Pericolosità auto elettriche

exxon

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#21
La cosa più semplice è comprendere il concetto di "circuito". Un circuito è un anello chiuso che comprende uno o più elementi dotati di due terminali. Solo in un circuito chiuso, circola corrente.

Se prendi la batteria da 400 V e con una mano tocchi un terminale, quando con l'altra mano tocchi l'altro terminale, "chiudi il circuito" (e resti folgorato).

Quando avevi toccato il primo dei terminali, non c'era ancora nessun circuito, non passava alcuna corrente e tu non potevi accorgerti di nulla. Neppure se avevi i piedi in acqua, perché il secondo terminale della batteria era "volante", non collegato a nulla.

Se uno o più elementi che fanno parte del circuito sono isolanti, il circuito risulta "aperto" e la corrente non circola. Come esempio prendiamo la batteria di prima, ma tocchiamo i due terminali con un guanto di gomma calzato su una delle mani. Ora, nel circuito è entrato a far parte anche il pezzo di gomma tra la mano e il polo della batteria. La gomma è isolante, il circuito è aperto, la corrente non passa e tu sopravvivi.

Non esistono solo materiali conduttivi (come i metalli) o isolanti (come la gomma). Esistono un'infinità di casi intermedi. Il terreno è uno di questi. Se il terreno è umido, un po' di corrente la fa passare, se è secco proprio no. L'acqua dolce è un cattivo conduttore, l'acqua di mare invece è un buon conduttore.

Se uno o più elementi di un circuito sono questi materiali "intermedi", la quantità di corrente che scorre (e di conseguenza gli effetti che genera, compresa la possibile folgorazione) sono direttamente proporzionali alla loro bontà come conduttori. L'altro fattore è la tensione del generatore: se il generatore è da 400 V, per poter avere effetti concreti, tutti gli elementi del circuito devono essere buoni conduttori. Se invece ho un generatore da 10000 V (come quello nei recinti elettrificati), anche se uno o più elementi sono cattivi conduttori (ma non isolanti), come nel caso del terreno umido, allora avrò comunque un effetto evidente.
 

Fulvio Romano

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#22
Questo link sta spopolando. Non è un articolo, ma una lettera anonima (ANONIMA!!!) di uno sconosciuto lettore che è stata pubblicata in modo integrale. E su...
 

cacciatorino

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#23
Questo link sta spopolando. Non è un articolo, ma una lettera anonima (ANONIMA!!!) di uno sconosciuto lettore che è stata pubblicata in modo integrale. E su...
A parte il tono lievemente maleducato su cui preferisco sorvolare, mi conforta che anche tu dica che una batteria a 400 V e diversi ampere di corrente non costituisca alcun pericolo, grazie.
 

cacciatorino

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#24
La cosa più semplice è comprendere il concetto di "circuito". Un circuito è un anello chiuso che comprende uno o più elementi dotati di due terminali. Solo in un circuito chiuso, circola corrente.

Se prendi la batteria da 400 V e con una mano tocchi un terminale, quando con l'altra mano tocchi l'altro terminale, "chiudi il circuito" (e resti folgorato).

Quando avevi toccato il primo dei terminali, non c'era ancora nessun circuito, non passava alcuna corrente e tu non potevi accorgerti di nulla. Neppure se avevi i piedi in acqua, perché il secondo terminale della batteria era "volante", non collegato a nulla.

Se uno o più elementi che fanno parte del circuito sono isolanti, il circuito risulta "aperto" e la corrente non circola. Come esempio prendiamo la batteria di prima, ma tocchiamo i due terminali con un guanto di gomma calzato su una delle mani. Ora, nel circuito è entrato a far parte anche il pezzo di gomma tra la mano e il polo della batteria. La gomma è isolante, il circuito è aperto, la corrente non passa e tu sopravvivi.

Non esistono solo materiali conduttivi (come i metalli) o isolanti (come la gomma). Esistono un'infinità di casi intermedi. Il terreno è uno di questi. Se il terreno è umido, un po' di corrente la fa passare, se è secco proprio no. L'acqua dolce è un cattivo conduttore, l'acqua di mare invece è un buon conduttore.

