Costa Concordia e Allegra

athlon

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#1
Ciao a tutti , a quanto sembra a breve verra' tentato il disincaglio ed il recupero della costa concordia.

Pero' non ho assolutamente idea di come si possa fare a "rattoppare" una nave messa cosi' e poi come pensano di sbloccarla , sono gia' state tentate operazioni simili in passato ?
 

Ivan1990

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#2
dovrebbero come prima operazione, cercare di saldare lo spacco, in secondo studiare vari punti dove applicare dei galleggianti per cercare di tirarla su dritta ed equilibrarla, per rendere possibile il trainaggio... almeno questo è quello che ho sentito dire, comunque pare ci siano parecchie aziende specializzate che stanno studiando il da farsi.
 

Tequila

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#3
Ieri parlavano che l'operazione di recupero si farà dopo aver vuotato le cisterne di carburante, ma che comunque la procedura sarà lunga e si protrarrà fino in estate. Non ho idea se sono stime date da gente del settore oppure le solite sparate dei giornalisti di turno.

Fattostà comunque, senza voler essere insensibile a chi ha perso la vita e a chi ha passato momenti terribili, che con questa sciagura da idioti abbiamo fatto una figura di m***a mondiale come non mai.
Sembra proprio che abbiano dato in mano una nave ad un incompetente da paura che pure ha anche lasciato la nave per primo!!!!

Vorrei sapere visto che è stato un incidente doloso e non una sciagura dovuta ad eventi non prevedibili se l'assicurazione (presumo avranno assicurazioni particolari) pagherà i danni. Una caxxata del genere che poteva diventare un disastro con migliaia di vittime rischia di mettere in ginocchio una compagnia navale.


PS: son curioso stasera di vedere se Bruno Vespa a Porta a Porta ha già fatto preparare il plastico della nave come per le case di Cogne, Avetrana, Garlasco, ecc...
 
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Meccbell

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#4
Ciao a tutti , a quanto sembra a breve verra' tentato il disincaglio ed il recupero della costa concordia.
A breve mica tanto, in quanto oggi il rappresentante per l'Italia della soc. olandese incaricata del recupero prima del carburante e poi della nave ha parlato di 10-15 gg. minimi per la prima operazione e di "svariati mesi" per la seconda.

Questo tenendo sempre presente che sulla nave grava un provvedimento di sequestro dell'autorità giudiziaria, che la considera "prova" di svariate ipotesi di reato e che innanzitutto non farà svitare un bullone fino a che non si sarà chiarita la sorte dei dispersi e poi forse fino a quando non si saranno accertate le vere circostanze del naufragio e le effettive responsabilità.

Pur da profano in tecnica di disincagliamento o, al peggio, di demolizione di relitti navali, personalmente credo che un annetto buono passerà sicuramente.
 

Exatem

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#5
Brevemente perchè ho poco tempo , poi caso mai torniamo sull'argomento.

Dopo aver provveduto al raddobbo delle lamiere demolite nell'impatto (anche alla bell'e meglio purchè stagne) e aver svuotato il più possibile lo scafo dall'acqua imbarcata si procede ad alleggerirlo per ripristanare il galleggiamento.
Ci sono essenzialmente due modi per operare il recupero di uno scafo.
Il primo consiste nel fare a pezzi lo scafo cominciando logicamente dalle sovrastrutture ottenendo dei pezzi trasportabili a terra. E' un metodo sicuramente più facile e meno oneroso ma ha due problemi: il tempo necessario (mesi) e il rischio ambientale per ciò che potrebbe essere sversato in acqua. In questo caso la nave è persa.

Il secondo, più spettacolare e che consente un recupero perlomeno dello scafo, consiste nel raddrizzamento.
Per questo si utilizzano i così detti "cilindri di spinta" ossia dei cassoni che vengono agganciati allo scafo e poi riempiti di aria. La spinta di questi cassoni, unita ad altre opere, potrebbe consentire il raddrizzamento dello scafo. Naturalmente anche in questo caso occore alleggerire lo scafo. In entrambi i casi i tempi si preannunciano lunghi.
Fortunatamente le casse nafta non si sono lacerate nell'impatto che è avvenuto da centro nave verso poppa. Questo mi fa pensare che si siano accorti dell'imminente impatto e che abbiano dato tutto a destra.
Ma una nave così ha un abbrivio enorme e il tempo non è stato sufficiente.

