gfrank
Moderatore
professione: Libero professionista
software: Vari
regione: Lombardia
Nuove parti 9 e 10
L’autunno ha portato l’introduzionedi due ultime parti alla norma. Parti necessarie alla trattazione di aspetti importanti come la gestione amministrativa e la manutenzione, che ne andranno a completare l’impiantonormativo complessivo.
Nella parte 9 verranno normati: la “Due Diligenge” ed il rilievo digitali (nuvole di punti, termografie, tomografie, ecc.), le regole di costruzione delle “Piattaforme di Collaborazione” aziendali (al di sopra delle librerie di oggetti e degli ambienti di condivisione di commessa ACDat/CDE) e, soprattutto, il “Fascicolo del Costruito” digitale: oltre il fascicolo del fabbricato (per comprendere non solo l’edilizia ma anche le infrastrutture e l’ambiente antropomorfo); oltre lo stadio di sviluppo per comprendere la gestione informativa in esercizio, nel ciclo di vita.
La parte 9 avrà come relatore il prof. Mario Dejaco.
La parte 10 della norma, in ultimo, affronta le nuove tematiche del BIM verso gli aspetti di gestione amministrativa; quello che in Building Smart International (BSI) prende il nome di E-permit BIM. Dopo la presentazione a Barcellona (BSI 2017) dei test eseguiti su: SCIA, DIA e Permesso di Costruire (Comune di Milano, Politecnico di Milano, Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Milano, Harpaceas, OneTeam e Autodesk Italia) ed il confronto con i lavori di Korea e Giappone, il tavolo UNI ha deciso di affrontare anche questo aspetto della gestione informativa digitale.
La parte 10 avrà come relatrice la prof.ssa Cecilia Bolognesi.
Figura 5 - Protocollo e verifica automatizzata delle pratiche amministrative digitali attraverso modelli BIM
L’Europa ed il mondo.
Molti non sanno, forse anche perché si cerca alacremente di non farlo sapere, che l’Italia gioca oggi un ruolo importante in sede comunitaria (CEN) ed internazionale (ISO) sui temi del BIM e del digitale nelle costruzioni. E questo ruolo, l’Italia, lo gioca non certo grazie ai social, ma proprio grazie all’UNI ed alla Norma. Le parti già pubblicate della UNI 11337 sono state tradotte in inglese prima dell’estate e distribuite ai vari tavoli internazionali, dove l’Italia, grazie a UNI, è tornata a sedere ed essere protagonista, assieme a coloro che stanno davvero scrivendo le future regole del settore. Il mondo, compresi inglesi e statunitensi (piacevolmente sorpresi), grazie a UNI, stanno scoprendo anche un altro modo di approcciare ad alcuni problemi ancora non risolti ad ogni livello: usi ed obiettivi del modello, LOD per il restauro e le attrezzature, LOD per il ciclo di vita, denominazione per attributi, verifica amministrativa e protocollo digitale, piattaforma di collaborazione, manuale di gestione informativa, modelli di rilevo, ecc. Tutti temi risolti in modo efficiente ed efficace nella UNI11337. L’Italia, inoltre, oggi presiede, con Marzia Bolpagni (delegata UNI), il tavolo del CEN dove si stanno scrivendo, partendo anche da quelli italiani, i futuri LOD europei.
Figura 6 - LOD per macchine e attrezzature, UNI 11337-4:2017
La norma UNI 11337 costituirà, così come la PAS per i britannici, l’allegato nazionale della futura ISO 19650, che non è stata scritta in contrasto alla UNI ma tenendo conto “anche” delle indicazioni della UNI. “Anche” perché, a differenza dei singoli, la normazione tecnica, nel mondo, rappresenta il punto di incontro di tutta la filiera e non singole credenze. Le norme sono, per loro natura, consensuali, non sono mai pareri personali. Le norme rappresentano, nel mondo, il punto di arrivo riconosciuto per il rispetto della libera concorrenza. Perché scritte attraverso l’accordo di tutti i soggetti interessati, nessuno escluso, e non per amicizia, conoscenza o, peggio, tessera politica. Come speso accade, ciò che costituisce vantaggio competitivo per l’intero sistema paese in altre nazioni (USA, Germania, Francia, Gran Bretagna, ecc.),si pensi al peso delle norme DIN per il mercato tedesco, è visto con sospetto, se non ostacolato, in Italia.
