NTC 2008: documenti che devono accompagnare le carpenterie in cantiere

Professione: Capo commessa
Software: Inventor, Autocad, carta e penna
Regione: Friuli
#1
Volevo avere una conferma...

Nel momento in cui in cantiere arrivano delle strutture di carpenteria (per esempio tralicci di IPE saldati, travi ad H costruite e piolate), il direttore dei lavori deve controllare che siano presenti:
- nel DDT: il numero di registrazione con il quale il centro di trasformazione, che ha prodotto la carpenteria, è registrato presso il servizio tecnico centrale, oltre al nome o al logo della stesso centro.
- un documento con il quale il direttore tecnico dello stabilimento certifica che sono stati eseguiti i controlli richiesti dalla NTC 2008 sulla carpenteria in questione.

Per emettere quest'ultimo certificato il direttore tecnico del centro di trasformazione deve aver fatto eseguire almeno 3 prove per ciascuna fornitura da un laboratorio esterno qualificato su talloni presi dal materiale lavorato, per verificare che le lavorazioni non abbiano alterato le caratteristiche del materiale di base.
Il direttore dei lavori, oltre al certificato di avvenuta esecuzione di queste prove fatto dal direttore tecnico, può chiedere di visionare anche i risultati di queste prove.

Con fornitura si intende un gruppo di carpenterie dello stesso tipo, che abbiano le stesse dimensioni nominali. Se, per esempio, ho 4 tipi diversi di travi costruite (differenti per sezione e lunghezza) allora li devo considerare come forniture distinte e ciascuna vorrà le sue prove e il suo certificato di esecuzione controlli.

E' più o meno corretto quanto ho scritto?
 

rinato

Utente Standard
Professione: creo problemi
Software: visi
Regione: veneto
#2
salve, ripesco questa discussione non per rispondere, ma, eventualmente, per tenere unite le risposte, dato che vorrei porre anch'io una domanda a proposito dei "centri di trasformazione". e questa sembra essere l'unica discussione mai aperta in merito.

Doveroso preambolo: lavoro in una ditta "artigiana" e abbiamo da un paio d'anni l' ISO9001 per la cert. di processo ( non di prodotto, perché i clienti grossi c'han chiesto la prima e comunque, essendo terzisti, era sensato fare quella ).
L' altro giorno un cliente che realizza strutture metalliche, e che ha le capacità di farsi praticamente tutto in casa, ci sottopone i disegni di alcuni nuovi elementi in lamiera stampata. Son tutti pezzi "rognosi", ancorché poco ingegnerizzati dato che hanno ancora palesi errori di approccio e le verifiche FEM non erano concluse. Oltre che essere ai limiti delle ns. capacità produttive.

Comunque: un particolare tra questi, di cui non posso dare che vaghe informazioni per clausole di riservatezza, è stato progettato prevedendo di usare lamiera S355 MC ( microlegata ), che ci verrebbe fornita in c/lavoro, completa di tutti i certificati del caso.
Per questo pezzo, però, ci chiederebbero di accreditarci anche come "centro di trasformazione" ( di seguito CdT ). Al che chiediamo di cosa si tratti, cioè se dovremmo certificare noi qualche dimensionamento del particolare ( domanda logica e legittima visto che di CdT era la prima volta che sentivamo parlare ). Ci rispondo di no, perché ai calcoli ci devono pensare loro, dato che poi ci mettono loro il CE sull' assemblato, "...essere CdT costa un 150€ e basta che ci sia un direttore tecnico, cioè una figura professionale iscritta all'albo ( al limite pure un geometra iscritto all' albo) che fermi "le carte"..."
noi : " Ok...poi ci informeremo meglio, ma non mi pare un dramma...intanto vediamo gli altri pezzi..." ecc.

In separata sede "rompo" al professionista che ci segue con l' ISO9001, che dopo un paio d'ore mi gira lo stralcio di un documento di sintesi per i CdT, dove si spiega che i Cdt sono:
"...impianto esterno alla fabbrica e/o al cantiere...che riceve dal produttore di acciaio elementi base ... e confeziona elementi strutturali direttamente impiegabili in cantiere, pronti per la messa in opera o per successive lavorazioni.
...
I CdT devono dotarsi di un sistema di controllo della lavorazione allo scopo di garantire che le lavorazioni effettuate assicurino il mantenimento della conformità delle caratteristiche meccaniche e geometriche dei prodotti alle presenti norme.
...
I Cdt sono tenuti ad effettuare controlli atti a garantire al prodotto finale caratteristiche meccaniche conformi alla classificazione dell' acciai originale non lavorato.
...
Il Direttore Tecnico del CdT deve verificare, tramite opportune prove, che le piegature...non alterino le caratteristiche meccaniche originarie del prodotto.
Ecc."


