Normative licenze software - chiarimenti generali

exxon

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#21
Premettendo che quanto scritto sotto non vuole certo essere un invito a utilizzare copie pirata di alcun software, ma solo evitare che certe leggende metropolitane si spargano anche in luoghi ove non dovrebbero (vedi qui), fissiamo qualche punto saldo.

1) Se Tizio accusa Caio di un qualsiasi illecito, deve intentare una causa. Non è che possa mettersi a interrogare Caio, o pretendere da Caio alcuna informazione. Prende un avvocato e si rivolge al Giudice.

2) Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri se non nei casi e modi stabiliti dalla legge, secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Questo lo stabilisce la Costituzione... Il proprio PC è parte del domicilio, se Tizio ci ha messo il naso dentro senza esplicito consenso, è lui che si becca la denuncia. Se tale consenso è all'interno di un contratto di licenza, allora:
a) tale consenso non può essere retroattivo;
b) è una clausola vessatoria e come tale deve essere firmata separatamente.

3) Il giudice, previa valutazione di ammissibilità e rilevanza, dispone l’interrogatorio con un’ordinanza, che deve contenere l’indicazione dei modi e dei termini dell’assunzione e deve essere notificata alle parti a norma del Codice di Procedura Civile. Non è che qualcuno si sveglia al mattino e obbliga qualcun altro a raccontargli che software ha usato negli ultimi dieci anni, cosa ci ha fatto, dove sono i file o amenità simili.

4) Tutte le questioni relative a IP, MAC address e similari sono solo indizi, non prove documentarie e come tali valgono ben poco se non corroborate da qualcosa di ben più concreto.

5) Anche se nel corso di un fantomatico interrogatorio avanti a un giudice togato sull'argomento MAC e similari, l'accusato dovesse rendere una deposizione sfavorevole a se stesso, come si ricava dagli artt. 2731 e 2733 c.c., l’eventuale dichiarazione contra se resa dall’interrogando non può avere efficacia di piena prova, ma è valutata in base al principio del libero apprezzamento del giudice.

E si potrebbe continuare per pagine e pagine. Ho già scritto sull'argomento negli altri thread citati all'inizio di questa discussione.
 

drake

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#22
Non sono completamente d'accordo con te. Conosco casi, dove sono stati fatti tutti i controlli che si dicevano in questa discussione. Con tutta onesta non conosco gli esiti finali dei casi suddetti ma erano molto pesanti. In casi di controlli fiscali è l'accusato che deve domostrare di non aver commesso il "reato" che gli viene contestato. Non credo che sia proprio "giusto", ma è così. Detto questo è altresì ovvio che nasce un contenzioso fra le parti che di certo sai come inizia, ma non sai come finirà. Concludo dicendo che nel caso di utilizzo di un softwar prestato da qualcun altro, secondo me, è proprio a tutela di chi lo prende a prestito tutelarsi scrivendo due righe che attestino il prestito.
 

exxon

Utente Junior
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#23
In casi di controlli fiscali è l'accusato che deve domostrare di non aver commesso il "reato" che gli viene contestato.
Questi non sono reati fiscali.

E la bufala che le softwarehouse "mandano" la GdF a casa dei propri clienti o possibili utilizzatori abusivi è una delle tante che girano per i bar. La GdF non si fa mandare da nessuno a casa di nessun altro.
 

drake

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#24
Intendevo parlare di controlli...Poi che la GDf sia o meno chiamata dalle sotwarehouse o meno poco importa, quando li vedi entrare in pompa magna con un tizio dagli occhi a mandorla che con una chiavetta usb ti ricaccia tutti i peletti dal...pc... con tutta la cronologia dei software installati nel tempo presenti e cancellati.. Non stavo al bar a bere una birretta te lo assicuro...
 

ceschi1959

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#25
Questi non sono reati fiscali.

E la bufala che le softwarehouse "mandano" la GdF a casa dei propri clienti o possibili utilizzatori abusivi è una delle tante che girano per i bar. La GdF non si fa mandare da nessuno a casa di nessun altro.
Ti mandano la BSA
https://www.bsa.org/?sc_lang=it-IT
e questi hanno fior di avvocati.
Casi di cui sono a diretta conoscenza hanno preferito pagare la licenza o le licenze utilizzate illegalmente.
Un caso eclatante riguarda uno studio, con licenze regolari, che ha voluto provare dei pacchetti aggiuntivi del software. La richiesta è stata di circa 100.000 € !!!!! e non ci sono stati santi, hanno dovuto pagare.
La software-house del caso precedente non ha nessun problema a darti licenze regolari, della durata di tre mesi, per tutti i pacchetti che vuoi a due condizioni: non ne devi fare un uso commerciale e te le danno per una volta sola.
 

exxon

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#26
Se a me mandano la "BSA", la "BSA" se ne sta fuori dalla porta a prendere freddo. Insieme a tutti i suoi avvocati...

