Cambio lavoro da meccanica fredda a calda (scelta difficile)

Sergio_V

Utente poco attivo
Professione: Aspirante Progettista
Software: Thinkdesign
Regione: Marche
#1
Buonasera a tutti,
è da molto che non scrivo ed avendo dato un buon consiglio in passato,sulla base di vostre indicazioni,sono qui a chiederne un altro.
Ho 30 anni e da quando mi sono laureato la mia carriera è cominciata male ed è stata costellata di errori/situazioni difficili ,oltre a non aver potuto lavorare per circa un anno per questioni esterne. Tanto per farvi capire ho cambiato diversi lavori in 2 anni:
-Ho lavorato alcuni mesi in un azienda medio-grande che costruiva fresatrici,mi hanno assunto e dopo 3 mesi iniziavano a scalpitare perchè dovevo essere in grado di realizzare un impianto a detta loro (senza aver avuto esperienza pregressa se non universitaria),di fatto subivo umiliazioni continue ma cercavo di imparare lo stesso (pur dandomi sempre lavori del cavolo/rieptitivi una volta che si erano resi conto che non ero capace di gestire una commessa in totale autonomia)
-Poi ho dato le dimissioni e sono passato in un altra azienda di macchine per packaging ,mi promisero cielo e terra ma dall'ufficio tecnico non sono mai passato veramente (mi misero a controllare le merci in ingresso/magazziniere ed a beccarmi le "cazziate" dei clienti al telefono ),pur avendo il contratto da disegnatore..roba da denuncia. per cui sono durato si e no 3 settimane....
-Sono poi passato ad un azienda che non era per niente male per quanto concerne l'ambiente lavorativo (lavora su sistemi di trasporto e sollevamento/gru), ma mi hanno gentilmente accompagnato alla porta dopo avermi sfruttato a dovere..
-L'ultima azienda,in cui lavoro, fa macchine per packaging. Dopo qualche mese in cui iniziava a piacermi,l'azienda ha iniziato a non pagare piu gli stipendi...alla fine dopo diversi mesi ho deciso di guardarmi intorno e sono arrivate diverse proposte

Sembrerò lo sfigato dell'anno ma vi assicuro che mi sono sempre impegnato e sono scappato sempre da dei "gestori" incompetenti più che dalle aziende ...comunque...ho la possibilità di scegliere tra vari impieghi e stavolta non ci tengo a fare un altra cavolata...

-La prima proposta viene da un azienda piccola,40 persone (macchine aggraffatrici),lavorano da un bel po anche su macchine lineari /progetti speciali..quindi il lato inventivo è abbastanza presente e la cosa mi ha sorpreso non poco perchè a quanto pare non esistono più molte aziende che fanno tutto quasi da zero (la maggior parte modifica quello che c'è)..un ufficio tecnico di 7 persone ..
- La seconda viene da un azienda di Building automation e sono interessati a me inquanto conosco anche molto bene i linguaggi di programmazione (PLC)..mia seconda passione...ma la scarto a priori (non sono disposto più a stage,stagini,staggetti)
-La terza viene invece da un azienda in forte crescita che opera nel campo degli impianti di compressione di aria/gas...progettazione di centrali di compressione (filtro,pompa/motore,scambiatori di calore,serbatoi,piping etc..).L'azienda ha una 70ina di persone ,con 5 persone in ufficio tecnico...

Sarei più portato per la piccola realtà che produce macchine aggraffatrici,se non fossi più volte rimasto fregato proprio in aziende simili (gestione molto patronale/a simpatia e antipatia) ed ho il timore di fare "solo" l'inventore che guarda molto qualitativamente ai problemi e non quantitativamente (atteggiamenti del tipo: "la cinghia,ma si metti quella tanto resiste che perdi a fa tempo a fare il calcolo"),dati i tempi strettissimi in cui operano tali realtà..

