Gestire varianti sulla stessa macchina

Professione: Ingegnere Meccanico
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#21
Ciao welcome to the machine, forse non ho ben capito...comunque... dove lavoravo prima:nel caso in cui i pezzi dx e sx fossero dei saldati o semplici componenti lavorati si associavano due codici diversi ai due oggetti (pur essendo l'uno lo speculare dell'altro)...nel caso in cui l'oggetto con due configurazioni speculare fosse un sottassieme di montaggio, il codice del sottassieme restava invariato nell'uno e nell'altro caso (si evidenziava a disegno la differenza per indicarla ai montatori,ma di fatto i componenti del sottassieme da acquistare restavano sempre quelli)...dove sono ora funziona diversamente (è in cantiere una nuova metodologia ... appena so qualcosa ti informo ;) )
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#22
Ok, quindi evitando di battezzare come destro un pezzo solo a causa della creazione successiva di un suo gemello sinistro, eviti di dover andare a ricodificare il pezzo iniziale. In effetti vale la pena di avere due disegni anche per le coppie dx+sx , perchè a fare una tavola in più non ci vole molto, ma almeno evito la possibilità di incasinarmi con le quantità.
Grazie
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#23
Ciao Antonio. la mia risposta precedente era a bip, e non avevo ancora letto la tua. Io parlavo di singole parti e già vado in bambola. se ampliamo il discorso ad assiemi e loro sottassiemi, diventa , per me, così complesso da portarmi a rinunciare ai codici e chiamarli con dei nomi di fantasia :) Del resto se Vettel ha deciso di chiamare Lina la sua Ferrari di F1 io potrò chiamare Evaristo un sottoinsieme sinistro e sicuramente saprai come chiamerò quello destro....
 

exxon

Utente Junior
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#24
Part Number
Name
Description

Queste sono tre entità differenti con tre significati e funzioni diversi.

Il "P/N" è usualmente un numero (può essere una stringa alfanumerica) che ha la funzione di determinare in modo univoco un particolare o un insieme che possa risiedere a magazzino. Per esempio, 36063 per noi è una specifica vite, di una specifica misura, di uno specifico materiale. A quel numero è collegata tutta la documentazione legata al particolare (disegni, test di accettazione, lista fornitori, storico costi, ecc.).

Dato che ricordarsi le associazioni numeri-prodotti è impossibile, si utilizza il "Name". Per noi, il P/N 36063 ha come name "SCR ISO4762 HSHC M4x25 A2" che si legge "Screw ISO4762 Hexagon Socket Head Cap M4 x 25 mm AISI A2 ASTM A681 Material". Nel nome alcune parole sono indicate con acronimi per rendere più compatte le liste materiali.

Le due entità qui sopra non sono modificabili dal progettista che utilizza questa parte di magazzino (ci mancherebbe altro...), ma nella realizzazione di una macchina è spesso necessario dare dei nomi specifici a determinati componenti. Per esempio la vite qui sopra potrebbe essere "Main Lid Screw". Questa è la "Description". Quando si prende un componente dalla libreria, Description ha un valore standard (nel caso della vite qui sopra è "Hex Socket Screw". Il progettista può modificare questa descrizione per avere nel progetto una descrizione "parlante". Nel CAD, questa descrizione è quella che appare nell'albero degli insiemi e permette di identificare univocamente ogni particolare.

Al momento della creazione della lista componenti la riga corrispondente sarà:
Main Lid Screw - SCR ISO4762 HSHC M4x25 A2 - 36063 - R1
Che associa l'oggetto con il suo nome alla funzione all'interno della macchina.

Con questa metodologia di lavoro, gestire le parti speculari non comporta alcuna modifica di atteggiamento rispetto a una qualsiasi altra coppia di oggetti. Noi li gestiamo come P/N diversi, nomi identici contenenti uno dei due acronimi LHS o RHS (Left Hand Side o Right Hand Side). In italiano sarebbe DX o SN.

Nota: in italiano è Dx/Sn, non Dx/Sx. (DeXtrum/SiNistrum. Nella parola latina sinistrum, la x non c'è...)
 
