Sistema di controllo

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
Buongiorno a tutti,
su richiesta del mio titolare mi trovo a dovermi inventare un sistema di controllo che ci permetta di intercettare errori nei nostri prodotti.
Premessa doverosa per capire meglio la situazione: azienda di circa 20 dipendenti cresciuta molto negli ultimi tempi (4 anni fa c'erano 5 dipendenti), produciamo attrezzature per trasformazione di materie plastiche.
Il problema che si presenta è relativo a piccoli errori in alcune parti. A volte è un errore dell'opeartore a macchina che non rispetta una tolleranza, a volte può essere una lavorazione che non viene eseguita (ciclo di lavoro lungo ed in più fasi), altre volte una lavorazione esterna non eseguita bene.
Questi errori vengono spesso riscontrati in fase di assemblaggio, e già qui può essere un problema perchè i pezzi sono trattati termicamente o superficialmente e la data di consegna è vicina.
A volte però l'errore non viene nemmeno intercettato dai montatori, quindi il cliente si ritrova con il problema quando installa o quando avvia l'impianto.
Non abbiamo un addetto al controllo qualità, è un obbiettivo ma per ora l'azienda non vorrebbe assumere ulteriori persone.
Il titolare ha quindi chiesto a me ed al mio collega in UT di provare a studiare un metodo che ci permetta di intercettare gli errori.
Ci stiamo ragionando su da ieri ma non abbiamo avuto grosse idee, si è pensato ad una procedura, una check list o cose del genere ma non ci sembra molto adatta, anche perchè diventerebbe un libro se inseriamo tutte le eventualità che possono succedere.
Qualcuno ha idee, suggerimenti, documenti da suggerire ecc.?
 

MassiVonWeizen

Utente Senior
Professione: disegnatore
Software: solidworks 2019
Regione: Friuli Venezia Giulia
a me sembra improbabile trovare un sistema che rilevi determinati errori se non quella di una persona preposta e qualificata per farlo.
sui tre esempi che hai portato forse solo quello della lavorazione può essere risolta creando un memorandum che accompagna il pezzo e che deve essere vidimato ad ogni step.
per il rispetto delle misure si obbligherebbe l'operatore a verificarle interrompendo la catena produttiva (a meno che i tempi di lavorazione in macchina non permettano di fare i controlli in tutta sicurezza)
per gli errori delle lavorazioni esterne non vedo proprio come sia possibile rilevarle se non controllando i pezzi prima di inviarli al montaggio.
io inizierei a stilare un censimento degli errori per stabilire zone critiche: fornitori poco precisi, personale da superisionare, punti ciechi nella transizione del pezzo... e di conseguenza intervenire a monte o a valle
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
Il controllo qualità è forse l'argomento più trattato nel mondo industriale. Sono stati scritti milioni di pagine, fatte milioni di ore di insegnamento in tutti gli atenei, creato in pratica anche un corso di laurea specifico. C'è un intero gruppo di mansioni trasversali dal livello dirigenziale a quello operativo che riguarda solo ed esclusivamente la qualità. Ci hanno pure fatto sopra un'intera norma (tra le più corpose e complesse).

Ora tu chiedi se c'è un metodo per evitare tutta questa manfrina e assicurare la qualità nella tua azienda.

Non ti sembra un po'... curioso?
 

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
Il controllo qualità è forse l'argomento più trattato nel mondo industriale. Sono stati scritti milioni di pagine, fatte milioni di ore di insegnamento in tutti gli atenei, creato in pratica anche un corso di laurea specifico. C'è un intero gruppo di mansioni trasversali dal livello dirigenziale a quello operativo che riguarda solo ed esclusivamente la qualità. Ci hanno pure fatto sopra un'intera norma (tra le più corpose e complesse).

Ora tu chiedi se c'è un metodo per evitare tutta questa manfrina e assicurare la qualità nella tua azienda.

Non ti sembra un po'... curioso?
Dove avrei chiesto una c....ata del genere?
Ho scritto chiaramente che per ora non c'è un addetto, è un obbiettivo dell'azienda averlo ma la cosa non è imminente, anche perchè va creata la struttura, non basta assumere una persona.
Quello su cui stiamo ragionando è su come muoverci in questa fase di transizione, fase tra l'altro che ci vede con un grosso carico di lavoro, cosa che non agevola la qualità.
 

