Dubbi quotata

peppe540

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#1
Ciao ragazzi, tra un po' dovrò dare l'esame di Disegno Tecnico Industriale, sono al primo anno di Ingegneria. Me la cavo abbastanza bene, tuttavia oggi, ultimando alcune tavole che dovrò presentare all'esame mi sono sorti alcuni dubbi in merito alla quotata tecnologica di alcuni particolari che allego, in modo particolare quando uno stesso lato presenta "dislivelli" raccordati. Ora, da quanto ne so, correggetemi se sbaglio, posso quotare ogni raccordo senza problemi. Quello che mi chiedo è come faccio a quotare la distanza dall'estremità di riferimento del pezzo e la lunghezza stessa dello scavo? (ho evidenziato il rosso le aree in cui riscontro questi problemi).
 

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peppe540

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#4
ok, e invece la profondità dello scavo? Ti ringrazio già per la risposta, te ne sarei ancora più grato se mi facessi un esempio del genere sul primo pezzo che ho allegato (lasciando magari da parte il foro filettato). Non perché poi mi metta a ricopiare tutto (anche perché ho almeno 6/7 particolari fatti in questo modo) ma per togliermi qualsiasi dubbio.
 
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#5
la profondità la quoti da un bordo all'altro
l'esempio ricalca esattamente quelli da te postati
 
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#7
il punto di flesso
cioé ????

l'importante è che dai un angolo comprensibile; a volte non si scrive l'angolo perché le misure intere sono i cateti. se l'angolo risultante è 32,87 ha poco senso, in questo caso si può arrotondare e mettere tra parentesi (33°) e si quotano i cateti che quassi certamente hanno valori ben definiti.
il tutto ovvaimente valutando se un angolo è o meno funzionale per il componente
 

peppe540

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#8
Per punto di flesso intendo in punto in cui la curva generata dai raccordi cambia concavità. Ho fatto una piccola quotata veloce (spero che sia tutto comprensibile). Come vedi ho quotato l'angolo tra il "lato" obliquo e il bordo superiore... è corretto?
 

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#9
come ho scritto sopra l'importante è definire tutte le dimensioni necessarie per ottenere quella geometria:
altezza+angolo acuto
altezza+angolo ottuso (in genere si usa questa o la precedente)
altezza+larghezza (usabile se le dimensioni sono valori interi e l'angolo no)
larghezza+angolo acuto (molto raro)
....
per dire con certezza che un metodo è preferibile ad un altro bisogna conoscere come viene ottenuta quella forma: da fusione, da stampaggio, da macchina utensile a cnc, da macchina utensile manuale, torni, fresa....
ma si dovrebbe lavorare in un'aziend ache ha l'ufficio tecnico accorpato con l'officina e sono casi non comunissimi; quindi si quota con logica funzionale e buon senso che è dato da ragionamenrto + esperienza

l'unica dimensione che ha senso dare è l'ipotenusa
 

PiE81

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#10
Il raccordo a sinistra è un doppio raccordo, sono due quarti di circonferenza, tangenti.
Puoi quotare il diametro della parete minore del supporto, quello della parete esterna e i due raccordi (uno dei due è superfluo, ma per evitare ambiguità puoi quotarlo tra parentesi come quota ausiliaria).
Ovviamente devi definire la quota, parallela all’asse del supporto, in cui c’è la tangenza tra i due raccordo.
 
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#11
PiE81 sei sicuro che i raccordi siano due quarti di circonferenza? se ho capito cosa intendi, il fianco di quella gola sarebbe su un piano perpendicolare all'asse del pezzo, ma non mi sembra sia così.
 
