Applicazioni per Riduttori

AnnaK

Utente poco attivo
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Salve, sono una studentessa di Ing. Meccanica triennale, sono alle prese con la progettazione di un riduttore ad ingranaggi elicoidali monostadio ad assi paralleli. I miei dati di partenza sono i seguenti:
Potenza in uscita di 30 kW
Velocità di rotazione in ingresso di 710 rpm
Rapporto di trasmissione 5
Ho visto che su questo forum ci sono molte discussioni sui riduttori molti utili per la progettazione, però mi chiedevo se qualcuno saprebbe orientarmi su una possibile applicazione di un riduttore con dati simili ai miei, in particolare quale tipo di macchina utilizzatrice potrei accoppiargli in uscita? Da una ricerca online ho trovato solo informazioni generiche su possibili applicazioni, con riduttori ad ingranaggi elicoidali come il mio con range di variazione di potenza e velocità di rotazione però molto ampi, quali organi di sollevamento o macchine per la movimentazione come nastri trasportatori. Qualcuno saprebbe aiutarmi inquadrando il problema più nello specifico, con delle applicazioni verosimili adatte ad un riduttore del genere? Ringrazio anticipatamente chiunque mi possa dedicare attenzione.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
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Ciao. Le applicazioni sono infinite e quindi anche le macchine a valle del tuo riduttore possono essere di tutti i generi. Chiaramente un entrata a 710rpm diciamo che si abbina a un motore regolato da inverter a quel regime di rotazione, piuttosto che una da un primo riduttore.
Tutte le macchine del settore siderurgico, per tagliare, avvolgere, spingere, spianare, calandrare lamiera...fil di ferro ecc possono avere queste prestazioni.
Certamente, ci puoi collegare nastri trasportatori, cestelli rotanti di piccoli vagli, macchine tessili ecc. Trapani, formatrici, fresatrici, torni ecc. La tua domanda ha infinite risposte....quindi se devi per forza....prendi un utilizzatore che conosci e calcola le richieste.
 

AnnaK

Utente poco attivo
Professione: studente
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Grazie mille per la rapida risposta e per i diversi spunti che mi hai fornito. Non devo fare dei particolari calcoli ma solo progettare in funzione di un possibile uso, per esempio tenendone conto nella precisione delle tolleranze dimensionali e geometriche da adottare, se ho una forte necessità di garantire una buona rigidezza degli alberi e assicurare l'allineamento dei centri, se ci sono coefficienti di sicurezza o penalizzazioni da considerare per eventuali rischi in ambienti particolari ecc. Penso comunque di mettermi in un contesto di precisione e sicurezza medio.
 

TETRASTORE

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Ciao AnnaK, questa è una discussione partita da una richiesta analoga alla tua.
L'applicabilità di un riduttore ad assi paralleli costituito da una sola coppia di ingranaggi cilindrici (a dentatura elicoidale) è condizionata oltre che dalla velocità in uscita e dalla potenza, anche dalle varianti morfologiche.
Lo stesso riduttore con una configurazione pendolare troverà maggiori possibilità di utilizzo in nastri trasportatori e trasportatori a coclea per mangimi. Se avrà dei piedi, o flange, o staffe di fissaggio potrà soddisfare un maggior numero di applicazioni come ad esempio aeratori di superficie, viti di sollevamento acque reflue, pompe, ventilatori per fornaci per la produzione di laterizi, e tante altre.

Il dimensionamento dei riduttori industriali è previsto con un fattore di applicazione KA=1, successivamente, in fase di scelta, verrà applicato un fattore correttivo che tiene conto dei vari parametri che caratterizzano le varie applicazioni come puoi vedere nel documento allegato.

Per avere un'idea visiva delle applicazioni e delle soluzioni applicate, puoi consultare il sito di un produttore dove in:
Mercati e applicazioni
trovi le applicazioni e i riduttori normalmente utilizzati e in:
Prodotti e applicazioni
trovi alcune delle applicazioni dove potrebbe essere utilizzato un determinato riduttore, nel caso specifico puoi vedere la serie S che anche se con potenze inferiori a quella da te prevista e con un aspetto morfologico diverso, è comunque un riduttore ad assi paralleli normalmente chiamato anche monostadio.
 

