Centraggio materiale su rulli

SMIRRO

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#1
Buongiorno,
ho un problema che ha a che fare con una bobina di materiale cartaceo che viene svolto ad un estremo di un tavolo con un rullo motorizzato, e riavvolta, dopo vari passaggi intermedi che prevedono anche il tensionamento, visto che si parla di qualche metro di materiale, da un altro capo del tavolo tramite un altro rullo motorizzato.
La direzione di moto non è sempre la stessa, a volte può essere invertita repentinamente, e si procede all'indietro. In questi casi succede che il materiale si alzi o si abbassi in direzione assiale rispetto ai rulli. Questo, quando non fa uscire proprio il materiale dalla guida del rullo, porta a formare delle gobbe nel rullo che viene ricreato a valle, e non è accettabile.
I rulli sono cilindrici, ed hanno una sponda in basso che evita che il materiale possa uscire, ed un anello mobile nella direzione opposta. Quello che succede è che a volte il materiale si arricci contro queste sponde, come conseguenza di quanto detto sopra.

Ora, la soluzione che è stata proposta sarebbe quella di inclinare l'asse del/dei cilindro/i incriminato/i con delle "zeppe", a seconda di come si presenti il problema. Questa soluzione, per come la vedo io, al di là del poco elegante, e del non generalizzabile, non sarebbe risolutiva poiché troppo mirata ed empirica, infatti nel caso del cambio formato, quindi utilizzando materiale a grana diversa, si sarebbe punto e a capo; alla costruzione della prossima macchina, quindi con pezzi nuovi, anche se non ci fosse il cambio formato, si sarebbe punto e a capo.

La mia idea prevede di utilizzare un sistema simile a quello che viene utilizzato nelle scartatrici a nastro: quindi il rullo folle avrebbe una regolazione assiale che permetterebbe il recupero di questo sbilanciamento, inoltre i rulli dovrebbero presentare una forma "a schiena d'asino", come è per quelli dei nastri trasportatori, che permettano il centraggio del materiale sugli stessi.

Spero di essermi spiegato bene, non mi è possibile entrare in maggior dettaglio.
Vorrei intavolare una discussione su questo problema.
Grazie in anticipo a chi contribuirà.
 

exxon

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#2
Con un problema simile, ho scelto anch'io la soluzione delle "zeppe". Solo che le mie erano "zeppe attive", costituite da un servomotore che alzava o abbassava il sopporto da uno dei lati del cilindro.

La regolazione avveniva con un PID, leggendo la posizione del prodotto svolto per mezzo di una serie di sensori fotoelettrici che individuavano la posizione di uno dei bordi, mantenendolo entro pochi millimetri (rulli diametro 250 mm, lunghezza 4.5 m).

Mettere le sponde sui rulli è il modo migliore per andarsi a fare male...
 

meccanicamg

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#3
Io l'ho fatto per tenere centrato un nastro trasportatore con un cilindro pneumatico all'estremo che si alza e abbassa e una fotocellula doppia per tarare la finestra di tolleranza per il comando di regolazione.
Funziona.
 

SMIRRO

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#4
Con un problema simile, ho scelto anch'io la soluzione delle "zeppe". Solo che le mie erano "zeppe attive", costituite da un servomotore che alzava o abbassava il sopporto da uno dei lati del cilindro.

La regolazione avveniva con un PID, leggendo la posizione del prodotto svolto per mezzo di una serie di sensori fotoelettrici che individuavano la posizione di uno dei bordi, mantenendolo entro pochi millimetri (rulli diametro 250 mm, lunghezza 4.5 m).
Grazie per la risposta.
Nel mio caso le zeppe sarebbero dei semplici orpelli
 

SMIRRO

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#5
Io l'ho fatto per tenere centrato un nastro trasportatore con un cilindro pneumatico all'estremo che si alza e abbassa e una fotocellula doppia per tarare la finestra di tolleranza per il comando di regolazione.
Funziona.
L'idea per rendere percorribile la strada delle zeppe, sarebbe quella di mettere una vite a battere, decentrata rispetto all'asse del rullo, di modo che la registrazione fosse meglio controllabile.

Io però preferirei la strada descritta per esempio in questo manuale:
1565614542158.png
 
Ultima modifica:

exxon

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#6
E' un sistema che funziona bene su rulli corti. Per esempio, le seghe e le smerigliatrici a nastro utilizzano tutte quel sistema. Se però hai un cilindro lungo metri, la bombatura diventa importante e può causare problemi collaterali.

Oltre a questo, il costo di un rullo cilindrico è molto inferiore rispetto a uno sagomato e la differenza può superare allegramente il costo di un sistema attivo di centraggio.
 

cacciatorino

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#7
L'idea per rendere percorribile la strada delle zeppe, sarebbe quella di mettere una vite a battere, decentrata rispetto all'asse del rullo, di modo che la registrazione fosse meglio controllabile.

