Sistema a guide ortogonali, attrito radente-volvente

volaff

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#41
La vera verità è che solo Exxon ci può illuminare di tutto, mentre noi tutti scriviamo solo inesattezze.
E si continua così.....che qualcuno ci metta un freno se non vogliamo che alcuni utenti se ne vadano, stufi delle incessanti e noiose modalità che si stanno vedendo.
L'argomento è assai interessante. Molto meno lo è il modo di in cui vengono passate le informazioni di cui tutti ringraziamo.
Certi modi sono veramente fastidiosi e, come dice meccanicamg, forse è meglio mettere un freno...

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#42
Tra le tante cose....l'attrito volvente è solo l'indice di spostamento della reazione verticale rispetto al centro del corpo che ruota. Sempre presente l'attrito statico o dinamico tra punto/riga di contatto tra gli elementi che si muovono, tant'è che se non c'è aderenza tra rullino e pista si ha scivolamento e quindi superamento della capacità che ha il coefficiente di attrito dinamico di mantenere uguali le velocità tangenziali di contatto.
 
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#43
L'argomento è assai interessante. Molto meno lo è il modo di in cui vengono passate le informazioni di cui tutti ringraziamo.
Certi modi sono veramente fastidiosi e, come dice meccanicamg, forse è meglio mettere un freno...

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Infatti, purtroppo sempre più spesso thread interessanti vengono mandati in vacca, consentitemi il termine, da certi atteggiamenti polemici.
 
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#44
Sinceramente si... sono un po stufo... qualcuno sta rompendo un poco.. scusate! Le persone veramente intelligenti sono quelle che non fanno pesare la loro intelligenza e non polemizzano ad ogni virgola sbagliata o che presumono sia sbagliata!
 

exxon

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#45
Meglio un solo post con informazioni errate piuttosto che una discussione argomentata?

E' un parere come un altro. Io sono convinto che siano più i lettori felici di sentire pareri diversi e avere spunti per poter valutare autonomamente quanto scritto, di quelli che preferiscono la singola "verità" da foglio Excel.

A vantaggio dei primi, voglio condividere due documenti sull'argomento: il primo a nome di Oleg Makarenkov, Department of Mathematical Sciences, University of Texas at Dallas; il secondo redatto da N.E. Leonard (University of Mariland) e P.S. Krishnaprasad (Harvard University).

In questi lavori, la trattazione introduttiva può chiarire alcuni punti che era impossibile dettagliare nei post precedenti. Il secondo, in particolare, riprende la suddivisione dei contributi all'attrito già vista a nome di Xin Liu in #27, ed è una lettura che vale ogni parola.

Gli altri, quelli non interessati... passino oltre.

1) https://ia802807.us.archive.org/26/items/arxiv-1605.05030/1605.05030.pdf

2) https://archive.org/details/DTIC_ADA455018
 

volaff

Utente Senior
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#46
Meglio un solo post con informazioni errate piuttosto che una discussione argomentata?

E' un parere come un altro. Io sono convinto che siano più i lettori felici di sentire pareri diversi e avere spunti per poter valutare autonomamente quanto scritto, di quelli che preferiscono la singola "verità" da foglio Excel.

A vantaggio dei primi, voglio condividere due documenti sull'argomento: il primo a nome di Oleg Makarenkov, Department of Mathematical Sciences, University of Texas at Dallas; il secondo redatto da N.E. Leonard (University of Mariland) e P.S. Krishnaprasad (Harvard University).

In questi lavori, la trattazione introduttiva può chiarire alcuni punti che era impossibile dettagliare nei post precedenti. Il secondo, in particolare, riprende la suddivisione dei contributi all'attrito già vista a nome di Xin Liu in #27, ed è una lettura che vale ogni parola.

Gli altri, quelli non interessati... passino oltre.

1) https://ia802807.us.archive.org/26/items/arxiv-1605.05030/1605.05030.pdf

2) https://archive.org/details/DTIC_ADA455018
Ci sono interessati educati ed interessanti presuntuosi e maleducati... Forse questi dovrebbero passare oltre. E se non si è capito parlavo di te.,

Grazie per la condivisione!

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#47
Purtroppo non serve nemmeno dirglielo apertamente, credo che l'unica strada sia il non rispondergli.
Di solito poi se ne vanno a fare i presuntuosi in altri lidi.
 
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#48
Affermare che in assenza di moto le parti accoppiate non entrino in contatto per effetto del velo lubrificante è la negazione in termini della curva di Stribeck, la quale mostra come a velocità nulla si azzeri anche il valore λ, che rappresenta proprio lo spessore (relativo) del velo lubrificante.
Nella famiglia dei lubrificanti ci sono anche quelli solidi e quelli viscosi.

Banalmente se poni una lamiera spessore 1mm larga 30x30mm su un cucchiaio di olio ISO 220 vedrai che sta lì galleggiante e non si toccheranno mai le superfici del tavolo e della lamiera.

Il tutto sta nella capacità di comprimersi o meno del lubrificante.

I lubrificanti solidi, soprattutto quelli a base ceramica, devono essere in grado di sopportare il carico applicato senza subire deformazioni o perdite significative ed inoltre deve essere caratterizzato dall’avere un basso coefficiente di attrito e di usura.

I lubrificanti solidi sono classificati in:
- polimeri
- carbonio e grafite
- composti metallici
- ceramica e cermet

I polimeri sono adatti a sopportare carichi leggeri e costituiscono il gruppo più importante dei lubrificanti solidi ma non sanno dissipare il calore e si fondono.

Quindi abbiamo il Nylon, il bisolfuro di Molibdeno, carburo di boro, grafite, ossido di Alluminio ecc.

