Consigli quotatura

exxon

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#21
Adesso è più chiaro: pezzi semplici possono essere programmati a bordo macchina o ricreando le catene direttamente con l'edito del CAM. E' un metodo di lavoro che andrebbe denigrato, ma ognuno è libero di lavorare come vuole (e di prendere e perdere i clienti che vuole...).

Dato che il pezzo in questione richiede per forza venga fornito anche il modello, nel contratto di fornitura andrebbe inserito il modello e il disegno 2D dovrebbe riportare solo le quote (con tolleranza) che saranno utilizzate per la verifica del lavoro svolto.

Non ha proprio alcun senso fornire un disegno 2D dove sono quotati anche i raggi interni degli scavi se poi li stessi non saranno controllati e neppure utilizzati per la realizzazione essendo gli stessi ricavati dal modello.
 

lucadileta

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Professione: Entwicklungsingenieur/ Ingegnere di sviluppo
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#22
Adesso è più chiaro: pezzi semplici possono essere programmati a bordo macchina o ricreando le catene direttamente con l'edito del CAM. E' un metodo di lavoro che andrebbe denigrato, ma ognuno è libero di lavorare come vuole (e di prendere e perdere i clienti che vuole...).

Dato che il pezzo in questione richiede per forza venga fornito anche il modello, nel contratto di fornitura andrebbe inserito il modello e il disegno 2D dovrebbe riportare solo le quote (con tolleranza) che saranno utilizzate per la verifica del lavoro svolto.

Non ha proprio alcun senso fornire un disegno 2D dove sono quotati anche i raggi interni degli scavi se poi li stessi non saranno controllati e neppure utilizzati per la realizzazione essendo gli stessi ricavati dal modello.
hai perfettamente ragione exxon, infatti non appena metto tutte le tolleranze sfoltirò di molto il disegno anche in base a quanto mi dici.

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IronMike87

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#23
Adesso è più chiaro: pezzi semplici possono essere programmati a bordo macchina o ricreando le catene direttamente con l'edito del CAM. E' un metodo di lavoro che andrebbe denigrato, ma ognuno è libero di lavorare come vuole (e di prendere e perdere i clienti che vuole...).

Dato che il pezzo in questione richiede per forza venga fornito anche il modello, nel contratto di fornitura andrebbe inserito il modello e il disegno 2D dovrebbe riportare solo le quote (con tolleranza) che saranno utilizzate per la verifica del lavoro svolto.

Non ha proprio alcun senso fornire un disegno 2D dove sono quotati anche i raggi interni degli scavi se poi li stessi non saranno controllati e neppure utilizzati per la realizzazione essendo gli stessi ricavati dal modello.
Exxon guarda che per la realizzazione del componente in questione basta tranquillamente il disegno.
Te lo dico perché nella mia azienda, a parte le modellazioni che richiedono superfici non piane, tutte le restanti lavorazioni vengono programmate a bordo macchina.

Ecco, giusto per la programmazione della CMM vengono utilizzati preferenzialmente i modelli 3D. Gli interoperazionali realizzati internamente per le lavorazioni "intermedie", e quelli forniti dai clienti per il pezzo finito. Anche qui però il disegno (cliente) è indispensabile dato che di file MBD non me ne capita sottomano manco mezzo (per fortuna, dico io, altrimenti mi toccherebbe creare il 2D pure di quello) e quindi, di fatto, bisogna inserire a mano tutte le tolleranze.


Credo dipenda inizialmente dai mezzi (parco macchine compreso) a disposizione e poi dalla mentalità delle persone.
 

exxon

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#24
Exxon guarda che per la realizzazione del componente in questione basta tranquillamente il disegno.

Che basti un disegno 2D è una cosa ovvia: fino a prima dell'introduzione dei modellatori solidi si lavorava solo con i disegni 2D e si sono costruite cose ben più complesse di quelle del disegno in #1.