Se uno o più elementi di un circuito sono questi materiali "intermedi", la quantità di corrente che scorre (e di conseguenza gli effetti che genera, compresa la possibile folgorazione) sono direttamente proporzionali alla loro bontà come conduttori. L'altro fattore è la tensione del generatore: se il generatore è da 400 V, per poter avere effetti concreti, tutti gli elementi del circuito devono essere buoni conduttori. Se invece ho un generatore da 10000 V (come quello nei recinti elettrificati), anche se uno o più elementi sono cattivi conduttori (ma non isolanti), come nel caso del terreno umido, allora avrò comunque un effetto evidente.
Ok ho capito, pensavo che il corpo umano potesse agire un po' da condensatore e porsi ad un livello di potenziale intermedio fra il positivo e la terra, e quindi avere un minimo di flusso di elettroni durante il processo di "carica" del condensatore, mi si passi l'analogia. È che ho anche visto video in cui il ribaltabile dell'autocarro tocca il cavo della linea aerea e scarica a terra attraverso i pneumatici con gran profluvio di fiamme e scintille.

È che esistono talmente tanti cari e intermedi per cui non so se nel caso pratico reale si debba procedere con prudenza o con urgenza, come magari lo stato del paziente suggerirebbe.
 

Fulvio Romano

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#25
Dai, faccio due commenti pure io che di fili elettrici un po' me ne intendo (sono Persona ESperta secondo la CEI 11-27 abilitato all'intervento sotto tensione in BT su apparecchiature industriali). Allego pure un esempio della Tesla che spiega come intervenire su un'auto danneggiata. Se a qualcuno venisse in mente di dire "ah vedi? Se c'è bisogno di spiegarlo allora il pericolo c'è!". Eccerto che c'è! Documenti analoghi esistono anche per le auto tradizionali ed a gas.

E così siamo arrivati al nocciolo della questione: ciò che rende così pericolosi i veicoli ibridi ed elettrici che circolano sulle nostre strade è la loro batteria ad alta tensione (SE DANNEGGIATA NELL’INCIDENTE).
Innanzitutto se l'auto è tanto danneggiata da avere un rischio elettrico il medico non può certo intervenire prima che siano intervenuti i vigili del fuoco a liberare gli occupanti. Questo non per rischi relativi alla natura dell'auto ma per il principio di incompenetrabilità dei corpi. E i VdF fanno corsi su come aprire le auto, non sono scatolette di tonno.
Nell'allegato poi si spiega bene che il problema è quando è il circuito ad essere danneggiato, non la batteria.
Due premesse, quindi:
  1. la prima (appena fatta), è che l’incidente deve aver compromesso l’integrità dell’involucro della batteria di alta tesione, ma incidenti di questo tipo sono comunque quotidianamente tanti, ogni giorno. Altrimenti va onestamente detto che non ci sono altri problemi che non siano il costo elevato delle batteria, la loro durata e smaltimento e l’impatto ambientale per la loro costruzione
"tanti, ogni giorno" cozza un po' col concetto di statistica. In ogni caso abbiamo detto che secondo Tesla la rottura dell'involucro della batteria è il danno contemporaneamente meno pericoloso e meno probabile, tanto da non trattarlo nemmeno. A chi vogliamo credere? A Tesla o all'Anonimo?

definire “ad Alta Tensione” questo tipo di batterie non è corretto da un punto di vista squisitamente elettrotecnico, vengono così chiamate in ambito automobilistico perché superano abbondantemente i 60 V DC, limite di sopravvivenza per di chi ne fosse esposto.
Il fatto che 60VDC sia letale è tutto da dimostrare. In questo caso ipotizzo che abbiano letto le norme in modo superficiale ed abbiano considerato i 50mA limite per una corrente alternata, valida anche per la corrente continua, ignorando di fatto che:
a. l'effetto fisiologico è differente (fibrillazione contro dissociamento del sangue)
b. l'impedenza del corpo umano cambia al cambiare della frequenza (sebbene 1000 ohm sia cautelativo in ogni caso)