Io però preferirei la strada descritta per esempio in questo manuale:
View attachment 54238
Anche io ho sempre usato i rulli biconici, ma quando si trattava di tenere in guida nastri. Qui' se non ho capito male vorresti creare una bobina a partire da un'anima biconica, cose che effettivamente non ho mai visto, e che penso funzionerebbe poco a man mano che il diametro della bobina cresce e l'effetto conico si attenua.
E, sempre se non ho capito male, lavori con bobine con asse verticale, giusto?
Una cosa che ho visto invece era montare uno dei due rulli con un sopporto incernierato da un lato e scorrevole assialmente con un doppio cilindo pneumatico in tandem dall'altro: normalmente i due cilindri erano uno chiuso e uno aperto per avere la posizione intermedia: quando il tappetino tendeva a deviare si dava un colpo con uno dei due cilindri per tendere il lato dove si stava verificando lo sbandamento e riportare il nastro al centro, il tutto controllato in via automatica da un sensore ottico ovviamente. e' una soluzione abbastanza "agricola" ma pare funzionasse. Spero di essermi fatto capire.
 

SMIRRO

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#8
Anche io ho sempre usato i rulli biconici, ma quando si trattava di tenere in guida nastri. Qui' se non ho capito male vorresti creare una bobina a partire da un'anima biconica, cose che effettivamente non ho mai visto, e che penso funzionerebbe poco a man mano che il diametro della bobina cresce e l'effetto conico si attenua.
E, sempre se non ho capito male, lavori con bobine con asse verticale, giusto?
Mi sono spiegato male in effetti: i rulli dove avvengono le azioni di avvolgimento e svolgimento sono rulli atti a tenere le anime vere e proprie delle bobine, e quelli non verrebbero toccati. Nel percorso invece, piuttosto intricato, ci sono diversi rulli che consentono al nastro di materiale di fare il suo giro, molti di questi folli. Sono proprio questi rulli qua ai quali avrei dato la biconicità.
L'asse delle bobine è verticale in questo caso, sì.

E' un sistema che funziona bene su rulli corti. Per esempio, le seghe e le smerigliatrici a nastro utilizzano tutte quel sistema. Se però hai un cilindro lungo metri, la bombatura diventa importante e può causare problemi collaterali.
Mi sono espresso male anche qui, ho parlato di metri di materiale, ma non ho specificato che la luce massima fra rullo e rullo è inferiore al metro.
 

cacciatorino

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#9
Mi sono spiegato male in effetti: i rulli dove avvengono le azioni di avvolgimento e svolgimento sono rulli atti a tenere le anime vere e proprie delle bobine, e quelli non verrebbero toccati. Nel percorso invece, piuttosto intricato, ci sono diversi rulli che consentono al nastro di materiale di fare il suo giro, molti di questi folli. Sono proprio questi rulli qua ai quali avrei dato la biconicità.
L'asse delle bobine è verticale in questo caso, sì.
Io in genere divido i rulli in 1/3 conico, 1/3 cilindrico e 1/3 conico. Come riduzione di diametro per i nastri puo' bastare anche 1mm, ma avendo tanti metri di carta da gestire (con il suo peso!) non so se possa essere una strada funzionale. Forse quella dei rulli "pendolari" attivi e' una scelta piu' efficace.
 

SMIRRO

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#10
Mi sto convincendo ad utilizzare il sistema delle inclinazioni delle assi, come in molti mi state consigliando, ma controllato manualmente dall'operatore, quindi utilizzando ad esempio il sistema a vite come detto sopra
 

cacciatorino

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#11
Mi sto convincendo ad utilizzare il sistema delle inclinazioni delle assi, come in molti mi state consigliando, ma controllato manualmente dall'operatore, quindi utilizzando ad esempio il sistema a vite come detto sopra
Penso che sia sufficiente regolarne uno solo. Sicuramente dovrai andare a toccare l'inclinazione in base alla grammatura del prodotto che stai trattando.
 

SMIRRO

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#12
Penso che sia sufficiente regolarne uno solo. Sicuramente dovrai andare a toccare l'inclinazione in base alla grammatura del prodotto che stai trattando.
Sono sicuramente d'accordo per la regolazione nel caso del cambio formato, e probabilmente hai ragione sul fatto che ne basti uno: quello immediatamente a monte dell'albero dove avviene l'avvolgimento.
 

stefanobruno

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#13
Per centrare il nastro di acciaio/alluminio/carta/politene, si usano le unità di sterzatura, sistemi meccanicamente semplici ma con unità di controllo sofisticate.
Non ne ho mai viste, però, con gli assi dei rulli avvolgitore e devolgitore messi in verticale.
 

exxon

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#14
Mi sto convincendo ad utilizzare il sistema delle inclinazioni delle assi, come in molti mi state consigliando, ma controllato manualmente dall'operatore, quindi utilizzando ad esempio il sistema a vite come detto sopra
Il sistema automatico che descrivevo in #2 è andato a sostituire un equivalente sistema manuale costituito da un volantino che alzava o abbassava uno dei sopporti. La regolazione era affidata all'addetto alla linea che con la lunga esperienza, sapeva prevedere la deriva del materiale svolto e agiva in anticipo (basandosi sulle piccole onde che si creavano, prima che le stesse costituissero un problema).

Il sistema funzionava egregiamente, ma dipendeva interamente da un singolo operatore, ed è per questo motivo che è stato sostituito.