Sono stato chiamato in causa, penso bonariamente...
Comunque se i moderatori non gradiscono (vedo che si è aggiunto anche "focus"), io qui sono un ospite e quindi, comprendendone la filosofia, cercherò di allinearmi.
Tu puoi aprire tutte le discussioni che vuoi, purchè rispettino il regolamento.
Il problema sta nell'insussistenza del problema, sollevato proditoriamente e in modo mascalzonesco da questo apparato paragovernativo.
Ultimamente di queste discussioni inutili se ne stanno aprendo davvero tante, ci tocca soltanto di vederne aprire qualcuna sulle note vicende di cronaca nera e poi avremo fatto tombola.
Per quanto riguarda l'argomento della presente, faccio un paio di considerazioni.
L'obbligatorietà dell'azione penale penso che nessun sano di mente abbia la minima intenzione di metterla in discussione.
Vi immaginate uno stato di diritto in cui un cittadino denuncia di aver subito un torto (un furto, una rapina o una violenza fisica) ed il giudice anzichè obbligatoriamente aprire un'indagine, al fine di verificare cosa sia successo, decide arbitrariamente di non effettuare alcuna indagine.
In una situazione del genere, molta gente si sentirebbe autorizzata a prendere un mitra ed andarsi a fare giustizia da sola.
Diventerebbe una giustizia da Far-West.
Circa la responsabilità dei giudici, vedo che gran parte della gente non sa assolutamente come stanno le cose.
La responsabilità dei giudici esiste già ed è normata, chi sostiene il contrario (mi riferisco ai politicanti da 4 soldi che ci governano) mente sapendo di mentire o peggio, è talmente ignorante che meriterebbe 5 anni di cura nel reparto presse di Mirafiori.
Se un cittadino ritiene di aver subito un torto, in merito ad una sentenza a suo carico, può fare causa allo stato.
Lo stato a sua volta, se perde la causa contro il cittadino, può rivalersi sul giudice in sede civile.
La rivalsa può essere intrapresa per dolo (quando il giudice ha volontariamente danneggiato il cittadino) o per colpa grave (quando il giudice ha involontariamente danneggiato il cittadino interpretando in modo sbagliato la legge o la documentazione processuale).
C'è stato nell'87 un referendum in tal senso che è stato tradotto in legge.
Perchè esiste questo filtro e il cittadino può fare causa allo stato e non al giudice ?
Perchè il magistrato non è un idraulico che agisce in modo privatistico, il giudice nel suo lavoro opera in nome dello stato Italiano.
In questo suo lavoro rappresenta un interesse generale, quello dello stato, e quando sbaglia non solo commette un'ingiustizia ma lede la dignità dello stato, per cui lo stato stesso deve potersi rivalere su di lui.
Il magistrato non può subire denunce direttamente dal cittadino perchè deve poter giudicare "sine spe ac metu"(senza speranza e senza paura).
Senza speranza di poter trarre un vantaggio dal proprio giudizio e senza paura di poterne ricevere un danno perchè il giudicato può essere un personaggio molto potente.
Questo è un principio fondamentale del nostro diritto e chi lo contraddice dimostra di non avere nessuna cultura giuridica o addirittura dimostra di volerlo volutamente abbattere per rendere la giustizia serva del potere.
Per quanto sopra considerato, ritengo il problema posto insussistente.
L'azione penale deve essere obbligatoria a tutela dei cittadini che subiscono un ingiustizia e la responsabilità dei giudici è già normata in maniera ottima.
At salut.