Stiamo parlando di batterie in grado di accumulare tensioni di circa 400 Volt DC ed erogare correnti fino a 125 Ampère. Tutti sapete cosa succede se mettete due dita nella presa di corrente di casa vostra, dalla quale escono 220V (AC) e al massimo 16 Ampère!
Ommioddio, OMMIODDIO! Come faccio a commentare roba del tipo "accumulare tensioni"? Altri strafalcioni?
1. se metto due dita nella presa, perdo le due dita. La probabilità di sopravvivere è molto ampia perché quella corrente difficilmente passerà per il cuore
2. a caso io c'ho la corrente alternata, qui parliamo di continua, quindi?
3. in una distribuzione a tensione imposta la corrente dipende dall'impedenza del circuito. Che cazzo vuol dire "dalla presa escono 16A"? Se metto due dita nella presa io mi becco al massimo 450mA, se ci metto un cavo usciranno ben più di 16A a meno dell'intervento del magnetotermico.
Avete capito insomma con che asino abbiamo a che fare??

Le batterie di alta tensione ad uso automobilistico sono poi realizzate con materiali (Litio) che si possono incendiare al contatto con l’acqua.
Cosa cosa cosa? Il litio metallico a contatto con l'acqua ossida con una violenta reazione esoergonica. le BATTERIE agli ioni di litio non contiene litio metallico. Sarebbe come dire che siccome il sodio metallico a contatto con l'acqua esplode, mettere il sale nella pasta è da bombaroli. Invece le batterie al litio possono rilasciare idrogeno, questo è il vero pericolo, perché non se ne parla? Pericolo ovviamente tenuto sotto controllo come da normativa vigente.


Facciamo allora uno sforzo di immaginazione e rispondiamo a queste due semplici domande:
a quali rischi si esporrebbe chi dovesse soccorrere il guidatore di un veicolo elettrico centrato da un tram?
Ehm...un tram elettrico? Cioè il problema adesso è l'automobile o il tram?

a quali rischi si esporrebbe chi dovesse trovarsi a spegnere l’incendio di una vettura a benzina coinvolta in un incidente grave con un’auto elettrica?
Gli stessi pericoli di chi si trova a spegnere un incendio in un quadro elettrico. Lo fa con l'acqua? E' un fessacchiotto e la sua dipartita sarebbe selezione naturale. E comunque acque e schiume non vanno usate neanche per i veicoli tradizionali. Si usa la polvere o meglio ancora il CO2. Sì lo so che è più ingombrante.

Occorrerebbe poter riconoscere immediatamente l’auto elettrica e impedire a chiunque di avvicinarsi ed usare solo estintori a CO2 o polvere. Poi delimitare la zona, accertarsi del rischio elettrico ed eventualmente annullarlo nel modo tecnicamente più idoneo per quella specifica vettura (sempre che le condizioni ambientali e meteorologiche lo consentano)! Vi pare facile?
Non vedo le differenze con un'auto tradizionale. Stessi estintori, la delimitazione va effettuata comunque, il tipo di veicolo va identificato anche per altri rischi (es. bombole), e le tecniche più adatte sono riportate in allegato. Non vedo il problema.

Chi corre quindi il pericolo di folgorazione ?

È semplice: i primi soccorritori! (gli occupanti del veicolo incidentato sono considerabili - non me ne vogliate - “spendibili”)

Non ci sono odori o colature di liquido che possano mettere in allarme, né altro indizio per accorgersi se ci sono cavi alimentati interrotti e scoperti, tali da generare un arco voltaico o una folgorazione

Ma se c’è stata la rottura dell’involucro della batteria di alta tensione i suoi moduli interni potrebbero essere in corto circuito con la carrozzeria e così UCCIDERE chi entra in contatto con la carrozzeria.
Beh...non c'è neanche tanto combustibile però. Ci avete pensato? Proviamo a fare il calcolo del carico di incendio per un'auto diesel e per un'auto elettrica?
Inoltre come spiegato da altri prima di me, se tocco un cavo scoperto a 400VDC mi porto a potenziale e con me l'areola di picchetto intorno ai miei piedi. Circola corrente nel mio corpo? No di certo.
 