Ora, a parte che pare che si intenda che il CdT debba avere o una sala prove/collaudi ( o magari come riportato dall' opener possa appoggiarsi ad un centro prove terzo ecc.), e quindi la cosa non può costare solo 150€... come si fa a pretendere che un pezzo di lamiera piegata abbia le stesse caratteristiche meccaniche e geometriche del coil di partenza?
A me, da ignorante totale, vien da dire che il pezzo che mi chiedono di realizzare, dopo i vari tranci e pieghe, debba essere ricotto/disteso/normalizzato per recuperare gli incrudimenti, per cui un campione di lamiera preso a caso sul pezzo si possa comportare come se fosse "vergine".
Poi: visto che non sono io che metto "in opera" il pezzo, ma, come minimo il cliente, quando monta la struttura in cantiere, che senso ha chiedermi di essere Cdt quando non posso esserlo per la definizione stessa di CdT?
Il ns. consulente ci raccomanda di declinare nettamente l'invito e al massimo di garantire la sola costanza del processo produttivo, che è quasi automatica dato che dipenderebbe soprattutto da stampi.
Insomma: il cliente mi vuole appioppare una rogna o è una richiesta non così insolita la sua?
Io declinerei, già il pezzo è al limite del ragionevole per lo stampaggio a freddo, che poi debba certificare che è come se non lo avessi neanche tolto dal pallet del centro servizi...

Sperando di non essere risultai prolisso e tedioso, attendo fiducioso risposte rassicuranti.
Intanto saluti, rinato.

p.s. un Dir. Tecnico non ce l'abbiamo, a prescindere...
 

gfrank

Moderatore
Staff Forum
Professione: Libero professionista
Software: Vari
Regione: Lombardia
#3
A mio parere ricadi pienamente nel CdT in quanto "... provvedi alla trasformazione di elementi base (strutturali) da utilizzare nei cantieri... ".
In parole povere, è la filiera certificata, che parte dalla produzione sino alla messa in opera degli elementi strutturali
La procedura di accreditamento quale CdT è da farsi presso il Servizio Tecnico Centrale del CSLP, e sul sito sono presenti le procedure operative per l'accreditamento (che viene certificato) nell'ambito di specifiche attività.
Per quanto riguarda i tuoi dubbi sulla lavorazione del coil di partenza, esistono varie norme, recepite dall'UNI che, che regolano tutte le attività di trasformazione (piegature a freddo/caldo, saldature, ecc.) e tali norme sono alla base della/e certificazioni che servono per l'accreditamento.
Senza tale accreditamento, a mio parere, non potresti costruire/fornire neanche un cancello carraio.
P.S. Non lavoro nel campo dei CdT, ma opero quale DL, per il quale (spesso) richiedo la documentazione di cui al primo post.
 

gil

Utente Senior
Professione: Scarabocchiatore
Software: Cadsauro (il cad con la clava)
Regione: Italia
#4
Non posso darti informazioni precise, però:

Potrebbero chiederti la qualifica ISO9001, di cui tu disponi.

Potrebbero chiederti la qualifica di Centro di Trasformazione, ottenerlo non è nè facile né veloce. Conviene solo per lavori continuativi, economicamente rilevanti.

Ti potrebbero chiedere, e potrebbe essere necessario per l'accreditamento CdT, anche la certificazione per la piega e taglio lamiere.

Si fa tutto, chi ha queste qualifiche non è mica un genio. Però costa, in termini tempo e soldi, si parla di un investimento per una piccola azienda di qualche migliai di euro, minimo. Il prezzo sale facilmente, a seconda nel vostro stato attuale.

Per un lavoro santuario, concordo con il vostro consulente.
 

rinato

Utente Standard
Professione: creo problemi
Software: visi
Regione: veneto
#5
Voglio innanzi tutto ringraziare entrambi per l'interessamento.

Per ora al cliente ho sottoposto i preventivi dei pezzi meno rognosi ( si fa per dire ) e per cui non ha richiesto la cert. "CdT".
Se l' investimento x il Cdt fosse solo di qualche migliaio di € in "burocrazia", ci si potrebbe anche stare, ma sospetto che l' investimento più rilevante si rileverebbe l' onorario* di un Dir. Tecnico per un lavoro che ad oggi appare poco meno che saltuario. [ *che, per carità, potrebbe assolutamente valere tutti i soldi spesi ].

Buono a sapersi, inoltre, che la definizione del sunto è un po' troppo concisa rispetto a quello che poi bisogna fare nel mondo reale ( ... esistono varie norme, recepite dall'UNI che, che regolano tutte le attività di trasformazione (piegature a freddo/caldo, saldature, ecc.) e tali norme sono alla base della/e certificazioni che servono per l'accreditamento ). Se torneranno alla carica vedremo almeno di consultare queste norme, per decidere con qualche punto fisso in più.

Anche se resto dell' opinione che se un pezzo si può stampare e il mat. grezzo me lo dà il cliente, non mi devo/posso inventare nulla, il mio processo è giocoforza ripetitivo e quando il pezzo esce sempre come si deve da certificare non c'è nulla. Al massimo rendo anche il rottame come prova che ho usato il mat. fornitomi. Ma sarebbe troppo semplice.

Comunque, per il momento: saluti e grazie di nuovo.
rinato.