Progettazione riduttore dubbi

Karim_The_Dream

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Dipende dai costruttori. Alle volte è semplicemente una numerazione. Alle volte è l'altezza dalla base al centro albero, per elli è l'interasse dell'ultima coppia di ingranaggi....infatti lo vedi bene nel C1 che "I" corrisponde alla taglia. Sul C2 avrai I che vale a tabella per i due stadi ma l'ultimo vale pari alla taglia.
Ok sul C1 l'ho notato ma non ho capito bene il C2, sarebbe l'interasse nel secondo stadio come ho evidenziato nell'immagine in allegato?
 

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TETRASTORE

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tavo pensando di infischiarmene dei dati e di fare un progetto sulla base di dati più coerenti...Potreste aiutarmi voi magari fornendomi un rapporto di trasmissione, una potenza in ingresso e il numero di giri in ingresso più sensati?
Concordo. Come dati, sulla base di ciò che ti è già stato consigliato, confermo in entrata la velocità di un normale motore a 4 poli e come rapporto di riduzione mi orienterei su 20/1; come coppia e di conseguenza la potenza, mi orienterei sull'equivalente di una grandezza 160 (C2) di Elli per la quale hai già un esempio, riportato da @meccanicamg , del tipo di montaggio.
Al tuo docente gli dirai che i dati li hai definiti tu per di ottenere un riduttore realistico comparabile con quelli proposti dai vari costruttori al fine di valutare anche a livello strutturale la competitività rispetto a questi.
Per quanto concerne la procedura per il calcolo ho caricato su Sendspace due pdf che sono un estratto del libro: "La resistenza degli ingranaggi" di Castellani e Zanotti (Castellani era un consulente dei vari costruttori e membro della commissione UNI, Zanotti era il direttore tecnico di Rossi Motoriduttori). Stiamo parlando degli anni '80 per cui, come verifiche, ci saranno sicuramente delle varianti sulle quali @meccanicamg è sicuramente più aggiornato, comunque penso che ti possa essere utile in quanto sono riportati anche degli esempi pratici.
Progetto ingranaggi.pdf - Verifiche ingranaggi.pdf (il download scadrà il 24 Marzo).
 

Karim_The_Dream

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Concordo. Come dati, sulla base di ciò che ti è già stato consigliato, confermo in entrata la velocità di un normale motore a 4 poli e come rapporto di riduzione mi orienterei su 20/1; come coppia e di conseguenza la potenza, mi orienterei sull'equivalente di una grandezza 160 (C2) di Elli per la quale hai già un esempio, riportato da @meccanicamg , del tipo di montaggio.
Al tuo docente gli dirai che i dati li hai definiti tu per di ottenere un riduttore realistico comparabile con quelli proposti dai vari costruttori al fine di valutare anche a livello strutturale la competitività rispetto a questi.
Per quanto concerne la procedura per il calcolo ho caricato su Sendspace due pdf che sono un estratto del libro: "La resistenza degli ingranaggi" di Castellani e Zanotti (Castellani era un consulente dei vari costruttori e membro della commissione UNI, Zanotti era il direttore tecnico di Rossi Motoriduttori). Stiamo parlando degli anni '80 per cui, come verifiche, ci saranno sicuramente delle varianti sulle quali @meccanicamg è sicuramente più aggiornato, comunque penso che ti possa essere utile in quanto sono riportati anche degli esempi pratici.
Progetto ingranaggi.pdf - Verifiche ingranaggi.pdf (il download scadrà il 24 Marzo).

Grazie mille!
 

Karim_The_Dream

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Scusami se ti disturbo ancora @TETRASTORE ma tu l'interasse del 2 stadio l'hai ricavato matematicamente o ti è noto per esperienza?

Poi volevo chiedere perché l'ultimo albero a dx ha il diametro rappresentato in quel modo bianco e nero a scacchi

Penso di essermi risposto da solo per la seconda domanda...Dovrebbe essere per evidenziare l'albero in uscita, no?
 

TETRASTORE

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Scusami se ti disturbo ancora @TETRASTORE ma tu l'interasse del 2 stadio l'hai ricavato matematicamente o ti è noto per esperienza?
In passato, gli interassi venivano scelti arbitrariamente, per cui ogni costruttore aveva i suoi poi, negli anni '70, Rossi Motoriduttori portò come innovazione nuove serie di riduttori con gli interassi a scalare secondo la progressione geometrica R10 (o serie di Rènard) e questa soluzione ha facilitato notevolmente la progettazione ed il riutilizzo di componenti nelle serie di riduttori standard. Oggi molti costruttori adottano questo sistema anche per avere riduttori intercambiabili con quelli dei loro concorrenti; in pratica si è determinata una specie di unificazione tacita.
Quindi, se inizi una progettazione da zero, ti conviene adottare un interasse contenuto nella progressione dei numeri normali e questo non solo vale per l'interasse ma anche per i cuscinetti ed altri organi, i cui benefici si vedranno soprattutto se devi progettare delle serie di riduttori nelle quali molti componenti verranno condivisi con sensibili vantaggi sia a livello di costo che di logistica.