Allegati

Fulvio Romano

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#26
Tutti i costruttori si stanno allora indirizzando verso la “guida autonoma”, perché è l’unico modo per evitare gli incidenti stradali. L’intento è però vanificato dalla presenza di un parco auto circolante di livello tecnologico troppo eterogeneo
No, allora, da robotico io questo non lo accetto. La "guida autonoma" viene sviluppata perché è alta tecnologia così come le auto elettriche sono auto ad alta tecnologia. Inoltre l'attuale costo giustifica questo investimento. Ma questo veramente cerca di far passare il concetto che ci mettono la guida autonoma per paura degli incidenti? Ma allora la Honda Legend è un'auto più pericolosa della Fiat Panda visti tutti i sistemi radar, lane detector, ecc che monta?

Gli organi istituzionali Europei o Italiani hanno prodotto normative di sicurezza adeguate? No! non esiste una regolamentazione specifica per l’ambito automobilistico e ci si limita a generiche prescrizioni mutuate da altri ambiti operativi. Chiedete al Ministro dei Trasporti o alla Commissione Trasporti quali estremi di legge regolamentano l’argomento.
Le norme CEI prevedono esplicitamente la gestione dei veicoli elettrici, sebbene non dettagli la loro costruzione. Tuttavia treni, tram e filobus elettrici esistono e circolano sulle nostre strade da molto tempo, con problematiche analoghe e potenze in gioco molto superiori. Direi che possiamo fidarci delle norme attualmente esistenti, sembrano funzionare.

In Germania, dove ogni millantata fermezza serve unicamente a nascondere il loro annaspare nella più totale incertezza, ogni singolo intervento “sul campo” da parte dello “specialista” incaricato dalla casa costruttrice del veicolo deve essere preventivamente autorizzato dal datore di lavoro. Questo è già uno scaricare sullo “specialista” ogni responsabilità, ma almeno lascia trasparire di aver intuito la delicatezza della questione
Tralascio il gergo campanilista e complottaro, ma per un'affermazione così forte vanno forniti dei riferimenti.

A chi dovesse obiettare che prestare soccorso ad un’auto a gas o a benzina pesantemente incidentata fa ugualmente correre dei rischi anche grandi, rispondo che da ustionato o da mutilato si sopravvive, mentre da folgorato si muore e subito, senza essere stato preventivamente messo in allarme da odori o dai liquidi, come invece avviene per le auto dotate di motori a combustione!
Qui si continua a parlare erroneamente di folgorazione in campo continuo, quindi smetto di commentare. Tuttavia mi piacerebbe capire tutti quei morti a Bologna a cosa sono dovuti. Non sentivano l'odore? Non lo sapevano che l'autocisterna stava per esplodere?

Si possono certamente sviluppare tecnologie alternative, quali quelle chimiche, per ottenere carburanti e combustibili (i due vocaboli non sono sinonimi) alternativi a quelli attuali da utilizzare su autoveicoli a assolutamente convenzionali.
Ehm...ero convinto che le batterie al litio fossero proprio un'alternativa chimica...

Nel frattempo, il metano offre scenari ecologici e di pericolosità nettamente inferiore. Ma le auto a metano non sono state incluse nel piano di ecoincentivi per la sostituzione delle auto non ecologiche, mentre quelle elettriche ed ibride si.
Eh sì, il metano è decisamente più sicuro. In caso di incidente senti la puzza e via a scappare.