(Fonte : Ingenio web.it - Arch. A. Pavan)
L’autunno ha portato l’introduzionedi due ultime parti alla norma. Parti necessarie alla trattazione di aspetti importanti come la gestione amministrativa e la manutenzione, che ne andranno a completare l’impiantonormativo complessivo.
Nella parte 9 verranno normati: la “Due Diligenge” ed il rilievo digitali (nuvole di punti, termografie, tomografie, ecc.), le regole di costruzione delle “Piattaforme di Collaborazione” aziendali (al di sopra delle librerie di oggetti e degli ambienti di condivisione di commessa ACDat/CDE) e, soprattutto, il “Fascicolo del Costruito” digitale: oltre il fascicolo del fabbricato (per comprendere non solo l’edilizia ma anche le infrastrutture e l’ambiente antropomorfo); oltre lo stadio di sviluppo per comprendere la gestione informativa in esercizio, nel ciclo di vita.
La parte 9 avrà come relatore il prof. Mario Dejaco.
La parte 10 della norma, in ultimo, affronta le nuove tematiche del BIM verso gli aspetti di gestione amministrativa; quello che in Building Smart International (BSI) prende il nome di E-permit BIM. Dopo la presentazione a Barcellona (BSI 2017) dei test eseguiti su: SCIA, DIA e Permesso di Costruire (Comune di Milano, Politecnico di Milano, Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Milano, Harpaceas, OneTeam e Autodesk Italia) ed il confronto con i lavori di Korea e Giappone, il tavolo UNI ha deciso di affrontare anche questo aspetto della gestione informativa digitale.
La parte 10 avrà come relatrice la prof.ssa Cecilia Bolognesi.
Figura 5 - Protocollo e verifica automatizzata delle pratiche amministrative digitali attraverso modelli BIM
L’Europa ed il mondo.
Molti non sanno, forse anche perché si cerca alacremente di non farlo sapere, che l’Italia gioca oggi un ruolo importante in sede comunitaria (CEN) ed internazionale (ISO) sui temi del BIM e del digitale nelle costruzioni. E questo ruolo, l’Italia, lo gioca non certo grazie ai social, ma proprio grazie all’UNI ed alla Norma. Le parti già pubblicate della UNI 11337 sono state tradotte in inglese prima dell’estate e distribuite ai vari tavoli internazionali, dove l’Italia, grazie a UNI, è tornata a sedere ed essere protagonista, assieme a coloro che stanno davvero scrivendo le future regole del settore. Il mondo, compresi inglesi e statunitensi (piacevolmente sorpresi), grazie a UNI, stanno scoprendo anche un altro modo di approcciare ad alcuni problemi ancora non risolti ad ogni livello: usi ed obiettivi del modello, LOD per il restauro e le attrezzature, LOD per il ciclo di vita, denominazione per attributi, verifica amministrativa e protocollo digitale, piattaforma di collaborazione, manuale di gestione informativa, modelli di rilevo, ecc. Tutti temi risolti in modo efficiente ed efficace nella UNI11337. L’Italia, inoltre, oggi presiede, con Marzia Bolpagni (delegata UNI), il tavolo del CEN dove si stanno scrivendo, partendo anche da quelli italiani, i futuri LOD europei.
Figura 6 - LOD per macchine e attrezzature, UNI 11337-4:2017
La norma UNI 11337 costituirà, così come la PAS per i britannici, l’allegato nazionale della futura ISO 19650, che non è stata scritta in contrasto alla UNI ma tenendo conto “anche” delle indicazioni della UNI. “Anche” perché, a differenza dei singoli, la normazione tecnica, nel mondo, rappresenta il punto di incontro di tutta la filiera e non singole credenze. Le norme sono, per loro natura, consensuali, non sono mai pareri personali. Le norme rappresentano, nel mondo, il punto di arrivo riconosciuto per il rispetto della libera concorrenza. Perché scritte attraverso l’accordo di tutti i soggetti interessati, nessuno escluso, e non per amicizia, conoscenza o, peggio, tessera politica. Come speso accade, ciò che costituisce vantaggio competitivo per l’intero sistema paese in altre nazioni (USA, Germania, Francia, Gran Bretagna, ecc.),si pensi al peso delle norme DIN per il mercato tedesco, è visto con sospetto, se non ostacolato, in Italia.
(Fonte : Ingenio web.it - Arch. A. Pavan)