaldiamo poi l'asta in modo da avere una tensione (di compressione in questo caso) di 98,06 N. Non c'è alcuno spostamento.
Mi ricordo di un esercizio simile a Scienza delle Costruzioni…. nella seconda metà del secolo scorso ormai ;)
Hai ragione nell'esempio che porti, ma usciamo fuori dalle condizioni del quesito come posto. Per molti versi.
Il piattello è libero di muoversi e non è confinato dai due muri, per cui non avrai mai la condizione di passare da una trazione ad una compressione, nell'asta in esame.
Poi non è un'asta ma un filo per cui, per definizione, in un filo non puoi avere compressione.
Nasce come trazione e trazione resta anche dopo l'applicazione del carico.
Se volessi seguire il tuo esempio, dovrei dire raffreddo l'elemento fino ad avere 2N di tensione, poi lo raffreddo ancora per aggiungere altri 98,06N, cosa otterresti?
Il nocciolo della questione sta nel MENO 2N, condizione garantita esclusamente dalla presenza della piastra S e dal tipo di vincolo del piattello (unidirezionale).
Ripeto, è corretto dire che AL PIATTELLO ci saranno 98-2 Newton, ma è altrettanto corretto dire che appena dopo il piattello ci saranno 98+2 Newton.

Mi sembra quasi come un tizio che guardando in cielo mette il polpastrello davanti alla Luna, sobbalza e pensa: "Cazzarola sono ingrassato parecchio, ho il pollice quanto la Luna ormai"
Ma ricordavo che questi menate si facevano alle medie per scherzare, non pensavopotessero essere oggetto di test d'assunzione... brrrr.....
 

haga78

Utente Junior
Professione: progettista meccanico
Software: SolidWorks, SolidEdge, AutoCAD
Regione: Italy
#57
Quando applico i 10kg cioè 98.1 N il filo si stacca dal piattello, per cui i 2N di pretensionamento iniziale scompaiono e il filo vede soltanto i 98.1 N applicati e quindi non si rompe.
Fintanto che applico una forza inferiore al pretensionamento il filo non vede aumento di carico, semplicemente sto spostando il carico dall'interfaccia piattello vincolo al carico applicato. quando il carico passa il pretensionamento, il filo vede un aumento di carico e si "dimentica" del pretensionamento.
Vero, ho cannato anch'io.

Probabilmente ho letto male il quesito. ho considerato il filo elastico, per cui la mia risposta è corretta in quel caso. con il filo inestensibile, effettivamente non si scarica il pretensionamento, per cui non sono convinto della risposta. ma non sono convinto che sia possibile una risposta perché non è possibile dare un pretensionamento ad una cosa inestensibile. Poiché per dare un pretensionamento devo dare uno spostamento, se è tutto inestensibile come mi sposto di un infinitesimo i carichi vanno all'infinito.
Detto questo. poichè il filo è inestensibile, considerando che ha già 2N di forza e che applicando il carico non si scarica del suo pretensionamento, perchè appunto inestensibile, quando lo carico con 98.1N il filo ne vede 100.1 totali e si rompe

Aggiungo pure io la mia...

Il problema è mal posto, le condizioni iniziali sono contraddittorie e incongruenti.
Inizialmente si parla di filo INESTENSIBILE, PRETENSIONATO tra due supporti FISSI?
Fisicamente è qualcosa di impossibile. Pretensionare significa applicare una forza iniziale al fine di raggiungere uno stato iniziale. Il che significa che inizialmente il filo non era perfettamente rettilineo, per capirci aveva svergolamenti dovuti ad una situazione di precompressione iniziale.
Diciamo allora che con quei 2 N ho superato le tensioni iniziali del cavo che partendo da una lieve situazione di precompressione ora si trova completamente disteso con azioni interne nulle...certo se così fosse sarebbe in grado di sostenere i 10 kg successivi, il problema è che il cavo inizialmente viene definito inestensibile quindi più che ad un cavo si dovrebbe pensare ad un tirante che viene caricato (in trazione) di 2 N e poi successivamente di altri 98.1 N e quindi andrebbe alla rottura.
Non a caso dopo aver definito inestensibile il filo successivamente nel dare la spiegazione lo idealizzi come una molla...che fisicamente è quanto di meno inestensibile esista, anzi è il modello di elasticità per eccellenza.

Sinceramente tutto il discorso mi sembra un po una supercazzola con triplo scappellamento a sinistra...

L'impostazione infatti è fuorviante.

Per come era posto il problema l'unica risposta sensata è stata "il problema non ha soluzione"
Alla fine forse è stato l'unico ad avere ragione, a conferma che il saggio è colui che sa di non sapere
Exxon mi sa che a questo punto devi assumere lui :LOL:
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Technical manager - Mechanical engineer 🔩📐
Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#58
Per fortuna che sono decenni che si fanno i tiranti scaldati, montati a caldo e pure pretensionati con coppia nota e il carico assiale totale è il ritorno elastotermico ed elastico puro della coppia aggiuntiva.
 

PaoloColombani

Utente Standard
Professione: Progettista Industriale / R&D
Software: Rhino, Alias, SW, Inventor, Lisa, OpenFoam, altri
Regione: Emilia
#59
Si ceschi, ma la tensione interna dell'asta (o la reazione che essa provoca sui vincoli) anche in questo caso è sempre data dalla sua risposta elastica rispetto alla condizione di riposo, che sarebbe la condizione dell'asta non vincolata. Infatti, se svincoli l'asta, essa si dispone alla sua estensione di equilibrio, ovvero una estensione precisa per una temperatura precisa. Alla fine è sempre la proprietà elastica del corpo che fornisce la tensione. No?
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
Staff Forum
Professione: Ingegnere meccanico
Software: SolidEdge CoCreate Salome-Meca
Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#60
Si ceschi, ma la tensione interna dell'asta (o la reazione che essa provoca sui vincoli) anche in questo caso è sempre data dalla sua risposta elastica rispetto alla condizione di riposo, che sarebbe la condizione dell'asta non vincolata. Infatti, se svincoli l'asta, essa si dispone alla sua estensione di equilibrio, ovvero una estensione precisa per una temperatura precisa. Alla fine è sempre la proprietà elastica del corpo che fornisce la tensione. No?
C'e' stato un errore di definizione iniziale fra chi ha parlato di tensione (forze per unita' di superficie) quando invece intendeva lo sforzo (valore complessivo applicato all'elemento inteso nella sua interessa). Poi il resto l'ha fatta la definizione di "inestensibile" che rende il problema irreale. Detto questo anche io non sottoporrei mai un candidato ad un test trabocchetto come questo. mi sfugge che qualita' dovrebbero venir fuori, se la capacita' di ragionare, quella di dire al capo che ha detto una sciocchezza, quella di trovare ugualmente una soluzione ad un problema irrisolvibile, boh?