Professione: project leader
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#25
Quindi l'associazione PN - Name è univoca mentre la description può variare in funzione della macchina su cui la parte viene impiegata. Ergo ( exxon spero mi passerai questo latinismo senza correggermi...;)) avremo più description possibili per uno stesso PN-Name, se la stessa parte è utilizzata in macchine diverse con funzioni diverse. E' corretto? Spero di si perché facciamo esattamente così da anni, salvo, appunto per le parti destre/sinistre , dove un po' di confusione è nata con l'intenzione di semplificare qualche lancio in produzione di commesse multiple, cioè relative a più di una macchina con almeno l'80-90% di parti simili. A volte, per macchine consolidate, la BOP non passa neanche per le mani del progettista e viene elaborata da una sorta di "configuratore" parametrizzato, gestito direttamente da chi si occupa della produzione. In questa fase si incontrano gruppi destri o sinistri ma anche coppie di parti composte in ogni caso da 1dx + 1 sn ( vedi come recepisco subito? ) Ma evidentemente il sistema ha qualche limite e sicuramente ci converrà rientrare nelle tabelle del sistema e dividere i disegni di particolari precedentemente conosciuti come "coppia " ( questo mi ricorda il genietto di Minneapolis...:devilish:) in due , con due tavole separate.
Un'ultima domanda: quando viene creato un pezzo, gli viene attribuito PN, Nome e Descrizione ma senza nessun acronimo nel nome che lo definisca destro o sinistro perché questa differenziazione ancora non esiste. Successivamente si ha l'esigenza di creare un'altra parte speculare alla precedente. E' opportuno aggiungere retroattivamente l'acronimo dx o sx alla parte creata per prima? Facendo così, con il mio sistema di gestione, probabilmente non perfetto, renderei inefficaci tutti i collegamenti agli "storici " precedenti, ma posso intervenire sul data base e modificare le queries, separando l'acronimo dx - sx, nelle tabelle, dal PN , perchè io, differentemente da come ha fatto exxon, ho l'acronimo in coda al PN e non al Nome. Ci dovevo pensare prima.....
Grazie a tutti
 

exxon

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#26
Quindi l'associazione PN - Name è univoca mentre la description può variare in funzione della macchina su cui la parte viene impiegata.
Sì, esatto. Mi fa piacere vedere che altri adoperano la stessa procedura. Noi l'abbiamo introdotta da qualche anno con ottimi risultati.
A volte, per macchine consolidate, la BOP non passa neanche per le mani del progettista e viene elaborata da una sorta di "configuratore"...
Pur essendo che una volta descritte e validate, anche procedure multiple per la stessa funzione sono comunque accettabili, io ho l'orticaria per le "eccezioni": per esperienza sono sempre causa di casini più o meno grandi. Meglio un po' più di lavoro standard che una scorciatoia che poi ti fa perdere il doppio del tempo da qualche altra parte o in qualche altro momento (senza magari sia possibile neppure accorgersene).

Per quanto riguarda i disegni unici di particolari dx/sn... noi non lo facciamo, ma sarebbe bello poterlo fare. Vedo comunque problemi non indifferenti quando i particolari sono assiemi. Prendiamo ad esempio i due assiemi saldati
ASM1 DX
ASM1 SN
composti (ciascuno) dalle parti
PRT1
PRT2 DX o PRT2 SN
Se risulterebbe semplice avere un unico disegno per PRT2, ben diversa è la situazione per ASM1. Come si fa in un unico disegno a indicare per la versione destra una parte e per la versione sinistra una parte diversa? Troppo incasinato: si fanno due disegni e si va tranquilli.
Un'ultima domanda: quando viene creato un pezzo, gli viene attribuito PN, Nome e Descrizione ma senza nessun acronimo nel nome che lo definisca destro o sinistro perché questa differenziazione ancora non esiste. Successivamente si ha l'esigenza di creare un'altra parte speculare alla precedente. E' opportuno aggiungere retroattivamente l'acronimo dx o sx alla parte creata per prima?
Certo! "P/N" e "Name" non possono essere modificati dal progettista che attinge alla libreria, ma il gestore della libreria può modificare il "Name" (ovviamente non può modificare il "P/N"...). Per questo motivo il suffisso DX/SN non deve essere nel "P/N", ma nel "Name".
Il "Name" subisce spesso degli aggiornamenti, ad esempio per migliorare la leggibilità, oppure per l'introduzione di varianti (condizione molto simile a quella descritta). Un esempio può essere un connettore usato solo in versione diritta che per questo motivo non ha questa indicazione nel "Name". Una volta inserita a magazzino anche la versione "a 90°" è necessario modificare entrambi i "Name" per rendere chiara la distinzione. Dato che i "P/N" non cambiano, non ci sono problemi in tal senso. Nel caso venisse stampata una nuova lista materiali di un vecchio progetto che utilizza la prima delle due parti, nel nome comparirebbe ora l'indicazione "0°", utile per l'identificazione, dato che ora a magazzino ci sono entrambi i modelli.
 
Professione: project leader
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#27
Hai ragione. L'errore è stato inserire l'acronimo Dx /Sn (in realtà usiamo L e R ) nel P/N e non nel Nome . Pensa che abbiamo avuto anche i CW e CCW....abortiti appena ci siamo accorti che non li sapevamo riconoscere nemmeno noi !
 

exxon

Utente Junior
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#28
Questa parte del lavoro è spesso più incasinata della stessa progettazione. Oltre a questo, non si trova quasi nulla come documentazione al riguardo e spesso si impara solo a spesa dei propri errori.