Dubbi su proposta di lavoro

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#21
Più in dettaglio direi che da spartiacque lo fa il modo in cui si è vissuta la rapidissima escalation tecnologica. Ricordo di aver avuto compagni di 5^ Liceo che addirittura non avevano un PC o che lo possedevano ma non erano capaci di usarlo.
Io sono di quasi 10 anni più vecchio di te, ma mi riconosco perfettamente nelle situazioni che hai vissuto (anche se probabilmente le ho vissute quando ero più grande di te: primo PC 286 a 13-14 anni, internet col 56k e cell GSM a 17-18, ecc.). La categorizzazione in generazioni, come dicevo, ritengo sia un puro esercizio sociologico abbastanza privo di senso: pur essendo formalmente a cavallo tra la generazione precedente (X) e la Y, mi sono sempre rapportato complessivamente meglio con quelli della "Y" (almeno coi nati fino alla fine degli anni 80). Vale per tutti? Non lo so, può darsi di no: questo però non fa altro che dimostrare come le attitudini/comportamenti dipendano maggiormente dall'ambiente in cui si è vissuto (e da altre influenze) più che da una mera questione anagrafica

Oggi diciamo che è un prerequisito che si dà per scontato.
Come saprai anche tu, tra i più giovani (i nati dalla metà degli anni '90 in poi) l'uso del PC non è così diffuso, a meno che non sia stato usato all'uni o al lavoro, dove specie in ambito tecnico si tratta di uno strumento ancora difficilmente sostituibile. A onor del vero, per scopi ludici e ricreativi i dispositivi touch sono veramente molto più comodi, e nemmeno io potrei distaccarmene più ormai, pur avendo sempre PC fisso e portatile imprescindibili: ci faccio solo delle altre cose. Complessivamente exxon ha ragione: quando avevo 18-20 anni io la cultura informatica "media" era superiore (c'erano più "smanettoni", ma c'è anche da dire che non vi erano alternative al PC, e Windows era agli albori). Non so quanto serva al giorno d'oggi quel tipo di cultura: non sono così pessimista sulle nuovissime generazioni, pur essendovi a volte delle situazioni (soprattutto comportamentali) che mi lasciano un po' perplesso (la mancanza di umiltà in primo luogo).