Dall'altro lato sarei orientato per la terza azienda in quanto mi è sembrata quella più solida/stabile ma,ed è un po la mia domanda, secondo voi un progettista che si occupa di meccanica "Fredda" ed ha improntato tutti i suoi studi/esperienze lavorative a quest'ambito: progettazione di macchine (settore machinery), può passare abbastanza agevolmente ad occuparsi di "meccanica calda"? Avrei un paio di anni per rendermi autonomo nella terza azienda (a detta della proprietà)...mi piacciono le sfide ma il mio timore,può sembrare strano, è quello di non essere all altezza delle aspettative,dato che il mio ultimo calcolo in ambito fisica tecnica risale a 5 anni fa (anche se hanno detto di essere consapevoli del mio background da "Meccanica fredda")..c'è qualcuno che ha fatto tale passaggio e si è trovato bene?

Grazie in anticipo per le risposte e buona serata
 

exxon

Utente Junior
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Software: inventor
Regione: veneto
#2
Vai a fare ciò che ti piace, perché è li che darai i risultati migliori.

Sei un ingegnere: se c'è qualcosa che ancora non sai... la studi.
Il materiale si trova in pochi minuti, e hai le basi per apprendere velocemente e con tranquillità qualsiasi conoscenza scientifica. Dov'è il problema?
 

gerod

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Regione: Veneto
#3
Concordo: freddo o caldo, che differenza fa? Tutti i giorni risolviamo problemi di diversa natura: se non conosci ti informi. Sei giovane, sii deciso e vai avanti! Scegli ciò che ti interessa veramente. Vedrai che per crescere devi studiare e affrontare sempre nuovi problemi e risolverli... l’importante è trovare la soluzione!
 

Sergio_V

Utente poco attivo
Professione: Aspirante Progettista
Software: Thinkdesign
Regione: Marche
#4
Innanzitutto grazie a tutti per le risposte e l'incoraggiamento,siete molto gentili.Mi piacerebbe lavorare in entrambi i settori in realtà.Mi appassiono facilmente a quello che faccio,quindi le considerazioni ed i dubbi che sorgono vanno al di la del semplice interesse per le materie ed i settori in cui operano tali aziende (entrambi di tutto rispetto). E non valgono neanche considerazioni contrattuali (entrambi mi hanno proposto un apprendistato e lo considero tutto sommato onesto). A questo punto ne approfitto per chiedere,secondo un vostro parere, da un punto di vista di "stabilità professionale" e di "carriera" se converrebbe oggi operare di più nell'ambito energetico oppure nell'ambito macchine per confezionamento/packaging ed in quale dei due settori la figura dell'ingegnere viene maggiormente valorizzata. Non voglio assolutamente denigrare nessuno e non è una considerazione di carattere generale ma ritengo ,anche in base ad esperienza vissuta, che in molte PMI che operano nel settore dei macchinari industriali del packaging/food and beverage le cose avvengano un po alla "carlona" e l'aspetto relativo ai calcoli/analisi FEM/normative etc.. passi un po in secondo piano per esigenze tempistiche (corse a non finire,scadenze a brevissimo termine etc..). Del settore impiantistico ed energetico invece non so praticamente nulla (non ci ho mai lavorato ma mi piacerebbe sperimentare,con la dovuta consapevolezza). Ad ogni modo, dall'alto della mia scarsa conoscenza in materia, credo che l'ambito energetico sia più improntato sull'ingegnerizzazione e verifica delle soluzioni che sul lato inventivo in senso stretto,poi magari qualcuno mi correggerà. Vi ringrazio nuovamente per le vostre indicazioni e vi auguro una buona serata.
 
