Controllo coppia di serraggio avvitatore

Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
#1
Buongiorno a tutti,
ieri l'ispettore per la verifica della certificazione ISO9001 ci ha contestato il metodo con cui verifichiamo la coppia di serraggio applicata ad alcune viti.
Le stesse vengono serrate tramite avvitatore pneumatico, due volte al giorno l'operatore verifica che la coppia applicata sia corretta mediante una chiave dinamometrica con indice graduato.
Applica forza alla chiave fino a che la vite non si muove, quindi un leggero serraggio ulteriore, e verifica sull'indice a quale valore si è verificato il movimento della vite.
E' vero che il metodo è influenzato dall'operatore, lo stesso però è adeguatamente formato, inoltre penso che in tutte le operazioni ci sia una componente variabile imputabile all'operatore.
In passato la stessa modalità non era mai stata contestata.
Qualcuno ha qualche suggerimento su dove trovare documentazione in merito?
Normative di riferimento?
Altro?

Grazie.
 

MBT

Utente Senior
Professione: tiro righe, compilo tabelle...
Software: non serve un software per fare quel che faccio...
Regione: nella Terra di Mezzo
#2
Buongiorno a tutti,
ieri l'ispettore per la verifica della certificazione ISO9001 ci ha contestato il metodo con cui verifichiamo la coppia di serraggio applicata ad alcune viti.
Le stesse vengono serrate tramite avvitatore pneumatico, due volte al giorno l'operatore verifica che la coppia applicata sia corretta mediante una chiave dinamometrica con indice graduato.
Applica forza alla chiave fino a che la vite non si muove, quindi un leggero serraggio ulteriore, e verifica sull'indice a quale valore si è verificato il movimento della vite.
E' vero che il metodo è influenzato dall'operatore, lo stesso però è adeguatamente formato, inoltre penso che in tutte le operazioni ci sia una componente variabile imputabile all'operatore.
In passato la stessa modalità non era mai stata contestata.
Qualcuno ha qualche suggerimento su dove trovare documentazione in merito?
Normative di riferimento?
Altro?

Grazie.
forse andrebbe svitata appena e successivamente serrata a coppia. Altrimenti, effettivamente, aggiungi una variabile
 
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Cimatron E/Inventor/Creo Direct Modeling
Regione: Emilia Romagna
#3
Vero, ho trovato questa indicazione o, in alternativa, il metodo da noi già adottato.
Il "problema" è che l'ispettore ha un idea diversa sul metodo da adottare ed ha fatto la segnalazione nell'audit.
Di conseguenza siamo costretti a prendere in carico la cosa e trovare una soluzione.
Siccome riteniamo corretto il metodo che applichiamo vorrei documentarmi un po per poter sostenere la nostra decisione.
 

ninfh

Utente Standard
Professione: meccanico?
Software: inventor, autocad, keyshot, mani
Regione: Lombardia
#4
sinceramente...... se l'ispettore ha deciso di rompere le scatole (termine prettamente tecnico e professionale), la soluzione piu' indolore e' chiedergli quale tester vuole vendervi e comprarne uno....

io sapevo che per la iso 9001 (quando lo controllano) erano accettati ufficialmente tre metodi,

-serrare e vedere quando inizia a muoversi
-marchiare il dado, svitare, e avvitare nuovamente fino a tornare al segno
-svitare e vedere quando si muove
 
Ultima modifica da un moderatore:
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Software: Alcuni, ma non tutti
Regione: Campania
#6
Molto dipende da che tipo di montaggio fate.
Come detto da qualche altra parte in questo forum, per coppie da controllare in modo molto preciso esistono dei sistemi a controllo coppia/angolo. Per serraggi ancora più precisi si porta la vite alla trazione corretta mediante Enerpac e poi si avvita il dado a mano.

Un serraggio a secco ha una torsione residua ed una forchetta di trazione molto ampia, ma normalmente accettata. Il martellamento dell'avvitatore pneumatico permette di controllare molto bene la coppia perché anche per angoli molto piccoli l'attrito resta molto vicino a quello dinamico. Va da sé che quando sviti con chiave dinamometrica avrai una coppia (di picco) più alta di quella a cui hai serrato, perché a dado fermo l'attrito statico è maggiore.