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
a me sembra improbabile trovare un sistema che rilevi determinati errori se non quella di una persona preposta e qualificata per farlo.
sui tre esempi che hai portato forse solo quello della lavorazione può essere risolta creando un memorandum che accompagna il pezzo e che deve essere vidimato ad ogni step.
per il rispetto delle misure si obbligherebbe l'operatore a verificarle interrompendo la catena produttiva (a meno che i tempi di lavorazione in macchina non permettano di fare i controlli in tutta sicurezza)
per gli errori delle lavorazioni esterne non vedo proprio come sia possibile rilevarle se non controllando i pezzi prima di inviarli al montaggio.
io inizierei a stilare un censimento degli errori per stabilire zone critiche: fornitori poco precisi, personale da superisionare, punti ciechi nella transizione del pezzo... e di conseguenza intervenire a monte o a valle
Grazie Massi, mi pace l'idea del censimento degli errori.
Può essere un buon punto di partenza per rendersi conto di quali siano le criticità maggiori.
 

antonio_sc

Utente Junior
Professione: Ingegnere Meccanico
Software: PTC Creo Parametric
Regione: Campania
Un metodo che ho visto usare in un azienda simile alla tua è quello di "tracciare" le non conformità/possibili modifiche in un foglio excel condiviso (che rimanda ad altri link dettagliati di note/foto),quasi tutto parte dal montaggio :il richiedente la modifica segnava quello che aveva riscontrato e l'ufficio tecnico/ il resto dell'azienda ha la mappatura istantanea di quello che accade in officina (oltre ad uno storico),il tutto corredato da parole chiave,filtri ecc.. La standardizzazione dei processi/metodi regolamentati e la diffusione/condivisione di informazioni ad ogni modo aiuta parecchio.
 

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
Un metodo che ho visto usare in un azienda simile alla tua è quello di "tracciare" le non conformità/possibili modifiche in un foglio excel condiviso (che rimanda ad altri link dettagliati di note/foto),quasi tutto parte dal montaggio :il richiedente la modifica segnava quello che aveva riscontrato e l'ufficio tecnico/ il resto dell'azienda ha la mappatura istantanea di quello che accade in officina (oltre ad uno storico),il tutto corredato da parole chiave,filtri ecc.. La standardizzazione dei processi/metodi regolamentati e la diffusione/condivisione di informazioni ad ogni modo aiuta parecchio.
Interessante anche questa idea.
Immagino tu non abbia un esempio di come possa essere fatto il foglio di Excel.....
 

MassiVonWeizen

Utente Senior
Professione: disegnatore
Software: solidworks 2019
Regione: Friuli Venezia Giulia
quello che usiamo noi (non posso allegarlo) è strutturato grosso modo in questo modo:

numero progressivo
ordine di riferimento
tipologia (commercio, saldato, attrezzatura, lamiera....)
codice pezzo o identificativo univoco
quantità (specifica quanti ne sono stati ripresi per sistemarli, magari solo 5 su un lotto di 20)
competenza (in che punto della filiera è stto rilevato la non conformità; se in UT, area spedizioni, area montaggio, area veriniciatura...)
descrizione motivo (breve spiegazione della non conformità)
data
persona che inserisce (chi inserisce questa voce)
persona che valida (a chi viene segnalata, esamina e conferma questa voce)

io scrivo non conformità, ma intendo anche un'ijnterruzone della filiera o la ripresa di un particolare per svariati motivi: manca una lavorazione, ci si ferma perché manca materiale, ci si ferma perché serve fare un'attrezzatura apposita....

penspo che sia una cosa molto soggettiva che andrà migliorata col tempo per tararla sulle proprie necessità
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Anche noi avevamo un modulo xls tipo questo appena descritto però alla fine dopo un po' di mesi è stato piantato lì tutto perché è meglio fanáiman che fá giò carta.
 

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
quello che usiamo noi (non posso allegarlo) è strutturato grosso modo in questo modo:

numero progressivo
ordine di riferimento
tipologia (commercio, saldato, attrezzatura, lamiera....)
codice pezzo o identificativo univoco
quantità (specifica quanti ne sono stati ripresi per sistemarli, magari solo 5 su un lotto di 20)
competenza (in che punto della filiera è stto rilevato la non conformità; se in UT, area spedizioni, area montaggio, area veriniciatura...)
descrizione motivo (breve spiegazione della non conformità)
data
persona che inserisce (chi inserisce questa voce)
persona che valida (a chi viene segnalata, esamina e conferma questa voce)

io scrivo non conformità, ma intendo anche un'ijnterruzone della filiera o la ripresa di un particolare per svariati motivi: manca una lavorazione, ci si ferma perché manca materiale, ci si ferma perché serve fare un'attrezzatura apposita....

penspo che sia una cosa molto soggettiva che andrà migliorata col tempo per tararla sulle proprie necessità
Ci sto ragionando sopra per capire bene come impostarlo per le nostre necessità.
Poi di questi dati raccolti che utilizzo ne fate? Avete incontri periodici in cui analizzate la cosa?
Oppure c'è qualcuno che si occupa di tirare le somme e riferire a chi di dovere?
 

