Mi sono fatto un regalo

exxon

Utente Junior
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#1
Come da titolo, oggi mi sono fatto un regalo. Nel tragitto di ritorno da un appuntamento, ho incrociato una di quelle bancarelle che vendono libri usati. In genere c’è solo paccottiglia di nessun valore, ma quando li incrocio mi fermo sempre per dare un’occhiata. Questa volta ne è valsa la pena: nascosto sotto una pila di titoli senza valore, ho scovato il primo volume della seconda edizione del trattato “Le Macchine” di Francesco Milone, “Professore di Macchine della Regia scuola per gl’ingegneri di Napoli”. Quando l’ho visto speravo fosse la prima edizione del 1893, ma mi sono dovuto accontentare della seconda edizione del 1904. Il libro è in ottimo stato, tenuto conto che ha sulle spalle qualcosa come 115 anni, non mancano pagine e non ci sono segni di muffa o dell’azione di insetti xilofagi. Non posso ritenermi un collezionista, visto che non acquisto questi testi in modo sistematico, ma questo è il numero 400 e riveste un ruolo particolare. Quando li scelgo mi faccio prendere dall’impressione del momento, guardo banalmente le illustrazioni o le equazioni che contengono. Se il prezzo non è tale da doverlo nascondere… me lo regalo. In questo caso, non conoscevo l’autore, ma le “597 incisioni intercalate nel testo”, come recita la prima pagina, hanno avuto il sopravvento. Bisogna considerare che tutti i disegni e le illustrazioni (tra cui molte assonometrie che oggi definiremmo in “rendering”) sono in realtà opere d’arte uniche, realizzate quando ancora i Rapidograph (per chi sa cosa sono…) non erano ancora stati inventati.

So che a molti di coloro che passano su questo forum, un libro del genere (ma forse anche i libri in genere…) dice ben poco, ma qualcuno in grado di apprezzare forse c’è. In calce ho aggiunto alcune foto per dare un’idea del contenuto. Leggere questi testi potrebbe apparire una perdita di tempo, visto il progresso scientifico degli ultimi cento anni, ma credo invece che conoscere le differenze tra gli insegnamenti del passato e quelli odierni permetta di allargare la propria capacita comprensione (non solo tecnica) dell’ingegneria e dell’insegnamento della stessa.

In un altro thread di questo sito ho letto oggi di qualcuno che “si è fatto una cultura” (citazione), seguendo alcuni video su Arduino, pubblicati su YouTube. In questo “nuovo mondo”, dove si diventa Grafici scaricando una copia pirata di PhotoShop e seguendo per qualche decina di minuti le istruzioni di un blogger qualsiasi, e si diventa Progettisti facendo la stessa cosa con Inventor, leggere un testo come questo ha una funzione fortemente depurativa. Neanche farlo apposta, scopro che ai tempi in cui il prof. Milone insegnava nella “scuola per gli ingegneri”, l’ammissione alla stessa era riservata ai laureati in matematica. Che tempi! Che ingegneri! Oggi ci sono laureati in ingegneria che non sanno neppure la differenza tra un’equazione alle derivate parziali e una parametrica, mentre a quei tempi non si poteva neppure accedere alla facoltà senza una laurea in matematica… I tempi passano, le scuole cambiano nome, il valore delle professioni si adatta al livello culturale della massa dei nuovi professionisti. Molti ne traggono vantaggio, l’Umanità credo ci stia perdendo.

Le foto:

Dorso.jpg
Il dorso del libro. Non ho messo la copertina perché, anche se in buono stato di conservazione, ha perso tutte le diciture (forse perché esposta per decenni con quel lato verso l'alto).

Prima.jpg
La prima pagina. E' già un piacere di per sé. La forma del testo porta indietro di cent'anni, ma il primo "rendering" è solo l'antipasto di ciò che si trova all'interno.

Interno.jpg
Un paio delle pagine interne. Disegni "2D" e disegni "3D" che sono pezzi unici, realizzati per incisione diretta delle lastre di stampa.

Dettaglio.jpg
Un dettaglio dell'immagine precedente. Quanti di noi saprebbero realizzare disegni tecnici di questo livello?
 

stevie

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#2
Un capolavoro non c'è che dire...
Io ad esempio vado matto per i filmati tecnici anni '40 (sia quelli relativi ad ingegneria ma soprattutto a quelli di fisica) americani...è incredibile la semplicità e la chiarezza esplicativa dei professori di una volta.
 

Stefano_GS

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#3
beh che dire davvero splendido.

Senza andare così indietro nel tempo mi racconta il papà di mio cognato che ha 80 anni che quando frequentava lui ingegneria dava gli esami nelle facoltà di pertinenza, quindi Matematica non era un corso tenuto in facoltà ma seguiva e dava gli esami con gli studenti dell'Università facoltà di Matematica e così per Fisica e tutti gli altri esami non prettamente "ingegneristici".
 