Non vorrei che all'ispettore abbia dato fastidio proprio questo, purtroppo lui ha visto cose che dalla tua descrizione non si evincono. Prova a descrivere la procedura in modo più dettagliato che forse ci viene in mente quale potrebbe essere il problema.

Quanto dice meccanicamg, per quanto corretto, credo non risolva il problema che, ripeto, a mio avviso, risiede della procedura (= nel metodo) e non nella taratura degli strumenti.

Quanto detto da ninfh è un metodo empirico che serve proprio a eliminare il delta di coppia tra attrito statico e dinamico.
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2014,Ansys APDL
Regione: Campania
#7
Vero, ho trovato questa indicazione o, in alternativa, il metodo da noi già adottato.
Il "problema" è che l'ispettore ha un idea diversa sul metodo da adottare ed ha fatto la segnalazione nell'audit.
Di conseguenza siamo costretti a prendere in carico la cosa e trovare una soluzione.
Siccome riteniamo corretto il metodo che applichiamo vorrei documentarmi un po per poter sostenere la nostra decisione.
Salve a tutti scusate se riapro una discussione vecchia.
Vorrei sapere come hai risolto alla fine?
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2014,Ansys APDL
Regione: Campania
#8
sinceramente...... se l'ispettore ha deciso di rompere le scatole (termine prettamente tecnico e professionale), la soluzione piu' indolore e' chiedergli quale tester vuole vendervi e comprarne uno....

io sapevo che per la iso 9001 (quando lo controllano) erano accettati ufficialmente tre metodi,

-serrare e vedere quando inizia a muoversi
-marchiare il dado, svitare, e avvitare nuovamente fino a tornare al segno
-svitare e vedere quando si muove
Ciao potresti spiegare meglio le procedure descritte sopra se non è un problema?
Vorrei capire se i 3 metodo sopra elencati hanno un riscontro su quale normativa.

Ti ringrazio
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#9
Una volta che una vite è stata serrata a una coppia prestabilita, è impossibile determinare quella coppia con misure effettuate sulla vite stessa. L'ispettore ha ragione: la taratura e la verifica devono essere condotte sull'attrezzo, non sulla parte lavorata. A questo scopo esistono strumenti specifici per i differenti tipi di avvitatore.
 

volaff

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Regione: Campania
#10
Una volta che una vite è stata serrata a una coppia prestabilita, è impossibile determinare quella coppia con misure effettuate sulla vite stessa. L'ispettore ha ragione: la taratura e la verifica devono essere condotte sull'attrezzo, non sulla parte lavorata. A questo scopo esistono strumenti specifici per i differenti tipi di avvitatore.
Dal punto di dormire vista pratico non si potrebbe fare nulla? Nel senso verificarla a valle richiede l'utilizzo di attrezzatura specifica a parte?

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exxon

Utente Junior
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Regione: veneto
#11
No, proprio non si può, perché la coppia di serraggio è "nascosta" dalla coppia di attrito statico che è non conoscibile. Sia che si misuri la coppia di ulteriore serraggio, sia quella di sblocco, il risultato numerico è privo di significato.

Anche svitando e riavvitando la vite, le minime deformazioni avvenute nel primo serraggio e il riposizionamento delle parti per il rilascio delle tensioni create nel primo avvitamento, portano l'angolo ad essere diverso. Essendo l'elasticità del sistema minima, una piccola differenza angolare porta una grande differenza di coppia, dando risultati inattendibili.

SI potrebbe ipotizzare una misura in laboratorio che applichi una tensione calibrata al gambo della vite fino a liberare i pezzi, ma passiamo all'ambito della sperimentazione.
 

volaff

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Regione: Campania
#12
No, proprio non si può, perché la coppia di serraggio è "nascosta" dalla coppia di attrito statico che è non conoscibile. Sia che si misuri la coppia di ulteriore serraggio, sia quella di sblocco, il risultato numerico è privo di significato.

Anche svitando e riavvitando la vite, le minime deformazioni avvenute nel primo serraggio e il riposizionamento delle parti per il rilascio delle tensioni create nel primo avvitamento, portano l'angolo ad essere diverso. Essendo l'elasticità del sistema minima, una piccola differenza angolare porta una grande differenza di coppia, dando risultati inattendibili.