Che sia una cosa sensata partire da un modello 3D, metterlo in tavola, quotarlo, e poi da questo programmare una CNC a bordo macchina, invece di utilizzare un CAM, è un altro paio di maniche.

Che poi ci sia chi lavora in modo poco proficuo è una realtà. Non lo è invece prendere queste realtà come riferimento per stabilire quello che dovrebbe essere il modo corretto di operare. Nello stesso modo in cui tu affermi che nella tua azienda lavori così, io ti posso rispondere che nelle mie si lavora da vent'anni nell'altro modo.

Nella comunicazione tramite le tavole in 2D esiste un insieme di sottintesi che potevano essere accettabili in passato, ma che adesso non lo sono più. Prendiamo questo disegno:

C1.PNG

Dal punto di vista geometrico, è sufficiente per la sua realizzazione? Si può rispondere sì oppure no, a piacere. Entrambe le risposte possono essere contestate. Se consideriamo i normali sottintesi del disegno 2D, allora abbiamo tutte le informazioni al riguardo, ma nel 2019 tali sottintesi non sono più così automatici come lo erano nell'era dei tecnigrafi.

Per desiderio di chiarezza, faccio notare che il sottinteso specifico riguarda la differenza tra le due figure a seguire

parallelepipedi.png

Dal disegno 2D appare "sottinteso" che il parallelepipedo sia di tipo rettangolo, ma... non è scritto da nessuna parte. Se il commissionario ci consegnasse un container di pezzi eseguiti come quello verde qui sopra, dovremmo accettarli.

Se nel caso di un pezzo così semplice ci potremmo anche spingere a quotare due angoli e chiudere la questione, quotare "completamente" un pezzo come quello in #1 richiede un tempo enorme e una capacità analitica non indifferente. E senza avere comunque alcuna certezza sulla completezza del lavoro svolto.

Le tolleranze geometriche hanno risolto la questione in modo brillante. In questo caso, il problema è che quasi nessuno le utilizza. Degli altri, molti sono quelli che credono di conoscerle, ma la loro resta solo una personale convinzione (vedi altri thread in questo forum...).

Un'altra, completamente diversa, valutazione sul disegno 2D riguarda le quote non tollerate: che senso ha quotare un disegno senza inserire la tolleranza per le quote indicate in modo esplicito? I casi sono due:

1) Il disegno 2D viene fornito al commissionario in formato grafico (.pdf, .jpeg, carta, graffito su pietra calcarea, ecc.).

2) Il disegno 2D viene fornito al commissionario in formato digitale (.dwg, .dxf, ecc.).

Nel primo caso (come veniva fatto nell'era pre-informatica), devono essere indicate tutte le quote con le tolleranze "dove servono".

Nel secondo caso, le quote non tollerate... ci sono già tutte. Che senso ha aggiungerle in modo esplicito? Sarà il commissionario che deciderà a quali dare il formato numerico in funzione al procedimento di lavorazione che intenderà adottare. Magari quotando separatamente lo stesso pezzo per i vari posaggi. Le quote (non tollerate) inserite dal committente sono solo un intralcio al suo lavoro.

Posso portare l'esempio personale di un lavoro in fase di rilascio in questi giorni: lamiera di alluminio tagliata laser. Al commissionario si rilascia il disegno 2D in formato .pdf con una decina tra quote e geometrie tollerate, nel quale compare anche il P/N, la revisione del disegno, materiali, finiture, ecc. e, cosa fondamentale, il nome del file (completo di CRC) del .dxf che descrive in formato digitale la geometria da tagliare. Se avessimo dovuto quotare l'intero disegno 2D, sarebbero servite minimo dieci tavole, aggiungendo solo confusione senza portare alcun beneficio.

In definitiva, ciò che spesso manca è un accordo preventivo tra committente e commissionario su come gestire al meglio lo scambio di informazioni, insieme alla volontà di aprirsi allo sfruttamento degli strumenti che oggi tutti hanno a disposizione. Se poi una (o entrambe) le parti si calcificano in una posizione del tipo "noi abbiamo sempre fatto così, e così va bene"... il mare è grande e c'è spazio per tutti.

