Norma coppie di serraggio

TECNOMODEL

Utente Senior
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
Grazie a tutti per le risposte.
Ancora una domanda, Eurocodice 3 si applica solo alle strutture in acciaio con funzione strutturale o anche ai componenti meccanici?
Chiedo perché vorrei essere sicuro di acquistare una norma che si applica nel nostro settore....
 

320i S

Utente Standard
Professione: Progettista
Software: Catia V6, Creo 3.0, Pro-e (serie Wildfire 3÷5), Solidworks 2016 - 2018
Regione: Friuli Venezia Giulia
In ogni caso, non è necessariamente vero che sui disegni va sempre indicata la coppia di serraggio, può essere benissimo demandata ad una specifica di montaggio per la produzione.
Anche perchè la stessa vite (stesso diametro, passo e trattamento) montata con o senza lubrificante, necessita di coppia di serraggio sensibilmente differente.
 

abelli12

Utente Standard
Professione: disegnatore
Software: altro
Regione: italia
L' Eurocodice 3 e le nostre NTC2008 (e la ritirata CNR-UNI 10011) io le sempre viste applicate alle strutture in acciaio (costruzioni metalliche); sono Norme a tutti gli effetti ma non prendono in considerazione gli organi meccanici (infatti tra l'altro non mi pare che tratti il caso di vite mordente) in quanto sono nate specificamente per il settore dell'ingegneria civile.