MassiVonWeizen

Utente Senior
Professione: disegnatore
Software: solidworks 2019
Regione: Friuli Venezia Giulia
Poi di questi dati raccolti che utilizzo ne fate
non ne ho idea, sono troppo in basso nella classe sociale. io compilo quello che mi viiene comunicato (in genere si tratta di un disegno sbagliato o poco chiaro oppure una ricodifica per x motivi)
Avete incontri periodici in cui analizzate la cosa?
credo di si, ma per il motivo sopra io non ne ho mai sentito parlare
Oppure c'è qualcuno che si occupa di tirare le somme e riferire a chi di dovere?
lo spero, altrimenti a che serve? presumo serva anche, in successivi passagi, a tener conto dei costi.

magari voi potreste aggiungere delle voci a commento tipo: causa del'intoppo (distrazione, mancata comunicazione tra reparti, nuovo fornitore causa tempi stretti...) possibili soluzioni (doppio controllo del materiale, condividere le respondabilità e creare maggior dialogo tra i capireparto, mandare piccoli lotti economici per testare l'affidabilità di nuovi fornitori da usar ein caso di emergenza...)
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Qui mi sono perso.......

E al posto di quel file ora cosa avete?
Non si fa più niente. Alla fine comparando il prima, il durante e il dopo procedura, è bastato sgridare tutti per avere migliori risultati. Ma il tutto non è cambiato così radicalmente. Si continua a non avere un controllo pezzi in ingresso e a caso bisogna fare il giro in officina per vedere cosa manca. Ci si accorge mentre si monta che i pezzi son sbagliati e si deve correre. Altissima flessibilità.
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
Le scorciatoie non servono a nulla. La qualità si costruisce con un sistema strutturato e con una capillare formazione a tutti i livelli. Se non fosse così, nessuno si sognerebbe di implementare la ISO9000.
O si sceglie questa strada, o si applica un sistema "artigianale" fatto di carota e bastone: pacca sulla spalla a chi lavora bene e cazziatone a combina guai.
 

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
Non è che la ISO9001 sia la panacea di tutti i mali.
Fino a luglio lavoravo in un azienda certificata, con procedure ben stabilite, strumentazione controllata ecc.
Il problema era la mentalità della dirigenza, per loro la certificazione era solamente un pezzo di carta utile a restare sul mercato, quindi ogni azione era intrapresa solo con l'idea di fare il minimo per avere il pezzo di carta.
In questo modo si perdevano tutto il buono che ci può essere dall'aver messo in piedi un sistema del genere, e si tenevano solo gli oneri.
Ed i risultati non erano un gran che, ho visto più volte interi lotti di produzione buttati perchè non venbivano fatti controlli previsti.

Tornando al nostro caso, siamo un azienda piccola in forte crescita, con relativi costi da sostenere.
Credo, e spero, che in futuro si arriverà ad un sistema strutturato, però da qualche parte bisogna cominciare e credo che i suggerimenti dati da Massi e Maccanicamg siano interessanti.
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
Quando scrivo "implementare la ISO9000", intendo ciò che ho scritto, non pagare un'azienda esterna per redigere tutti i moduli e la documentazione per ottenere "il pezzo di carta". Il concetto è simile a quello con cui si definisce ingegnere colui che ha appreso le conoscenze ingegneristiche e non chi ha comprato la laurea.

Io sono quasi sempre in accordo con Massi e meccanicamg, ma in questo caso viaggio un po' a lato. Non credo che fare una tabella su Excel, per quanto fatta bene possa essere, porti più di un miglioramento marginale. Peggio, può dare l'impressione di aver affrontato il problema, senza invece averlo fatto davvero.

Senza dubbio, affrontare il problema qualità per una piccola azienda è molto più oneroso che per una struttura di maggiori dimensioni. Ciò non toglie che spesso, nelle grandi aziende, l'ufficio qualità è un parcheggio per gente in perenne vacanza, con l'unico compito di compilare i moduli della ISO9000.

Ho però visto anche piccole aziende prendere i vantaggi della Norma e fregarsene del simbolino da mettere sulla carta intestata. In queste aziende, le varie figure della qualità sono ricoperte "ad interim" da chi ha già altre mansioni, e magari lo saranno per sempre.

