MACCHINE OPERATRICI MOBILI - applicazione postuma di un dispositivo a guida autonoma o semi-autonoma

Pastorman75

Utente Standard
Professione: Ingegnere progettista
Software: Solidworks - Inventor - Cosmos - Ansys
Regione: Toscana
Buonasera,
condivido con voi un parere interpretativo sulle macchina operatrici mobili nella speranza che qualcuno possa sollevare eccezioni a quella che secondo me è l'interpretazione corretta della situazione a livello di direttiva macchine.
Mi è capitato di vedere della macchine operatrici mobili (escavatrici, trattrici, etc...), uscite di fabbrica come macchina a guida manuale e per questo regolarmente certificate, sulle quali sono stati applicati dei dispositivi per l'implementazione di funzioni di guida autonoma o semi-autonoma.
Nella fattispecie, su una macchina è stata installata una centralina con display ed un servo-attuatore sullo sterzo. La centralina è in grado di sterzare e pilotare la macchina in uno spazio chiuso privato e non destinato alla circolazione (un campo agricolo per farla breve....).
A mio parere, l'applicazione postuma su un macchinario certificato per scopo diverso, di questi dispositivi inficia l'analisi dei rischi del macchinario poiché il costruttore non ha previsto questa modalità operativa e quindi in buona sostanza questa installazione rappresenta una manomissione del veicolo al punto da rendere non più valida la certificazione CE del costruttore.
Questo anche se il produttore del kit di trasformazione ha ottemperato ai suoi obblighi di legge certificando come "sicuro" un kit generico che è destinato ad essere installato su macchina operatrici mobili di diversi costruttori.
Del resto una macchina composta da sotto-macchine tutte marcate CE, non è di per se stessa certificata CE.

Sono bene accetti critiche e suggerimenti. Buona serata.
 

francescodue

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Regione: Veneto
Salve a tutti.
Esprimo una mia considerazione.
Se ho capito bene la ditta A costruisce la macchina M; il cliente C aggiunge dei componenti trasformandola di fatto in M1.
Non viene chiarito se il cliente C la usa direttamente oppure se la rivende.
Nel primo caso è una modifica chiaramente legittima che può giustamente far decadere la marcatura CE (pericoli aggiuntivi, rischi meccanici, uso improprio, ecc.) ma che non ha nulla a che fare con A. C sarebbe tenuto ad "aggiornare" la marcatura, ma se vuole usare una macchina non a norma è un problema suo.
Nel secondo caso (rivendita), la marcatura CE deve essere rifatta per M1 con C come produttore.
 

Pastorman75

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Salve a tutti.
Esprimo una mia considerazione.
Se ho capito bene la ditta A costruisce la macchina M; il cliente C aggiunge dei componenti trasformandola di fatto in M1.
Non viene chiarito se il cliente C la usa direttamente oppure se la rivende.
Nel primo caso è una modifica chiaramente legittima che può giustamente far decadere la marcatura CE (pericoli aggiuntivi, rischi meccanici, uso improprio, ecc.) ma che non ha nulla a che fare con A. C sarebbe tenuto ad "aggiornare" la marcatura, ma se vuole usare una macchina non a norma è un problema suo.
Nel secondo caso (rivendita), la marcatura CE deve essere rifatta per M1 con C come produttore.
Grazie per la precisazione e per lo spunto di riflessione @francescodue.
Siamo nel caso di rivendita. Concordo che l'unica strada sarebbe eseguire un nuovo fascicolo tecnico da parte di C per una nuova macchina formata da due oggetti, macchina operatrice mobile + kit guida autonoma.
C diventa nuovo costruttore e su assume l'onere di certificare che M+Kit è conforme a tutte le direttive applicabili.
 

gerod

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Direi che è una nuova macchina. Sicuramente c'è una modifica sostanziale.
Se siamo in agricoltura 4.0 il perito deve verificare il requisito di conformità alle direttive, leggi, ecc. sulla sicurezza. Se lo fa passare alla leggere, rischia pure lui.
ciao
 

Pastorman75

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Direi che è una nuova macchina. Sicuramente c'è una modifica sostanziale.
Se siamo in agricoltura 4.0 il perito deve verificare il requisito di conformità alle direttive, leggi, ecc. sulla sicurezza. Se lo fa passare alla leggere, rischia pure lui.
ciao
Si @gerod ti confermo che è un caso su Agricoltura 4.0.
Vedo che diversi rivenditori stanno loro addizionando le macchine a guida manuale con questi kit (ce ne sono diversi in commercio) e le rivendono poi come macchine a guida semi-autonoma.
Credo ci sia un problema i sicurezza del macchinario ed uno di responsabilità civile del perito.
 

gerod

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gerod

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ma allora che fa il perito? solo l'allegato tecnico?
Comunque ci mette la firma e quindi quando firma ci mette la faccia.
 

francescodue

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@ Pastorman75.
Scusa ma non ho capito il tuo commento (sotto i 300K€). Potresti spiegarmi cosa cambia? È una soglia per cui il penale non scatta?
 