Professione: project leader
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Regione: Lazio
#5
E' sempre bene evitare le generalizzazioni. Ogni settore della meccanica ha le sue particolarità e, in ogni settore, esistono vari livelli. Io non conosco affatto l'impiantistica del settore energia, ma conosco benissimo il packaging che è settore abbastanza ampio: è packaging una macchinetta che chiude scatole di cartone con un pezzo di nastro adesivo e forse grandi calcoli lì non saranno stati necessari, ma io non me la sentirei di dire altrettanto a chi ha fatto macchine che confezionano 1200 pacchetti di sigarette al minuto, o riempiono 2000 lattine al minuto o realizzano qualche migliaio di bustine di the. Magari qualche addizione e sottrazione l'avranno fatta, e forse pure delle moltiplicazioni...
Amico mio, quelli che lavoravano alla carlona li hanno fatti chiudere da tempo ormai.;):)
In ogni caso auguri per il tuo nuovo lavoro, qualunque scelta tu faccia. Sei bravo e fortunato ad avere più opzioni e questo è già un privilegio, ma non scegliere in base a pregiudizi banali.
 

Sergio_V

Utente poco attivo
Professione: Aspirante Progettista
Software: Thinkdesign
Regione: Marche
#6
Nessun pregiudizio ma per quanto concerne la questione del "chi lavora male",parecchi hanno chiuso si, specie negli anni della crisi. Altrettanti però hanno riaperto e non tutti hanno imparato la lezione.
Non dico non ci siano addizioni,sottrazioni o moltiplicazioni in quel lavoro. Però ,sarà anche un caso, sino ad oggi non ho visto una sola azienda del settore packaging usare a livelli spinti analisi FEM,Matlab,Simulink o altri strumenti che vadano oltre excel ed il foglio di carta e ti assicuro che ne ho visitate tante. Quando si tratta di fare cose che richiedono più tempo o risultano particolarmente complicata ci si rivolge a studi esterni (l'ho visto fare,con i miei occhi). Al più l'aspetto inventivo passa in primo piano,se si è fortunati di lavorare nell'azienda giusta. Quando c'è da fare un qualche studio di dettaglio su quale componente usare,spesso si tralascia l'aspetto quantitativo e si ricorre all'esperienza ed a considerazioni qualitative per risparmiare tempo. Non che ci sia nulla di male,assolutamente, ma non vedo come in tali ambienti un ingegnere possa dare un valore aggiunto in più rispetto ad un perito,un geometra o un qualsivoglia altra persona che abbia avuto la fortuna di iniziare ad entrare in quel mondo subito dopo le superiori,visto che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di avere una visione pratica di quello che si fa,copiare quello di buono che si è fatto o che hanno fatto i concorrenti e si finisce quasi sempre a fare i particolaristi. Non a caso tali realtà pullulano di diplomati (nulla da togliere ripeto anzi tanto di cappello). Invece, nel settore energia, ho l'impressione che di diplomati negli UT ce ne siano ben pochi e non credo sia un caso (forse le conoscenze acquisite nel percorso di studi universitario possono fare davvero la differenza,dato che forse l'aspetto teorico è preponderante ). Comunque sono semplici constatazioni e non mi va di fare tutta l'erba un fascio,sono solo le mie impressioni. Magari qualcuno confuterà.
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#7
"" non mi va di fare tutta l'erba un fascio" Non ti va , ma lo stai facendo. Non importa, è evidente che non conosci la realtà del settore, non voglio convincerti.
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#8
@Sergio_V

In base alla mia esperienza (lavoro da 15 anni nel settore "energia") e conoscenze (vivo in un'area dove trovi costruttori di macchine automatiche in ogni angolo, e ne conosco decine di progettisti) mi sento di condividere abbastanza quello che hai detto.