Ben diverso è il caso della VDI 2230 (come avevo scritto nel primo post) che tratta in modo completo ed esaustivo il tema dei collegamenti bullonati (sia vite/dado sia vite mordente), ma non è una norma, bensì linee guida redatta dall'associazione ingegneri tedeschi.
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
Onestamente nemmeno io per le bullonature critiche delle macchine (es. viti biella, coperchi, ecc.) uso l'eurocodice: faccio un predimensionamento con alcune "regole del pollice" e poi le verifico con la teoria delle viti riportata sul Niemann, ovviamente automatizzata su foglio excel (ormai parecchio elaborato, con caso statico e fatica, dbase materiali, ecc.). Il Niemann per mia esperienza non è messo in discussione da nessuno, nemmeno da organismi notificati. L'unico aspetto delicato è la valutazione delle rigidezze delle parti compresse, spesso laborioso (il FEM aiuta a volte). Se poi ci sono norme applicabili a determinati casi (es. Eurocodice, ASME per quanto riguarda le bullonature delle flange per piping) ovviamente è sempre consigliabile cercare di applicarle. Non so se il tuo caso rientri tra queste.
Ricordiamoci poi che quello che ci interessa in un collegamento filettato non è tanto la coppia di serraggio quanto il precarico necessario della vite per garantire la funzionalità e/o la resistenza del collegamento: ammesso di conoscere il primo, la relazione precarico/coppia tira in ballo almeno due coefficienti di attrito (vite/madrevite e testa/pezzo) che sono un po' aleatori. Se poi consideriamo anche l'errore della chiave dinamometrica e l'errore dell'operatore questa relazione è tutto fuorché precisa e biunivoca: possiamo avere incertezze piuttosto considerevoli, di cui bisogna tenere conto nel calcolo.
Per diametri importanti (non so quale sia il tuo) diventa poi molto difficile o impossibile usare la chiave dinamometrica da un punto di vista pratico: utilizzerei in quei casi pretensionamento idraulico o con Superbolt, molto più precisi e comodi.
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2016,Ansys APDL
Regione: Campania
Onestamente nemmeno io per le bullonature critiche delle macchine (es. viti biella, coperchi, ecc.) uso l'eurocodice: faccio un predimensionamento con alcune "regole del pollice" e poi le verifico con la teoria delle viti riportata sul Niemann, ovviamente automatizzata su foglio excel (ormai parecchio elaborato, con caso statico e fatica, dbase materiali, ecc.). Il Niemann per mia esperienza non è messo in discussione da nessuno, nemmeno da organismi notificati. L'unico aspetto delicato è la valutazione delle rigidezze delle parti compresse, spesso laborioso (il FEM aiuta a volte). Se poi ci sono norme applicabili a determinati casi (es. Eurocodice, ASME per quanto riguarda le bullonature delle flange per piping) ovviamente è sempre consigliabile cercare di applicarle. Non so se il tuo caso rientri tra queste.
Ricordiamoci poi che quello che ci interessa in un collegamento filettato non è tanto la coppia di serraggio quanto il precarico necessario della vite per garantire la funzionalità e/o la resistenza del collegamento: ammesso di conoscere il primo, la relazione precarico/coppia tira in ballo almeno due coefficienti di attrito (vite/madrevite e testa/pezzo) che sono un po' aleatori. Se poi consideriamo anche l'errore della chiave dinamometrica e l'errore dell'operatore questa relazione è tutto fuorché precisa e biunivoca: possiamo avere incertezze piuttosto considerevoli, di cui bisogna tenere conto nel calcolo.
Per diametri importanti (non so quale sia il tuo) diventa poi molto difficile o impossibile usare la chiave dinamometrica da un punto di vista pratico: utilizzerei in quei casi pretensionamento idraulico o con Superbolt, molto più precisi e comodi.
Devo dare uno sguardo al Niemann allora.
Grazie per le dritte.
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2016,Ansys APDL
Regione: Campania
Onestamente nemmeno io per le bullonature critiche delle macchine (es. viti biella, coperchi, ecc.) uso l'eurocodice: faccio un predimensionamento con alcune "regole del pollice" e poi le verifico con la teoria delle viti riportata sul Niemann, ovviamente automatizzata su foglio excel (ormai parecchio elaborato, con caso statico e fatica, dbase materiali, ecc.). Il Niemann per mia esperienza non è messo in discussione da nessuno, nemmeno da organismi notificati. L'unico aspetto delicato è la valutazione delle rigidezze delle parti compresse, spesso laborioso (il FEM aiuta a volte). Se poi ci sono norme applicabili a determinati casi (es. Eurocodice, ASME per quanto riguarda le bullonature delle flange per piping) ovviamente è sempre consigliabile cercare di applicarle. Non so se il tuo caso rientri tra queste.
Ricordiamoci poi che quello che ci interessa in un collegamento filettato non è tanto la coppia di serraggio quanto il precarico necessario della vite per garantire la funzionalità e/o la resistenza del collegamento: ammesso di conoscere il primo, la relazione precarico/coppia tira in ballo almeno due coefficienti di attrito (vite/madrevite e testa/pezzo) che sono un po' aleatori. Se poi consideriamo anche l'errore della chiave dinamometrica e l'errore dell'operatore questa relazione è tutto fuorché precisa e biunivoca: possiamo avere incertezze piuttosto considerevoli, di cui bisogna tenere conto nel calcolo.
Per diametri importanti (non so quale sia il tuo) diventa poi molto difficile o impossibile usare la chiave dinamometrica da un punto di vista pratico: utilizzerei in quei casi pretensionamento idraulico o con Superbolt, molto più precisi e comodi.
Buonasera, rileggevo vari post di domenica pomeriggio.
MI chiedevo se potessi eventualmente girare il foglio excel di cui parli e/o tabelle per valutare la coppai di serraggio nei bulloni.

Il Niemann non l'ho trovato cartaceo per cui sono un pò in alto mare.

Buona domenica!
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
Buonasera, rileggevo vari post di domenica pomeriggio.
MI chiedevo se potessi eventualmente girare il foglio excel di cui parli e/o tabelle per valutare la coppai di serraggio nei bulloni.

Il Niemann non l'ho trovato cartaceo per cui sono un pò in alto mare.