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  • Fattore di applicazione.pdf
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AnnaK

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Buongiorno TRETRASTORE e grazie mille per la risposta e i numerosi spunti e materiale, lo guarderò con calma e in caso di ulteriori dubbi, non esiterò ad esplori sul forum. Buona giornata.
 

AnnaK

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Ciao AnnaK, questa è una discussione partita da una richiesta analoga alla tua.
L'applicabilità di un riduttore ad assi paralleli costituito da una sola coppia di ingranaggi cilindrici (a dentatura elicoidale) è condizionata oltre che dalla velocità in uscita e dalla potenza, anche dalle varianti morfologiche.
Lo stesso riduttore con una configurazione pendolare troverà maggiori possibilità di utilizzo in nastri trasportatori e trasportatori a coclea per mangimi. Se avrà dei piedi, o flange, o staffe di fissaggio potrà soddisfare un maggior numero di applicazioni come ad esempio aeratori di superficie, viti di sollevamento acque reflue, pompe, ventilatori per fornaci per la produzione di laterizi, e tante altre.

Il dimensionamento dei riduttori industriali è previsto con un fattore di applicazione KA=1, successivamente, in fase di scelta, verrà applicato un fattore correttivo che tiene conto dei vari parametri che caratterizzano le varie applicazioni come puoi vedere nel documento allegato.

Per avere un'idea visiva delle applicazioni e delle soluzioni applicate, puoi consultare il sito di un produttore dove in:
Mercati e applicazioni
trovi le applicazioni e i riduttori normalmente utilizzati e in:
Prodotti e applicazioni
trovi alcune delle applicazioni dove potrebbe essere utilizzato un determinato riduttore, nel caso specifico puoi vedere la serie S che anche se con potenze inferiori a quella da te prevista e con un aspetto morfologico diverso, è comunque un riduttore ad assi paralleli normalmente chiamato anche monostadio.
Buonasera TETRASTORE, ho visto con calma il materiale che mi hai indicato; per le applicazioni praticamente mi hai consigliato di trovarmi un riduttore simile al mio dal sito del produttore Bonfiglioli e andarmi a vedere le applicazioni che Bonfiglioli stesso consiglia. Grazie in primis per il consiglio, inoltre il motoriduttore monostadio della serie S prevede effettivamente come hai scritto tu potenze di poco inferiori. Inoltre io ho visto un riduttore pendolare della serie TA , precisamente TA50 o TA60 che prevede invece un intervallo di potenze che comprende proprio la mia di 30kW Serie TA : Bonfiglioli Dato che le coppie in gioco sono in ingresso circa 400 Nm e in uscita di 2017 Nm . Questo riduttore pendolare è effettivamente un riduttore monostadio ad assi paralleli? Riduttori si dicono pendolari se gli alberi che trasmettono il moto sono uno sopra l'altro in senso verticale ? Quindi il fatto che sia pendolare però influenza sicuramente le applicazioni. Io avevo pensato di realizzare il riduttore come ho visto fare anche ai miei colleghi di corso con assi posti l'uno accanto all'altro in senso orizzontale, e farci una carcassa rettangolare che racchiudesse i componenti e l'olio lubrificante. A lezione non si è parlato di tener conto di come il riduttore andasse poi collegato a monte e a valle e ho pensato che un riduttore con assi su un piano orizzontale potesse tranquillamente essere montato verticalmente, con gli opportuni metodi di fissaggio al motore e all'utilizzatore a seconda delle applicazioni. Forse mi sbaglio? Nel caso volessi realizzarlo pendolare il riduttore, essendo le mie ruote dentate tramite un primo dimensionamento di massima rispettivamente 65mm il diametro primitivo del pignone e 315 quello della ruota, cambia qualcosa nel disegno oltre la disposizione degli assi?
Allego il catalogo del Bonfiglioli del riduttore pendolare serie TA e le due tipologie della serie TA che ho scelto essendo più vicini alla mia applicazione.
A1.PNGA2.PNG
 