Per darti un'idea: nel mio settore il calcolo è di importanza basilare anche per i "non macchinisti": il reparto application dell'ufficio commerciale deve conoscere piuttosto bene la termodinamica 0-D e la meccanica delle macchine (bilanciamento, vibrazioni) oltre che le proprietà dei fluidi, dato che si trova a lavorare su SW di calcolo prestazioni (in genere tutti progettati internamente, essendo molto specifici) ad ogni richiesta di offerta, e deve conoscerne i meccanismi per non "digerirne" acriticamente i risultati. Deve conoscere le leggi fondamentali della meccanica dei fluidi e dello scambio termico, per definire le specifiche adeguate dei componenti impiantistici e costificarli. In genere questo ruolo è appannaggio di ingegneri, per quanto detto, con l'eccezione di qualche ottimo perito "vecchio stampo" con esperienza, estremamente preparato anche teoricamente (oggi rarissimo).
A seguire, i PE necessitano delle stesse conoscenze ad un livello superiore, dato che dovranno sviluppare il progetto una volta acquisito l'ordine: approfondiranno aspetti quali analisi torsionali, analisi delle pulsazioni gas, comportamento della macchina al variare di composizione gas e condizioni di ingresso/uscita, bilanciamento delle azioni inerziali, verifiche strutturali delle carpenterie, analisi modali, simulazione dei transitori di partenza/arresto, dimensionamento di linee per fluidi vari, simulazione dinamica dello scarico di valvole di sicurezza (giusto per fare qualche esempio).
Chi lavora poi nel reparto sviluppo progetta invece la macchina (o nuove parti di macchina) indipendentemente dalla commessa, e si trova a lavorare molto spesso anche con CFD e FEM (e a disegnare ovviamente).
Se noi non avessimo almeno MatLab ed un FEM e tutta una pletora di fogli di calcolo per vari tipi di verifiche (strutturali e funzionali) potremmo chiudere domani mattina.

Nel settore macchine automatiche, da quanto ho potuto apprendere, assume un ruolo preponderante l'intuizione pratica (e la sua sperimentazione) oltre che la parte controllistica ed un sempre costante e continuo aggiornamento sugli azionamenti: ritengo che per un disegnatore o comunque un progettista "pratico" sia un campo di interesse molto superiore al mio, più "fantasioso" e meno "grigio", che ti permette di rimanere aggiornato in campi della tecnica in rapida evoluzione quali appunto quello dei controlli. Nel mio credo si possano applicare veramente tante conoscenze degli studi (anzi, non sono sufficienti, nemmeno a livello teorico, e anch'io personalmente ho dovuto riprendere a studiare più e più volte) e vi sia forte multidisciplinarità: per il resto parliamo di macchine la cui architettura poco è mutata negli ultimi decenni, pur se con vari sviluppi.

Sono tutti pro e contro dell'una e dell'altra scelta ;)
 

Sergio_V

Utente poco attivo
Professione: Aspirante Progettista
Software: Thinkdesign
Regione: Marche
#9
@Sergio_V

A seguire, i PE necessitano delle stesse conoscenze ad un livello superiore, dato che dovranno sviluppare il progetto una volta acquisito l'ordine: approfondiranno aspetti quali analisi torsionali, analisi delle pulsazioni gas, comportamento della macchina al variare di composizione gas e condizioni di ingresso/uscita, bilanciamento delle azioni inerziali, verifiche strutturali delle carpenterie, analisi modali, simulazione dei transitori di partenza/arresto, dimensionamento di linee per fluidi vari, simulazione dinamica dello scarico di valvole di sicurezza (giusto per fare qualche esempio).
Chi lavora poi nel reparto sviluppo progetta invece la macchina (o nuove parti di macchina) indipendentemente dalla commessa, e si trova a lavorare molto spesso anche con CFD e FEM (e a disegnare ovviamente).
Se noi non avessimo almeno MatLab ed un FEM e tutta una pletora di fogli di calcolo per vari tipi di verifiche (strutturali e funzionali) potremmo chiudere domani mattina.
;)
Grazie per le delucidazioni. Giusto per curiosità , avendo citato diversi aspetti che non ho mai affrontato , in base alla tua esperienza, una figura che ha il mio profilo (quindi svariate esperienze nel settore machinery) può riuscire a colmare questo gap in un breve-medio periodo? Hai mai avuto colleghi che sono passati dall'uno all'altro campo? Come si sono trovati? Si rischia di fare la figura degli incompetenti? (Perchè in una delle realtà in cui sono stato si aspettavano che dopo 3 mesi facessi lo space-shuttle e alla fine non è andata molto bene).Per questo mi hanno proposto l'apprendistato nonostante le precedenti esperienze ( e lo reputo onesto)..

