Dal sito INPS, a me sembra si possa fare....
"Sono un lavoratore dipendente di un’azienda privata. L’intenzione, nel prossimo futuro, è quella di svolgere alcune consulenze in materia ambientale (materia nella quale ho conseguito una laurea). Devo aprire una partita Iva o posso considerare tale attività nell’ambito del lavoro autonomo occasionale? In tale secondo caso, quali spese posso eventualmente portare in deduzione dal reddito? … Per poter dare una risposta al quesito occorre avere riguardo alle concrete modalità con le quali le prestazioni di servizio (denominate “consulenze”) saranno svolte. È opportuno premettere come la legge non individui alcun limite di reddito, o di durata della prestazione, oltre il quale l’attività svolta esca dall’ambito del lavoro autonomo occasionale e diventi “abituale”, entrando così nel campo di applicazione dell'IVA. In linea generale, per ricadere nell’ambito del lavoro autonomo occasionale deve trattarsi di un rapporto il cui interesse delle parti si esaurisce al raggiungimento del risultato stabilito. È esclusa l'occasionalità, pertanto, quando il rapporto sia caratterizzato da un interesse durevole del prestatore d’opera o del committente, rispettivamente, a svolgere o ricevere nel tempo una o più prestazioni (ancorché non periodiche). Il soggetto prestatore sarà tenuto, pertanto, all’apertura di una partita Iva qualora intenda svolgere tale attività con professionalità, sistematicità e in via abituale; tale adempimento non sarà, di contro, necessario qualora le consulenze saranno erogate in via estemporanea. Ora, ipotizzando che le consulenze mantengano il carattere dell’occasionalità e che vi sia “indipendenza” giuridica del prestatore dal committente, i compensi erogati da quest’ultimo genereranno redditi di l.a.o. che, ai sensi degli artt. 67, comma 1, lett. l) e 71, comma 2 del Tuir, sono considerati redditi diversi."