Si usano quando il lubrificante liquido non è in grado di lubrificare, per svariati motivi.

Andiamo sulle marche e modelli, dove sono descritte queste proprietà:
Castrol Tribol GR 3020/1000 PD Range
Castrol Tribol GR 100 PD Range
Castrol Tribol GR TT 1 PD

....
 
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#49
Bah, Exxon è polemico come al solito, ma non ha offeso nessuno, e, in questo caso ha chiarito alcuni aspetti che, effettivamente, nelle immagini e considerazioni proposte da meccanicamg, anche a me risultavano poco chiare e lacunose.

Se poi, quando qualcuno vi precisa e argomenta una questione scientifica, ve ne uscite subito con “vabe ma ora non facciamo filosofia”, fate esattamente il suo stesso errore di non accettare obiezioni, ma dalla prospettiva opposta.
 

cacciatorino

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#50
Bah, Exxon è polemico come al solito, ma non ha offeso nessuno, e, in questo caso ha chiarito alcuni aspetti che, effettivamente, nelle immagini e considerazioni proposte da meccanicamg, anche a me risultavano poco chiare e lacunose.

Se poi, quando qualcuno vi precisa e argomenta una questione scientifica, ve ne uscite subito con “vabe ma ora non facciamo filosofia”, fate esattamente il suo stesso errore di non accettare obiezioni, ma dalla prospettiva opposta.
Il problema e' che questa costante necessita' di ostentare le proprie competenze porta al continuo deragliamento delle discussioni, cosa che ne fa perdere l'utilita' a chi le propone.
 

exxon

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#51
Mi obblighi a intervenire OT, cosa che mi ero promesso di non fare, ma sono stato chiamato in causa in prima persona.

In questo thread ho sempre e solo trattato la questione strettamente tecnica, non ho mai portato idee personali o valutazioni di merito che non fossero dettate da documenti tecnici di indubbia provenienza (Università di primaria importanza, pubblicazioni riconosciute da associazioni scientifiche internazionali, ecc.).

La questione è "deragliata" quando altri si sono messi a discutere sulla mia simpatia... o sull'opportunità di chiudermi la bocca per non mettere in discussione affermazioni non supportate di un altro utente.

Ritengo il thread di estremo interesse per chiunque sia veramente attratto dall'argomento: troverà esposizioni chiare, riferimenti, link, documenti e non certo per ultime, indicazioni di come evitare informazioni errate per il solo fatto di non essere supportate in modo opportuno o di essere addirittura auto-contraddicenti.

Se tutti si limitassero ad apportare contributi tecnici e pensare ai "like" e alle "amicizie" quando sono su facebook, tutto sarebbe più semplice e lineare.
 
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#52
Il confine tra “esporre” e “ostentare” è molto sottile e molto spesso sta nell’opinione che l’ascoltatore ha di colui che parla. Exxon si è creato una nomea piuttosto grigia in altri thread, ma ora credo che non sia giusto scambiare ogni sua “convinzione” con “presunzione”. Se argomenta (citando le fonti) in maniera chiara come stavolta, io mi tolgo il cappello. Chiaro che il tono andrebbe moderato.
 
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#53
Fonte con valenza molto riconosciuta nella tecnica meccanica, a supporto di quanto precedentemente scritto da me, Niemann - Elementi di macchine vol 1 riporta:
Screenshot_20190813_172310.jpg

Un cuscinetto liscio, funziona bene se lavora sopra il regime di transizione, cioè nella zona 3 dei post precedenti della curva di Stribeck.

La pellicola di lubrificante in zona 3 deve essere maggiore della rugosità per garantire tale funzionamento e la pressione del lubrificante porta da solo il carico.

I materiali di rivestimento delle bronzine o i lubrificanti solidi sono questi:
Grafite, solfuro di molibdeno......
Screenshot_20190813_173505.jpg

E fino adesso abbiamo parlato di cuscinetti IDRODINAMICI cioè che adattano la pressione del fluido in funzione del regime di rotazione o spostamento.

I cuscinetti IDROSTATICI non sono fermi, si muovono, ma la staticità è dell'olio pompato nei meati per tenere in sospensione il cuscinetto, generato a pressione costante da una pompa.
Screenshot_20190813_173546.jpg
 
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#55
Altra fonte attendibile e autorevole, Shigley - Costruzione di macchine II edizione.
In merito ai cuscinetti e al coefficiente di attrito spiega come funziona il modello di analisi:
Screenshot_20190813_193658.jpg
È chiaro che la zona instabile a sinistra del punto C sia quella dove il film di lubrificante diventa così sottile e così "non costante" che i due componenti metallici di moto relativo vanno a toccarsi e più è lento il moto e meno il velo lubrificante sostiene il carico e si va verso un attrito "asciutto" e non "bagnato".

Quindi, pensando al primo post scritto dove c'è la richiesta di ottimizzazione, c'è effettivamente un problema tecnico:

O si adotta un lubrificante solido autosostentante oppure il rischio di avere a che fare con un attrito di primo distacco "asciutto" e quindi parecchio più alto rispetto a quello "bagnato" anche se ufficialmente si dichiara di aver messo un velo di olio risulta inevitabile.

Altro testo è Manuale degli organi di macchine - tecniche nuove... e si vede come chiaramente sua l'andamento del coefficiente di attrito e la curva di Stribeck.
Screenshot_20190813_195056.jpg
E si vede dov'è l'attrito statico, cioè all'inizio della curva' con velocità nulla. Inoltre si vede nella zona a destra sia l'attrito del liquido a dominare.
 
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