Regola distanza 3DDISTANZA

Cristallo

Utente Standard
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Regione: Fuori dalla cerchia
#21
Il discorso si complica se hai in mano una Reflex, con vari obbiettivi
Beh... stai cercando di insegnare un pizzico di fotografia a chi fotografava a pellicola, e che possiede ed usa svariate reflex.
Detto questo ribadisco il concetto, che è proprio della composizione fotografica. L'obiettivo usato è solo in funzione dell'effetto che vuoi trasmettere.
Non è che si fotografa un palazzo con il 150 ed una stanza con il 18.
Il discorso sta tutto (ed esclusivamente) nel raffronto che il cervello umano fa con le immagini che vede in maniera continua, quelle dell'occhio.
Visto che (come detto) l'occhio vede un angolo di campo circa di un 50mm su 24x36, utilizzare un 18 o un 24 per fotografare una stanza ti farà entrare si 3 pareti, ma suggerirà all'osservatore che quella camera sia più grande, perché per vedere 3 pareti con un 50 mm (dotazione standard di ogni cervello umano) la stanza deve essere più grande (punto di vista del cervello).
Prova a fotografare la stessa stanza (render) utilizzando un 100 e spostandoti dietro con la camera affinchè entrino sempre 3 pareti (ovviamente una non ci deve essere). La stanza ti sembrerà estremamente più piccola.

Quindi attenzione a come si usano le focali, perché suggeriscono al cervello cose non dette esplicitamente.

Per la questione profondità di campo è la discriminante tra una foto ed un render.
L'obiettivo non può mettere a fuoco (o nella zona nitida come suggerisci correttamente) tutto.
Ma lo stesso fa anche l'occhio, che rammento è sempre il riferimento unico del cervello fin dalla nascita.
Noi esseri umani mettiamo a fuoco una piccolissima zona centrale, il resto è un'accozzaglia di ombre colorate. Per cui la "naturalità", la "normalità" di un'immagine è un soggetto centrale a fuoco con un contorno sbiadito.
Tant'è che si una la sfocatura per deviare l'attenzione di chi guarda l'immagine verso la zona che è a fuoco.
Una foto con tutto completamente a fuoco o nitido perde forza ed interesse, perchè l'occhio cerca qualcosa su cui soffermarsi, ma non trova nulla di specifico.
 
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Tristus

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Regione: Sardegna
#23
Beh... stai cercando di insegnare un pizzico di fotografia a chi fotografava a pellicola, e che possiede ed usa svariate reflex.
Sono solo un appassionato di fotografia, e in questo campo non si finisce mai di imparare. Mi fa piacere parlarne con altri che condividono questa passione e sono preparati, e che, come te, hanno anche sperimentato sul campo.
E' chiaro che quando si ha a che fare con rendering in campo architettonico non è che ci si possa sbizzarrire piu' di tanto con gli effetti prospettici. L'obbiettivo principe è quello di restituire una rappresentazione il piu' realistica possibile anche dal punto di vista prospettico, percio', in fin dei conti, stiamo dicendo la stessa cosa riguardo l'accortezza che è necessario prestare nell'uso delle focali, in particolar modo negli interni, perchè giustamente come dici tu, si corre il rischio di dare una rappresentazione non veritiera. Magari una rappresentazione "ad effetto" ma che non restituisce la dimensione reale della scena, un po' come quei paracadutisti che si piazzano sul casco un 8 mm e nel video tu vedi il terreno sottostante incurvato a tal punto da far sembrare che quasi tutta la sfera del pianeta stia sotto i loro piedi. Spesso in questi video è difficile anche percepire l'altezza a cui stanno.

Detto questo ribadisco il concetto, che è proprio della composizione fotografica. L'obiettivo usato è solo in funzione dell'effetto che vuoi trasmettere.
Esattamente, che poi sarebbe anche lo stesso problema che affronta un fotografo nella realtà, metti il caso di un agente immobiliare che debba fotografare un interno di un appartamento da proporre per la vendita. Presterà molta attenzione all'inquadratura andando anche a scegliere la lente appropriata che piu' lo aiuterà per questo scopo. Per esperienza saprà quali lenti porre nella custodia, prima di recarsi a fotografare. Io ho parlato di 18 / 24 mm (per interni)... anche 35mm grosso modo, poi dipende dai casi. Insomma, un range di focali che ti consenta di portare a casa lo scatto. In ogni caso il range è quello li, non puoi andare solo col 50mm e nemmeno con 8mm.

Noi esseri umani mettiamo a fuoco una piccolissima zona centrale, il resto è un'accozzaglia di ombre colorate. Per cui la "naturalità", la "normalità" di un'immagine è un soggetto centrale a fuoco con un contorno sbiadito.
Tant'è che si una la sfocatura per deviare l'attenzione di chi guarda l'immagine verso la zona che è a fuoco.
Una foto con tutto completamente a fuoco o nitido perde forza ed interesse, perchè l'occhio cerca qualcosa su cui soffermarsi, ma non trova nulla di specifico.
Questo è assolutamente vero, sopratutto nella ritrattistica (sempre in campo fotografico) nella quale il fotografo ha la necessità di attrarre l'attenzione dell'osservatore sul soggetto principale della scena, andando a sfumare lo sfondo mediante una profondità di campo limitatissima che comprenderà solo la testa del soggetto inquadrato. Il mio Samyang 1.4 da 85mm, o anche il cinquantino F1.8 della NIkkor mi regalano belle soddisfazioni in questo campo, sempre per diletto, niente di professionale.
In campo architettonico non si hanno tutte queste esigenze, pero' posso dirti che ho visto qualche rendering di interni con quel pizzico di profondità di campo che non guastava affatto. Dava un tocco in piu'.
Poi naturalmente dipende da cosa vuoi rappresentare ed a quale scopo. I rendering non si limitano al solo campo architettonico.

Una osservazione la voglio fare riguardo l'occhio umano. Per quanto a noi quest'organo ossa apparire "approssimativo" non c'è sensore digitale di ultimissima generazione capace di uguagliarlo nemmeno di un miliardesimo. Dimmi qual'è quella macchina fotografica o cinepresa capace di farti vedere un cielo notturno stellato in tempo reale senza che tu sia costretto a tempi di posa lunghi per riuscire a captare la flebile luce che emettono le stelle. Non esiste e credo che non esiterà ancora per moltissimo tempo. Se il nostro occhio è cosi' "approssimativo" è anche perchè se ci facesse vedere tutto nitido allo stesso tempo il carico di lavoro per il nostro cervello sarebbe cosi' enorme che sarebbe costretto a dedicare meno lavoro per gli organi vitali. Oppure prova a sfornare, con un solo scatto, cio' che vede l'occhio umano quando guarda in controluce. Non c'è reflex in grado di uguagliarlo.
 

Tristus

Utente registrato
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#24
Una foto con tutto completamente a fuoco o nitido perde forza ed interesse, perchè l'occhio cerca qualcosa su cui soffermarsi, ma non trova nulla di specifico.
E' vero nella ritrattistica. Nelle foto paesaggistiche tutto invece dovrà risultare nitido, dall'albero a pochi metri dalla camera fino alle cime delle montagne in lontananza. (e qua è bene conoscere la distanza iperfocale)