Fatturazione elettronica servizi

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
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Professione: Ingegnere meccanico
Software: SolidEdge CoCreate Salome-Meca
Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#1
A differenza degli altri fornitori, quelli di servizi (Enel, Telecom, telepass, etc) non mi hanno ancora chiesto il codice SDI a cui recapitare le fatture. Anche andando sui loro siti non si parla della cosa. Mi trovano automaticamente tramite il sito dell'AdE?
 

meccanicamg

Utente Senior
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Software: SolidWorks, FreeCAD, Nanocad, Me10, Excel
Regione: Lombardia
#2
Quanti dati personali che girano....e quante possibili fughe ....sempre più schiavi di chi dirige questo sistema...un giorno farà tutto "puff".
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#3
Se hai completato la registrazione presso SdI, inserendo il tuo codice identificativo o il tuo indirizzo pec, questi dati sono prevalenti su qualsiasi altro inserito dal fornitore nel tracciato xml della fattura.

E' sufficiente che il fornitore abbia inserito correttamente (all'interno della fattura) la tua partita IVA, che al momento nel quale la fattura viene ricevuta da SdI, la tua partita IVA viene associata al codice identificativo o all'indirizzo pec che hai inserito, e tramite questi canali, la fattura viene recapitata.

Se presso SdI non risulta registrato alcun codice identificativo e neppure alcun indirizzo pec, nel caso di inoltro da parte di un fornitore di una fattura che non contenga i dati di inoltro (ancora una volta il codice identificativo o l'indirizzo pec), la fattura viene inoltrata da SdI al cassetto fiscale corrispondente alla partita IVA indicata.

Di fatto, per essere sicuri di ricevere ogni fattura contenente la propria partita IVA, è sufficiente registrare presso SdI il proprio codice identificativo oppure il proprio indirizzo pec.
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
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Software: SolidEdge CoCreate Salome-Meca
Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#4
Se hai completato la registrazione presso SdI, inserendo il tuo codice identificativo o il tuo indirizzo pec, questi dati sono prevalenti su qualsiasi altro inserito dal fornitore nel tracciato xml della fattura.

E' sufficiente che il fornitore abbia inserito correttamente (all'interno della fattura) la tua partita IVA, che al momento nel quale la fattura viene ricevuta da SdI, la tua partita IVA viene associata al codice identificativo o all'indirizzo pec che hai inserito, e tramite questi canali, la fattura viene recapitata.

Se presso SdI non risulta registrato alcun codice identificativo e neppure alcun indirizzo pec, nel caso di inoltro da parte di un fornitore di una fattura che non contenga i dati di inoltro (ancora una volta il codice identificativo o l'indirizzo pec), la fattura viene inoltrata da SdI al cassetto fiscale corrispondente alla partita IVA indicata.

Di fatto, per essere sicuri di ricevere ogni fattura contenente la propria partita IVA, è sufficiente registrare presso SdI il proprio codice identificativo oppure il proprio indirizzo pec.
Ma allora i clienti che ti mandano lo SDI o i fornitori che te lo chiedono a che pro lo fanno?
 

Cristallo

Utente Standard
Professione: Leggo e confronto
Software: Lettura critica
Regione: Fuori dalla cerchia
#5
A questo punto sorge un dubbio enorme.
Per quelli (molti) che hanno utilizzi promiscui, prima prendevi la fattura (faccio esempio) dell'Enel contratto privato, toglievi l'IVA che non era detraibile, ed il costo a metà lo scaricavi.
Adesso non passa proprio per SDI perchè il contratto non è a partita IVA, quindi i molti hanno perso la possibilità dello scarico promiscuo?
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#6
@cacciatorino

Ciò che è stato fatto con 'sta menata della fatturazione elettronica ha del grottesco. Neppure un branco di scimpanzé avrebbe partorito una cosa talmente farraginosa e piena di incongruenze come quella che ne è uscita.

La tua perplessa domanda è più che logica, ma ha una sua contorta (molto contorta) spiegazione. Se tu come fornitore invii la fattura a SdI, senza almeno uno dei recapiti (codice identificativo / indirizzo pec), e pertanto SdI invierà la fattura al cassetto fiscale del ricevente (identificato dalla partita IVA), sei tenuto per legge a informare il cliente dell'emissione della fattura con un mezzo diverso da quello elettronico (GENIALE!!!!). Il corollario è che per avere prova dell'avvenuta comunicazione, dovresti inviare la comunicazione via pec. Purtroppo, l'indirizzo pec non ce l'hai (altrimenti lo avresti inserito in fattura), allora non ti resta altro che... una raccomandata con avviso di ricevimento.