Per quanto concerne la seconda domanda ti sei già risposto; è l'evidenziazione di un albero pieno, che può essere sia quello in uscita che quello in entrata. Anche l'albero cavo ha una evidenziazione analoga ma, avendo il foro, le zone annerite saranno due settori circolari (vedi disegni allegati).
 

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Karim_The_Dream

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@TETRASTORE e @meccanicamg scusate il disturbo ancora ma vorrei capire bene un concetto che ci è stato insegnato a lezione. Il professore ci ha spiegato che nella progettazione di una ruota dentata tramite dentiera ad esempio per soddisfare la condizione di non interferenza durante l'ingranamento si deve fare attenzione che l'addendum della ruota coniugata (in questo caso la dentiera) non superi il dedendum della ruota da intagliare altrimenti si ha interferenza e sottotaglio e che anzi ci sia sempre un certo gioco radiale tra i denti delle due ruote coniugate sia da una parte che dall'altra secondo il proporzionamento scelto...Ora assumendo che scelga per la dentiera un proporzionamento modulare normale (addendum pari a 1 volta il modulo) come faccio a sapere che la ruota che produrrò avrà un dedendum di 1,25 il modulo e un addendum di 1 m?

Questa condizione è presente poi nella formula per determinare il numero min di denti di una ruota, il nostro professore segue il Giovannozzi e la formula per rocchetto-dentiera è la seguente:

2k'/sin^2(theta)

Dove k' sarebbe l'addendum normalizzato della ruota coniugata (la dentiera in questo caso) e theta è l'angolo di pressione
 

Karim_The_Dream

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In passato, gli interassi venivano scelti arbitrariamente, per cui ogni costruttore aveva i suoi poi, negli anni '70, Rossi Motoriduttori portò come innovazione nuove serie di riduttori con gli interassi a scalare secondo la progressione geometrica R10 (o serie di Rènard) e questa soluzione ha facilitato notevolmente la progettazione ed il riutilizzo di componenti nelle serie di riduttori standard. Oggi molti costruttori adottano questo sistema anche per avere riduttori intercambiabili con quelli dei loro concorrenti; in pratica si è determinata una specie di unificazione tacita.
Quindi, se inizi una progettazione da zero, ti conviene adottare un interasse contenuto nella progressione dei numeri normali e questo non solo vale per l'interasse ma anche per i cuscinetti ed altri organi, i cui benefici si vedranno soprattutto se devi progettare delle serie di riduttori nelle quali molti componenti verranno condivisi con sensibili vantaggi sia a livello di costo che di logistica.

Per quanto concerne la seconda domanda ti sei già risposto; è l'evidenziazione di un albero pieno, che può essere sia quello in uscita che quello in entrata. Anche l'albero cavo ha una evidenziazione analoga ma, avendo il foro, le zone annerite saranno due settori circolari (vedi disegni allegati).

Grazie per la risposta, ora è più chiaro
 

Karim_The_Dream

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@TETRASTORE e @meccanicamg scusate il disturbo ancora ma vorrei capire bene un concetto che ci è stato insegnato a lezione. Il professore ci ha spiegato che nella progettazione di una ruota dentata tramite dentiera ad esempio per soddisfare la condizione di non interferenza durante l'ingranamento si deve fare attenzione che l'addendum della ruota coniugata (in questo caso la dentiera) non superi il dedendum della ruota da intagliare altrimenti si ha interferenza e sottotaglio e che anzi ci sia sempre un certo gioco radiale tra i denti delle due ruote coniugate sia da una parte che dall'altra secondo il proporzionamento scelto...Ora assumendo che scelga per la dentiera un proporzionamento modulare normale (addendum pari a 1 volta il modulo) come faccio a sapere che la ruota che produrrò avrà un dedendum di 1,25 il modulo e un addendum di 1 m?

Questa condizione è presente poi nella formula per determinare il numero min di denti di una ruota, il nostro professore segue il Giovannozzi e la formula per rocchetto-dentiera è la seguente:

2k'/sin^2(theta)

Dove k' sarebbe l'addendum normalizzato della ruota coniugata (la dentiera in questo caso) e theta è l'angolo di pressione

Forse mi son chiarito da solo anche questo aspetto...Penso che nel taglio la dentiera abbia misure opposte cioè 1.25 m di addendum e 1 m di dedendum poi invece per quanto riguarda il funzionamento della ruota gli addendum e dedendum di entrambe le ruote saranno rispettivamente 1m e 1.25m.

Però così k' non dovrebbe essere uguale a 1.25m nella formula?
 

meccanicamg

Utente Senior
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software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
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Forse mi son chiarito da solo anche questo aspetto...Penso che nel taglio la dentiera abbia misure opposte cioè 1.25 m di addendum e 1 m di dedendum poi invece per quanto riguarda il funzionamento della ruota gli addendum e dedendum di entrambe le ruote saranno rispettivamente 1m e 1.25m.

