Eliminare i corsi in sola lingua inglese al Polimi

Stan9411

Utente Junior
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#1
Un parere da parte di professionisti e studenti di questo forum sulla recente decisione del Consiglio di stato. Potrei iniziare con la mia personale esperienza di studente PoliMi, ma preferirei giudizi il più possibile non influenzati. Nel caso dalle risposte vedessi che la situazione non è chiara (come è giusto che sia per un esterno), aggiungerò dettagli.
 

ceschi1959

Utente Standard
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Regione: veneto
#2
Ho seguito la questione:
da parte dei docenti si dice di voler permettere, ad esempio, l'insegnamento a professori non italiani.
Da parte degli studenti ho sentito che l'inglese dei docenti italiani non è sempre fluente ed in alcuni casi può essere d'ostacolo al completamento del programma. Della serie meglio un buon corso in italiano che un corso un po' meno buono in inglese.
I corsi del Polimi non sono fatti per insegnare l'inglese, questa conoscenza deve essere precedente.
Ciao
 

Meteor02

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#3
siamo i soliti itaglioti... è cosi bello imparare nella nostra lingua perchè cambiare? cosi un genio della meccanica sarà penalizzato se ha una magra comprensione dell inglese...
 

Stan9411

Utente Junior
Professione: Studente
Software: PTC Creo parametric, Matlab
Regione: Lombardia
#4
siamo i soliti itaglioti... è cosi bello imparare nella nostra lingua perchè cambiare? cosi un genio della meccanica sarà penalizzato se ha una magra comprensione dell inglese...
Mi sembra che non si stia considerando il contesto. Non si sta parlando dell'istituto alberghiero, in cui un possibile grande cuoco viene frenato nella sua crescita dal fatto di essere somaro in storia e geografia. Il politecnico è una università di alto livello: ci sono corsi di biomedica elettronica, ingegneria spaziale, civile, meccatronica, design e architettura. Molti di questi settori crescono proprio grazie ad un contesto internazionale. In un contesto come questo è proprio il limitarsi all'italiano che puo frenare il "genio". Da che mondo è mondo la conoscenza cresce se ci si può confrontare con il maggior numero di persone possibile. Se si vede la lingua inglese non come uno strumento ma come un limite, vuol dire che non si ha davvero ambizione di essere un "genio della meccanica".

Se ci si ostina a rifiutare questa realtà vorrà dire che quando ovunque nel mondo finalmente le protesi e gli organi artificiali saranno una realtà, noi il brevetto (IN INGLESE) ce lo faremo leggere da google traduttore, oppure se la NASA ci chiamerà per un colloquio (perché siamo dei geni della meccanica) ci faremo accompagnare dall'interprete che non ci capirà una mazza nemmeno lui, perché nella sua formazione di sicuro non gli hanno insegnato l'inglese tecnico ingegneristico, che al contrario in questa università tentano di insegnarci.
 

ceschi1959

Utente Standard
Professione: progettista
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Regione: veneto
#5
Ripeto e spiego meglio: non ho niente contro i corsi IN inglese che non devono essere corsi DI inglese.
Mio figlio frequenta il secondo anno al Polimi > ingegneria meccanica è un C2 di inglese dal quarto anno di liceo.
E' la scuola secondaria superiore che deve insegnare l'inglese.
Ciao
 

gil

Utente Senior
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Regione: Italia
#6
Penso che i corsi in lingua inglese sia un'opportunità in più nel vasto mondo della formazione. Opportunità interessante per molti motivi. Primo tra tutti il perfezionamento della lingua in discussioni tecniche scientifiche che faciliterà l'accesso al mercato internazionale.

Se l'insegnate non è in grado, può starsene a casa, e fare posto a qualcuno all'altezza.

Se lo studente non pensa sia utile può iscriversi ad altro corso in lingua italiana con pace di tutti.

Pensare che l'inglese appreso alle superiori, sia sufficiente per lavorare in qualsiasi ambito, specie dopo anni di uso limitato, mi sembra molto ottimistico.
 

ceschi1959

Utente Standard
Professione: progettista
Software: UG 11 - 1847 TC10
Regione: veneto
#7
Pensare che l'inglese appreso alle superiori, sia sufficiente per lavorare in qualsiasi ambito, specie dopo anni di uso limitato, mi sembra molto ottimistico.
Il C2 non lo apprendi alle superiori se non con ore e ore aggiuntive, viaggi all'estero e così via. All'università non hai tempo per impararlo in maniera ottimale.
Sapere che molti ragazzi del polimi hanno i CAD in italiano mi fa cadere le braccia, altro che lezioni in inglese....
 

IronMike87

Utente Junior
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Regione: Lombardia
#8
Da ex studente posso dire che almeno fino a 6 anni fa la media dell'inglese parlato dai docenti del PoliMI era ben al di sotto di quanto ritegno sia necessario per insegnare correttamente in tale lingua.

Se un istituto vuole insegnare i corsi in una lingua straniera (cosa anche comprensibile vista la presenza di studenti non madrelingua provenienti da altre Università), allora io fruitore (nonché pagante, con le mie tasse) esigo e pretendo che mi si dimostri che chi insegna sia in grado di farlo con profitto in tale lingua straniera.
E pretenderei ALMENO un C1 CERTIFICATO, visto che io da studente liceale mi son preso un B2 a cavallo tra 4a e 5a.
Se dovessi fare una media della conoscenza dell'inglese di quelli che furono i miei docenti, mi indirizzerei su di un B1 se non un A2.

La realtà, parlando anche con colleghi più giovani conosciuti di recente, è tante volte capita che il professore entri in classe, chieda se c'è qualche studente straniero, ed in caso di risposta negativa tenga la sua lezione in italiano.
 

Utente cancellato 70856

Guest
#9
mi ricordo che pochi anni fa in francia furono introdotti alcuni corsi universitari in sola lingua inglese e successe una mezza rivoluzione