ciao
, mi interessa capire una cosa che non ricordo più e ti vedo preparato.
La memoria mi dice che si deve usare Bernoulli aggiungendo al secondo termine ( uscita ) le perdite di carico che sono funzione di forma /n°reynolds/materiale /scabrosità e di cui ci sono diverse teorie per calcolarle.
Bernoulli non è altro che un caso particolare del principio di conservazione dell'energia, ossia quello nel caso in cui il fluido sia incomprimibile e non vi siano perdite di carico (ipotesi ideale). Come dici giustamente, se la posizione 1 è quella di ingresso (di un tubo, di una perdita concentrata, o di una sequenza di queste) e la posizione 2 quella di uscita, nella realtà andrà aggiunto un termine (negativo) dell'energia persa in attriti (perdite di carico, R).
E1 = E2 - R
dove E è la somma dei tre contributi dell'energia (cinetica, potenziale gravitazionale, pressione).
Quello che non ricordo è a riguardo delle velocità dell'acqua nei tubi.
Se hai la Q e la sezione ok è fatta ma nel caso ( semplifichiamo) supponi un tubo orizzontale che getta acqua all'interno di una vasca , non si sa la velocità nel tubo di alimentazione ( si conosce solo la pressione ed il diametro ) ne quale sarà la velocità di entrata /caduta nella vasca.
Per poter applicare Bernoulli tralasciando al momento le perdite di carico , come si faceva mancando v1 e v2 ?
La portata per definizione è costante tra ingresso e uscita del tubo (principio di conservazione della massa, altro principio fondamentale) e quindi - se il tubo ha la stessa sezione e il fluido è "incomprimibile", anche la velocità sarà la stessa lungo il tubo. Se il tubo è orizzontale, l'unica grandezza che cala tra ingresso e uscita è la pressione, a causa degli attriti nel fluido e tra fluido e parete tubo. Se il fluido fosse ideale, anche la pressione non cambierebbe. Parliamo ovviamente di condotte in pressione, non a pelo libero. Un fluido si può considerare "incomprimibile" se è un liquido fino a pressioni piuttosto elevate, oppure se è un gas e il numero di Mach è inferiore a 0,3 circa.
Nota la pressione di monte, di valle, la geometria del tubo e la scabrezza, è impossibile determinare la velocità (costante in tutto il tubo, per quanto detto) e quindi la portata in via diretta, dato che le perdite di carico dipendono dalla velocità che ancora non conosciamo: va fatto per tentativi seguendo uno schema simile al seguente (processo programmabile su qualunque PC, e già inserito all'interno di sw commerciali):
1. Si ipotizza una velocità e con questa si calcola il numero di Reynolds, oltre alla portata di tentativo
2. Con Reyolnds si calcola il coefficiente di attrito (con relazioni più o meno empiriche o con diagrammi quali quello di Moody)
3. Col coefficiente di attrito, mediante l'equazione delle perdite di carico, si calcola la differenza tra pressione di monte e di valle
4. Se questa è uguale a quella del problema, il calcolo è terminato: altrimenti si varia la velocità di tentativo fino a farle coincidere
PS
Sei un po' sull'interno nella curva che hai nell'immagine di profilo! Un po' più di compensazione col busto e con la spalla esterna a coprire lo sci esterno e la conduzione migliora drasticamente

Sto scherzando ovviamente