A titolo di esempio, ho una completa descrizione (con alcune foto) dei lavori che vennero effetttuati per rimettere (inutilmente) a galla, lo scafo della corazzata Cavour dopo il siluramento di Taranto.
 

GiGa

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#6
Sembra proprio che abbiano dato in mano una nave ad un incompetente da paura che pure ha anche lasciato la nave per primo!!!!
Che poi, da che ne so, i capitani più richiesti per le grandi navi sono (erano) quelli italiani... mi sa che adesso qualcosa cambierà...

Fortunatamente le casse nafta non si sono lacerate nell'impatto che è avvenuto da centro nave verso poppa. Questo mi fa pensare che si siano accorti dell'imminente impatto e che abbiano dato tutto a destra.
Ma una nave così ha un abbrivio enorme e il tempo non è stato sufficiente.
Ma non è lo stesso errore fatto dal Titanic, quando invece la manovra corretta sarebbe quella di colpire con la prua piuttosto che con il fianco?
 

PierArg

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#7
Brevemente perchè ho poco tempo , poi caso mai torniamo sull'argomento.

Dopo aver provveduto al raddobbo delle lamiere demolite nell'impatto (anche alla bell'e meglio purchè stagne) e aver svuotato il più possibile lo scafo dall'acqua imbarcata si procede ad alleggerirlo per ripristanare il galleggiamento.
Ci sono essenzialmente due modi per operare il recupero di uno scafo.
Il primo consiste nel fare a pezzi lo scafo cominciando logicamente dalle sovrastrutture ottenendo dei pezzi trasportabili a terra. E' un metodo sicuramente più facile e meno oneroso ma ha due problemi: il tempo necessario (mesi) e il rischio ambientale per ciò che potrebbe essere sversato in acqua. In questo caso la nave è persa.

Il secondo, più spettacolare e che consente un recupero perlomeno dello scafo, consiste nel raddrizzamento.
Per questo si utilizzano i così detti "cilindri di spinta" ossia dei cassoni che vengono agganciati allo scafo e poi riempiti di aria. La spinta di questi cassoni, unita ad altre opere, potrebbe consentire il raddrizzamento dello scafo. Naturalmente anche in questo caso occore alleggerire lo scafo. In entrambi i casi i tempi si preannunciano lunghi.
Fortunatamente le casse nafta non si sono lacerate nell'impatto che è avvenuto da centro nave verso poppa. Questo mi fa pensare che si siano accorti dell'imminente impatto e che abbiano dato tutto a destra.
Ma una nave così ha un abbrivio enorme e il tempo non è stato sufficiente.

A titolo di esempio, ho una completa descrizione (con alcune foto) dei lavori che vennero effetttuati per rimettere (inutilmente) a galla, lo scafo della corazzata Cavour dopo il siluramento di Taranto.
Se è possibile potresti mettere le foto (quando hai tempo)?
 

enri

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#8
Del recupero se ne occuperà Smit's World
Nell'articolo dove ne hanno parlato e linkato il sito, si accennava appunto ai metodi, che magari exatem ci illustrerà brevemente, quello del recupero vero e proprio attraverso pali messi i opera nella parte opposta dell'inclinazione come punto di appoggio, e i cassoni, e la demolizione sul posto facendo letteralmente a pezzi la nave, che viene ovviamente persa.
Interessante questo articolo diciamo pù tecnico, dove si sottolinea l'architettura dei transatlantici di oggi, poco stabile e mirata al massimo confort e spazio più che alla sicurezza.
Il problema grosso adesso, oltre ai dispersi ovviamente, e probabili sopravvissuti che sono ancora dentro, è che giovedì è prevista una mareggiata, la nave è in bilico su due spuntoni, e se dovessero iniziare oggi a sversare il gasolio, improbabile, ci metterebbero due settimane!
Spero proprio che i serbatoi tengano.
A questo punto faccio una domanda tecnica: i serbatoi di queste navi, sono sigillati e chiusi come nelle auto, o hanno aperture di sfogo, di qualche genere, che in caso di ribaltamento permetterebbero al gasolio di uscire?
 
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#9
Non mi pronuncio perché non so, però cinque o sei anni fa successe una cosa del genere, se non sbaglio ad Olbia. Una nave da crociera "urtò" delicatamente gli scogli, subito fuori dal porto. Tutti addosso al comandante, ovviamente, per una manovra da inetto completo.

Poi parlai con alcuni comandanti durante un corso di aggiornamento e mi spiegarono...il comandante aveva avuto l'ordine di poggiarsi sugli scogli per nascondere all'opinione pubblica altri problemi. Non gravi, ma che avrebbero causato un notevole danno d'immagine.
Per dettagli, solo in MP.