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  • product-catalogue_parallel-shaft-gearmotors---units_ta_uk-i-de-f_r00_0.pdf
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meccanicamg

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Ciao. I riduttori ad assi paralleli classici hanno gli alberi messi uno di fianco all'altro e ogni coppia di ruote ha un interasse diverso, crescente più aumentano gli stadi.
Un riduttore ad assi paralleli coassiale ha di per sé un interasse fisso per due coppie di ruote. Un riduttore ad assi paralleli può essere montato con sistema pendolare collegando un braccio di reazione. Rossi riduttori in fatti ha un uso un po' più moderno anche Nea definizione.
In realtà i riduttori della serie TA sono compatti come biscotti però tranquillamente si possono dimenticare.
Certamente che stai facendo un riduttore monostadio un po' ingombrante visto che hai un diametro di 315/65....4,8.
In realtà nessun costruttore consiglia l'applicazione di nulla. Semplicemente ti danno le prestazioni del riduttore.
Che poi alcuni riduttori per zuccherifici e minerario siano particolarmente robusti ecc....ma il resto è a discrezione di chi acquista.
In realtà i riduttori pendolari di largo consumo della Bonfiglioli sono anche la serie F.
I riduttori possono essere montati in tutti i modi nello spazio, chiaramente guarnizioni e tappi olio vanno messi giusti.
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TETRASTORE

Utente Senior
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Ciao AnnaK, ecco le risposte.

Questo riduttore pendolare è effettivamente un riduttore monostadio ad assi paralleli?
, anche se ha una forma un pò datata essendo una delle prime serie di riduttori costruita dalla Bonfiglioli ed utilizzata in passato prevalentemente per l'azionamento di nastri trasportatori per cave e miniere; la forma più attuale si è evoluta nella serie F evidenziata da @meccanicamg ma con due/tre/quattro stadi di riduzione.

Riduttori si dicono pendolari se gli alberi che trasmettono il moto sono uno sopra l'altro in senso verticale ?
No, si dicono pendolari i riduttori ad albero cavo che vengono montati sull'albero della macchina operatrice il quale fa anche da supporto ed hanno la necessità di un braccio di reazione o tenditore che ne contrasti la rotazione.
E' una soluzione che, dov'è possibile adottarla, semplifica il montaggio e determina un risparmio economico.

Quindi il fatto che sia pendolare però influenza sicuramente le applicazioni. Io avevo pensato di realizzare il riduttore come ho visto fare anche ai miei colleghi di corso con assi posti l'uno accanto all'altro in senso orizzontale, e farci una carcassa rettangolare che racchiudesse i componenti e l'olio lubrificante. A lezione non si è parlato di tener conto di come il riduttore andasse poi collegato a monte e a valle e ho pensato che un riduttore con assi su un piano orizzontale potesse tranquillamente essere montato verticalmente, con gli opportuni metodi di fissaggio al motore e all'utilizzatore a seconda delle applicazioni. Forse mi sbaglio?
No, non sbagli, è la rappresentazione più classica tuttora in uso; per questo puoi prendere spunto dalla serie ad assi paralleli RXP700 di STM Riduttori che ha una forma abbastanza attuale e dal cui catalogo puoi vedere il dimensionamento esterno della carcassa anche nella versione ad una sola riduzione e, tramite il configuratore online, scaricare il modello 3D.
Per il collegamento a monte e a valle puoi vedere le pagg. 16 e 19 del Corso base sulle trasmissioni di Potenza; in entrata al riduttore invece, può essere previsto anche il collegamento diretto tramite accoppiamento di un motore B5 (flangiato) ed una corrispondente flangia sul riduttore, ma nel tuo caso per non complicarti la vita mi limiterei ad un semplice collegamento con giunto.