gerod

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Semplicemente sopra una certa soglia è necessaria la perizia giurata di un tecnico. Sotto no, serve la dichiarazione dell'amministratore delegato, ecc.
Ovvio che dipende da quando lo hai acquisito (500 k€ o 300 k€)
 

gerod

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Comunque se tu hai acquistato la macchina, l'hai messa in funzione e poi gli hai installato la centralina, puoi far rientrare solo la centralina perché la macchina non è nuova. Il bene deve essere nuovo. Dovrebbe arrivare un chiarimento in tal senso. Comunque prenditi la PdR/UNI 91 e leggi bene. Ciao
 

stevie

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Buonasera,
condivido con voi un parere interpretativo sulle macchina operatrici mobili nella speranza che qualcuno possa sollevare eccezioni a quella che secondo me è l'interpretazione corretta della situazione a livello di direttiva macchine.
Mi è capitato di vedere della macchine operatrici mobili (escavatrici, trattrici, etc...), uscite di fabbrica come macchina a guida manuale e per questo regolarmente certificate, sulle quali sono stati applicati dei dispositivi per l'implementazione di funzioni di guida autonoma o semi-autonoma.
Nella fattispecie, su una macchina è stata installata una centralina con display ed un servo-attuatore sullo sterzo. La centralina è in grado di sterzare e pilotare la macchina in uno spazio chiuso privato e non destinato alla circolazione (un campo agricolo per farla breve....).
A mio parere, l'applicazione postuma su un macchinario certificato per scopo diverso, di questi dispositivi inficia l'analisi dei rischi del macchinario poiché il costruttore non ha previsto questa modalità operativa e quindi in buona sostanza questa installazione rappresenta una manomissione del veicolo al punto da rendere non più valida la certificazione CE del costruttore.
Questo anche se il produttore del kit di trasformazione ha ottemperato ai suoi obblighi di legge certificando come "sicuro" un kit generico che è destinato ad essere installato su macchina operatrici mobili di diversi costruttori.
Del resto una macchina composta da sotto-macchine tutte marcate CE, non è di per se stessa certificata CE.

Sono bene accetti critiche e suggerimenti. Buona serata.
concordo in pieno
 

Pastorman75

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ma allora che fa il perito? solo l'allegato tecnico?
Comunque ci mette la firma e quindi quando firma ci mette la faccia.
In buona sostanza si. Nel 2020 per i beni sotto i 300k€ basta una autocertificazione del legale rappresentante che tuttavia necessita di una "pezza di appoggio". Non essendo "giurata" ma "semplice" la responsabilità dovrebbe essere solo civile....o almeno credo.... :)
 

Pastorman75

Utente Standard
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Comunque se tu hai acquistato la macchina, l'hai messa in funzione e poi gli hai installato la centralina, puoi far rientrare solo la centralina perché la macchina non è nuova. Il bene deve essere nuovo. Dovrebbe arrivare un chiarimento in tal senso. Comunque prenditi la PdR/UNI 91 e leggi bene. Ciao
La fattispecie non è questa. La machina è nuova ed in fattura viene presentata una sola voce.
All'unitarietà "amministrativa" del bene si contrappone però la dualità "tecnica" di due oggetti nessi assieme da un soggetto (tra l'altro diverso dal costruttore della macchina operatrice) che poi non ha provveduto a certificare il tutto.
Alcuni periti, secondo me in modo superficiale, fanno corrispondere l'unitarietà con la fatturazione. Io ritengo questo è palesemente contro la direttiva macchine.
La questione è centrale nelle analisi dei requisiti I40 poiché decade il requisito obbligatorio n°5 (RO5).
 

Pastorman75

Utente Standard
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Comunque se tu hai acquistato la macchina, l'hai messa in funzione e poi gli hai installato la centralina, puoi far rientrare solo la centralina perché la macchina non è nuova. Il bene deve essere nuovo. Dovrebbe arrivare un chiarimento in tal senso. Comunque prenditi la PdR/UNI 91 e leggi bene. Ciao
Grazie per il riferimento GEROD!
evidentemente il tema è attuale!!!

Tuttavia il documento PdR/UNI91 è più orientato al soddisfacimento dei requisiti prettamente legati alla interconnessione e scambi dati.
Si assume, e forse non si potrebbe fare diversamente, che i requisiti di sicurezza siano soddisfatti al momento della vendita.
Il punto focale di questo post è proprio questo, ovvero se è "immettibile" sul mercato un macchinario che è stato modificato senza che vi sia stata una analisi dei rischi a copertura del nuovo assetto tecnico.
Saluti
 

Pastorman75

Utente Standard
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Aggiornamento.
Le trattrici a ruote rientrano nel regolamento UE167/2013 che in uno dei suoi articoli, modifica la direttiva macchine.

Quindi quello è il testo a cui fare riferimento ed ha dei concetti un po' diversi dalla 2006/42/CE.
In particolare definisce per i veicoli tre tipologie di certificazione:

- veicoli completi
- veicoli da completare
- veicoli completati

Per le parti ed i sistemi, che possono avere certificazione propria, è previsto il solo tipo "completo"

Viene da concludere che se la trattrice a ruote è certificata come completa, allora l'inserimento del kit ne faccia decadere la certificazione.
Se invece la trattrice è certificata come macchina da completare, ed il kit è a sua volta certificato, allora colui che realizza un unicum tra i due, dovrebbe certificare come completato il veicolo.

Purtroppo il documento PdR/UNI91 non entra in ambiti legati alle certificazioni di sicurezza.