P.s la mansione sarebbe quella di PE,come hai detto tu (mi hanno assicurato che ci si sporca anche le mani,cosa che non mi dispiace affatto)...in futuro il passaggio naturale in quest'azienda è in R&D..
 

Stan9411

Utente Junior
Professione: Studente
Software: PTC Creo parametric, Matlab
Regione: Lombardia
#10
che un ambiente di sviluppo e simulazione completo e flessibile come Matlab (con il fratellino ancor più talentuoso simulink), o i grandi software FEM (abaqus , Ansys) siano poco usati nelle realtà aziendali italiane è risaputo. Io credo che sia principalmente una questione di costi, le licenze dei succitati sono costosissime e le aziende devono già sostenere per forza di cose quelle dei cad, dei gestionali ecc ecc..
Chi per forza di cose ha bisogno di scrivere algoritmi (come la mia azienda) usa alternative eccellenti come phyton che può essere esteso con un po’ di fatica a tutte le funzionalità di matlab con il vantaggio di essere più flessibile e GRATIS.
Per il resto vengono usati i buon vecchi fogli di calcolo, che pur essendo meno universali e potenti, rimangono affidabili.

In ogni caso che venga usata la carta del pane o un software per fare un calcolo, nessuno ti dirà mai che il proprio lavoro è a basso contenuto ingegneristico. Sono due modi diversi di produrre un risultato
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#11
Grazie per le delucidazioni. Giusto per curiosità , avendo citato diversi aspetti che non ho mai affrontato , in base alla tua esperienza, una figura che ha il mio profilo (quindi svariate esperienze nel settore machinery) può riuscire a colmare questo gap in un breve-medio periodo? Hai mai avuto colleghi che sono passati dall'uno all'altro campo? Come si sono trovati? Si rischia di fare la figura degli incompetenti? (Perchè in una delle realtà in cui sono stato si aspettavano che dopo 3 mesi facessi lo space-shuttle e alla fine non è andata molto bene).Per questo mi hanno proposto l'apprendistato nonostante le precedenti esperienze ( e lo reputo onesto)..

P.s la mansione sarebbe quella di PE,come hai detto tu (mi hanno assicurato che ci si sporca anche le mani,cosa che non mi dispiace affatto)...in futuro il passaggio naturale in quest'azienda è in R&D..
Come ti hanno detto, se hai una buona preparazione di base e soprattutto un corretto approccio ai problemi nuovi, non devi temere nulla. E' ovvio che se l'azienda cerca un PE esperto cercherà qualcuno proveniente in genere dalla concorrenza o da un settore afferente, che abbia perlomeno già acquisito metodo e competenze: non credo che sia il tuo caso (come tu stesso hai detto), quindi credo siano disposti a farti formazione e darti comunque tempo per sviluppare le competenze di base.
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
#12
che un ambiente di sviluppo e simulazione completo e flessibile come Matlab (con il fratellino ancor più talentuoso simulink), o i grandi software FEM (abaqus , Ansys) siano poco usati nelle realtà aziendali italiane è risaputo. Io credo che sia principalmente una questione di costi, le licenze dei succitati sono costosissime e le aziende devono già sostenere per forza di cose quelle dei cad, dei gestionali ecc ecc..
Chi per forza di cose ha bisogno di scrivere algoritmi (come la mia azienda) usa alternative eccellenti come phyton che può essere esteso con un po’ di fatica a tutte le funzionalità di matlab con il vantaggio di essere più flessibile e GRATIS.
Per il resto vengono usati i buon vecchi fogli di calcolo, che pur essendo meno universali e potenti, rimangono affidabili.