Per migliorare la qualità bisogna prima di tutto sapere di cosa si sta parlando, e questo tipo di conoscenze non si apprende con l'esperienza, ma solo con lo studio specifico. Fare qualità non ha nulla a che vedere con "il fare le cose fatte bene" o "il fare le cose ancora meglio". Qualità è Management, è Direzione Aziendale: questo è il primo scoglio nelle piccole aziende, nelle quali "el Paron" (il proprietario) non vuole farsi dire da qualcun altro come prendere decisioni che crede di essere l'unico in grado di prendere. Lui ha fatto nascere l'azienda da zero, chi meglio di lui...

Quando al collaudo finale una macchina non funziona perché c'è un albero disassato, chi è in linea vede il problema e ritiene responsabile chi ha barenato le sedi; chi ha fatto quel lavoro controlla il programma, verifica di averlo seguito e ritiene responsabile chi ha generato il codice NC per la macchina; questo controlla il CAM e dà la colpa al modello CAD e così via. Tutti vedono le colpe degli altri perché in realtà nessuno è responsabile se non l'Amministratore (delegato o meno) che non ha implementato un sistema qualità.

Non a caso si chiama "sistema", proprio perché non basta "un responsabile della qualità" una tabella, un foglio. Neppure dieci o cento. La qualità deve permeare tutto e tutti, da chi fa le pulizie (nel pulito si lavora meglio) a chi controlla i pezzi alla CMM.

Purtroppo, quando una piccola realtà si rende conto di aver bisogno della "qualità", è perché si trova con i prodotti che rientrano non funzionanti e deve trovare una soluzione immediata, funzionale ed economica. Purtroppo ancora, la realtà è amara, e questa soluzione non esiste. Come ho scritto prima, non esistono scorciatoie.

Uno degli errori più comuni è quello di pensare di affrontare la questione "un po' alla volta", magari reparto per reparto, oppure prodotto per prodotto. Questa è nella maggior parte dei casi una scelta disastrosa che porta quasi sempre a un peggioramento generale dell'efficienza e della stessa qualità. Chi mette in atto questa strategia, parte normalmente dall'ufficio tecnico, dove il livello di preparazione degli addetti è maggiore e i concetti della qualità attecchiscono più facilmente e velocemente. Vero. Come purtroppo è vero che così facendo l'ufficio tecnico si scolla dal resto dell'azienda portando più problemi che benefici (si pensi ad esempio all'introduzione delle tolleranze di forma senza il coinvolgimento della produzione, esempio vissuto di persona...). Lo scollamento avviene anche verso l'alto, dove dopo un po', l'ufficio tecnico viene visto come perdere tempo in cose inutili e in generale tutta la "fuffa della qualità" appare come un costo senza benefici.

Cosa fare allora? Prima di tutto rendersi conto che non esistono scorciatoie e che i problemi contingenti vanno (per ora) affrontati e risolti come tali. Poi decidere un programma di introduzione della qualità con tempi adeguati e risorse calibrate sulle dimensioni aziendali. Può essere la ISO9000 con tanto di certificazione, oppure un sistema qualità interno (comunque basato sulla Norma) se l'azienda non ha interesse o non ha le risorse per una certificazione completa.

Dare il via a un'analisi di questo tipo è il primo passo nella direzione giusta.
 

PaoloColombani

Utente Standard
Professione: Progettista Industriale / R&D
Software: Rhino, Alias, SW, Inventor, Lisa, OpenFoam, altri
Regione: Emilia
Ci stiamo ragionando su da ieri ma non abbiamo avuto grosse idee,
Mi sembra uno sforzo inutile chiedere a qualcuno di re-inventare la ruota. Dovreste far capire al vostro capo che il problema è vasto ed è già stato affrontato e ampiamente sviluppato, pertanto la scelta più economica e ragionevole sarebbe quella di mettere in conto la consulenza di un esperto.

si è pensato ad una procedura, una check list o cose del genere ma non ci sembra molto adatta, anche perché diventerebbe un libro se inseriamo tutte le eventualità che possono succedere.
Purtroppo è così, il controllo qualità è molto costoso. L'unica scorciatoia possibile sarebbe quella di non avere alcun controllo della qualità.
Magari è possibile renderlo più snello, ad esempio lavorando sul controllo di processo. Un ulteriore modo per snellire il controllo qualità è quello di procedere in modo statistico, vale a dire progettare la gestione della qualità sulle eccezioni più frequenti (già accadute o riscontrate), tralasciando tutte quelle possibili ma mai accadute, accettando il rischio residuo. Rimane però il criterio prioritario. Ad esempio, il controllo di tenuta è comunque indispensabile per un componente che non può e non deve assolutamente presentare delle perdite.