Però ... però chi oggi dà le cose per scontate, non ha idea del percorso evolutivo che c'è stato dietro. Non si ricorda i modem 56k con la loro singolare "suoneria", o di come si è evoluto internet. E quindi poi si ritrovano in mano con mezzi potentissimi di cui ignorano completamente il funzionamento (cosa ormai sempre più comune).
E questo vale tanto per buona parte dei miei colleghi della Generation Y che per la quasi totalità di quella successiva ( Generation Z )
Questo è verissimo...ma faccio una domanda un po' provocatoria ;), rivolta a tutti (anche a me stesso): aldilà della conoscenza personale e della passione specifica che uno può avere (tra le mie grandi manie vi è l'aviazione e particolarmente i propulsori, e sono sempre all'affannosa ricerca di dati tecnici e disegni di motori a pistoni degli "anni d'oro"), maaaa....serve veramente sapere tutto ciò? Posso capire se lavorassimo nell'ambito (ma vale in ogni ambito), nel qual caso la conoscenza delle soluzioni pregresse non solo è utile ma anche indispensabile per migliorare continuamente il prodotto...ma altrimenti? O forse è solo un tentativo di rimarcare una sorta di "superiorità" intellettuale (= di autodifesa) su nuove generazioni altrimenti complessivamente più aggiornate sui sistemi di condivisione delle informazioni ("si si tu sei bravo ma non sai come funziona realmente e cosa ci sia dietro")? Ripeto, questa domanda è rivolta a tutti, anche a me stesso.
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#22
"serve veramente sapere tutto ciò? " Non voglio semplificare eccessivamente quello che hai scritto né filosofeggiare a vuoto, paulpaul, ma conoscere non dovrebbe necessariamente servire a qualcosa. La voglia di sapere e di conoscere è IL MOTORE dell'evoluzione . Non mi porrei affatto il problema di valutare se una conoscenza che voglio approfondire mi servirà o meno a fini pratici.
" Fatti non foste... etc"
Sono fiducioso che tanti giovani la pensino ancora così. Io da ragazzo sentivo i grandi dire " Ai miei tempi..." e pensavo " che palle...". Non voglio fare lo stesso errore ora che sono io quello...vintage.:)
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#23
....molto molto interessante sono disponibile ad approfondire l'argomento.
Ciao Taurus!
Riduco la cosa ai minimi termini, dopo più di 15 anni di esperienza lavorativa (iniziata a 25 anni) e ben consapevole che altri potrebbero averne avuta una diversa (per questo mi vorrei confrontare ;)).
Avendo sempre avuto a che fare per il 90% delle commesse con l'estero (particolarmente col Nord Europa e Russia, ma - in certi periodi - anche con Cina, Medioriente, Nordamerica) ho avuto modo di sviluppare praticamente fin da subito relazioni professionali molto intense con molte persone di tutti questi Paesi, e di "saggiarne la mentalità" (anche andando molto spesso sul posto, e non solo per lavoro).
Bene: io non mi sono mai sentito così in imbarazzo come quando partecipavo a meeting tecnici con clienti (ma anche fornitori!) italiani, cinesi e mediorientali. Ancora prima di iniziare i meeting, si sprecavano le battutine sulla scarsa esperienza, "ma dov'è il tuo responsabile in questa riunione?", "quando torni in ufficio per favore spiega bene questo concetto a chi è sopra di te", "30 anni? troppo giovane per questo progetto" (collaboratore cinese mai visto), fino addirittura a non sentirmi neppure rivolgere la parola ad un meeting, sempre in Cina, prima ancora di sederci, col responsabile che dichiara apertamente che lui non avrebbe parlato con me perché troppo giovane (31 anni....). Diversi fornitori italiani visibilmente "allarmati" di discutere di certi argomenti con un 30-32enne, e potrei fare altri esempi.
L'esperienza nei Paesi nordici è stata completamente opposta: fin dalla mia prima visita (2007), ho incontrato un team tecnico in cui il responsabile era penso 15 anni più giovane di alcuni dei membri del team (cosa molto difficile in Italia, indipendentemente dalla bravura). Ho però sempre trovato ascolto, a prescindere dalle apparenze, e ci si confrontava senza preconcetti: ma, soprattutto, ho sempre trovato una compagine giovane e aggiornata anche in ruoli chiave, con una grande apertura mentale a nuove soluzioni (a patto di spiegargliele e giustificargliele). Magari rigidi, molto rigidi, ma che non ti risponderanno mai "lo devi fare così perché nel 1978 l'ho fatto così e funzionava, cosa che è la norma in molti UT italiani (ci può stare, ma mi devi spiegare perché la mia non potrebbe funzionare altrettanto bene).
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#24
"serve veramente sapere tutto ciò? " Non voglio semplificare eccessivamente quello che hai scritto né filosofeggiare a vuoto, paulpaul, ma conoscere non dovrebbe necessariamente servire a qualcosa. La voglia di sapere e di conoscere è IL MOTORE dell'evoluzione . Non mi porrei affatto il problema di valutare se una conoscenza che voglio approfondire mi servirà o meno a fini pratici.
" Fatti non foste... etc"
Sono fiducioso che tanti giovani la pensino ancora così. Io da ragazzo sentivo i grandi dire " Ai miei tempi..." e pensavo " che palle...". Non voglio fare lo stesso errore ora che sono io quello...vintage.:)
Ciao!! Non fraintendermi ;) Preciso meglio:
Ho premesso "aldilà della conoscenza personale e della passione specifica che uno può avere", e anche a "meno che una persona lavori nell'ambito specifico" (per me uno deve cercare di lavorare in un ambito che lo appassiona, per tutti i motivi che conosciamo). La voglia di conoscere è il motore di tutto (e sono d'accordissimo, se vuoi possiamo parlare per ore di geopolitica, di motori aeronautici e spaziali, di aviazione, di impianti di risalita, di macchine a fluido in generale...tanto per citare alcuni miei interessi...): io volevo solo dire che non faccio un rimprovero a un ragazzo di 18 anni che usa lo smartphone alla velocità della luce solo per il fatto di non conoscere la tecnologia 4G...questo perché si tratta di un "semplice" utilizzatore della tecnologia.
Un po' come non rimprovero ad un comune automobilista di non sapere (magari lo saprà :D) i meccanismi di sviluppo della combustione nel suo MCI: questo non impedisce a quell'automobilista di fare un uso ottimale della sua auto.
E' chiaro che se quell'automobilista (del 4G meglio che non parli...) volesse approfondire aspetti tecnici, sarei felicissimo della cosa, e darei tutto me stesso per cercare di fargli conoscere qualcosa (sempre che io ne sia in grado, beninteso!).
Spero sia più chiaro :)
 