Però così k' non dovrebbe essere uguale a 1.25m nella formula?
Esattamente. In più si aggiungerà il gioco di funzionamento alla formula teorica che hai usato. Sul Henriot trovi tante spiegazioni sul taglio ruote essendo dedicato a quello.
 

meccanicamg

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Concordo. Come dati, sulla base di ciò che ti è già stato consigliato, confermo in entrata la velocità di un normale motore a 4 poli e come rapporto di riduzione mi orienterei su 20/1; come coppia e di conseguenza la potenza, mi orienterei sull'equivalente di una grandezza 160 (C2) di Elli per la quale hai già un esempio, riportato da @meccanicamg , del tipo di montaggio.
Al tuo docente gli dirai che i dati li hai definiti tu per di ottenere un riduttore realistico comparabile con quelli proposti dai vari costruttori al fine di valutare anche a livello strutturale la competitività rispetto a questi.
Per quanto concerne la procedura per il calcolo ho caricato su Sendspace due pdf che sono un estratto del libro: "La resistenza degli ingranaggi" di Castellani e Zanotti (Castellani era un consulente dei vari costruttori e membro della commissione UNI, Zanotti era il direttore tecnico di Rossi Motoriduttori). Stiamo parlando degli anni '80 per cui, come verifiche, ci saranno sicuramente delle varianti sulle quali @meccanicamg è sicuramente più aggiornato, comunque penso che ti possa essere utile in quanto sono riportati anche degli esempi pratici.
Progetto ingranaggi.pdf - Verifiche ingranaggi.pdf (il download scadrà il 24 Marzo).
Che salto nel passato.
Come si capisce che molte formule erano solo nostre italiane e di quei tempi.
Infatti in parallelo è nata la UNI SPERIMENTALE 8862-1 e -2 del 1987 che è stato il primo segnale di unione di carie rielaborazioni della progettazione di ingranaggi del nostro paese.
Rileggendo la sintesi delle tabelle che hai rielaborato mi sono detto: perché ci sono i valori fissi di certi coefficienti? Dopo che ho riletto due volte ho capito che si riferiva appunto a quel periodo, dove si definivano dei coefficienti sperimentali in funzione del settore di utilizzo....gru diverso che laminatoi.
Che epoca 😂

Ti consiglio di usare questi appunti dopo aver letto i passaggi sul Sigley's nella versione AGMA altrimenti prendendo subito il riassunto non capirai molti dettagli.
 
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Karim_The_Dream

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Esattamente. In più si aggiungerà il gioco di funzionamento alla formula teorica che hai usato. Sul Henriot trovi tante spiegazioni sul taglio ruote essendo dedicato a quello.

È che k' viene sempre dato uguale a 1 (anche il professore a lezione ci ha detto quel valore per proporzionamento normale) e la cosa per il taglio sinceramente non mi tornava dato che se taglio con un dentiera di addendum di 1m e un dedendum di 1.25m ottengo una ruota dentata di addendum 1.25m e dedendum 1m cioè il contrario di ciò che dovrebbe essere...

Quindi per il taglio k' = 1.25m mentre in funzionamento k' = 1

Grazie per le dritte e per la disponibilità @meccanicamg, vado a vedermi i concetti sul taglio sull'Henriot, al limite se c'è qualcosa poco chiaro scrivo qua
 

Karim_The_Dream

Utente standard
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Scusami @meccanicamg ho guardato su Henriot 1 ma ho visto solo che viene riportato il proporzionamento normale brevemente sul capitolo sulla correzione delle dentature

Sulla UNI 6587 è spiegato meglio magari? Penso sia poco enfatizzato in generale come concetto che il taglio funziona diversamente dal funzionamento e uno rischia di confondersi
 

meccanicamg

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regione: Lombardia
Prova a dare uno sguardo a questa dispensa se ti aiuta a chiarire la questione.
Sulla UNI 6587 potresti trovare maggiori informazioni visto che è la norma del profilo del dente.
 
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PIETRO2002

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La dispensa che ti ha allegato meccanicamg, e' semplice e credo ti aiuti a chiarire i tuoi dubbi, se hai bisogno chiedi pure.
 

Karim_The_Dream

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Prova a dare uno sguardo a questa dispensa se ti aiuta a chiarire la questione.
Sulla UNI 6587 potresti trovare maggiori informazioni visto che è la norma del profilo del dente.

Avevo già dato un'occhiata a questa dispensa, è sicuramente piena di immagini ma secondo me enfatizza poco il concetto di dentiera di taglio (generatrice) rispetto a quella di riferimento (di funzionamento), vedo solo all'inizio che viene riportata un'altezza del dente di 2.5m per cui presumo che il dente della dentiera di taglio abbia 1.25m sia di addendum che di dedendum. Penso serva per avere gioco radiale tra i denti di 0.25m tra i denti delle ruote tagliate che verranno accoppiate durante il funzionamento e dunque ingraneranno tra loro senza interferenza
 

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