Vale però ricordare che se come italiani siamo il fanalino di coda dell'Europa (e pare andare sempre peggio a sentire il notiziario di questa mattina...), forse una piccola parte la gioca alche il modo in cui quotiamo i disegni...
 
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IronMike87

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#25
Exxon, mi sa che non ci siamo intesi. Non volevo dire che fosse giusto lavorare in quel modo. O che quello sia l'unico modo di lavorare. Volevo solo sottolineare come non essendoci superfici che richiedano il modello 3D, il disegno è sufficiente a realizzarlo.

Quali poi siano i metodi più proficui per un operatore per eseguire il programma per la macchina utensile, lo lascio scegliere a lui. Che in generale possa essere d'accordo che sia preferibile utilizzare il modello è un conto.
Nella realtà, nel mio campo (automotive), l'unico documento che ha valenza è il disegno cliente, che può superare anche le norme cliente e quelle internazionali. Ed a meno che non ci sia espressamente scritto di fare riferimento al modello 3D per quote mancanti, superfici da modellare, etc... quest'ultimo ha la valenza di un 2 di picche con briscola a denari. Ed in molti casi è realmente così, dato che ci si ritrova con file 3D che non corrispondono coi 2D dove di fatto le quote vengono forzate.
 

exxon

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#26
Non stiamo discutendo su quali siano i vincoli contrattuali di uno o un altro nei confronti dei propri committenti/commissionari. Se la tua azienda ha stabilito determinati protocolli di intesa con i propri fornitori sono scelte esclusivamente loro.

Non sono invece in accordo sul fatto che i modelli 3D debbano essere utilizzati sono quando ci sono superfici che non possono essere definite in altro modo (come mi pare voglia intendere tu). Non è che l'utilizzo del modello sia una specie di pegno da pagare quando non si può fare diversamente: dato che una superficie NURBS non può essere descritta con le quote su un 2D... allora ci tocca proprio usare il 3D.

L'utilizzo del modello e del conseguente CAM è un passo avanti nel miglioramento della scienza meccanica, non un balzello estetico di qualche tipo. I contratti tra le parti si devono basare sulle tecnologie disponibili e non viceversa. Poi c'è chi fa diversamente, ma come già detto sono scelte individuali, non lo stato dell'arte.

Arriveremo (se ne parla già, ma io non l'ho mai visto applicato) ai modelli 3D con indicazione intrinseca delle tolleranze. Quando questa metodologia sarà normata, i disegni 2D non avranno più senso logico di esistere e diventeranno un'altra delle "lingue morte" come il Latino o il Greco Antico. Questo non toglie che si potrà sempre andare dal carpentiere con lo schizzo fatto sulla carta del formaggio (che invece tornerà ad essere utilizzata, visto che si vuole eliminare la plastica...), ma questo non dovrà essere lo spirito guida di un Ufficio Tecnico che voglia essere efficiente.

Quanto a questa affermazione
Ed in molti casi è realmente così, dato che ci si ritrova con file 3D che non corrispondono coi 2D dove di fatto le quote vengono forzate.
cosa si potrebbe dire se non che è un errore procedurale? Affermare che si debba tenere in considerazione la possibilità che vengano deliberatamente commesse violazioni delle regole base del "linguaggio del disegno", è quantomai bizzarro.

A tal proposito va ricordato che la sottolineatura delle quote (quando le stesse non corrispondano alla grafica del disegno) è uno dei punti della Norma che vengono "aborriti" e che saranno di certo abrogati. Questo punto aveva senso quando i disegni venivano eseguiti a china e nel caso di una modifica si andava di lametta da barba e gomma dura. Oggi si modifica il modello e (se necessarie) le quote si aggiornano nella messa in tavola senza necessità di lavoro aggiuntivo.