SI potrebbe ipotizzare una misura in laboratorio che applichi una tensione calibrata al gambo della vite fino a liberare i pezzi, ma passiamo all'ambito della sperimentazione.
Grazie mille.
Dal punto di vista pratico / empirico? Non sono pratico

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exxon

Utente Junior
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Regione: veneto
#13
Per trattare dal punto di vista pratico il serraggio di una vite non basterebbe un libro...

In generale, in linea di produzione si utilizzano sempre serraviti a coppia controllata. Ci sono quelli pneumatici che sono molto veloci, ma hanno il difetto di essere rumorosi, e quelli elettrici (DC), silenziosissimi, ma decisamente più lenti. Entrambi questi utensili hanno un sistema meccanico di misura della coppia che sgancia il motore a serraggio raggiunto. Quelli pneumatici di dimensione maggiore, possono essere "battenti" (simili a quelli utilizzati dai gommisti) che hanno vantaggi e svantaggi rispetto a quelli a serraggio continuo.

Noi abbiamo iniziato la sperimentazione di una nuova categoria di avvitatori elettrici, quelli "vettoriali" che incorporano un vero servomotore con tanto di controllore, tutto in un'impugnatura standard da tenere in mano, come quella degli avvitatori elettrici tradizionali. In questi, il settaggio della coppia avviene in modo elettronico, impostandola digitalmente. Sono veloci come i pneumatici, silenziosi più degli elettrici DC, ma costano un fracasso di soldi.

Qualsiasi sia il tipo di cacciavite utilizzato (anche uno manuale torsiometrico), devono essere calibrati. Si deve utilizzare un calibratore "tracciabile" tipo questo

TM1.png

normalmente collegato a un PC che tiene traccia delle calibrazioni effettuate per la ISO9000.

Noi stiamo valutando l'introduzione di calibratori di secondo livello, tipo questi

T2.jpg

che costano molto meno e possono essere lasciati in linea di produzione per le tarature quotidiane e a loro volta verificati con lo strumento primario a intervalli più lunghi (una settimana o anche un mese).

Vabbè, che ci vuole a stringere una vite? Basta un cacciaviti...
 

volaff

Utente Senior
Professione: Studente
Software: Solidworks 2014,Ansys APDL
Regione: Campania
#14
Per trattare dal punto di vista pratico il serraggio di una vite non basterebbe un libro...

In generale, in linea di produzione si utilizzano sempre serraviti a coppia controllata. Ci sono quelli pneumatici che sono molto veloci, ma hanno il difetto di essere rumorosi, e quelli elettrici (DC), silenziosissimi, ma decisamente più lenti. Entrambi questi utensili hanno un sistema meccanico di misura della coppia che sgancia il motore a serraggio raggiunto. Quelli pneumatici di dimensione maggiore, possono essere "battenti" (simili a quelli utilizzati dai gommisti) che hanno vantaggi e svantaggi rispetto a quelli a serraggio continuo.

Noi abbiamo iniziato la sperimentazione di una nuova categoria di avvitatori elettrici, quelli "vettoriali" che incorporano un vero servomotore con tanto di controllore, tutto in un'impugnatura standard da tenere in mano, come quella degli avvitatori elettrici tradizionali. In questi, il settaggio della coppia avviene in modo elettronico, impostandola digitalmente. Sono veloci come i pneumatici, silenziosi più degli elettrici DC, ma costano un fracasso di soldi.

Qualsiasi sia il tipo di cacciavite utilizzato (anche uno manuale torsiometrico), devono essere calibrati. Si deve utilizzare un calibratore "tracciabile" tipo questo

View attachment 53151

normalmente collegato a un PC che tiene traccia delle calibrazioni effettuate per la ISO9000.

Noi stiamo valutando l'introduzione di calibratori di secondo livello, tipo questi

View attachment 53152

che costano molto meno e possono essere lasciati in linea di produzione per le tarature quotidiane e a loro volta verificati con lo strumento primario a intervalli più lunghi (una settimana o anche un mese).