L'inizio di questa storia mi è sembrato un deja-vù...non vorrei che l'ordine è stato lo stesso, ma la manovra è stata sbagliata.
Magari è solo complottismo, e invece è andata proprio come dicono ai TG...non so...
 

Meccbell

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#10
Se così fosse, allora il comandante è doppiamente pirla o, peggio, doppiamente delinquente.
In mare valgono le stesse regole che sugli aerei, o meglio, quelle degli aerei sono derivate dalle regole marittime.
La prima è che il comandante ha l'autorità assoluta su cosa fare in caso di emergenza.
E quando hai la responsabilità di oltre 4000 vite e di un "giocattolo" da oltre 600 milioni di euro, se qualche cosa va storto la priorità assoluta è che innanzitutto pensi a salvare le vite e poi, eventualmente e meglio ancora, anche il giocattolo.
E deve essere chiaro che non ci devono essere "ordini di scuderia" che tangano.
Qui è passata oltre un'ora prima che non dico chiedesse aiuto, ma solo ammettesse che c'era un problema grande come una casa.
E non si dica che all'inizio non poteva essersi reso conto dei danni subiti dallo scafo.
Non siamo ai tempi del Titanic. Qui, dissemiati in centinaia di punti dello scafo, ci sono altrettante centinaia di sensori di allagamento che mandano in plancia tutti gli allarmi possibili ed immaginabili (tanto è vero che le porte di compartimentazione si sono chiuse automaticamente).

Inoltre chi è "del mestiere" mi insegna che quando dopo certi urti una nave inizia ad essere sbandata più di un tot, anche se comandi un battellino di quelli che fan la spola tra le isole dei laghetti alpini svizzeri, ti devi porre il problema di preparare l'abbandono nave, costi quel che costi.
E che l'armatore vada pure a farsi friggere.
Altrimenti anzichè un comandante, con la "C" maiuscola, si è solo un burattino.
 
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#11
Se così fosse, allora il comandante è doppiamente pirla o, peggio, doppiamente delinquente.
Pienamente d'accordo. E' questo che mi pare strano. Prima di dire che un Comandante è un cretino mi verrebbe da dire che mi piacerebbe capire meglio quello che è successo. Perché fin'ora quello che so me l'ha detto un telegiornale di cui mi fido poco.

Non so cosa avvenga sugli aerei, ma la regolamentazione marittima la conosco bene.
 

Exatem

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#12
Del recupero se ne occuperà Smit's World
Nell'articolo dove ne hanno parlato e linkato il sito, si accennava appunto ai metodi, che magari exatem ci illustrerà brevemente, quello del recupero vero e proprio attraverso pali messi i opera nella parte opposta dell'inclinazione come punto di appoggio, e i cassoni, e la demolizione sul posto facendo letteralmente a pezzi la nave, che viene ovviamente persa.
Interessante questo articolo diciamo pù tecnico, dove si sottolinea l'architettura dei transatlantici di oggi, poco stabile e mirata al massimo confort e spazio più che alla sicurezza.
Il problema grosso adesso, oltre ai dispersi ovviamente, e probabili sopravvissuti che sono ancora dentro, è che giovedì è prevista una mareggiata, la nave è in bilico su due spuntoni, e se dovessero iniziare oggi a sversare il gasolio, improbabile, ci metterebbero due settimane!
Spero proprio che i serbatoi tengano.
A questo punto faccio una domanda tecnica: i serbatoi di queste navi, sono sigillati e chiusi come nelle auto, o hanno aperture di sfogo, di qualche genere, che in caso di ribaltamento permetterebbero al gasolio di uscire?
Mi riprometto di scrivere una descrizione maggiormente dettagliata ma comunque opggi in ufficio abbiamo fatto un rapido esame e ne è venuta fuori una discreta altezza metacentrica.
Nonostante l'opera morta sia molto maggiore rispetto all'opera viva (61 metri circa contro 8,5), una nave di queste dimensioni, larga 38 metri, mantiene una sufficiente stabilità trasversale.
Il problema si verifica quando lo squarcio raggiunge queste dimensioni. Con 70 metri di carena aperta, i locali che si sono allagati ne hanno compromesso l'assetto irrimediabilmente.
Leggevo poco fa che lo spazio necessario ad arrestare una nave come questa, è di 1 Km e mezzo quindi si consolida l'idea che anche se si sono accorti di quello che stava per accadere, i tempi di reazione non sono stati sufficienti. 290 metri di nave non li manovri in 150 metri, chiunque tu sia.
Per ora è prematuro esprimere pareri assoluti, ma rimengo dell'idea che la nave abbia tentato una rapida accostata a destra colpendo la roccia con la parte centro-poppiera. Da quello che ho letto la sala macchine era completamente allagata già dopo 20 minuti.
Per quanto riguarda i serbatoi (su una nave sono detti "casse"), sono ricavati nel doppiofondo di prora. Tutte le casse hanno necessariamente degli sfoghi di aria (non sarebbe possibile riempirli altrimenti) ma esistono sistemi di sicurezza.
Il grosso problema è il tempo.
Se il mare si mantiene in queste condizioni, verra forata la carena in corrispondenza delle casse e il carburante verrà aspirato.
Ma sono operazioni non semplici e lunghe.
Circa il rendere stagna la nave e pomare aria per svuotarla, beh, c'è una ultriore difficoltà.
Le navi da crociera hanno una infinità di finestrature, aperture, vetrate, ecc. ecc. per cui è impossibile pensare di chiuderle tutte.
Al momento attuale propenderei per la demolizione in loco.
C'è poi una considerazione di tipo scaramantico (per chi ci crede).
Se la nave venisse recuperata e riportata nelle condizioni antecedenti il disastro, quanti sarebbero disposti a pagare il biglietto per una crociera, considerato che ora è tacciata di essere una nave "sfortunata"? (dalla bottiglia che non si rompe al naufragio).
 
