Paradigm Shift

Arx

Utente poco attivo
Professione: Ingegnere
Software: Topsolid - Esprit - Solidworks
Regione: Emilia Romagna
#1
Buongiorno a tutti,
sono un ingegnere meccanico, ho 33 anni e lavoro in un reparto di tornitura/fresatura dove mi occupo di garantire la continuità della produzione per quanto riguarda: definizione dei carichi delle macchine, approvvigionamento delle risorse necessarie (utensili, attrezzi, ecc..), stesura di programmi di tornitura/fresatura relativamente semplici.
E' un lavoro stimolante e formativo, ma per vari motivi sto rimettendo in discussione il percorso professionale che sto seguendo.
Da neolaureato, pur avendone avuto occasione, ho evitato l'ufficio tecnico di progettazione "puro", per paura di trovarmi in un mestiere statico ed abbastanza uguale a se stesso.
Ho scelto un percorso più legato alla produzione, prima sviluppando un progetto legato alla mia tesi, poi occupandomi di programmazione CAM per macchine 5 assi (stessa azienda, 3 anni in totale), poi in supporto al caporeparto, dove mi trovo ora (da 3 anni, in un'azienda diversa).
Ora comincia a mancarmi proprio ciò che ho evitato all'inizio: la produzione è bella e stimolante, ma allo stesso tempo molto stressante e poco adatta al lavoro "metodico".
Troppo spesso si dà importanza al far andare le macchine ad ogni costo, la scaletta della giornata è sempre in balia di imprevisti e urgenze dell'ultimo minuto. Spesso i problemi da risolvere sono legati alla gestione del reparto più che allo sviluppo di soluzioni "tecniche". Raramente si trova il tempo di dedicarsi a soluzioni migliorative (ovvero il valore aggiunto che un ingegnere dovrebbe dare in un reparto di produzione) Inoltre la situazione in cui mi trovo ora, non è delle migliori per quanto riguarda le relazioni personali con colleghi e superiori.
Se oggi mi dessero la possibilità di piombare in un ufficio tecnico vero e proprio, davanti al mio CAD, con l'obiettivo di trovare una soluzione progettuale che richiede magari uno studio che coinvolga le conoscenze apprese all'università... farei cambio immediatamente. Ciò che mi spaventa un po' è la necessità di dover ricominciare da capo, o quasi, alla mia età. Alcuni amici progettisti mi dicono che le mie conoscenze di produzione valgono oro in un ufficio tecnico, dove in molti non hanno idea di come veramente si realizzino i pezzi, ma non sono sicuro che sia sufficiente a compensare. Che ne pensate?
 
Professione: Ufficio Tecnologie
Software: Solidworks 2017
Regione: Lombardia
#2
Allora, io ho fatto un po' il percorso inverso. Avrei voluto occuparmi fin da subito della parte tecnologica, ma per i casi della vita prima son finito a fare il progettista per poi arrivare, passando per ruoli ibridi in aziende piccole dove ti capita di fare di tutto (commerciale/programmazione produzione/project), al reparto tecnologie.

Dal mio punto di vista, scambierei una buona fetta delle esperienze passate per saperne di più di logiche di programmazione CAM e linguaggi CNC (Fanuc, Siemens, Mazatrol, etc....).
Lavoro nell'ambito Automotive, dove forse è richiesta più rigorosità nella scelta del ciclo di produzione e dove ormai sei praticamente costretto (almeno per il nostro prodotto) a realizzare tavole di lavorazione per ogni fase di lavorazione.
Sapere realmente come si muove una macchina utensile, quali sono le problematiche legate alla tal lavorazione, permette di creare fin da subito un ciclo di produzione stabile, che poi si può affinare, senza dove invece stravolgere in corso d'opera.