PaoloColombani

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#4
Wow! Le macchine termiche? Tratta solo dal punto di vista meccanico o ci sono accenni alla termodinamica?
 

exxon

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#5
Wow! Le macchine termiche? Tratta solo dal punto di vista meccanico o ci sono accenni alla termodinamica?
Credo che una figura valga cento parole... :cool:

Formule.jpg

Rettifico una cosa: in #1 avevo indicato la prima edizione con la data 1893, ma invece è 1890.

Altra cosa che non bisogna tralasciare, pensando a questo testo è che è tutto relativo alle macchine a vapore... del resto erano quelle le macchine del tempo, i motori a combustione interna erano ancora solo delle curiosità !!!
 
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#7
i disegni sembrano fatti da Escher, sono meravigliosi.

una quindicina di anni fa ho comprato a Parigi una scatola di vecchi compassi, anzi di baluastrini , molto bella a mio avviso.
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Il signore della bancarella mi dice "Ma a lei piacciono queste cose tecniche...allora le regalo un libro" E mi ha effettivamente regalato questo , che è del 1910. La grafica non è nemmeno paragonabile a quella del Milone, ma il testo....è La Sacra Scrittura !
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E' di Henry Bouasse, un professorone di Tolosa che era pure un bel tipo tosto, in polemica con tutto l'estabilishment accademico di Francia. Infatti la prefazione del libro è un pamphlet contro" la cattiva organizzazione dell'insegnamento scientifico e contro la nuova scienza del XX secolo" . Ho letto che negli anni successivi se l'è presa pure con la relatività e la meccanica quantistica!.... e comunque è stato maestro di Mascart, un altro ragazzotto che di scossa elettrica qualcosa ci capiva...

Ora "ca va sans dire " ,direbbero i francesi, chi è che mi viene in menti degli amici della community, con una simile vis polemica?..... anche se sono certo che l'amico cui mi riferisco ( ma chissà chi è...:unsure:) non dissenta più di tanto da Einstein e Bohr.

Ma la cosa più sorprendente del libro è che, sfogliandolo, è saltato fuori un foglietto con delle note, scritte con una grafia bellissima, in Italiano !
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E' straordinario immaginare un ragazzo italiano che nel 1924 ( la data e la firma sono sul retro del foglietto ) abbia studiato in Francia ( forse era lì per l'Erasmus...) su quel testo che poi è finito per tornare in Italia nelle mie mani indegne ( di quel testo capisco una formula ogni 250 , e meno male che parlo il francese come l'italiano:giggle:) .

Il ragazzo si chiamava Maurizio e non gli andava tanto giù la generazione di una cicloide, poverino.
E' bello che nella nota " parla " con se stesso : " A prima vista non si comprende perchè ....D'altra parte se...etc". E stava solo a pagina 82 di 665 !!
Me lo immagino all'esame davanti a un Bouasse coi baffoni a manubrio... che tempi!

Ma che razza di menti avevano questi?! ....senza manco i tutorial su youtube come hanno fatto a fare LA STORIA della conoscenza? ;)
Un saluto a tutti
 

PierArg

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#8
Non sai quanto ti invidio :p

Ad ogni modo è encomiabile il fatto che tu ti fermi alle bancarelle dei libri per cercare qualcosa di interessante.

E pensare che io ho "solo" dei manuali di meccanica della Hoepli degli anni 30 che ho preso dai ricordi mio nonno.
 

exxon

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#9
i disegni sembrano fatti da Escher, sono meravigliosi.
Nella prefazione, l'autore spiega quanto tempo gli sia costato fare tutti quei disegni. Quindi non solo ingegnere e professore universitario, ma anche un artista che potrebbe dare tanta paglia a certi imbrattatele dei giorni nostri. All'interno ci sono disegni ombreggiati che ho fatto veramente fatica a distinguere da un dagherrotipo di quei tempi.

una quindicina di anni fa ho comprato a Parigi una scatola di vecchi compassi, anzi di baluastrini , molto bella a mio avviso.
Invidia...
Devo cominciare a visitare i mercatini delle pulci. L'unico problema è che se comincio devo anche rassegnarmi a vivere da solo...

Il signore della bancarella mi dice "Ma a lei piacciono queste cose tecniche...allora le regalo un libro"
Doppia invidia!

Ma la cosa più sorprendente del libro è che, sfogliandolo, è saltato fuori un foglietto con delle note, scritte con una grafia bellissima, in Italiano !
Questo fa parte del piacere della storia, della ricerca nel passato. E' quel piacere un po' voyeur, di immaginare la vita altrui, guardandola da distante; una distanza non fisica, ma temporale. Un avvocato, amico di famiglia, ha preso da poco una seconda laurea in storia, e per la tesi ha svolto un'opera monumentale di ricerca (dalla quale poi e nato un libro sull'argomento). Nel corso di questa ricerca ha letto migliaia di documenti scritti in paleolatino (!!!), scoprendo più di un cadeaux come quello da te descritto.