Avere nel proprio archivio dei modelli che non corrispondono alle tavole (e di conseguenza ai pezzi in produzione) significa aver perso la quasi totalità dei vantaggi che l'informatizzazione ha portato nel nostro settore se non addirittura aver minato la consistenza del proprio know-how aziendale. In una tale situazione, il primo traguardo di un DT dovrebbe essere quello di eliminare queste discrepanze e ristbilire la consistenza delle informazioni.

Non nego che questo richieda impegno: anche noi ci troviamo con il commissionario che si irrigidisce quando, nella necessità di modificare un semplice raggio estetico, si vede arrivare arrivare la nuova documentazione con un nuovo indice di revisione, quando avrebbe preferito modificare a mano nel disegno la quota (o magari non fare neppure quello). L'esperienza (non la mia, quella del settore) dimostra che la strada giusta è quella della formalità. Ognuno è libero di seguirla o spaziare per i verdi pascoli.
 
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falonef

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#27
scusatemi se vado off topics ma dall ultimo mio messaggio di ieri, non ho più ricevuto notifiche sulle vostre risposte.

eppure l opzione per continuare a seguire la discussione è attiva.

é successo anche a qualcun altro?

e
 

IronMike87

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#28
Non stiamo discutendo su quali siano i vincoli contrattuali di uno o un altro nei confronti dei propri committenti/commissionari. Se la tua azienda ha stabilito determinati protocolli di intesa con i propri fornitori sono scelte esclusivamente loro.
Solo a titolo informativo: non sono protocolli d'intesa, è la norma che regola le forniture del settore automotive (la IATF) che sancisce che, in assenza di accordi firmati tra le parti, il documento che fa fede è il disegno, è che quest'ultimo supera qualsiasi norma generale o del cliente stesso.
Stiamo parlando di quasi 70'000 aziende sparse per il globo.


Non sono invece in accordo sul fatto che i modelli 3D debbano essere utilizzati sono quando ci sono superfici che non possono essere definite in altro modo (come mi pare voglia intendere tu). Non è che l'utilizzo del modello sia una specie di pegno da pagare quando non si può fare diversamente: dato che una superficie NURBS non può essere descritta con le quote su un 2D... allora ci tocca proprio usare il 3D.

L'utilizzo del modello e del conseguente CAM è un passo avanti nel miglioramento della scienza meccanica, non un balzello estetico di qualche tipo. I contratti tra le parti si devono basare sulle tecnologie disponibili e non viceversa. Poi c'è chi fa diversamente, ma come già detto sono scelte individuali, non lo stato dell'arte.

Arriveremo (se ne parla già, ma io non l'ho mai visto applicato) ai modelli 3D con indicazione intrinseca delle tolleranze. Quando questa metodologia sarà normata, i disegni 2D non avranno più senso logico di esistere e diventeranno un'altra delle "lingue morte" come il Latino o il Greco Antico. Questo non toglie che si potrà sempre andare dal carpentiere con lo schizzo fatto sulla carta del formaggio (che invece tornerà ad essere utilizzata, visto che si vuole eliminare la plastica...), ma questo non dovrà essere lo spirito guida di un Ufficio Tecnico che voglia essere efficiente.
Mi sa che non riesco a spiegarmi.
Non volevo dire che quella sia la via da prendere, ma che fintanto che esiste un disegno 2D e non sono presenti NURBS allora sarà sempre possibile lavorare nel modo da me descritto.