In ogni caso che venga usata la carta del pane o un software per fare un calcolo, nessuno ti dirà mai che il proprio lavoro è a basso contenuto ingegneristico. Sono due modi diversi di produrre un risultato
Intendevo dire non tanto il fatto che un'azienda avesse uno strumento di calcolo più o meno sofisticato, quanto proprio che non ce l'avesse affatto: e non solo per miopia, ma proprio perché non necessario nella pratica quotidiana (pur trattandosi spesso di aziende solide, ben gestite e con prodotti di qualità). A riguardo, ci sono e ci saranno sempre prodotti con contenuto ingegneristico più alto di altri, così come è innegabile che chiunque li sviluppi elevi tale contenuto sempre al massimo :LOL:
Purtroppo però ho tantissime testimonianze di miei amici ingegneri meccanici che, pur essendo finiti in ambito tecnico in aziende anche di primissimo piano, non applicano una mezza nozione di quanto studiato, con loro grande frustrazione: la loro strada è (dopo un inizio come disegnatore meccanico) quasi sempre rivolta vero la parte PM o anche commerciale, garantendo di solito maggior sbocco professionale (almeno in questo tipo di aziende).

PS
Simulink è l'applicativo di MatLab che noi usiamo maggiormente: ci permette di risolvere veramente tanti problemi, o perlomeno di capire dove "puntare il cannone" per poi fare gli affinamenti del caso ;)
 

Sergio_V

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Regione: Marche
#13
Intendevo dire non tanto il fatto che un'azienda avesse uno strumento di calcolo più o meno sofisticato, quanto proprio che non ce l'avesse affatto: e non solo per miopia, ma proprio perché non necessario nella pratica quotidiana
Infatti, mi riferivo anche un po a questo.
Sono "tipi" diversi di difficoltà (non esiste niente di facile),ma credo che una persona debba sempre puntare sui propri punti di forza,sul di più che ha, e che buttare a vuoto un metodo,un approccio allo studio ed un bagaglio di nozioni acquisite in anni di studi, sia quanto di più sbagliato ci possa essere. Purtroppo è quello che ho riscontrato in questi anni,anche confrontandomi con altri colleghi del mio ambito. Chi ha scelto il mio percorso (PMI settore machinery) ha più o meno riscontrato la stessa situazione:
Aziende padre-padrone pronte ad esaltare le "prime donne" (quasi tutti diplomati),con il titolare che ha la terza media ed è convinto che gli ingegneri siano persone che hanno buttato anni nel "water". E probabilmente,nel loro ambito,hanno ragione. Perchè ,per quello che serve loro,basta un ragazzo fresco fresco uscito dal liceo con un paio di anni di affiancamento ed esperienza sul campo. Del resto non ci vogliono chissà quali grandi basi per usare un CAD con gli strumenti che si hanno oggi. Quindi in pratica del 97% di quello che hai fatto all'università/studi vari etcc.. non gliene ne frega niente e per il restante 3% c'è chi lo fa meglio di te ,pur avendo la terza media, perchè ha fatto solo quello negli ultimi 4-6-10 anni (magari sottopagati per i primi 3 anni,ma è senz'altro meglio che studiare e pagare tasse all'università).
Ora ripeto,nulla di male ma spiegatemi se l'andazzo è questo, come si fa a risultare "competitivi" ,a mettere a frutto le proprie conoscenze e ad emergere in uffici di 10/12 persone ferrate del mestiere,ma magari prive di quel 97%, se quel 97% non serve a una cippa in quel particolare tipo di realtà. Non si riesce a risultare "indispensabili".
Per non parlare di qualcuno che è finito nelle grosse aziende di questo settore , parecchie sono delle "TOMBE PROFESSIONALI" a detta loro e si finsice per fare gli impiegatucci senza capire cosa si sta veramente facendo,dei meri esecutori dei pochi super - referenti tecnici (si nasce e si muore li e molta strada non se ne riesce a fare)..per questo inizio ad essere stanco di sta situazione,sarò anche stato sfortunato ma credo proprio che sto settore "machinery" sia messo un po male lavorativamente parlando per chi ,come me, vuole avere un approccio scientifico alle soluzioni. A questo punto credo che il rischio e la difficoltà di vedere e cimentarmi in cose nuove sia inferiore a quello di ritrovarmi in situazioni del cavolo del genere. Non voglio sembrare arrogante,non lo sono affatto. Sono solo un po deluso dal modo in cui parecchie (ma non tutte !!) PMI di tale settore approcciano al lavoro, vittime forse del mercato e di alcune mentalità ancora radicate.