Buona domenica!
Se vuoi in privato te lo posso mandare: per utilizzarlo proficuamente devi però studiacchiarti la teoria sul Niemann, anche perché altrimenti credo avresti difficoltà a capire bene cosa inserire nei dati di partenza pur essendovi la descrizione e anche qualche disegno....
Se vuoi scrivimi in privato.
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2016,Ansys APDL
Regione: Campania
Se vuoi in privato te lo posso mandare: per utilizzarlo proficuamente devi però studiacchiarti la teoria sul Niemann, anche perché altrimenti credo avresti difficoltà a capire bene cosa inserire nei dati di partenza pur essendovi la descrizione e anche qualche disegno....
Se vuoi scrivimi in privato.
Certamente!
Non posso fare altro che ringraziarti!
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2016,Ansys APDL
Regione: Campania
Ciao.
Per chi volesse ho ricevuto per mail il seguente ebook:
"CORSO-EBOOK-LE-TECNICHE-DI-SERRAGGIO-TEORIA-E-APPLICAZIONI"

Per chi lo volesse mandatemi mp.
Il file è troppo grande per essere allegato!
 

biz

Utente attivo
Professione: disegnatore-progettista
Software: Solid Edge,PTC
Regione: Lombardia
@re_solidworks dalla letteratura appresi anni fa che il 90% del carico si distribuisce sulle prime 5 o 6 spire.
 

re_solidworks

Moderatore Solidworks
Staff Forum
Professione: Progettista
Software: Swx2016/2018/2019 - R2W2019 - Composer 2016/2018/2019
Regione: Veneto
@re_solidworks dalla letteratura appresi anni fa che il 90% del carico si distribuisce sulle prime 5 o 6 spire.
Corretto, ma non in modo equo. Come dicevo nel post precedente, a causa della tolleranza, la prima spira che va in appoggio si prende gran parte del carico. Un ingegnere esperto con il quale collaboravo qualche anno fa, mi disse che considerava il 65% del carico su una spira. Non ricordo la normativa che gli suggeriva questo dato. In quel caso di trattava di viti trapezie e ricavate di utensile e non rettificate.
 

stefanomenini

Utente poco attivo
Professione: inpiegato tecnico
Software: solid edge
Regione: emilia-romagna
Corretto, ma non in modo equo. Come dicevo nel post precedente, a causa della tolleranza, la prima spira che va in appoggio si prende gran parte del carico. Un ingegnere esperto con il quale collaboravo qualche anno fa, mi disse che considerava il 65% del carico su una spira. Non ricordo la normativa che gli suggeriva questo dato. In quel caso di trattava di viti trapezie e ricavate di utensile e non rettificate.
Penso che il ragionamento sia valido, se ci si pensa bene sotto al carico di trazione le prime spire dovrebbero essere maggiormante sollecitate a causa dell'allungamento della vite, subiranno quindi gran parte del carico.
 

biz

Utente attivo
Professione: disegnatore-progettista
Software: Solid Edge,PTC
Regione: Lombardia
Penso che il ragionamento sia valido, se ci si pensa bene sotto al carico di trazione le prime spire dovrebbero essere maggiormante sollecitate a causa dell'allungamento della vite, subiranno quindi gran parte del carico.
beh...bisognerebbe tener conto delle rigidezze di vite e madrevite...quindi dei moduli di Young se particolarmente differenti.
 

ragnol

Utente standard
Professione: geometra
Software: Cad, Dietrich's, Sema
Regione: Trentino
Corretto, ma non in modo equo. Come dicevo nel post precedente, a causa della tolleranza, la prima spira che va in appoggio si prende gran parte del carico. Un ingegnere esperto con il quale collaboravo qualche anno fa, mi disse che considerava il 65% del carico su una spira. Non ricordo la normativa che gli suggeriva questo dato. In quel caso di trattava di viti trapezie e ricavate di utensile e non rettificate.
Da ignorante...se considero il carico distribuito equamente sulle prime 6 spire (invece che affidare correttamente il 65% del carico alla prima) si avrà una deformazione maggiore della prima spira perchè in realtà più sollecitata. Se rimango in campo elastico, la deformazione della prima spira farà caricare maggiormente le altre. E' una valutazione totalmente infondata?

Un altro dubbio sul caso: i bulloni classici hanno i primi filetti "rastremati". Ma i primi filetti sono quelli che assorbono il maggior carico. Quali considerazioni fate per armonizzare le due cose? Non considerate le prime due spire, per esempio?...
 