Che la strada sia quella da te indicata non lo si può mettere in dubbio, come allo stesso modo il fatto che le aziende italiane siano molti passi indietro sotto l'aspetto dell'aggiornamento tecnologico in tal senso.


cosa si potrebbe dire se non che è un errore procedurale? Affermare che si debba tenere in considerazione la possibilità che vengano deliberatamente commesse violazioni delle regole base del "linguaggio del disegno", è quantomai bizzarro.
Eppure fidati che l'ho visto succedere più volte, in aziende OEM che anche a livello di infrastrutture (software, pdm, etc...) sono quelle che dovrebbero avere il potenziale per mettere in atto tutte le azioni che possano prevenire l'insorgere di queste problematiche.
 

exxon

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#29
Solo a titolo informativo: non sono protocolli d'intesa, è la norma che regola le forniture del settore automotive (la IATF) che sancisce che, in assenza di accordi firmati tra le parti, il documento che fa fede è il disegno, è che quest'ultimo supera qualsiasi norma generale o del cliente stesso.
Questo è un argomento interessante. Mi piacerebbe capire cosa si intende per "disegno", e se il modello 3D non possa ricadere nella definizione. Come posso fare per prendere visione di questa documentazione? E' disponibile per la consultazione? Se sì, hai un titolo di riferimento?

Mi sa che non riesco a spiegarmi.
Nessun problema, si discute proprio per questo.

Che la strada sia quella da te indicata non lo si può mettere in dubbio, come allo stesso modo il fatto che le aziende italiane siano molti passi indietro sotto l'aspetto dell'aggiornamento tecnologico in tal senso.
Ciò che non riesco a capire è l'atteggiamento di chiusura verso procedure che non sono assolutamente più impegnative o costose di quelle attualmente impiegate. La risposta (più volte letta su queste pagine al riguardo) è che sono soluzioni per grandi aziende, con tanto personale, con costi elevati, ecc. ecc. Non è vero: anche il singolo professionista può adeguarsi e ottenere vantaggi sia dal punto di vista qualitativo, sia da quello economico. All'inizio richiede un maggior impegno mentale, ma il numero di ore impiegate, mediate nel breve periodo, va in diminuzione, non in aumento.

Non parliamo poi delle soluzioni raffazzonate (come la forzatura delle quote) che, per non spendere un'ora di lavoro nell'immediato, ne fa certamente perdere mille non appena quel "casino dormiente" se ne viene fuori nel momento peggiore, causando un danno imprevedibile.

Noi italiani siamo maestri nell'uscire dalle situazioni impossibili. E' parte del nostro DNA dare il meglio di noi stessi nelle situazioni di emergenza. Lo si trova descritto anche nella narrativa di scrittori d'oltralpe che, quando in fabbrica c'era un problema, tutti chiamavano Toni, Piero o Beppe, che certamente sapevano come venirne fuori.

Quello che è un pregio, risulta però anche il nostro peggior difetto, quando affrontiamo anche la routine quotidiana come se fosse un'emergenza. Siamo refrattari alla standardizzazione, alla pianificazione del lavoro: ci buttiamo a capofitto in un lavoro fino a quando non è terminato, ma non sappiamo però quando e neppure se, tale lavoro sarà terminato.

Se questo modo di operare era perfetto negli anni '50, quando tutto era un'emergenza; se era accettabile negli anni '80, quando le cose andavano talmente bene che bastava fare per vendere; oggi non lo è più, e lo paghiamo a vantaggio di chi sta vendendo al posto nostro.

Chissà, magari anche due parole in un forum possono aiutare a cambiare...
 
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lucadileta

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#30
Ciao ragazzi, posto il disegno quotato definitivo, aperto a qualsiasi critica.
Buona giornata a tutti.
Luca
 

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falonef

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#31
scusatemi ma ho perso il filo del discorso :
il pezzo disegnato va realizzato interamente oppure devi indicare solo delle lavorazioni meccaniche da realizzare in un secondo tempo?
 

lucadileta

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#32
scusatemi ma ho perso il filo del discorso :
il pezzo disegnato va realizzato interamente oppure devi indicare solo delle lavorazioni meccaniche da realizzare in un secondo tempo?
falonef il pezzo va realizzato interamente e poi anodizzato.

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falonef

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#33
ok allora cercherei di strutturare meglio il disegno in modo tale da avere delle viste dove quoti la forma, la geometria del pezzo ed altre dove quoti i fori, le tasche ecc.

attualmente sembrano un po' messe lí a casaccio.