Vabbè, che ci vuole a stringere una vite? Basta un cacciaviti...
Purtroppo se non hai a disposizione utensili dedicati non ci sarà mai risposta alla domanda e non vorrei trovarmi nella stessa situazione di tecno model

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volaff

Utente Senior
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Regione: Campania
#15
Purtroppo se non hai a disposizione utensili dedicati non ci sarà mai risposta alla domanda e non vorrei trovarmi nella stessa situazione di tecno model

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E fare il controllo anche se empirico a valle del serraggio risulta decisamente complicato se non impossibile con strumenti standard

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Call85

Utente Junior
Professione: ex-studente
Software: Catia/Siemens NX/Inventor
Regione: Marche
#16
Scusate se mi intrometto in questa discussione ma, spesso bazzico in questa sezione perchè, a seconda delle problematiche poste, non si fa altro che imparare cose che poi possono capitarti in futuro.
Vorrei capire una cosa, sinceramente non so cosa specifichi la norma ISO9001 (so cos'è), ma il punto qui non è tanto serrare, ma fare in modo che nella prima volta che si serri si possa verificare mediante SO o procedura certificata che quel valore di serraggio è corretto e viene mantenuto nel tempo. E' corretto?
Se cosi fosse, dovendo acquistare il misuratore, ri-calibrarlo ogni tot e ogni ulteriore tot eseguire le misure per controllare le coppie di serraggio...a fronte di questa spesa qual è l'effettivo vantaggio di attenersi a questa norma?
 

exxon

Utente Junior
Professione: engineer
Software: inventor
Regione: veneto
#18
Beh, non solo...

Nel caso particolare delle viti, la coppia di serraggio è un argomento molto delicato: lo è per la singola macchina complessa, dove le viti tengono insieme parti il cui fissaggio può anche influenzare la sicurezza, ma lo è anche nella produzione di semplici elettrodomestici se la produzione è di migliaia di pezzi al giorno.

Se prendiamo ad esempio un macinacaffè con guscio in ABS e viti autofilettanti, il fissaggio del motore e la chiusura del guscio richiedono una cura maniacale riguardo la coppia di serraggio. Se non si chiude a sufficienza, alcune parti verranno messe in risonanza dalle vibrazioni del motore e l'eccesso di energia romperà il collegamento; se si chiude oltre limite, sarà la vite a deformare la madrevite ricavata nel polimero con conseguente cedimento anticipato del collegamento.

Se di queste viti se ne chiudono 10,000 al giorno, non si può rischiare di verificare la coppia fornita dagli avvitatori una volta all'anno, ma neppure una volta al giorno: il test in linea sugli avvitatori si esegue ogni due ore...

Se un'azienda ha problemi nello spendere poche migliaia di Euro per dotarsi della adeguata strumentazione e delle necessarie ricalibrazioni periodiche, significa che il suo business target non richiede l'aderenza a una Norma come la ISO9000. Non c'è nulla di male nel lavorare in modo diverso: ho rapporti con decine di ottime aziende che non sono ISO9000.

Ciò che è invece denigrabile è chi prima si fa certificare ISO9000 dando l'incarico a un consulente esterno, si fa preparare i moduli, si fa spiegare come compilarli in modo "da passare l'ispezione" e poi guarda alla Norma come fosse l'ufficio delle tasse: un dovere imposto.

La ISO9000 è uno strumento straordinario per migliorare la qualità: se non lo si capisce, significa che non se ne ha bisogno, ed è meglio lasciar stare.
 
Professione: Ingegnere
Software: Alcuni, ma non tutti
Regione: Campania
#19
Se un'azienda ha problemi nello spendere poche migliaia di Euro per dotarsi della adeguata strumentazione e delle necessarie ricalibrazioni periodiche, significa che il suo business target non richiede l'aderenza a una Norma come la ISO9000. Non c'è nulla di male nel lavorare in modo diverso: ho rapporti con decine di ottime aziende che non sono ISO9000.

Ciò che è invece denigrabile è chi prima si fa certificare ISO9000 dando l'incarico a un consulente esterno, si fa preparare i moduli, si fa spiegare come compilarli in modo "da passare l'ispezione" e poi guarda alla Norma come fosse l'ufficio delle tasse: un dovere imposto.

La ISO9000 è uno strumento straordinario per migliorare la qualità: se non lo si capisce, significa che non se ne ha bisogno, ed è meglio lasciar stare.
Parole sante
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#20
la mia era solo una battuta, lungi da me disconoscere l'utilità delle procedure. Anzi, il problema spesso sta nel convincersi della loro assoluta necessità; seguirle è " SOLO " una questione di metodo.