Nel caso volessi realizzarlo pendolare il riduttore, essendo le mie ruote dentate tramite un primo dimensionamento di massima rispettivamente 65mm il diametro primitivo del pignone e 315 quello della ruota, cambia qualcosa nel disegno oltre la disposizione degli assi?
No, cambia solo la forma esterna della carcassa che avrebbe la necessità di un solo piano lavorato per il fissaggio del braccio di reazione. Penso però che in questo caso il docente ti potrebbe chiedere quale applicazione hai previsto con questo tipo di montaggio e l'unica che mi viene in mente con montaggio pendolare e con la velocità in uscita da te indicata è una vite di sollevamento delle acque reflue, in questo caso però l'accoppiamento fra motore e riduttore è diretto. Ci sarebbe da considerare anche la posizione corretta del livello del lubrificante in quanto il riduttore verrebbe montato inclinato.

Se vuoi vedere alcuni esempi di montaggio di vari riduttori (montaggio su base di appoggio, pendolare, con flangia, ecc.) li puoi trovare sempre nel Corso base delle trasmissioni di Potenza sopracitato da pag.167 a pag. 172.
Per farti un'idea dei tipi di fissaggio previsti nelle varie applicazioni li puoi vedere alle fiere di settore, oppure se ne vedono molti anche nei parchi divertimenti tipo Gardaland e Mirabilandia negli azionamenti delle varie attrazioni.
 

AnnaK

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In primis grazie mille meccanicamg e TETRASTORE per le risposte.
Allora per quanto riguarda il riduttore pendolare, ho capito che non è quello che ha richiesto il prof.
In quanto da quello che ho capito, presenta un braccio di reazione che dovrei dimensionare perché comunque fa parte del riduttore. Quindi ritorno sulla mia idea di riduttore ad assi paralleli standard.
Quindi dal catalogo Bonfiglioli l'unico riduttore che potrebbe far a caso mio è quello della serie S che TETRASTORE mi aveva già indicato Serie S : Bonfiglioli nonostante la potenza max è di 11,6kW e la coppia max è 220Nm (la mia coppia in uscita è di 2017Nm)
Inoltre io avevo trovato come possibile applicazione questa macchina tessile industriale dato che le velocità in gioco T.N.2E/M - T.N.3E/M - T.N.4E/M - T.N.5E/M ( ), sono in un'intervallo che comprende anche la mia di 142 rpm, anche se le potenze sono anche qui inferiori, ossia di 10 kW . Però pensando in entrambi i casi (macchine alimentari e tessili) di voler utilizzare le stesse applicazioni però su scala leggermente maggiore, necessitando quindi di una potenza maggiore di 30 kW che a parità di giri al min mi produce una coppia anche maggiore, potrebbero andar bene entrambe le applicazioni anche per il mio riduttore, cioè sarebbero verosimili?
 
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meccanicamg

Utente Senior
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Visto che le applicazioni soprattutto scolastiche necessitano di imparare i fondamenti dei riduttori, ti consiglio di guardare i riduttori ELLI che sono praticamente quelli che si facevano 30 anni fa.
Il link al monostadio.
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Troverai le dimensioni principali, le caratteristiche di potenza/giri e della potenza termica. Inoltre se guarderai molto bene sul sito, troverai anche come si calcola potenza termica e altre cose che sono complementari.
Dai vari schemi è possibile capire anche come sono costruiti all'interno.
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Per quanto riguarda le applicazioni, è interessante quanto si faticoso immaginare una macchina e capire quanto gli serve di potenza.

Io ti consiglio qualcosa di più "meccanico" semplice. Per esempio un bel pinch-roll che non è nient'altro che una coppia di rulli controrotanti metallici o gommati, che vengono chiusi con in mezzo un nastro di lamiera per trascinarlo in un impianto di processo.
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Ne abbiamo parlato più volte in generale qui.
Il processo è abbastanza semplice da calcolare e da determinare, senza avere bisogno di andare a finire su siti specifici, costruttori specifici,....dove mancano informazioni vere da poter calcolare.
Le formule di calcolo le trovi qui, dove abbiam parlato di come si calcola questa macchina.