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#12
Il raccordo a sinistra è un doppio raccordo, sono due quarti di circonferenza, tangenti.
Puoi quotare il diametro della parete minore del supporto, quello della parete esterna e i due raccordi (uno dei due è superfluo, ma per evitare ambiguità puoi quotarlo tra parentesi come quota ausiliaria).
io sono stupido e ci ho capito poco, uno schema rende sempre tutto più semplice.
detto questo come fai a dire che è un doppio raccordo? e se tra i due raccordi c'è un tratto druitto di 2/3mm in quell'immagine non la vedi sicuramente.
come fai a dire che i due raccordi sono identici? e se devi farlo con un tornio manuale come fa a sapere che larghezza dare alla gola? e con che inclinazione salire per definirla?
come vedi dall'immagine con gli stessi diametri basta cambiare un valore di raggio per modificare la geometria.
Ovviamente devi definire la quota, parallela all’asse del supporto, in cui c’è la tangenza tra i due raccordo.
intendi quella rossa a sinistra?

la tua indicazione di quotatura, valida in determinate circostanze, si applica solo su casi specifici e non è un sistema generale; non che quello indicato da me sia perfetto, ma credo di assermi avvicinato al concetto
 
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#13
io profili del genere li quoto in un modo forse non del tutto corretto secondo le norme del disegno , ma molto semplice da inserire in macchina per l'operatore del tornio a CN: coordinate in X e Z di tutti punti di inizio / fine delle linee. Per il raccordo avrei la quota in x sul diametro massimo, poi il raggio ( solo il valore, senza le quote del centro) e le due quote dell'altro estremo del raccordo. E così via. La tavola va tenuta ordinata, perché ci sono parecchie quote, ma non ci vuole molto. Questo sistema, per un tornio normale,....è del tutto inutile:rolleyes:
 
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#14
Questo sistema, per un tornio normale,....è del tutto inutile
è un sistema valido se si dove viene lavorato il particolare. non è solo una questione di tornio manuale, ma se si è uno studio terzista che fa solo sviluppo o uno studio che si appoggia a fornitori vari sapere con che macchina verrà prodotto è impossibile. se fosse prodotto tramite stampo o colata in sabbia, molto probabile per una forma del genere, la quotatura sarebbe diversa perché che prepara l'attrezzatura necessità di altri riferimenti
 

exxon

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#15
Non credo di andare OT se apro un piccolo inciso sulle quotature per macchine manuali verso quelle per macchine automatiche.

Come introdotto da wttm qui sopra, ho trovato questa distinzione anche in alcuni testi di disegno di ultima pubblicazione. La cosa mi lascia però non poco perplesso, per questi motivi:

1) Dato per ovvio che i disegni non vengano più realizzati a mano, esiste una versione digitale del disegno e sarà da questa che con l'opportuno CAM si otterrà il programma per la macchina automatica. Difficilmente il programma sarà scritto a bordo macchina leggendo le quote dal disegno cartaceo.

2) Se il disegno digitale non esistesse, sarebbe molto più pratico realizzare il modello 3D su un CAD e da questo ottenere il programma, che programmare la macchina a partire dalle quote. Ecco allora che le quote dovrebbero agevolare la realizzazione del modello, non del programma.

3) Le quote (con le loro tolleranze) dovrebbero mettere in risalto le criticità di realizzazione del pezzo, non agevolare il trasferimento delle informazioni alla macchina automatica. Deve essere quotato con tolleranza ciò che è fondamentale al funzionamento, lasciando le quote di contorno ad accumulare eventuali tolleranze dipendenti. Quotando per la macchina questo sarebbe impossibile.

4) Per la realizzazione manuale, vale quanto al punto precedente, dove l'operatore deciderà la sequenza delle operazioni in base al risultato da ottenere.

5) La quotatura deve essere la base per la verifica dimensionale del pezzo finito, possibile solo se realizzata con questo fine.
 
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#16
5) La quotatura deve essere la base per la verifica dimensionale del pezzo finito, possibile solo se realizzata con questo fine.
secondo sei in topic perché comunque è un ragionamento alla base della quotatura.
non è poi così obsoleta la lavorazione a macchina manuale; i pezzi di piccoli lotti dove non è richiesta tolleranza spinta o per eseguire una prelavorazione di sgrossatura vengono ancora fatti con macchine manuali. oppure l'ufficio acquisti per tirar giù qualche euro dalla commessa si appoggia su fornitori che ne fanno largo uso.
ma sul punto che ho quotato mi chiedo come lo quoteresti quello scavo ammettendo che abbia un'importanza funzionale. non certo quotando gli spigoli teorici perché non misurabili, non con inizi e fine tangenze perché verificabili con poca precisione, non con angoli perché sempre poco precisi... a me verrebbe in mente con la distanza dei centri dei raggi e costruendo delle dime apposite (ad esempio per il fondo gole uno strumento simile ad una linguetta tipo A appoggiata sul fianco) ma in questo caso si dovrebbe quotare l'interasse dei raggi (cosa per altro utile se lo devi lavorare su macchina manuale)
 
