nella meccanica, se io progetto qualche prodotto e sono ingegnere triennale chi lo firma?
mettiamo che io lavoro in una ditta in cui io sono l'unico laureato (triennale), chi firma il progetto?
di chi è la responsabilità se qualcosa è progettato male e si rompe e muore l'utilizzatore?
a livello domestico invece se io volessi progettare un prodotto, poi realizzarlo e venderlo (in piccola serie) come è la storia? naturalmente aprendo una attività esempio per realizzare stufe a legna.
In caso di vendita nell'EU, è in genere sufficiente dichiarare la conformità del prodotto alle Direttive applicabili: è l'unico pezzo di carta realmente importante da firmare, e - come ti hanno già detto altri - nessuno lo guarda a meno che non si verifichino incidenti nell'utilizzo di quel prodotto.
La marcatura CE e la firma della Dichiarazione di conformità presuppone l'allestimento del fascicolo tecnico, in cui viene dimostrata la rispondenza ai requisiti essenziali delle direttive stesse (mediante calcoli, prove, verifica di rispondenza alle norme applicabili, collaudi, ecc.): tale fascicolo va tenuto pronto e disponibile per l'autorità, in caso di incidente.
In genere nelle aziende manifatturiere la dichiarazione CE è firmata dall'amministratore della Società, che quindi se ne accolla in primis la responsabilità penale: ovviamente, in caso di processo, possono essere coinvolti altri responsabili di settore, anche se le risposte ricevute dai legali sono piuttosto confuse.
Poi, possono esserci delle conformità aggiuntive richieste per quel prodotto, aldilà delle Direttive EU: ad esempio la rispondenza a determinate norme e regolamenti per Paesi specifici o per applicazioni particolari, dichiarazioni di non compatibilità con altri usi, ecc.: queste dichiarazioni sono quasi sempre firmate dall'amministratore della Società, ma non è infrequente che siano firmate soltanto dal Direttore Tecnico.
Tutte queste firme non solo non richiedono - a meno che non si parli di installazioni di impianti particolari - l'iscrizione all'albo di nessun Ordine/Collegio, ma non richiedono nemmeno un titolo di studio minimo! Quindi, la domanda nasce spontanea: a cosa serve essere iscritti ad un Ordine se poi nella realtà pratica il timbro non si usa? In effetti, se andiamo a vedere le statistiche, gli iscritti all'Ordine degli Ingegneri (della mia provincia, ma penso che il discorso sia estensibile) sono quasi tutti Civili, che - a quanto ne so - necessitano del timbro per poter
legalmente firmare certi documenti in accordo alla legislazione italiana: la stessa cosa non vale per gli industriali, in quanto le attività manifatturiere ordinarie non richiedono normalmente la firma di un professionista abilitato.
Uno dei pochi casi in cui si parla di iscrizione ad ordini professionali per la redazione di un progetto non civile è quello degli impianti coperti dal DM 37/08.