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#13
Fortunatamente le casse nafta non si sono lacerate nell'impatto che è avvenuto da centro nave verso poppa. Questo mi fa pensare che si siano accorti dell'imminente impatto e che abbiano dato tutto a destra.
Ma una nave così ha un abbrivio enorme e il tempo non è stato sufficiente.
Ho pensato la stessa cosa quando ho visto lo quarcio che inizia da metà e finisce progressivamente con l'inclusione di un pezzo di scoglio nella chiglia.
La mia opinione comunque è che una nave che porta 4000 persone non può e non deve sbandare subito dopo pochi istanti anche con uno squarcio di quelle dimensioni. A parte che ci sono delle pompe di sentina che lavorano come delle idrovore, ma come sono organizzate le paratie stagne in queste navi?
 

Exatem

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#14
Ho pensato la stessa cosa quando ho visto lo quarcio che inizia da metà e finisce progressivamente con l'inclusione di un pezzo di scoglio nella chiglia.
La mia opinione comunque è che una nave che porta 4000 persone non può e non deve sbandare subito dopo pochi istanti anche con uno squarcio di quelle dimensioni. A parte che ci sono delle pompe di sentina che lavorano come delle idrovore, ma come sono organizzate le paratie stagne in queste navi?
Dipende dalla zona della nave.
Senza vedere i disegni direi 10, 20 metri. Quindi sono stati interessati almeno 4 locali. Nessuna nave galleggia con 4 compartimenti adiacenti allagati, forse nemmeno le militari che hanno requisiti molto più ferrei.
Le pompe di sentina, se la nave è andata in black out, non servono a niente e in ogni caso, anche le così dette "grande esaurimento", non riescono a pompare l'acqua che entra da uno squarcio di tali dimensioni.
Penso che, vista la dinamica, la nave era da considerare persa.
Bene ha fatto in questo caso il Comandante (nonostante tutto), a cercare di portarla "in secca". Se ci fossero stati 80 metri d'acqua, la nave si sarebbe capovolta.
 

Meccbell

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#15
Se si erano accorti di andare a sbattere, a maggior ragione il comandante doveva mettere subito in allerta tutto l'equipaggio ed il personale di bordo (che sono 2 cose diverse, specie se il secondo è poco più di manovalanza in livrea, come è su quasi tutte le navi da crocera), dicendo "ragazzi, abbiamo un guaio grosso come un faraglione. qui mi sa che bisogna andarsene di corsa, prima che la situazione si metta male. radunate i passeggeri e mandateli ai punti di abbandono nave. SUBITO!!!"

Poi i tempi ed i modi per gestire un abbandono nave di migliaia di persone senza fare in modo che diventi un girone dantesco stanno nelle norme di comportamento e nell'addestramento dell'equipaggio.
Però in certe situazioni ogni minuto che perdi è un minuto che ti avvicina al baratro.
 