Fulvio Romano

Utente Senior
Professione: Ingegnere
Software: Alcuni, ma non tutti
Regione: Campania
Da ignorante...se considero il carico distribuito equamente sulle prime 6 spire (invece che affidare correttamente il 65% del carico alla prima) si avrà una deformazione maggiore della prima spira perchè in realtà più sollecitata. Se rimango in campo elastico, la deformazione della prima spira farà caricare maggiormente le altre. E' una valutazione totalmente infondata?

Un altro dubbio sul caso: i bulloni classici hanno i primi filetti "rastremati". Ma i primi filetti sono quelli che assorbono il maggior carico. Quali considerazioni fate per armonizzare le due cose? Non considerate le prime due spire, per esempio?...
Il filetto incompleto non si considera. I primi tre filetti completi prendono il 99% del carico (di cui il 65% il primo filetto). Questo naturalmente se vite e madrevite sono dello stesso materiale.

Per capirsi, una vite M10 ha un passo di 1.5. Un dado M10 è alto 8mm. Sono 5 filetti, togli il primo e l'ultimo che sono incompleti, restano circa tre filetti completi.
Avete mai visto un dado rotto?
 

biz

Utente attivo
Professione: disegnatore-progettista
Software: Solid Edge,PTC
Regione: Lombardia
Il filetto incompleto non si considera. I primi tre filetti completi prendono il 99% del carico (di cui il 65% il primo filetto). Questo naturalmente se vite e madrevite sono dello stesso materiale.

Per capirsi, una vite M10 ha un passo di 1.5. Un dado M10 è alto 8mm. Sono 5 filetti, togli il primo e l'ultimo che sono incompleti, restano circa tre filetti completi.
Avete mai visto un dado rotto?
ok....dipende anche dalla coppia di serraggio...infatti esistono dadi bassi, dadi normali e dadi alti
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
Corretto, ma non in modo equo. Come dicevo nel post precedente, a causa della tolleranza, la prima spira che va in appoggio si prende gran parte del carico. Un ingegnere esperto con il quale collaboravo qualche anno fa, mi disse che considerava il 65% del carico su una spira. Non ricordo la normativa che gli suggeriva questo dato. In quel caso di trattava di viti trapezie e ricavate di utensile e non rettificate.
Il carico si distribuisce per gran parte sui primi 4 filetti secondo la progressione 50%-25%-12%...
 

Steppermotor

Utente poco attivo
Professione: Disegnatore
Software: Solidworks 2017 - Autocad LT 2019
Regione: Toscana
Il filetto incompleto non si considera. I primi tre filetti completi prendono il 99% del carico (di cui il 65% il primo filetto). Questo naturalmente se vite e madrevite sono dello stesso materiale.

Per capirsi, una vite M10 ha un passo di 1.5. Un dado M10 è alto 8mm. Sono 5 filetti, togli il primo e l'ultimo che sono incompleti, restano circa tre filetti completi.
Avete mai visto un dado rotto?
Molto spesso comunque i materiali usati comunemente non hanno resistenze come quelli dei dadi e c'è da considerare che spesso non viene neanche rispettato il diametro del preforo e la cresta del filetto è incompleta.
 
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Fulvio Romano

Utente Senior
Professione: Ingegnere
Software: Alcuni, ma non tutti
Regione: Campania
Molto spesso comunque i materiali usati comunemente non hanno resistenze come quelli dei dadi e c'è da considerare che spesso non viene neanche rispettato il diametro del preforo e la cresta del filetto è incompleta.
E a volte avvitano anche con la luna piena e senza paletto di frassino...
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Come si può vedere dall'immagine del Nienann, la tipologia di dado va a fornire una reazione uguale o a scalare delle sollecitazioni. Questo dimostra che l'elasticità del dado è fondamentale per la ripartizione della tenuta del carico.

Effettivamente i dadi per applicazioni particolari, dove la resistenza a fatica è fondamentale, si utilizzano forme particolari proprio per disteibuire in modo uniforme il carico.