Se fino a ieri (31/12/2018), l'invio di una fattura via posta era cosa ben rara, da oggi si dovrà pensare seriamente a munirsi dei tagliandi per le raccomandate A.R., in pieno accordo con lo spirito di semplificazione e riduzione della documentazione cartacea. In alternativa, si può andare a rimestare nella rumenta dei magazzini e recuperare... il fax.

Per evitare questa situazione, i fornitori cercano di ottenere in anticipo i recapiti dei loro clienti...

@Cristallo

Anche i clienti privati (quindi ciò che viene definito B2C, in contrapposizione al B2B) ricevono da oggi solo fatture elettroniche. Dato che la maggior parte dei privati non è dotata di pec e tanto meno di codice identificativo, lo SdI invierà le loro fatture al cassetto fiscale (obbligatorio per tutti i cittadini). La gestione del caso che hai descritto dipende dalla tipologia di bene/servizio e deve essere valutata caso per caso dal commercialista. Non va dimenticato che da oggi è obbligatorio emettere solo fatture elettroniche, ma è obbligatorio ricevere sia fatture elettroniche, sia fatture cartacee (esistono infatti alcune categorie esentate dall'emissione del documento elettronico, così come pure cartacee saranno le fatture ricevute da altri paesi CEE, cosi come le bolle doganali che fanno vece di fattura per gli acquisti extracomunitari).

In aggiunta deve essere precisato che da oggi vige l'obbligo di emissione di fattura elettronica, ma fino al 30 giugno (c'è chi dice 31 luglio e anche 30 settembre)... non ci sono sanzioni per chi non rispetta l'obbligo, pertanto si continuerà a registrare entrambi i tipi di fattura (GENIALE!).

Come dire, prima il governo fa ufficialmente richiesta di anticipare l'introduzione della fattura elettronica rispetto a tutti gli altri paesi della Comunità Europea (per combattere l'evasione IVA, scusa ufficiale), ma poi rende non sanzionabile il mancato rispetto dell'obbligo. Il risultato sarà che chi sfruttava la situazione precedente per evadere l'IVA, continuerà a farlo, mentre chi prima non lo faceva, adesso si troverà anche l'incombenza di questo nuovo inutile fardello.

Gioiscono i commercialisti che potranno inserire i documenti in automatico, con riduzione del lavoro, mantenendo invariati i canoni ai propri clienti. Gioiscono le software house che hanno già provveduto a inserire un modulo che si scrive in un pomeriggio all'interno dei propri programmi di contabilità generale dati in licenza ai clienti, caricando qualche centinaio di Euro per l'aggiornamento.

Gioisce più di tutti l'Agenzia delle Entrate, che mascherando l'operazione come contrasto all'evasione dell'IVA ha da oggi in mano tutto il movimento di magazzino di ogni operatore economico italiano, con tanto di codici prodotto e prezzi unitari, aprendo un nuovo capitolo di vessazione fiscale che sarà basata sulle comparazioni di prezzo dei vari prodotti, sui ricarichi di ogni singolo codice e sulle rimanenze di fine anno. Queste informazioni erano fino a ieri solo riassuntive nel bilancio d'esercizio. Da oggi sono dettagliate per ogni pezzo e costringeranno gli operatori economici a difendersi in Commissione Tributaria dando (a proprie spese) giustificazioni credibili (a loro) della motivazione di prezzi diversi a clienti diversi oppure di variazioni di valore storico dei singoli articoli a magazzino.

Tutto questo, ovvio, per incentivare gli operatori stranieri a spostare le loro attività qui, in Italia, paradiso della libertà, della privacy, della tutela degli investitori e del Lavoro con la "L" maiuscola.
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
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#7
@cacciatorino

Ciò che è stato fatto con 'sta menata della fatturazione elettronica ha del grottesco. Neppure un branco di scimpanzé avrebbe partorito una cosa talmente farraginosa e piena di incongruenze come quella che ne è uscita.

La tua perplessa domanda è più che logica, ma ha una sua contorta (molto contorta) spiegazione. Se tu come fornitore invii la fattura a SdI, senza almeno uno dei recapiti (codice identificativo / indirizzo pec), e pertanto SdI invierà la fattura al cassetto fiscale del ricevente (identificato dalla partita IVA), sei tenuto per legge a informare il cliente dell'emissione della fattura con un mezzo diverso da quello elettronico (GENIALE!!!!). Il corollario è che per avere prova dell'avvenuta comunicazione, dovresti inviare la comunicazione via pec. Purtroppo, l'indirizzo pec non ce l'hai (altrimenti lo avresti inserito in fattura), allora non ti resta altro che... una raccomandata con avviso di ricevimento.