per il resto parliamo di macchine la cui architettura poco è mutata negli ultimi decenni, pur se con vari sviluppi.
Ti assicuro che nei campi in cui sono stato non cambia molto, ci hanno pensato i progettisti di una volta a fare bene le macchine, il 70% dei progetti sono stati sviluppati 40 anni fa e si "progetta" per riconfigurazioni e piccoli adattamenti. Anche per questo non ci vogliono molti calcoli.
 
Professione: project leader
Software: Kubotek
Regione: Lazio
#14
Ti assicuro che non sai di cosa stai parlando
"Aziende padre-padrone pronte ad esaltare le "prime donne" (quasi tutti diplomati),con il titolare che ha la terza media ed è convinto che gli ingegneri siano persone che hanno buttato anni nel "water".
 

paulpaul

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#15
Ti assicuro che nei campi in cui sono stato non cambia molto, ci hanno pensato i progettisti di una volta a fare bene le macchine, il 70% dei progetti sono stati sviluppati 40 anni fa e si "progetta" per riconfigurazioni e piccoli adattamenti. Anche per questo non ci vogliono molti calcoli.
In realtà io intendevo dire un'altra cosa, ossia che le macchine sulle quali lavoro io hanno un'architettura ben definita, dato che il loro "effetto utile" non puoi realizzarlo in altro modo: questo non vuol dire che non vi sia spazio per miglioramenti, ampliamenti di prestazioni e di gamma, soluzioni diverse, ecc: ed ogni volta sono calcoli su calcoli e disegni su disegni.
Però, mi pare che il mondo delle macchine automatiche sia molto più dinamico e lasci spazio all'inventiva, dato che vi possono essere molti modi diversi di realizzare e controllare un movimento, un'operazione di selezione, ecc.
Tutto questo a prescindere che l'azienda voglia sviluppare o meno il prodotto, s'intende.
 

Sergio_V

Utente poco attivo
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Regione: Marche
#16
Ti assicuro che non sai di cosa stai parlando
"Aziende padre-padrone pronte ad esaltare le "prime donne" (quasi tutti diplomati),con il titolare che ha la terza media ed è convinto che gli ingegneri siano persone che hanno buttato anni nel "water".
Saremo stati sfortunati a capitare in situazioni simili. Cosa vuoi che ti dica.. Comunque la smetto di sparare a zero, ci saranno senz'altro altrettanti imprenditori capaci e rispettosi,altrettante realtà valide,non lo metto in dubbio e mi scuso per aver usato dei toni generici (purtroppo mi è capitato questo e parlo per esperienza diretta mia e di altri amici nonché colleghi).
 

exxon

Utente Junior
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Software: inventor
Regione: veneto
#17
... credo che una persona debba sempre puntare sui propri punti di forza,sul di più che ha, e che buttare a vuoto un metodo,un approccio allo studio ed un bagaglio di nozioni acquisite in anni di studi, sia quanto di più sbagliato ci possa essere.
Aziende padre-padrone pronte ad esaltare le "prime donne" (quasi tutti diplomati),con il titolare che ha la terza media ed è convinto che gli ingegneri siano persone che hanno buttato anni nel "water".
basta un ragazzo fresco fresco uscito dal liceo con un paio di anni di affiancamento...
Del resto non ci vogliono chissà quali grandi basi per usare un CAD con gli strumenti che si hanno oggi.
credo proprio che sto settore "machinery" sia messo un po male lavorativamente parlando per chi ,come me, vuole avere un approccio scientifico alle soluzioni.
Non voglio sembrare arrogante
Ahi, ahi, ahi...