Ciò che mi spaventa un po' è la necessità di dover ricominciare da capo, o quasi, alla mia età. Alcuni amici progettisti mi dicono che le mie conoscenze di produzione valgono oro in un ufficio tecnico, dove in molti non hanno idea di come veramente si realizzino i pezzi, ma non sono sicuro che sia sufficiente a compensare. Che ne pensate?
Fidati, è proprio così. Io che faccio da fornitore, e che comunque ritengo di avere una conoscenza buona ma non completa del prodotto che lavoro, alle volte mi scontro con progettisti che si vede chiaramente che non hanno la benché minima idea di come si "crei" il loro componente.
E poi "cascano dal pero" quando tu formuli l'offerta e non riescono a capire come mai costi così tanto.

Se ti senti "fuori posto" dove sei adesso, guardati intorno. Nella tua zona ci sono anche realtà molto importanti (per dimensioni), e non credo ci sia modo migliore di capire se il cambio di ruolo sia fattibile che fare qualche colloquio
 

Arx

Utente poco attivo
Professione: Ingegnere
Software: Topsolid - Esprit - Solidworks
Regione: Emilia Romagna
#3
Intanto grazie per la preziosa risposta.
Anche nella mia realtà i cicli di lavoro sono rigorosamente definiti da disegni di fase, ma da noi i lotti raramente superano i 15/20 pezzi mentre immagino che nella produzione automotive siano nell'ordine delle centinaia/migliaia, è così? In questo caso ti riconosci un po' nella situazione che ho descritto? Oppure da voi si riesce a gestire la produzione con più calma? Magari senza dover ricorrere sistematicamente agli straordinari?

Mi piacerebbe avere un parere anche da qualcuno che ha fatto una carriera in ufficio tecnico di progettazione
 

Mirror

Utente poco attivo
Professione: Ingegnere
Software: Creo1 2 3 Pro/E WF3/4/5
Regione: Emilia Romagna / Puglia
#4
Ciao ARX, i tuoi amici hanno ragione!!!
Io mi sono sempre occupato di progettazione al CAD, ad oggi le mie conoscenze di lavorazioni meccaniche derivano da problemi riscontrati in passato e risolti gomito a gomito con gli operatori a bordo macchina, stampisti o comunque su gente che era "sul pezzo".
Ti do un consiglio, sfrutta la tua esperienza nel campo della consulenza, in quanto volorizzeresti le tue competenze a fronte di un periodo di formazione al CAD che un' azienda di consulenza metterebbe in conto.
Io lavoro per una media società di consulenza emiliana, e so quanto sarebbe importante il tuo contributo per queste realtà industriali.

Se ti servono info specifiche, sentiamoci in pvt ;)
 
Professione: Ufficio Tecnologie
Software: Solidworks 2017
Regione: Lombardia
#5
Intanto grazie per la preziosa risposta.
Anche nella mia realtà i cicli di lavoro sono rigorosamente definiti da disegni di fase, ma da noi i lotti raramente superano i 15/20 pezzi mentre immagino che nella produzione automotive siano nell'ordine delle centinaia/migliaia, è così? In questo caso ti riconosci un po' nella situazione che ho descritto? Oppure da voi si riesce a gestire la produzione con più calma? Magari senza dover ricorrere sistematicamente agli straordinari?
La mia realtà è un po' un ibrido.
Facciamo dalle piccole/medie serie (che nell'automotive significa produzioni < 100'000 unità) alla produzione di prototipi (alle volte anche 1/2 pezzi) alle produzioni per reparti corse (lotti da 5/20 pezzi).
Quindi si, mi riconosco tranquillamente nella gestione che descrivi perché tante volte per voler inserire a tutti i costi alcuni lavori, si stravolgono completamente i piani con tutto ciò che ne consegue.
In generale, siamo una realtà con poca automazione che gestisce le lavorazioni di componenti molto complessi (alberi motore/camme), con cicli di lavorazione molto lunghi, quindi purtroppo l'inconveniente è quasi all'ordine del giorno, e con lui, anche la toppa da mettere per salvare la situazione.
Anche se forse, nel mio caso si tratta più di obsolescenza dei macchinari che di reale volontà o esigenza ...