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#16
Bene ha fatto in questo caso il Comandante (nonostante tutto), a cercare di portarla "in secca". Se ci fossero stati 80 metri d'acqua, la nave si sarebbe capovolta.
Infatti, sarebbe stato un disastro immane, una vera e propria catastrofe. Solo in questo caso però si sarebbe sollevata la questione della sicurezza delle navi da crociera. Come i disastri ambientali hanno imposto delle norme di costruzione per le petroliere, mi riferisco al doppio scafo, nel caso delle navi da crociera serebbe possibile apportare modifiche strutturali in modo da minimizzare il volume dei locali allagabili?
 

Exatem

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#17
Se si erano accorti di andare a sbattere, a maggior ragione il comandante doveva mettere subito in allerta tutto l'equipaggio ed il personale di bordo (che sono 2 cose diverse, specie se il secondo è poco più di manovalanza in livrea, come è su quasi tutte le navi da crocera), dicendo "ragazzi, abbiamo un guaio grosso come un farglione. qui mi sa che bisogna andarsene di corsa, prima che la situazione si metta male. radunate i passeggeri e mandateli ai punti di abbandono nave. SUBITO!!!"

Poi i tempi ed i modi per gestire un abbandono nave di migliaia di persone senza fare in modo che diventi un girone dantesco stanno nelle norme di comportamento e nell'addestramento dell'equipaggio.
Però in certe situazioni ogni minuto che perdi è un minuto che ti avvicina al baratro.
In effetti quando si parla di equipaggio, bisognerebbe distinguere tra marittimi e addetti all'intrattenimento.
Non si può pensare che una ballerina gestisca i passeggeri in una situazione di emergenza come un affondamento.
E infatti l'accusa più grave nei confronti del Comandante, è di aver abbandonato la nave prima della completa evacuazione. Il comandante del Titanic ad esempio, vuoi per senso del dovere, vuoi per senso di colpa, affondò con la nave. Ora questo è forse esagerato ma mettere in sicurezza passeggeri e equipaggio è prioritario una volta verificatasi una emergenza.
 

Exatem

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#18
Infatti, sarebbe stato un disastro immane, una vera e propria catastrofe. Solo in questo caso però si sarebbe sollevata la questione della sicurezza delle navi da crociera. Come i disastri ambientali hanno imposto delle norme di costruzione per le petroliere, mi riferisco al doppio scafo, nel caso delle navi da crociera serebbe possibile apportare modifiche strutturali in modo da minimizzare il volume dei locali allagabili?
Stavo leggendo l'articolo linkato da enri dove appunto viene sollevato il problema del doppio scafo.
Come riportato dall'articolo, non si ricorre al doppio scafo per una questione di volumi non paganti, che verrebbero sottratti agli spazi per i passeggeri.
Tornando alla questione della stabilità e dell'altezza metacentrica, si privilegia una altezza relativamente bassa, per avere una nave "meno dura" sulle onde e quindi, meno fastidiosa per i passeggeri.
Tenete comunque conto che queste navi, evitano accuratamente di navigare in mezzo a tempeste, maltempo, ecc. ecc.
Insomma mi verrebbe da dire che più che essere navi, sono ormai ridotte a centri benessere e casinò galleggianti nei quali conta solo soddifare le astrusità dei passeggeri (pareti da arrampicata, alberi veri, neve artificiale e altre amenità del genere).
 

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#19
In attesa che si chiarisca qualcosa delle effettive azioni e conseguenti responsabilità del comandante, non posso che concordare con Exatem su quanto riguarda le considerazioni di architettura navale. Da ammiratore quale sono di navi a vela e sommergibili, ho sempre ritenuto le navi da crociera moderne (gli hotel galleggianti, per capirci) un vero e proprio abominio.
Poveri i passeggeri, ad ogni modo, sono finiti proprio in un bel casino.
 

Exatem

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#20
In attesa che si chiarisca qualcosa delle effettive azioni e conseguenti responsabilità del comandante, non posso che concordare con Exatem su quanto riguarda le considerazioni di architettura navale. Da ammiratore quale sono di navi a vela e sommergibili, ho sempre ritenuto le navi da crociera moderne (gli hotel galleggianti, per capirci) un vero e proprio abominio.
Poveri i passeggeri, ad ogni modo, sono finiti proprio in un bel casino.
Sommergibili? Un appassionato come me di sommergibili?
Di corsa a leggerti "Sopra e sotto le onde" almeno a partire da qui:http://www.cad3d.it/forum1/showpost.php?p=162378&postcount=393
Marsch! :biggrin: