Aiuto per elevatore a pantografo

Dirotec

Utente Standard
Professione: Tiro righe intermittenti e curve ondulate
Software: Me10,OSD,Autocad
Regione: San Pietroni Street
#21
Ciao

per esperienza (ne ho fatti diversi per il settore siderurgico) ti posso assicurare che con due cilindri da 200 di alesaggio tiri su tranquillamente 15/20 tonnellate e con un pantagrofa sotto i 800 mm di altezza se non meno.

Marco
 

sampom

Moderatore SWX, Navale
Staff Forum
Professione: Progettazione/Costruzione macchine e impianti
Software: SolidWorks 2015 SP5/2016 SP2, AutoCAD (poco)
Regione: Piemonte (CN)
#22
C64, voglio fuggire con teeeeee!!:D

Ok, chiusi gli OT aspettiamo ora da Alex almeno uno schemino dimensionale di massima.

Saluti
Marco
 

sampom

Moderatore SWX, Navale
Staff Forum
Professione: Progettazione/Costruzione macchine e impianti
Software: SolidWorks 2015 SP5/2016 SP2, AutoCAD (poco)
Regione: Piemonte (CN)
#23
ti posso assicurare che con due cilindri da 200 di alesaggio tiri su tranquillamente 15/20 tonnellate e con un pantagrofa sotto i 800 mm di altezza se non meno.

Marco
..hai voglia!

Io ho fatto roba più piccola. Anche uno leggerissimo per uso personale, "da garage" diciamo.

Saluti
Marco
 

C64

Utente Junior
Professione: impiegato tecnico nell'industria meccanica
Software: Autocad
Regione: Puglia
#24
Ciao amici, sì il forum è fatto per replicare e le vostre sono repliche intelligenti. Tuttavia quando mi sono occupato io di questi problemi avevo dei vincoli stretti in altezza ed anche lateralmente. La ditta per cui lavoravo non produceva singoli elevatori ma linee di movimentazione che comprendeva elevatori. Questi ultimi dovevano ottemperare ai requisiti dimensionali in altezza e larghezza imposti dal resto della linea. Lavorammo sodo in tre persone. Ricordo che vi erano problematiche da ogni parte: l'allogiamento del motore, che lo volevano nel sedime dell'elevatore; ricordo anche la problematica della ricerca di un riduttore che facesse da rinvio angolare che avesse il rapporto di trasmissione e le dimensioni idonee. Vi assicuro che era un contesto diverso da quello del garage.
Chi vuol fuggire con me venga pure mi farà piacere, con me c'é quel simpaticone del diavolo; ciaoooooo:D
 

sampom

Moderatore SWX, Navale
Staff Forum
Professione: Progettazione/Costruzione macchine e impianti
Software: SolidWorks 2015 SP5/2016 SP2, AutoCAD (poco)
Regione: Piemonte (CN)
#25
Vi assicuro che era un contesto diverso da quello del garage.
Diamine.. mi è ben chiaro questo:)
Ho aggiunto quella nota solo per informazione; è stata una mia produzione fatta praticamente tutta "in casa" personalmente, dal progetto alla realizzazione.
Chiaro che sono partito da esperienze "più grosse" fatte per lavoro e per tutt'altri usi (non dissimili al tuo a quanto ho capito).

Saluti
Marco
 

C64

Utente Junior
Professione: impiegato tecnico nell'industria meccanica
Software: Autocad
Regione: Puglia
#26
Ti chiedo scusa sampom, sono stato infelice nell'esprimermi.
Ti ringrazio per il tuo intervento.
E' da poco che ho scoperto questo forum e devo dire che mi piace molto.
Io mi chiamo Cosimo de Gioia e scrivo da Bari.
Spero di approfondire la tua conoscenza e i temi delle tue ricerche.
Ciao e a presto
 

GiGa

Moderatore
Staff Forum
Professione: Progettista/Disegnatore
Software: Mechanical, Inventor, 3DS Max
Regione: Roma
#27
Ci sono sistemi e movimentazioni per compattare parecchio una struttura a pantografo (fra l'altro è effettivamente mooolto generica come definizione, visto che ve ne sono di parecchi tipologie).
Per esempio, ricordo di aver fatto piattaforme, fra le altre, di ca. 5m per 1m con portata 500kg (oltre ovviamente a struttura e copertura) e corsa di 1,5m con meno di 400mm di altezza iniziale. Un validissimo aiuto agli ingombri veniva dato dalle catene di spinta Serapid... molto costose ma fenomenali per i vantaggi che danno...



(purtroppo le immagini sono piccoline...)

Se non ho capito male Alex85 dovrebbe aver risolto, però non sarebbe male che postasse come ha inteso la struttura...
 

sampom

Moderatore SWX, Navale
Staff Forum
Professione: Progettazione/Costruzione macchine e impianti
Software: SolidWorks 2015 SP5/2016 SP2, AutoCAD (poco)
Regione: Piemonte (CN)
#28
Ti chiedo scusa sampom, sono stato infelice nell'esprimermi.
Ti ringrazio per il tuo intervento.
E' da poco che ho scoperto questo forum e devo dire che mi piace molto.
Io mi chiamo Cosimo de Gioia e scrivo da Bari.
Spero di approfondire la tua conoscenza e i temi delle tue ricerche.
Ciao e a presto
..e scusa de che??;)
Tranquillo che trovo le tue "espressioni" felicissime.
Magari solo una cosa:
qui dentro è consentito anche "allentare un po' la cravatta" e rilassare la panza:D... Ma và benissimo così, gradisco il tuo particolare (corretto, professionale ed erudito) modo di argomentare.

Vabbè.. intanto però di sto elevatore non se n'è saputo più niente.

Saluti
Marco
 

gerod

Moderatore
Staff Forum
Professione: Libero professionista
Software: Solid Edge, Ansys DS, e altri ancora
Regione: Veneto
#29
Vabbè.. intanto però di sto elevatore non se n'è saputo più niente.
sarà stato una cometa!
Ogni tanto capita!
Ciao
 

davide ernesto

Utente poco attivo
Professione: red
Software: inventor
Regione: piemonte
#30
Caro alex85 ho letto la tua domanda e mi dispiace dissentire dagli altri Colleghi, perchè a me sembra una domanda ben posta. Sono d'accordo con te sia negli aspetti retorici che negli aspetti formali. Sul piano retorico concordo l'osservazione secondo cui una domanda tanto precisa che contentenga implicitamente la risposta, non è una domanda autentica ma è una domanda superflua.
La tua domanda, dunque, non è superflua ma è anche corretta dal punto di vista formale: ora ti spiego perché.
La progettazione di un quadrilatero articolato non è cosa semplice, per questo motivo porsi delle domande è lecito ed è giusto anche rigettare le risposte sbagliate.
Un meccanismo articolato dal punto di vista che tu poni, ossia quello che risalta il ruolo delle forze, è classificabile come un trasferitore, riduttore e/o moltiplicatore di forze nell'ambito delle differenti porzioni del suo movimento. Occorre quindi studiare bene dapprima le forze in gioco in relazione ad uno o più parametri del moto e solo successivamente è possibile iniziare a tracciare il meccanismo che realizza la dinamica desiderata. Il termine tecnico che trovi in letteratura non è "tracciatura del meccanismo articolato" ma è "sintesi del meccanismo articolato". I metodi di sintesi sono: grafici, analitici (vettoriali o con numeri complessi), numerici (esatti, per approssimazioni successive, per ottimizzazione del tipo Ricerca Operativa).
Un libro su cui si trovano scritte tutte queste cose (di cui ho letto approfonditamente qualche anno fa gli ultimi due capitoli) è "Meccanismi per Macchine Automatiche" UTET di Magnani e Ruggieri. Ovviamente come tutti i libri seri non dà alcuna ricetta ma comunque fa capire molte, molte cose belle ed interessanti.
Tuttavia, in pratica e cogliendo l'ottimo suggerimento dei colleghi intervenuti, anche col metodo grafico (i cosiddetti schemini), si possono fare diversi tentativi per avvicinarsi alla soluzione che si ritiene ottimale per il proprio caso.
Il metodo delle forze utilizzabile è sostanzialmente il metodo della ricerca grafica dell'equilibrio statico (anche se il problema non è di natura statica) nelle configurazioni ritenute significative.
Ciascuna asta (biella o manovella) e ciascun nodo, se sogetto a carichi esterni, dovrànno essere considerati separati dal sistema e assogettati alle forze agenti o reagenti, che si scambiano vicendevolmente. Tracciando parallelogrammi è possibile determinare i moduli, le direzioni e i versi delle reciproche reazioni interne incognite.
Mi sento di dover richiamare l'attenzione su un paio di indicazioni.
La prima consiste nel ricordare che ad una reazione su un elemento del sistema corrisponde una controreazione "uguale e opposta" sull'elemento al quale è collegato.
La seconda è che nelle bielle le forze non corrono lungo il loro asse ma corrono lungo la tangente ai cerchi d'attrito delle cerniere di estremità. Se le bielle sono corte saltare questa seconda considerazione potrebbe indurre in un errore nel dimensionamento del cilindro idraulico.
Scusate se sono stato lungo ma la colpa è di mia moglie che oggi ha acceso il computer su questo sito ed io purtroppo sono sempre prolisso; però vi voglio bene (gerod, non inviarmi ammonimenti). Ciao.
Ing. Cosimo de Gioia, Molfetta (Bari)
(così non si può dire che non mi sono presentato)
ciao mi chiamo davide potresti mandarmi un file in formato pdf sugli argomenti trattati nel testo Meccanismi per Macchine Automatiche Utet? purtroppo il libro non è disponibile grazie mille davide