Direi che inserendo qualche numero plausibile, si può ottenere il tuo riduttore.
Invito voi studenti, a prendere quello che si può calcolare e calcolarlo. Normalmente in tecnologia meccanica fate i processi di taglio, di deformazione ecc...prendete ispirazione per dimensionare le macchine che fanno questi processi. Senza nulla togliere alla macchina tessile, ma come fareste a calcolare gli attriti dei veri organi, le navette che traslano, gli aghi che salgono ecc?

PINCHROLL:
- velocità può essere tra 100 e 300 m/min
- diametro del rullo può essere tra 200 e 400 mm
- tiro specifico può essere tra 2 e 5 MPa
- i nastri di lamiera possono andare da spessori qualsiasi da 0.1 a 16 mm con larghezza da 300 a 2500 mm (poi ci può anche essere lamiera da 30mm e larga 3000 mm ma non andiamo là in quel gigante)

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Ci infili anche i rendimenti se vuoi fare una cosa completa, e sicuramente dedicherai un'oretta a fare i conti e capirai un aspetto della meccanica, dove potrai unire la teoria che ti hanno insegnato (attriti, slittamento, deformazione ruote ecc) con un processo di tecnologia meccanica e potrai dire che l'hai dimensionata tu la macchina.

Non serve per forza dimensionare cose intergalattiche....ricordiamoci che gli oggetti quotidiani e/o molto diffusi non sono quelli complicati.
 

meccanicamg

Utente Senior
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In primis grazie mille meccanicamg e TETRASTORE per le risposte.
Allora per quanto riguarda il riduttore pendolare, ho capito che non è quello che ha richiesto il prof.
In quanto da quello che ho capito, presenta un braccio di reazione che dovrei dimensionare perché comunque fa parte del riduttore. Quindi ritorno sulla mia idea di riduttore ad assi paralleli standard.
Quindi dal catalogo Bonfiglioli l'unico riduttore che potrebbe far a caso mio è quello della serie S che TETRASTORE mi aveva già indicato Serie S : Bonfiglioli nonostante la potenza max è di 11,6kW e la coppia max è 220Nm (la mia coppia in uscita è di 2017Nm)
Inoltre io avevo trovato come possibile applicazione questa macchina tessile industriale dato che le velocità in gioco T.N.2E/M - T.N.3E/M - T.N.4E/M - T.N.5E/M ( ), sono in un'intervallo che comprende anche la mia di 142 rpm, anche se le potenze sono anche qui inferiori, ossia di 10 kW . Però pensando in entrambi i casi (macchine alimentari e tessili) di voler utilizzare le stesse applicazioni però su scala leggermente maggiore, necessitando quindi di una potenza maggiore di 30 kW che a parità di giri al min mi produce una coppia anche maggiore, potrebbero andar bene entrambe le applicazioni anche per il mio riduttore, cioè sarebbero verosimili?
Se trovo un riduttore che porta più della coppia che serve a te è normale e il rapporto tra coppia riduttore nominale e coppia che ti serve fa il fattore di servizio....che di solito è bene che sia superiore ad 1. Poi contestualmente dovrai fare la verifica termica e spesso serve una cassa grande o delle ventole per dissipare il calore.
Sinceramente per quanto riguarda riduttori Bonfiglioli stai guardando piccoli riduttori (serie TA, serie S...C....F....) ma non stai guardando gli HDP che sono i veri riduttori per l'industria medio/pesante ad assi paralleli. Tanto vale che guardi i riduttori Elli oppure i riduttori Rossi serie G.
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Poi devi capire se il motore lo vuoi attaccare flangiato oppure con giunto e piedini....30kW non è un motore piccolo.

Una nota generale: certamente che usare un motore 8 poli non è la scelta giusta per avere un motore con altezza d'asse piccola....di contro la potenza termica potrebbe risentirne meno girando adagio, ma se ci metto una ventola mica tanto. L'ideale comunque sarebbe usare un motore 4 poli da 1460rpm e un riduttore con i=10 e comunque non è il rapporto di trasmissione ma di riduzione (uno è l'inverso dell'altro).
 