é un mio modestissimo parere senza niente di personale.
 
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#34
"Avere nel proprio archivio dei modelli che non corrispondono alle tavole (e di conseguenza ai pezzi in produzione) significa aver perso la quasi totalità dei vantaggi che l'informatizzazione ha portato nel nostro settore se non addirittura aver minato la consistenza del proprio know-how aziendale. "
sono completamente d'accordo , dissento invece fortemente dall'ipotesi del graffito su pietra calcarea che, in presenza di forte umidità, potrebbe risultare compromesso nella sua fruibilità, così come in caso di caduta da altezze rilevanti. Non ho sufficienti elementi né la competenza per valutare l'altezza di caduta ammissibile senza frantumazione di un graffito su base calcarea di formato, p.es, A4 , ma credo che , almeno in presenza di gravità simile a quella terrestre, anche un solo metro potrebbe risultare catastrofico....
 
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#35
Quei raggi da 5 mm indicati nello svuotamento di tasche da 30 mm di profondità non li puoi aumentare un po'? Non c'entra niente con l'ordine e la completezza della quotatura, che lascio valutare a chi è più esigente di me,(credo che il PDF comprometta un po' gli spessori delle linee di quota e questo può dare una errata impressione di confusione, darei comunque una sistemata alla vista in sezione Z )ma nella realizzazione sarei più tranquillo con un raggio almeno da 8 mm.
 

exxon

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#36
Ho già scritto sopra (a lungo) sulla funzione del disegno in generale.

Spostandomi al disegno specifico, come già fatto notare molto sopra, l'impressione generale è un po' confusionaria: è un pezzo complesso (nel senso che ha molti dettagli da quotare) e meriterebbe un disegno suddiviso in più tavole.

In generale, sembrano esserci molte più informazioni di quanto sia necessario, con il rischio di far annegare nell'oceano dei numeri, quelle realmente importanti. Giudicare poi la quotatura di un pezzo come questo senza tolleranze è un po' un controsenso: le tolleranze sono parte fondamentale della quotatura, ne indirizzano la struttura, non sono il prezzemolo da tritarci sopra...

L'inserimento delle tolleranze geometriche appare essere più un vezzo che una necessità, dato che riguarda dei particolari (apparentemente) secondari e con tolleranze ampissime. La prima indicazione è errata (sembrano invertiti i datum A e B).

Non ho controllato tutto il disegno, ma vedo in basso a destra quote con due cifre decimali su dimensioni inutili e oltremodo difficili da rilevare. Questo è a mio parere indice di un metodo di quotatura sostanzialmente errato: mi pare si sia partiti con l'obbiettivo di quotare "tutto", dando alla completezza dell'apporto numerico il massimo risalto, se non addirittura l'unico.

In definitiva, non si possono certo negare l'impegno e la volontà, ma il risultato, è quello di avere in mano un elaborato inutilmente complesso che spinge chi lo riceve a un'opera di sfoltimento (magari solo mentale) prima di arrivare a coglierne la sostanza.

Spero che almeno tu, Luca, prenda i miei commenti per il fine che vogliono avere: dare supporto per ottenere risultati migliori.

P.S. Riguardo alla pietra calcarea, anche le piogge acide sono deleterie...
 

IronMike87

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#37
Ciao ragazzi, posto il disegno quotato definitivo, aperto a qualsiasi critica.
Buona giornata a tutti.
Luca
Mi ha lasciato un po' perplesso trovare così poche tolleranze, ma non sapendo l'applicazione mi cospargo anticipatamente il capo di cenere.