Se fino a ieri (31/12/2018), l'invio di una fattura via posta era cosa ben rara, da oggi si dovrà pensare seriamente a munirsi dei tagliandi per le raccomandate A.R., in pieno accordo con lo spirito di semplificazione e riduzione della documentazione cartacea. In alternativa, si può andare a rimestare nella rumenta dei magazzini e recuperare... il fax.

Per evitare questa situazione, i fornitori cercano di ottenere in anticipo i recapiti dei loro clienti...

@Cristallo

Anche i clienti privati (quindi ciò che viene definito B2C, in contrapposizione al B2B) ricevono da oggi solo fatture elettroniche. Dato che la maggior parte dei privati non è dotata di pec e tanto meno di codice identificativo, lo SdI invierà le loro fatture al cassetto fiscale (obbligatorio per tutti i cittadini). La gestione del caso che hai descritto dipende dalla tipologia di bene/servizio e deve essere valutata caso per caso dal commercialista. Non va dimenticato che da oggi è obbligatorio emettere solo fatture elettroniche, ma è obbligatorio ricevere sia fatture elettroniche, sia fatture cartacee (esistono infatti alcune categorie esentate dall'emissione del documento elettronico, così come pure cartacee saranno le fatture ricevute da altri paesi CEE, cosi come le bolle doganali che fanno vece di fattura per gli acquisti extracomunitari).

In aggiunta deve essere precisato che da oggi vige l'obbligo di emissione di fattura elettronica, ma fino al 30 giugno (c'è chi dice 31 luglio e anche 30 settembre)... non ci sono sanzioni per chi non rispetta l'obbligo, pertanto si continuerà a registrare entrambi i tipi di fattura (GENIALE!).

Come dire, prima il governo fa ufficialmente richiesta di anticipare l'introduzione della fattura elettronica rispetto a tutti gli altri paesi della Comunità Europea (per combattere l'evasione IVA, scusa ufficiale), ma poi rende non sanzionabile il mancato rispetto dell'obbligo. Il risultato sarà che chi sfruttava la situazione precedente per evadere l'IVA, continuerà a farlo, mentre chi prima non lo faceva, adesso si troverà anche l'incombenza di questo nuovo inutile fardello.

Gioiscono i commercialisti che potranno inserire i documenti in automatico, con riduzione del lavoro, mantenendo invariati i canoni ai propri clienti. Gioiscono le software house che hanno già provveduto a inserire un modulo che si scrive in un pomeriggio all'interno dei propri programmi di contabilità generale dati in licenza ai clienti, caricando qualche centinaio di Euro per l'aggiornamento.

Gioisce più di tutti l'Agenzia delle Entrate, che mascherando l'operazione come contrasto all'evasione dell'IVA ha da oggi in mano tutto il movimento di magazzino di ogni operatore economico italiano, con tanto di codici prodotto e prezzi unitari, aprendo un nuovo capitolo di vessazione fiscale che sarà basata sulle comparazioni di prezzo dei vari prodotti, sui ricarichi di ogni singolo codice e sulle rimanenze di fine anno. Queste informazioni erano fino a ieri solo riassuntive nel bilancio d'esercizio. Da oggi sono dettagliate per ogni pezzo e costringeranno gli operatori economici a difendersi in Commissione Tributaria dando (a proprie spese) giustificazioni credibili (a loro) della motivazione di prezzi diversi a clienti diversi oppure di variazioni di valore storico dei singoli articoli a magazzino.

Tutto questo, ovvio, per incentivare gli operatori stranieri a spostare le loro attività qui, in Italia, paradiso della libertà, della privacy, della tutela degli investitori e del Lavoro con la "L" maiuscola.
Ma fai il progettista o il commercialista? 😁😁
 

ceschi1959

Utente Standard
Professione: progettista
Software: UG 11 - 1847 TC10
Regione: veneto
#8
Il risultato sarà che chi sfruttava la situazione precedente per evadere l'IVA, continuerà a farlo, mentre chi prima non lo faceva, adesso si troverà anche l'incombenza di questo nuovo inutile fardello.
Classica italianata, si mettono nuovi limiti di velocità (senza controlli perché se ci fossero stati sarebbe stato inutile mettere dei limiti più restrittivi) per cui chi prima non li rispettava continua a non farlo e chi invece li rispettava…
Storia vecchia già vista e stravista.
Una prece per questo stato di c@@ca
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
#9
Non solo è una ca@@ata, ma sortirà l'effetto opposto se l'idea era quella di contrastare il nero.
Chi faceva il nero continuerà a farlo indisturbato, e secondo me alcuni che già faticavano gli scorsi anni a questo punto o chiudono oppure iniziano pure loro a fare nero, perché star dietro a tutti questi sbattimenti demenziali sta diventando impossibile e tremendamente costoso...