Carico max su rampa

GiGa

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#1
Chiedo lumi a chi ne sa molto più di me in queste cose a seguito di un incidente occorso nel mio condominio...
Il mio condominio ha due rampe di accesso ai garage sotterranei. Tecnicamente le rampe sono di un proprietario che le ha date in usufrutto al condominio.
Nei locali adiacenti al garage si è installato un negozio/ingrosso di frutta e verdura che, non potendo scendere con i camion, porta su e giù le cassette di verdura con un muletto.
L'altro giorno, il muletto è sprofondato in una voragine che si è aperta nella rampa. Cercando di rimuoverlo hanno peggiorato la situazione andando pure a rompere la la tubatura del gas che serve la mia ed un altra palazzina. Per 5 giorni non abbiamo quindi avuto la possibilità di usare il gas (con conseguenti grossi disagi).
Ora il proprietario della rampa sostiene che la voragine (di 3 metri per 1,5 di profondità) è da imputare al dissesto del sottosuolo, che è però sembra sia di proprietà del condominio. Quindi adesso chiede il ripristino della viabilità. Pure il negozio vorrebbe chiedere i danni per interruzione attività.
In attesa che gli avvocati chiariscano le responsabilità, mi chiedevo se una rampa di accesso a dei garage "civili" nasca normalmente "dimensionata" per sopportare anche il continuo passaggio di un muletto che, pure scarico, ha il suo bel peso concentrato... in pratica, quel muletto poteva passare o il "fondo" (non conosco i termini tecnici) dovrebbe essere stato dimensionato appositamente?
 

gil

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#2
Ciao
L'idea che posso ottenere dalla breve descrizione è un po vaga perciò non posso fare affermazioni assolute, ma le linee di principio sono le seguenti.

1) Un manufatto edile deve essere realizzato tenendo conto delle condizioni di contorno. Se il sottosuolo è cedevole si devono prendere le opportune precauzioni in sede costruttiva. Tuttavia è vero che nel corso di molti anni possono intercorrere eventi imprevedibili tali da danneggiare l'opera. Ma il responsabile resta il proprietario del manufatto. E' possibile che gli avvocati riescano a ridurre queste responsabilità, adducendo concause naturali, ma è chiaro che il problema è del proprietario della rampa ed al massimo, in parte madre natura.

2) E' da verificare se la rampa è progettata per l'uso che se né fatto. E' vero che un piccolo muletto, moderatamente caricato ha un peso analogo a quello di una grossa autovettura. Quanto era grande il muletto, che pesi portava? Perché se eccedeva la portata di progetto, è responsabile il proprietario della rampa che lo ha impiegato oltre i limiti previsti. Non so in che misura (è roba da avvocati) forse anche il negozio che non ha accertato la compatibilità della rampa con i suoi usi.

3) E' da valutare se “il condominio” proprietario del terreno, nel contratto di affitto del terreno si assumeva qualche obbligo particolare. Ma in linea generale non credo ci siano responsabilità. E tuttavia possibile imputare il particolare tipo dissesto del terreno a perdite nelle condotte idriche se ce ne sono nei paraggi. Anche in questo caso capire le percentuali di responsabilità con il proprietario delle condotte è roba da avvocati.
 

Cristallo

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#3
Beh, vi dico il mio punto di vista...
il fondo (calpestio) di una rampa viene progettata per un determinato carico quando è vuota sotto e pertanto deve portarsi lei il carico ed il suo peso proprio.
Quando invece è semplicemente una finitura del terreno che c'e' sotto in maniera continua, cosa c'e' da calcolare?
Avete mai sentito di qualcuno che progetta la portata max di una strada su terrapieno?
Se solo si vuole pensare che basta un igloo pianta 50x50cm con sovrastante soletta da 8cm con una misera rete elettosaldata a garantire una portata di 1000Kg/mq...

Cosa diversa se sotto la pavimentazione si apre una voragine nascosta. Quello che prima era una finitura (la rampa), adesso diventa un vero e proprio solaio che DA SOLO deve sostenere il carico applicato (con conseguente generazione di momenti, frecce etc.), cosa per il quale non era proprio pensato.

Ora il problema resta nel PERCHE' si è generata la voragine. Se (per esempio) c'era una perdita in una tubazione di scarico, secondo voi è responsabilità del proprietario della rampa o del proprietario della condotta?
 

GiGa

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#4
Vi ringrazio per gli spunti...
Francamente non mi è chiara come sia suddivisa la proprietà, e dalle mail che mi stanno arrivando da parte dell'amministratore sembra non sia ancora chiaro come suddividere le responsabilità (come prevedibile). Ovviamente tutti scaricano le responsabilità, e tutti minacciano richieste danni.
Quello che mi fa più strano, e che forse è più direttamente verificabile, è proprio il fatto se su una strada "civile" ci possa passare un muletto industriale e se il suo passaggio possa, nel corso del tempo, aver portato ad un deterioramento tale da far cedere la copertura.
E' vero che probabilmente anche madre natura ci ha messo lo zampino (a Roma l'acqua sta dappertutto), ma sono abbastanza convinto che il continua passaggio di merce non ha fatto bene a quella rampa.
 

Betoniera

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#5
.... mi chiedevo se una rampa di accesso a dei garage "civili" nasca normalmente "dimensionata" per sopportare anche il continuo passaggio di un muletto che, pure scarico, ha il suo bel peso concentrato... in pratica, quel muletto poteva passare o il "fondo" (non conosco i termini tecnici) dovrebbe essere stato dimensionato appositamente?
Ciao GiGa.
Innanzi tuto vanno chiariti gli aspetti tecnici, poi si assegnano le responsabilità.
Se la soletta è sprofondata 1,5 m ritengo che la soletta originaria era vuota sotto (tanto più che ci passava il tubo del gas).

In questa ipotesi, Perchè il Muletto è sporfondato?
1) prima risposta possibile: cedimento perchè ha ceduto la soletta.
Bene, se è così allora quanto dooveva portare la soletta e quanto è stata caricvata?.
La soletta è una rampa di accesso ai box. La norma sulle costruzioni è il D.M. 14-01-2008.
Nella taboella 3.1.II sono indicati i sovraccarichi che le costruzioni devono reggere a seconda dell'uso.
Il carico Autorimesse con veicoli fino a 30 q.li (macchine) è indicato al punto F e prescrive:
- carico distribuito minimo 250 kg/m2
- carichi concentrati 2 carichi da 1000 kg posti alla distanza di m 1,80 sun una impronta di cm 20x20.
Quindi, occorre un tencico di fiducia che, analizzi la soletta e faccia una verifica statica con le 2 condizioni imposte dalla normativa.
Se i conti non tornano, allora la soletta era sottodimensionata (non era a norma). Se i conti tornano, allora, evidentemente il carico a cui è stata sottoposta è stato di gran lunga maggiore di quanto la soletta poteva reggere.
In questo ultimo caso è stato fatto un uso improprio della rampa.

2) risposta possibile: cedimento perchè ha ceduto il terreno.
Personalmente ritengo assai improbabile che si sia verificato un cedimento improvviso del terreno.
In genere il cedimento di una fondazione è progressivo con la comparsa progressivia di evidenti dissesti con crepe, ma senza rottura.

In definitiva, prima degli avvocati, servono i tecnici per spigare perchè la soletta ha ceduto. Ciò indipendentemente dalle proprietà.
I legali, eventualmente, vengono dopo per attribuire le eventuali responsabilità e, si spera, per trovare un accordo sul contenzioso.
Ciao