Poi, questi avvocati possono essere anche i "più bravi" del mondo, ma a decidere è sempre un giudice, secondo il Codice Civile, non decide la "BSA" e neppure i suoi avvocati.

Se qualcuno ha davvero pagato 100,000 Euro in via stragiudiziale per evitare una causa, non è certo per la "prova" di qualche pacchetto aggiuntivo, altrimenti quanto avrebbe pagato in caso di giudizio negativo? Forse 10 milioni?

Senza contestualizzare gli esempi, non si fa altro che alimentare le solite leggende.
 

ceschi1959

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#27
Senza contestualizzare gli esempi, non si fa altro che alimentare le solite leggende.
Io ho lavorato, come esterno, per il rivenditore che ha venduto i pacchetti a questi qui.
La software house ha semplicemente detto: tu hai usato i pacchetti X,Y e Z che a listino costano tot. Li compri a prezzo pieno e la finiamo lì.
Quindi non si tratta di un accordo stragiudiziale.
Poi la BSA non ha nessuna necessità di entrare a casa tua, non deve fare nessuna perquisizione.
Secondo esempio di cui sono stato testimone: una azienda (multinazionale) ha commissionato ad un fornitore un progetto. Questo gliel'ha fatto con licenze irregolari ad insaputa del committente. L'azienda, non avendo nulla da nascondere, ha passato dei file che avevano dei problemi all'assistenza.... Con tutte le conseguenze del caso: è stata accusata di utilizzare software non licenziato e si è rivalsa sul fornitore.
 

cacciatorino

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#28
Se qualcuno ha davvero pagato 100,000 Euro in via stragiudiziale per evitare una causa, non è certo per la "prova" di qualche pacchetto aggiuntivo, altrimenti quanto avrebbe pagato in caso di giudizio negativo? Forse 10 milioni?
.
Magari perche' regolarizzando si evita il penale.
 

exxon

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#29
La software house ha semplicemente detto: tu hai usato i pacchetti X,Y e Z che a listino costano tot. Li compri a prezzo pieno e la finiamo lì.
Quindi non si tratta di un accordo stragiudiziale.
Quello che hai descritto è un accordo stragiudiziale.

Magari perche' regolarizzando si evita il penale.
E da quando in qua il possesso e l'utilizzo da parte di un professionista o di una associazione di professionisti (anche a fine di lucro) di software di provenienza illecita riveste carattere penale? Solo il commercio ricade sotto tale fattispecie; negli altri casi è un illecito amministrativo.

Tra l'altro, anche nel caso peggiore, la sanzione è pari a poco più di 15mila Euro. Motivo per cui se qualcuno ne ha pagati 100,000 per non pagarne 15,000, significa che aveva un pessimo legale al suo fianco...
 

cacciatorino

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#30
E da quando in qua il possesso e l'utilizzo da parte di un professionista o di una associazione di professionisti (anche a fine di lucro) di software di provenienza illecita riveste carattere penale? Solo il commercio ricade sotto tale fattispecie; negli altri casi è un illecito amministrativo.
Sicuro? La società XYZ Srl che ha il CAD pirata e lo usa per progettare i suoi impianti non lo fa a scopo di lucro? A me sembra di si.
 

ceschi1959

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#31
E da quando in qua il possesso e l'utilizzo da parte di un professionista o di una associazione di professionisti (anche a fine di lucro) di software di provenienza illecita riveste carattere penale? Solo il commercio ricade sotto tale fattispecie; negli altri casi è un illecito amministrativo....
C'è l'aspetto civilistico da tenere in considerazione e cioè la causa che la software house ti intenta perché ha subito un danno (mancata vendita).

Poi sarà anche solo un illecito amministrativo ma metterla in quel posto a colleghi che rispettano le regole è una porcata.
 

exxon

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#32
La società XYZ Srl che ha il CAD pirata e lo usa per progettare i suoi impianti non lo fa a scopo di lucro?
No, lo ha sancito la Cassazione.