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#17
Ho premesso che quel sistema di quotatura non è certo adeguato a tutte le esigenze che deve soddisfare un disegno elencate da exxon . Nello specifico, lo usiamo solo per parti di geometria semplice, non solo per il tornio ma anche per la fresatrice, dove pochi elementi impediscono o renderebbero troppo macchinosa, la realizzazione con macchine manuali. La processazione CAM, ma anche il semplice trasferimento della geometria dal CAD alla macchina utensile, possono a volte non essere convenienti in termini di tempo, ma questo ovviamente dipende in massima parte dalla complessità (anzi dalla NON complessità) del pezzo : una piastra con quattro fori e dei raccordi raggiati agli angoli penso si faccia prima a realizzarla così.
Il punto 3) "Le quote (con le loro tolleranze) dovrebbero mettere in risalto le criticità di realizzazione del pezzo, non agevolare il trasferimento delle informazioni alla macchina automatica. " è per me difficile da interpretare correttamente: perché la quotatura non dovrebbe anche facilitare il trasferimento del disegno alla macchina? Mi sembra un aspetto importante, fosse solo per la quantità di errori che si possono annidare nel caricamento manuale di un disegno che non tenga conto del "punto di vista" dell'operatore della macchina. Indubbiamente le tolleranze di lavorazione, in particolare quelle di forma, sono ben più fondamentali per l'operatore, che solo attraverso la loro giusta valutazione preliminare potrà decidere la sequenza di lavorazione corretta.
In ogni caso la discussione è stata proposta da uno studente che vuole approfondire come si quota BENE un disegno, quindi gli consiglio di dimenticare il mio esempio, che sicuramente non troverebbe d'accordo il suo prof, in particolare se non ha mai lavorato con una macchina utensile.;)
 
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#18
MvW quello scavo lo misuri BENE solo con una macchina di misura, per la quale il programma di esecuzione impostato sulla macchina CN va benissimo, e forse anche con un buon proiettore di profili. Tutto dipende dal valore delle tolleranze da rispettare e verificare, ma, cercando di interpretare il disegno, mi sembra che quello sia solo uno scarico, quindi una dima come quella che hai immaginato potrebbe, secondo il mio avviso, fare la sua funzione.
 
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#19
sono discussioni che si evolvono dalla semplice domanda ad un livello più alto in cui ci si confronta.
do per scontato che ognuna porti la propria esperienza nell'ambito in cui lavora che magari non è assodata per altri che hanno altre esperienze, quindi tutti i post sono validi e utili.
ed è un peccato che lo studente non ne approfitti per ampliare la sua conoscenza...
 
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#20
quello della dima era un'iperbole per dire che non c'è la quptatura giusta in assoluto, dipende da cosa devi ottenere e in secondo luogo come lo vuoi ottenere.
quello scavo è sicuramente un allegerimeto e non frega a nessuno se è inclinato di 30° o 50°, se i raggi sono da 5 o da 8mm, se è largo 50 o 55mm; ma se non è così io disegnatore mi devo chiedere come controllarlo e come eseguirlo e dopo avrò le informazioni necessarie per quotarlo correttamente, altrimenti si quota a buon senso ed esperienza.
un buon compito sarebbe quello di chiedere agli studenti di fare un processo produttivo del particolare, senza magari entrare nel dettaglio, in modo da capire cosa serve comunicare col disegno; allora magari si fa un disegno per la fonderia e una per le lavorazioni e alla fine gli studenti, forse, imparano più che non mettere quote senza sapere il perché... fanno 4 disegni invece che 20 in un anno ma ragionandoci sopra a 360°