Per quelle private, come il garage di una comune abitazione, sappiate che l’attuale tempo di ricarica per una batteria ad alta tensione ricaricata da rete elettrica domestica è di circa 8 ore a 2300 Watt, sempre che non abbiate anche in funzionamento frigorifero, condizionatore e lavatrice, altrimenti il vostro contatore domestico da 3 KW “salta” e non si ricarica un bel nulla!
Scenario estremamente semplificato. Moltissime case hanno i pannelli solari (scemi, lo so che la notte non c'è il sole, ma l'Enel ti dà potenza in più per bilanciare quella diurna), esistono contatori maggiori di 3kW e molti li installano anche solo per tenere su il sistema di condizionamento, mica per l'auto elettrica. Se proprio siete pezzenti poi, esistono i regolatori di carica, parte il frigo e puff, la corrente di ricarica diminuisce per non far scattare il contatore. Non è che sia tecnologia marziana eh, magari ci mettere un'ora in più a caricare.

Questo è comunque il problema minore, perché le prese elettriche domestiche solitamente sono limitate ad un carico massimo di 1500 Watt. A 2300W per 8 ore consecutive il rischio di incendio del garage tende a diventare una certezza…
Ma scusa, ma prima diceva 16A che equivalgono a 3500W e adesso scende a 1500W (7A)? Ma pensa che siamo stupidi? E non mi tirate fuori strani fattori di potenza, le batterie sono rifasate, appaiono come un carico quasi puramente resistivo.

Con i migliori complimenti per la Vs. rivista, il ringraziamento per la considerazione e lo spazio dati, ma anche la richiesta di tutelare la mia privacy omettendo riferimenti alla mia identità, dal momento che (come avrete capito) sono un professionista del settore...
Ehm, no. Decisamente tanto professionista no. Soprattutto se temi di metterci la faccia.

Il resto della lettera ha contenuti politici che non mi va di analizzare. Mi sono limitato alla parte tecnica.



PS1
quando leggo 400V alta tensione mi viene l'orticaria. Fino a 1500VDC si parla di bassa tensione, ma vabbé, posso capire che qui "alta" non appartiene al gergo tecnico.

PS2
Una "scossa" da corrente continua è molto diversa da quella da corrente alternata. Non voglio entrare in tediosi dettagli, ma innanzitutto anche nel caso peggiore di percorso braccio-braccio la corrente continua non induce fibrillazione, si resta coscienti ed il cuore continua a battere. Il danno maggiore è dato dalla dissociazione del sangue che se trattato iperbaricamente da molte più chances di salvezza rispetto ad una fibrillazione ventricolare non trattata. Inoltre la soglia di rilascio da tetanizzazione è 10mA per corrente alternata e 300mA per quella continua.

PS3
L'allegato è disponibile qui: https://www.tesla.com/sites/default/files/downloads/2014_Model_S_Emergency_Response_Guide_it.pdf
 

Fulvio Romano

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#27
A parte il tono lievemente maleducato su cui preferisco sorvolare, mi conforta che anche tu dica che una batteria a 400 V e diversi ampere di corrente non costituisca alcun pericolo, grazie.
Ok, questa me la spieghi. Mi dici dove sono stato maleducato e non sorvoli proprio niente. Se merito un'ammonizione me la dai, chiara e giustificata, altrimenti correggi quello che hai scritto, anche perché il fatto che 400V non siano pericolosi non l'ho affatto scritto.
 

exxon

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#28
Ok ho capito, pensavo che il corpo umano potesse agire un po' da condensatore e porsi ad un livello di potenziale intermedio fra il positivo e la terra, e quindi avere un minimo di flusso di elettroni durante il processo di "carica" del condensatore, mi si passi l'analogia.
Questo succede, c'è un condensatore che si carica, dato che qualsiasi conduttore "libero" ha una sua intrinseca capacità verso lo spazio circostante (mi si passi la semplificazione). Quando però andiamo a vedere quanto è questa capacità e quanta carica si trasferisce, ci si rende conto che si tratta di valori solamente strumentali. Anche in questo caso, l'intensità del potenziale gioca un ruolo fondamentale: quando si prendono quelle fastidiosissime scosse da elettricità statica scendendo dall'auto, queste accadono proprio per trasferimento di carica tra due condensatori: il primo è l'auto e il secondo è l'uomo, ma anche in questo caso parliamo di molte migliaia di volt. A 400 V il trasferimento di carica sarebbe risibile e non si avvertirebbe neppure il fastidio.