IronMike87

Utente Junior
Professione: Ufficio Tecnologie
Software: Solidworks 2017
Regione: Lombardia
#26
Questo è verissimo...ma faccio una domanda un po' provocatoria ;), rivolta a tutti (anche a me stesso): aldilà della conoscenza personale e della passione specifica che uno può avere (tra le mie grandi manie vi è l'aviazione e particolarmente i propulsori, e sono sempre all'affannosa ricerca di dati tecnici e disegni di motori a pistoni degli "anni d'oro"), maaaa....serve veramente sapere tutto ciò? Posso capire se lavorassimo nell'ambito (ma vale in ogni ambito), nel qual caso la conoscenza delle soluzioni pregresse non solo è utile ma anche indispensabile per migliorare continuamente il prodotto...ma altrimenti? O forse è solo un tentativo di rimarcare una sorta di "superiorità" intellettuale (= di autodifesa) su nuove generazioni altrimenti complessivamente più aggiornate sui sistemi di condivisione delle informazioni ("si si tu sei bravo ma non sai come funziona realmente e cosa ci sia dietro")? Ripeto, questa domanda è rivolta a tutti, anche a me stesso.
Un conto è la conoscenza del mezzo, un altro è la consapevolezza dello stesso.
A livello di conoscenza tecnica, mi ritengo largamente ignorante su quello che riguarda il world-wide-web, soprattutto nelle pieghe più scure (deepweb e darkweb) e su come funzionino.

Detto questo, ritengo di avere una consapevolezza maggiore, anche solo avendo una conoscenza superficiale di quei contenuti sommersi.

Purtroppo è un discorso veramente ampio e difficile da condensare, ma personalmente ritengo che l'utilizzatore medio abbia una consapevolezza quasi nulla del funzionamento della rete, e questo deriva in parte dalla quasi incompleta conoscenza del suo funzionamento tecnico.
C'è gente che non capisce come si possano rubare le foto dal cloud, o come si facciano a recuperare i contenuti eliminati dal cestino di Windows. Che non ha la minima idea di come un Facebook faccia i soldi dato che non c'è tassa d'iscrizione da pagare. Etc......

Questa mancanza di conoscenza tecnica + consapevolezza credo sia uno dei peggiori mali del nostro tempo derivati dal boom tecnologico
 
Professione: disegnatore
Software: autocad 2013; solidworks 2014
Regione: Friuli Venezia Giulia
#27
ricordiamo quanto diceva i buon vecchio Eco.
"Per me l’uomo colto non è colui che sa quando è nato Napoleone, ma colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve, e in due minuti.”

a mio avviso quindi informaticamente la conoscenza non è, necessariamente, sapere la storia del web, né scrivere in java o fare hackeraggio, ma saperlo usare per le proprie finalità e, al pari di come si usava un enciclopedia, per trovare le risposte alla proprie finalità. sul forum spesso ci sono domande che con una ricerca più o meno approfondità si avrebbe una risposta.
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#28
Forse non ho reso l'idea, ma ciò che intendevo è che stiamo andando in contro a una generazione che magari sa perfettamente come navigare la rete (sotto Android), ma non riesce a usare il mouse, semplicemente perché... non l'ha mai fatto.
 

Biggmetals

Utente Junior
Professione: Ufficio tecnico
Software: Solidwork 2016
Regione: Lombardia
#29
Stiamo forse un po' divagando nel OT ma ormai con l'avvento del VR o tecnologie affini, il mouse sarà solo un ricordo prima o poi.
Un esempio la classica tavoletta grafica per un artista.
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#30
Stiamo forse un po' divagando nel OT ma ormai con l'avvento del VR o tecnologie affini, il mouse sarà solo un ricordo prima o poi.
Un esempio la classica tavoletta grafica per un artista.
Esatto! Non dobbiamo fossilizzarci sulla tecnologia del momento perché magari siamo arrivati a padroneggiarla egregiamente (magari dopo forti sacrifici) o perché effettivamente è la "migliore" in quel campo: anche se questa ci consente attualmente un vantaggio competitivo, dobbiamo tutti avere un po' di apertura mentale e lungimiranza, altrimenti andiamo incontro alla "morte professionale" e dei nostri prodotti, e orgogliosamente ci arroccheremo sulla difensiva ostacolando a priori il percorso dei più giovani aventi soluzioni magari più innovative (atteggiamento che a volte sa tanto di "invidia generazionale", se mi permettete). In due parole, servono a mio avviso una fortissima curiosità e assenza di pregiudizi/preconcetti, sia sull'età anagrafica o su certe tecnologie magari ancora industrialmente non del tutto mature: siamo comunque tutti bene o male formati scientificamente, non vi dovrebbe essere spazio per sovrastrutture. Con questo, ben lungi da me difendere gli scansafatiche e gli inetti di ogni età (ce ne sono tanti anche ultra 30-40enni, eccome se ce ne sono, e sono i più inamovibili), e consapevole che una persona curiosa, aperta e motivata (=appassionata, che non voglia solo preservare il ruolo) potrà innovare anche a 70 anni!
Scusate questo filosofeggiare ma stasera va così ;)