Precarico chiodi ribaditi su telaio strutturale

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Utente standard
Professione: ing. meccanico
Software: Catia V5
Regione: lombardia
Ciao a tutti,
Mi trovo a dover analizzare un telaio composto da travi parallele unite mediante traverse imbullonate e/o chiodate.
nello specifico dovrò applicare carichi in varie direzioni e senz'altro ha notevole influenza il tipo di collegamento utilizzato.
Ricavare il precarico applicato dalle viti è molto semplice attraverso le coppie di serraggio e gli attriti vari, però quando si parla di chiodi ribaditi a caldo/freddo non riesco a trovare in letteratura un modo per ricavarlo abbastanza facilmente.
Parlando di formatura a freddo mi viene da pensare che il precarico tenda a zero, a caldo invece potrei pensare che dipenda dal coefficiente di dilatazione termica del materiale e dalla temperatura a cui viene riscaldato mentre è ribadito, in questo modo si potrebbe facilmente arrivare ad un risultato.

Avete qualche informazione in merito o sapete indicarmi dove reperire prove sperimentali di questo tipo?
Grazie
 

TETRASTORE

Utente attivo
Professione: Founder di TETRAPOWER SRL
Software: Solid Edge
Regione: Emilia Romagna
Una risposta la trovi qui a pag. 5 dove è riportato che:
" Con la ribaditura del chiodo, quest’ultimo acquista il diametro del foro.
Per la verifica di resistenza della chiodatura si assume il diametro del foro; durante il raffreddamento si genera nel chiodo uno sforzo di trazione che si traduce in una pressione fra le superfici a contatto dei pezzi chiodati.
L'attrito che si sviluppa può di conseguenza opporsi allo scorrimento degli elementi; tuttavia, dato che nel tempo tale attrito diminuisce, nel calcolo si fa affidamento alla sola resistenza a taglio del chiodo."

Puoi trovare informazioni utili anche in questo pptx.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Bullonature e chiodature secondo norma vigente Eurocodice 3. Quello che si può e si deve usare è tutto lì, in una norma.
Solitamente per queste applicazioni non si va a casaccio o per ipotesi, ma si è legati alle norme di settore.
 

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Utente standard
Professione: ing. meccanico
Software: Catia V5
Regione: lombardia
Grazie per le risposte, in ogni caso nell' eurocodice 3 non ho trovato granchè. Ho solo indicazioni sulla resistenza a trazione, non sul precarico applicato dalla chiodatura sulle lamiere
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Le chodature ormai sono fuori moda e hanno parecchia incertezza. Se noti, tutti i manufatti recenti sono tutti bullonati.

Per avere un po'di calcolo teorico completo, non più a norma ma sicuramente utile, puoi guardare sul Niemann Elementi di macchine volume 1. Si parla di pressione laterale del chiodo e di taglio del chiodo.

Se leggi su Eurocodice 3 UNI EN ISO 1993-1-8 vedrai che assimila viti, rivetti e perni.

Anche la vecchia norma UNI CNR 10011 liquida velocemente l'argomento ma è intuibile che le note sono quelle che si possono leggere su EC3.
 

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