È che ho anche visto video in cui il ribaltabile dell'autocarro tocca il cavo della linea aerea e scarica a terra attraverso i pneumatici con gran profluvio di fiamme e scintille.
Questo succede perché, come sottolineato precedentemente, le linee ad alta tensione sono sempre trifase e hanno potenziali di decine o centinaia di migliaia di volt rispetto al terreno. Si può farsi un'idea guardando la lunghezza degli isolatori che sostengono le linee ai pali: se sono lunghi un metro è perché quella è la distanza che viene ritenuta sicura prima che si abbia una scarica attraverso l'aria. A 400 V, questa distanza potrebbe essere tranquillamente ridotta a meno di un millimetro. Nel caso che hai citato, la scarica non attraversa gli pneumatici, ma li "salta", passando dai cerchi al terreno perché venti centimetri non sono nulla per tensioni di quell'intensità. Come ho scritto prima, 400 V vengono fermati da un foglio di carta.

È che esistono talmente tanti cari e intermedi per cui non so se nel caso pratico reale si debba procedere con prudenza o con urgenza, come magari lo stato del paziente suggerirebbe.
Ci sono procedure e protocolli che i soccorritori conoscono molto bene. Molti dei rischi sono sconosciuti ai più, ma gli operatori vengono addestrati per ridurre al minimo il loro impatto sulla sicurezza generale (giusto per esempio, il gancio che scende da un elicottero non deve essere afferrato al volo da un uomo a terra, perché l'elicottero può essere carico elettrostaticamente a un livello tale da tramortirlo...).
 

Fulvio Romano

Utente Senior
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#29
A 400 V, questa distanza potrebbe essere tranquillamente ridotta a meno di un millimetro.
Aggiungo, per capirsi, una scintilla di un millimetro in aria asciutta richiede una differenza di potenziale di 3000V.

Quando si "prende la scossa" perché ci si è tolti il maglione effettivamente la scossa può essere anche di 5000 / 6000V, ma questa cosa non deve confondere. La quantità di carica (si misura in Coulomb) è talmente piccola che la corrente che attraversa il corpo dura troppo poco per fare danni. (Questa cosa non è vera nell'esempio dell'elicottero che faceva exxon).
 

exxon

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#30
Eh già... se becchi una scarica elettrostatica dal cavo del verricello di un elicottero, ci resti.

Questo rischio, sconosciuto ai più, è pane quotidiano di chi va in giro con gli elicotteri per le piattaforme petrolifere e gli incidenti di questo tipo sono rarissimi. Come mai? Procedure e protocolli.

Con le auto elettriche sarà la stessa cosa: procedure e protocolli (per i soccorritori), istruzione a scuola-guida ed esperienza per gli utenti della strada. Nessuno ti insegna a non usare l'accendino per guardare se il serbatoio dell'auto è pieno: non lo fai perché è logico non farlo. Domani nessuno proverà se la batteria dell'auto elettrica è carica usando la lingua come fa con la batteria del telecomando per lo stesso motivo.
 

IronMike87

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#31
Ti faccio io una domanda: chi ha danneggiato l'isolante del conduttore positivo? Se è stato urtato da una parte metallica dell'auto, la batteria è già cortocircuitata e sei perfettamente al sicuro da folgorazioni, potrebbe però servirti un estintore (come sulle vetture attuali).
Potrei sbagliarmi, ma non penso proprio che utilizzare un estintore normale per cercare di estinguere la combustione per pacco batterie sia funzionale
 

Fulvio Romano

Utente Senior
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Regione: Campania
#33
Potrei sbagliarmi, ma non penso proprio che utilizzare un estintore normale per cercare di estinguere la combustione per pacco batterie sia funzionale
Co2 funziona egregiamente perché la neve carbonica asporta il calore.
Tuttavia davvero non riesco a capire il problema. Intercettare e neutralizzare un cortocircuito è l'operazione più banale che si possa pensare. Basta un componente da pochi euro. In questo caso ci sono più magnetotermici in grado di isolare la batteria, più la termica della batteria, più le valvole di sicurezza della batteria stessa. Come si può pensare che una batteria in corto possa essere un serio rischio di incendio?
 