Con tutti quei fori pensavo ci fosse un fiorire di true-position :LOL:



Questo è un argomento interessante. Mi piacerebbe capire cosa si intende per "disegno", e se il modello 3D non possa ricadere nella definizione. Come posso fare per prendere visione di questa documentazione? E' disponibile per la consultazione? Se sì, hai un titolo di riferimento?
Se non ricordo male è sancito in qualche capitolo della IATF ... o addirittura tra la direttive AIAG.
Domani vedo di controllare

Ciò che non riesco a capire è l'atteggiamento di chiusura verso procedure che non sono assolutamente più impegnative o costose di quelle attualmente impiegate. La risposta (più volte letta su queste pagine al riguardo) è che sono soluzioni per grandi aziende, con tanto personale, con costi elevati, ecc. ecc. Non è vero: anche il singolo professionista può adeguarsi e ottenere vantaggi sia dal punto di vista qualitativo, sia da quello economico. All'inizio richiede un maggior impegno mentale, ma il numero di ore impiegate, mediate nel breve periodo, va in diminuzione, non in aumento.

Non parliamo poi delle soluzioni raffazzonate (come la forzatura delle quote) che, per non spendere un'ora di lavoro nell'immediato, ne fa certamente perdere mille non appena quel "casino dormiente" se ne viene fuori nel momento peggiore, causando un danno imprevedibile.
Alle volte credo sia pigrizia, altre imperizia (nell'utilizzare i software CAD), altre ancora il fatto di appoggiarsi tanto, troppo, a studi esterni con l'alta variabilità di qualità che può derivarne
Comunque, ripeto, mi son successi casi eclatanti. Con linee di quotatura che puntavano nel vuoto, staccate visivamente dal segmento che dovevano quotare.
Cose che poi ti costringono giocoforza ad alzare la cornetta/impugnare la tastiera, e perdere tempo in attesa che il cliente capisca qual è il problema e decida se risolverlo o meno
 

gianni55

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#38
Ciao Lucadileta,

1) dentro al cerchio del dettaglio J, proprio sotto la quota 4 mm, si intravede un asola strana(ma forse è una spuria del pdf)
2) stessa cosa sulla vista dove c'è il foro R7,5 e l'asola con le quote di 15mm e 387,5mm lì a sinistra compare un'asola strana (o spuria PDF)
3) non mi entusiasma la quotatura del foro D.31,5 sulla vista da W, dove la quota di 32,5 riporta una tolleranza + - 0,1 partendo dallo smusso, purtroppo questo smusso è a sua volta quotato 516,46 ma con una tolleranza di + - 0,5... va da se che chi costruisce il pezzo, se applica lo 0,5, può trovarsi con il piano inclinato molto spostato rispetto al teorico e di conseguenza la foratura della vista da W potrebbe non trovarsi nella posizione voluta (questo dipende se l'accoppiamento è con un coperchio = va tutto bene, oppure è con un elemento rigido e in posizione = non va bene)

In linea di massima preferisco non dare tolleranze da spigoli in quanto difficilmente verificabili da chi fresa, piuttosto mi appoggio a un foro esistente (o creo un foro spina di servizio) da cui il fresatore possa azzerarsi con il comparatore dopo aver inclinato il pezzo con la giostra.

Ciao

Gianni
 

lucadileta

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#39
ok allora cercherei di strutturare meglio il disegno in modo tale da avere delle viste dove quoti la forma, la geometria del pezzo ed altre dove quoti i fori, le tasche ecc.

attualmente sembrano un po' messe lí a casaccio.

é un mio modestissimo parere senza niente di personale.
grazie falonef.
 

lucadileta

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#40
Quei raggi da 5 mm indicati nello svuotamento di tasche da 30 mm di profondità non li puoi aumentare un po'? Non c'entra niente con l'ordine e la completezza della quotatura, che lascio valutare a chi è più esigente di me,(credo che il PDF comprometta un po' gli spessori delle linee di quota e questo può dare una errata impressione di confusione, darei comunque una sistemata alla vista in sezione Z )ma nella realizzazione sarei più tranquillo con un raggio almeno da 8 mm.
grazi del consiglio welcome to the machine. Per quale motivo li porteresti ad 8?