AnnaK

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Grazie davvero meccanicamg per gli spunti che mi hai dato, al momento voglio dare priorità al dimensionamento del riduttore, e a fare le scelte necessarie per quello, poi però credo che alla fine farò un piccolo conto con una macchina utilizzatrice che già conosco per togliermi qualsiasi dubbio sulla coerenza dell'applicazione.
A proposito del dimensionamento del riduttore, avrei una domanda che mi assilla. Ho guardato in rete, sul libro consigliatomi per gli ingranaggi, Giovanozzi vol II, e sul manuale Bonfiglioli, ma non trovo formule congruenti tra loro e la cosa mi ha portato in confusione. Illustro ora il problema. Essendo il mio ingranaggio a dentatura elicoidale, ho utilizzato per il calcolo del modulo la formula di Lewis, che ho preso dal Giovannozzi vol II, valevole per i denti dritti
Lewis.PNG
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e mi calcolo il modulo trasversale. Il giovanozzi dice però che si può usare anche per ruote a dentatura elicoidale, per una serie di mootivazioni che spiega e mi sono sembrate plausibili.
In quel caso per passare dal modulo trasversale al normale si usa la formula sopra, dice sempre il Giovannozzi.
Ma z al denominatore quale dovrei considerare? Quello ideale se la ruota avesse denti dritti o quello più piccolo, z_elicoidale derivante dalla formula sotto?numero min di denti.PNG
Io ho pensato di usare sempre z che calcolo con la formula dei denti dritti, dato che lo utilizzo nella formula di Lewis che Giovanozzi ha scritto valevole per denti dritti e poi mi calcolo il modulo normale moltiplicando per cos(angolo d'elica).
Sbaglio?
Inoltre il modulo trasversale lo uso per calcolare il diametro primitivo della ruota e il modulo normale per calcolare addendum e dedendum?
Inoltre ho confrontato la mia formula con quella che in altre discussioni hai postato su questo forum, che riposto per chiederti delle precisazioni.
lewiss.PNG
dove il tuo Ylw sarebbe nella mia formula il Klw che chiami tu. Solo la z al denominatore è il numero di denti della ruota a denti elicoidale giusto, data dal prodotto di z ideale a denti dritti per cos(beta) al cubo? Quel cos(beta) non deriva dal passaggio dal modulo trasversale al normale perché altrimenti non mi trovo, forse sta proprio nella mancanza di cos(beta) al numeratore sotto radice la semplificazione che fa il Giovannozzi?
Scusa se sono stata troppo prolissa, spero di essermi spiegata bene.
 

meccanicamg

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Z è il numero di denti, dritti o elicoidale.
Zv è il numero di denti virtuale, che solo per i denti dritti equivale a Z. Per l'elicoidale si approssima con Z/cos³Angoloelica. Beta è l'inclinazione dell'elica.
Purtroppo ogni libro ha delle leggere divergenze o errori di stampa o confusioni tra le varie grandezze.

In realtà, il dimensionamento, cioè la ricerca del modulo, può essere fatta anche a caso. Solo la verifica deve essere fatta con formule adeguate e possibilmente normate.

Infatti nella mia formula c'è chiaramente il calcolo del modulo normale, che è il modulo di scelta del creatore a norme. Come vedi c'è il moltiplicatore di coseno di beta che per denti dritti vale 1....se fosse elicoidale sarebbe minore di 1.

Sempre nella mia formula si fa riferimento a Z cioè al numero di denti che conti con le dita.

Solo il coefficiente di Lewiss lo leggi considerando Z per denti dritti e Zv per elicoidali.

Ti allego una dispensa con i passaggi per arrivare alla formula.