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IronMike87

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#34
Co2 funziona egregiamente perché la neve carbonica asporta il calore.
Tuttavia davvero non riesco a capire il problema. Intercettare e neutralizzare un cortocircuito è l'operazione più banale che si possa pensare. Basta un componente da pochi euro. In questo caso ci sono più magnetotermici in grado di isolare la batteria, più la termica della batteria, più le valvole di sicurezza della batteria stessa. Come si può pensare che una batteria in corto possa essere un serio rischio di incendio?
Credo che nel caso di Thermal Runaway non sia così semplice la questione. Tempo fa avevo letto un articolo tecnico, che però al momento non riesco a trovare.

Vediamo se riesco a recuperarlo dal pc di casa
 

Fulvio Romano

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Regione: Campania
#35
Credo che nel caso di Thermal Runaway non sia così semplice la questione. Tempo fa avevo letto un articolo tecnico, che però al momento non riesco a trovare.

Vediamo se riesco a recuperarlo dal pc di casa
Certamente se va in fuga termica no. L'estintore serve a rompere il triangolo del fuoco, ma se c'è una che pompa energia c'è poco da fare.
Ma quanto è probabile un thermal runaway? In quali condizioni si verifica? Se avviene è possibile intervenire?
Nel link di exxon ci sono tutte queste risposte.
 

cacciatorino

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#36
Ok, questa me la spieghi. Mi dici dove sono stato maleducato e non sorvoli proprio niente. Se merito un'ammonizione me la dai, chiara e giustificata, altrimenti correggi quello che hai scritto, anche perché il fatto che 400V non siano pericolosi non l'ho affatto scritto.
Scusa per il ritardo nella risposta, ma sono stato impegnatissimo.

Mi riferivo al tono lievemente sarcastico con cui irridevi i dubbi che ho esposto dopo aver letto l'articolo: "E su!"

Non ci sono gli estremi per l'ammonizione, figuriamoci, ma sicuramente posso farmi un'idea del carattere della persona che affronta una discussione in questo modo. Oltre a questo, secondo me questo modo di argomentare e' totalmente controproducente riguardo all'obbiettivo di convicere l'interlocutore a condividere il punto di vista che stai esponendo: hai mai pensato che una mamma no-vax possa lasciarsi convincere da Burioni dopo che questo l'ha apostrofata nei suoi modi consueti? L'unico obbiettivo che otterra' sara' l'arroccamento delle rispettive posizioni, (tra l'altro nel caso di Burioni mi viene il dubbio che lo scopo che si prefigge non sia tanto la diffusione della cultura scientifica quanto la soddisfazione del proprio narcisismo).

Tornando all'argomento, la lettura mi ha molto colpito perche' nel tempo libero faccio il volontario soccorritore in una delle tante "croci" che ci sono in Italia, quindi mi potrebbe capitare realmente di avere a che fare con l'auto elettrica incidentata.
Da un punto di vista sistemico penso che ovunque ci sia energia potenziale ci sia automaticamente pericolo (un serbatioio di liquido infiammabile, un carico sospeso, una molla compressa) e mi pare strano che nel caso della batteria questo non ci sia, nonostante la densita' di energia elevatissima, e' per questo che fatico a lasciarmi convincere del contrario.
 
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cacciatorino

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#37
Non trovo piu' il punto esatto in cui era scritto, ma certo non possiamo prendere la Tesla come affidabile quando dice che l'auto elettrica e' sicura, quello dovrebbe farlo un ente certificatore che non sia parte in causa.

Riguardo al thermal runaway mi sembra che la Boeing abbia avuto un mare di problemi sui primi 737 consegnati ai clienti, che sono stati fermi a terra per molto tempo prima che si capisse perche' le batterie si incendiavano. Se hanno problemi in campo aero spaziale immagino potranno esserci anche in campo automotive, dove gli standard di sicurezza sono decisamente piu' blandi.