Ma che razza di menti avevano questi?! ....senza manco i tutorial su youtube come hanno fatto a fare LA STORIA della conoscenza?
E' la differenza tra lo studio "passion driven" e quello "job driven": c'è chi studia (a qualsiasi livello, dallo studio personale al PhD) perché appassionato a ciò che sta facendo, e chi invece sceglie ingegneria solo perché è la facoltà che viene pubblicizzata come quella con la maggiore possibilità di impiego. Gli ultimi mirano solo al pezzo di carta, da ottenersi con il minor sforzo possibile. Tanto poi è l'azienda che deve fare la formazione...
 

gil

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#10
Non sono un collezzionista, non mi piace la "roba vecchia". Ma ammiro la perizia e competenza del tempo.
E' chiaro che si devono usare testi aggiornati alle norme ed alle tecniche, ma oggiogiorno vedo di rado la competenza. Quasi tutti i libri per le costruzioni edili, ora sono fatti da professori universitari che, secondo me, in cantiere non ci sono mai stati; perlomeno ad occhi aperti.
Quanto vedo dei testi ben fatti con argomenti trattati in maniera approfondida, anche se molto vecchio, sono comunque bellissimi e piacevol ida leggere.
 
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#11
gil io SONO vecchio !:D
se non mi piacesse la roba vecchia dovrei autorottamarmi, invece vorrei ancora impararne un po' di quella nuova e metterla a fianco di quella poca roba vecchia che ho già provato a capire.
Scherzo e non voglio fare il filosofo, ma , in effetti, ho rivisto la foto del libro che ho pubblicato:unsure:: c'è poca luce ambiente, una lampada che mi regalò mia madre tanti anni fa, un tavolo di legno vecchio....avrai immaginato una specie di Leopardi ( però ignorante, non illuminato come lui... ) ma ti prego guarda bene !: si vede il cavetto dell'Iphone, ce l'ho anche io ! e poi c'è un disegnino di un progetto ,si vede appena, dove sto combinando 3 SCARA per fare dei prelievi di oggetti disposti casualmente su un nastro; prelievi fatti in tracking a 150 cicli minuto , guidati da telecamera. Niente di straordinario , ma sto sperimentando un'ardua translazione da old a new technology che mi lega alle cose vecchie, che ammiro e rispetto, e mi porta verso quelle nuove, che sono altrettanto meravigliose.
Per quelli con qualche anno addosso, trovare l'equilibrio tra quello che rimpiangi e quello che vuoi ancora fare....è tosta. Scusa la divagazione, ma questo mi sembra un threadh adatto a... scrivere un po' di caxxate.:giggle:
 

stefanobruno

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#12
Ma chi è quel pazzo che abbandona dei libri così ?
Sono vere opere d' arte.
 

exxon

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#13
Ma chi è quel pazzo che abbandona dei libri così ?
Alle spalle di questi ritrovamenti c'è spesso una storia triste. I libri provengono di solito da chi svuota cantine soffitte di case che sono passate di mano per la morte del precedente proprietario.

Se chi se ne è andato non aveva parenti prossimi o se questi (sic...) non avevano mantenuto alcun rapporto, chi viene in possesso degli averi è interessato solo a ciò che ha un valore numerario immediato o che può essere monetizzato in fretta; se deve liberarsi dell'immobile chiama questi operatori che alla pari, svuotano le abitazioni del loro contenuto "senza valore".

I venditori di libri usati acquistano da loro la carta a peso e poi la selezionano, disfandosi di quella da macero e mettendo in commercio i libri.

Data la tipologia del loro cliente medio, per loro è molto difficile vendere un testo con contenuto tecnico e spesso sono disposti a cederlo per cifre ragionevoli, spesso anche ridicole o addirittura a regalarlo contro la vendita di qualcos'altro.

Allo stesso modo, in passato, sono venuto in possesso dell'intera collana dei testi di elettrotecnica "Olivieri Ravelli" per cinque Euro a volume...
 

stefanobruno

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#14
Lo so.
Ho due cugini muratori, amanti dell' arte, uno è bravissimo a dipingere e fare meridiane, che mi hanno fatto vedere cose che hanno recuperato dagli svuotamenti di cantine e solai, cose che farebbero gola a tanti e che per altri sono solo un ingombro, del quale liberarsi ad occhi chiusi e, possibilmente, a costo zero.
 

+forte

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#15
oh olivieri e ravelli quanti ricordi
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PaoloColombani

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#16
Altra cosa che non bisogna tralasciare, pensando a questo testo è che è tutto relativo alle macchine a vapore... del resto erano quelle le macchine del tempo, i motori a combustione interna erano ancora solo delle curiosità !!!
Dobbiamo molto alle macchine a vapore, le quali avevano cominciato a funzionare ancor prima che si avesse una chiara comprensione del loro funzionamento. Lo studio della termodinamica incominciò proprio da quegli sbuffi misteriosi e finì per svelare i segreti dell'universo e del suo destino; l'entropia. Il bello del tuo libro è che nel corso delle due edizioni erano successe un sacco di cose, si stava passando dalla concezione del fluido "calorico" alla teoria cinetico-corpuscolare. Ma questa era la fisica teorica del tempo, le macchine a vapore funzionavano benissimo lo stesso, anche con il "calorico", ed erano già tecnologia matura.