Poi sarà anche solo un illecito amministrativo ma metterla in quel posto a colleghi che rispettano le regole è una porcata.
E chi ha mai detto il contrario.
Ho precisato come cappello al post #21
Premettendo che quanto scritto sotto non vuole certo essere un invito a utilizzare copie pirata di alcun software, ma solo evitare che certe leggende metropolitane si spargano anche in luoghi ove non dovrebbero (vedi qui), fissiamo qualche punto saldo.
La correttezza e la legalità hanno ben poco a che fare con la veridicità delle informazioni che si trovano in rete e si partecipa a diffondere. La maggior parte sono bufale, come su ogni argomento.

Tali potrebbero essere anche le mie, ma leggere, che ne so, di una Srl con 10,000 Euro di capitale sociale che ne paga 100,000 per aver installato l'estensione di un software è un po' troppo per non commentare al riguardo.

Ripeto, rubare il software è come rubare un cacciaviti, eticamente non c'è nulla di diverso. Analogamente, i ricatti messi in atto da operatori di marketing d'assalto di note software-house vanno a buon fine grazie anche alla "pubblicità occulta" che il diffondere certe bufale regala loro. Sarebbe da evitare.
 

exxon

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#34
Prova a farti questa domanda: non sarebbe curioso se un reato penale si applicasse o meno in funzione di un parametro indipendente dal fatto commesso, quale la tipologia di azienda?

La legge parla di "scopo di lucro o attività di impresa", ma con questo intende il commercio del software illegale. Si intende l'attività di impresa finalizzata al commercio, mentre "scopo di lucro" è un allargamento del reato penale anche al singolo (non impresa) che faccia commercio del software illegale.
 

cacciatorino

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#35
Prova a farti questa domanda: non sarebbe curioso se un reato penale si applicasse o meno in funzione di un parametro indipendente dal fatto commesso, quale la tipologia di azienda?

La legge parla di "scopo di lucro o attività di impresa", ma con questo intende il commercio del software illegale. Si intende l'attività di impresa finalizzata al commercio, mentre "scopo di lucro" è un allargamento del reato penale anche al singolo (non impresa) che faccia commercio del software illegale.
Da quello che ho letto io lo scopo di lucro esiste anche quando si utilizza il software a scopo di trarne profitto (ossia per produrre e vendere beni), infatti mi sfugge il motivo per cui ai professionisti venga offerto questo "sconto di pena".
 

exxon

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#36
...infatti mi sfugge il motivo per cui ai professionisti venga offerto questo "sconto di pena".
Proprio perché non è così.

La legge non fa sconti di pena a Tizio o Caio: ogni comma è semmai un allargamento di responsabilità, difficilmente una restrizione. Nel caso specifico, il reato penale è ricondotto alle aziende E ANCHE al singolo che facciano commercio di software illegale.

L'illecito amministrativo vale invece per tutti, come il diritto di chi ha subito il danno (software house) a veder riconosciuto un adeguato risarcimento. Quest'ultimo, però, è stabilito dal Giudice e non è mai, ma proprio mai di entità quali sono state scritte qui sopra.

Se una società di engineering fattura 100,000 Euro l'anno e ha un utile lordo di 50,000, mai e poi mai un Giudice stabilirà un risarcimento per la software house che non sia una (piccola) percentuale di quell'utile. Mai e poi mai sarà superiore alla sanzione (15,000 Euro) che dovrebbe pagare chi di quel software avesse fatto commercio.

Se poi una software house domanda a Tizio di pagargli 100,000 Euro, minacciandolo e Tizio accetta invece di denunciarli... il mondo è bello perché è vario.
 

drake

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#37
Comunque si ribadisce il fatto che non si crede a quello che si è detto, dicendo che si sono trovate notizie che non sono altro che bufale. Su questo soprassiedo, di bufala io conosco solo un animale che fa delle mozzarelle sublimi. E' chiaro che per motivi di riservatezza non posso aggiungere altro a quello che ho detto nei miei post precedenti ed in altri qui nel forum. Aggiungo solo che le softwarehouse di cui parlavo, sono autodesk per il controllo fatto fisicamente e siemens per quello iniziato via internet... Con quest'ultima era iniziata una causa giudiziale vera e propria. Con la prima c'è stato un accordo, per una cifra non proprio piccola, xchè l'orientale aveva trovato solo due o tre postazioni "non in regola" su un totale di una quindicina. Ripeto non so come si sono concluse le faccende, xchè non sono più a contatto con questi soggetti. Concludo e chiudo che l'errore più grande che si possa fare è di sottovalutare la comunicazione che il software fa con la propria mamma.
 

ceschi1959

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#38
Anche le mie non sono bufale, io ci lavoravo per queste società, come esterno ma ci lavoravo.