Ti assicuro che non sembri arrogante: lo sei di fatto.

Permettersi di dare giudizi su un'intero settore produttivo, sul suo management, fare classismo da quattro soldi sulla differenza tra diplomati e laureati (sicuro che la tua laurea valga così tanto? Magari confrontata a un tuo collega del vecchio ordinamento?), uscire addirittura con affermazioni come quella che per usare un CAD "non ci vogliono poi chissà che basi" (oltretutto in un forum che si chiama cad3D...).

Bene, ammetto di essermi sbagliato: in #2 ti avevo consigliato di affrontare il lavoro a testa alta, avrei dovuto aspettare qualche post in più e consigliarti di lavarti la bocca con il sapone e di avere qualche capello bianco prima di sparare sentenze da un piedistallo sul quale ti sei rizzato in totale autonomia.
 

Sergio_V

Utente poco attivo
Professione: Aspirante Progettista
Software: Thinkdesign
Regione: Marche
#18
Permettersi di dare giudizi su un'intero settore produttivo, sul suo management, fare classismo da quattro soldi sulla differenza tra diplomati e laureati (sicuro che la tua laurea valga così tanto? Magari confrontata a un tuo collega del vecchio ordinamento?)
Onestamente non ne sono per niente sicuro oggi.Io non sto giudicando l'intero settore. Ripeto so che ci sono realtà e realtà,purtroppo lavoro nel Centro-Sud Italia..non so se ci hai mai lavorato..ma qua con chiunque mi confronti le situazioni sembrano analoghe (tranne piccole oasi nel deserto).

uscire addirittura con affermazioni come quella che per usare un CAD "non ci vogliono poi chissà che basi" (oltretutto in un forum che si chiama cad3D...).
Una cosa è "usare",una cosa è padroneggiare,una cosa è dire "so guidare" una cosa è fare il pilota di F1...per la stragrande maggioranza delle persone nei vari UT in cui sono incappato usare un cad significa tirare quattro linee senza una logica precisa (e tutti sappiamo che non è cosi)..

Bene, ammetto di essermi sbagliato: in #2 ti avevo consigliato di affrontare il lavoro a testa alta, avrei dovuto aspettare qualche post in più e consigliarti di lavarti la bocca con il sapone e di avere qualche capello bianco prima di sparare sentenze da un piedistallo sul quale ti sei rizzato in totale autonomia.
Nessun piedistallo,sono consapevole dei miei limiti e che anche quando avro i capelli bianchi ne avrò da imparare e studiare.Purtroppo ho passato il messaggio sbagliato.

Scusate ancora e grazie per le risposte.
 
Ultima modifica:

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
#19
Concordo: freddo o caldo, che differenza fa? Tutti i giorni risolviamo problemi di diversa natura: se non conosci ti informi. Sei giovane, sii deciso e vai avanti! Scegli ciò che ti interessa veramente. Vedrai che per crescere devi studiare e affrontare sempre nuovi problemi e risolverli... l’importante è trovare la soluzione!
Beh io non la farei così facile...la meccanica è talmente vasta che non si può essere competenti in tutti i settori, almeno non ai livelli richiesti dal mercato attuale.
Soprattutto se, come spesso accade oggi, non si viene affiancati e formati da persone più esperte.
Io al suo posto continuerei nel settore delle macchine automatiche / packaging , che rimane uno dei pochi settori diffusamente presenti in Italia.
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
#20
Nel tuo caso secondo me saresti ideale per il settore packaging avendo anche conoscenze di programmazione plc che non guastano mai (anzi).