Vedremo, sicuramente e' un problema in piu' di cui tenere conto.
 

exxon

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#38
Io ho già dato: a me è esplosa un auto a metano a meno di 5 metri di distanza.

Sono ancora qui solo perché, per uno scherzo del destino, il gas non si è incendiato. Il serbatoio era nel bagagliaio posteriore di una due volumi che viaggiava avanti a me e che parcheggiava a lato. Il conducente scendeva e io passavo oltre quando la deflagrazione arrivò da dietro. Lo schienale del sedile posteriore dell'auto a GPL venne espulso attraverso il parabrezza anteriore (che si portò via), volando sopra la mia auto e atterrando dieci metri avanti a me.

L'odore di gas era impressionante, segno che la miscela aveva la concentrazione per potersi incendiare. A distanza di tanti anni mi chiedo come in quello sfregare di lamiere, vetro, molle del sedile e asfalto, non si sia prodotta neppure una scintilla.

Mi sono sempre chiesto anche cosa sarebbe successo se il conducente fosse stato ancora seduto al suo posto: cose che è meglio neanche pensare.

Ecco, dopo questa avventura... le batterie delle auto elettriche posso anche provarle con la lingua: non mi spaventano più! :cool:

P.S. Il giorno dopo andai a vedere l'auto (che era sotto sequestro presso un carrozziere che conoscevo): la bombola era molto piccola, e l'unico danno visibile era una minuscola fessura di cinque centimetri di lunghezza, aperta meno di due millimetri nella parte più ampia. Esplosa per sovrapressione.
 

Fulvio Romano

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#39
Mi riferivo al tono lievemente sarcastico con cui irridevi i dubbi che ho esposto dopo aver letto l'articolo: "E su!"
Non confonderei il sarcasmo con l'educazione. Sono sarcastico, sì, è una parte del mio carattere che non ritengo di dover cambiare. Non mi ritengo invece maleducato, sono due cose differenti.
Non ci sono gli estremi per l'ammonizione, figuriamoci, ma sicuramente posso farmi un'idea del carattere della persona che affronta una discussione in questo modo. Oltre a questo, secondo me questo modo di argomentare e' totalmente controproducente riguardo all'obbiettivo di convicere l'interlocutore a condividere il punto di vista che stai esponendo: hai mai pensato che una mamma no-vax possa lasciarsi convincere da Burioni dopo che questo l'ha apostrofata nei suoi modi consueti? L'unico obbiettivo che otterra' sara' l'arroccamento delle rispettive posizioni, (tra l'altro nel caso di Burioni mi viene il dubbio che lo scopo che si prefigge non sia tanto la diffusione della cultura scientifica quanto la soddisfazione del proprio narcisismo).
Dopo 11 anni e quasi 4000 post non credevo onestamente che avessi bisogno di "farti un'idea" del mio carattere. In ogni caso comunque il tuo è un punto di vista molto lontano dal mio. Su Burioni ad esempio ritengo che la sua terapia d'urto sia l'unico metodo per trattare con i pro-epidemie (no-vax è un termine che non rende l'idea). E se guardi le statistiche ci sono molti più "convertiti" con questo metodo che con un più blande e tolleranti metodologie. Per dirla con Walter Quattrociocchi, l'echo chamber va demolita, non influenzata.
Sono solo diversi punti di vista, solo che la statistica segue il mio, almeno per ora. Sono dinamiche che cambiano molto rapidamente.
 

cacciatorino

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#40
Non confonderei il sarcasmo con l'educazione. Sono sarcastico, sì, è una parte del mio carattere che non ritengo di dover cambiare. Non mi ritengo invece maleducato, sono due cose differenti.


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secondo te dare del boccalone in pubblico ad un altro utente del forum è un comportamento educato? Non hai usato questi termini ma il pensiero che avevi in testa era quello.
Secondo me usare il sarcasmo fregandosene delle reazioni che si possono provocare nella vittima del sarcasmo stesso è un comportamento maleducato, cmq sei libero di pensarla diversamente.