Il modulo trasversale lo usi per la geometria dell'elicoidale.
Screenshot_20210813_180208~2.jpg
 

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  • Ruote_a_denti_elicoidalidocx.pdf
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AnnaK

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Buongiorno meccanicamg, grazie per la dispensa e le spiegazioni, ora ho capito meglio. Ci sono praticamente diverse formule per il calcolo del modulo, non conoscevo quella di Reuleaux, che avevo anche trovato altrove ma pensavo erroneamente fosse sempre quella di Lewis, scritta in modo diverso. Cmq usando la formula di Lewis a denti elicoidali, questa necessita del cos(beta) sotto radice cubica e il numero di denti al denominatore dovrò usare quello "reale" per denti elicoidali, che nel caso di un dimensionamento, è in primo tentativo il numero minimo di denti elicoidali della ruota. L'accortezza però, se si usa Lewis, è che nell'individuare il coefficiente di Lewis Y si dovrà utilizzare non Z ma Zid, che si ricava dalla formula presente anche nella dispensa ossia la seguente:
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ma in questa formula Z sarà il numero dei denti della ruota come se avesse i denti dritti, perchè altrimenti se fosse z min elicoidale avremo di nuovo l'uguaglianza Zid=Z dato che vale la formula:1628928911147.png
Giusto? Cmq in tutto questo, alla fine cambia veramente di poco e giustamente come mi hai fatto notare tu, ciò che conta, al di là di quale formula si usa nel dimensionamento, è che si trovi la verifica finale.
Grazie mille per le dritte!
 

meccanicamg

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Esattamente come hai scritto nell'ultimo post.
Se hai bisogno altro, io son qui.
Mi piace che ti stai interessando a queste cose. Non mollare ?
 

carlo23

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Salve meccanicamg sono ancora carlo23 avevamo fatto una discussione sul dimensionamento dei riduttori ad ingranaggi e avevamo concluso il discorso che vanno solamente scelti al catalogo perché sono elementi già presenti nel commercio, io leggendo la discussione di AnnaK non ho capito allora perché qui tu hai detto che si potrebbe scegliere il modulo a caso ed eventualmente verificarlo a resistenza. La mia domanda allora e questa, ma la verifica del riduttore ad ingranaggi va fatta cmq la verifica di resistenza o oppure no perché è già stata verificata essendo già tutto il motore elettrico compresa la scatola ingranaggi già progettata? Anche perché poi credo che la verifica oltre al materiale dovrebbe essere fatta anche per la durata di servizio che non è uguale per tutti i tipi di applicazione quindi la resistenza a fatica dovrebbe cambiare e se non sbaglio anche se fosse commerciale allora , la ruota o pignone ingranaggio dovrebbe essere verificata a resistenza anche se e commerciale? Perdona la mia insistenza ma continuo ad avere il dubbio della discussione di prima e anche leggendo quella di Annak
 
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meccanicamg

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Dimentica tutto. Ripartiamo da zero.

Se devi usare su un tuo progetto un riduttore già pronto dal commercio (Bonfiglioli, Rossi, Motovario, Trasmital, GSM, STM ecc) devi fare la selezione dal loro catalogo come entità ignota internamente ma che sia in grado di garantire la coppia in uscita da te richiesta, rapporto vicino al desiderato e che termicamente sia in grado di non superare la temperatura di 60/65 gradi centigradi. Verrà stabilito il fattore di servizio come rapporto tra coppia erogabile dal riduttore diviso quella che serve all'applicazione.

Se devi invece usare un ingranaggio con una cremagliera, oppure due ingranaggi e li prendi da un catalogo (Chiaravalli, sit, KHK Gear, Misumi) devi per forza verificare che sia in grado di sopportare il carico, perché se li scegli a caso è facile che i denti si rompano perché troppo piccoli per tenere il carico oppure troppo sovradimensionati e quindi ingombranti. La verifica la si fa di solito verificando la forza tangenziale a catalogo ammissibile rispetto a quella che serve alla tua applicazione. Dove non ci sono dati occorre sapere il materiale/o trattamento e quindi fare i calcoli secondo normativa.

Non c'è altro da dire o pensare.
 

carlo23

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allora la mia domanda continua ad essere questa, se oltre alla scelta del motoriduttore fuori dalla scatola del riduttore si possono applicare ulteriori ingranaggi? di solito nei nastri trasportatori sono applicate ingranaggi a catena o raramente cinghie ma mai ruote dentate, da quello che ho visto negli esplosi di macchine industriali ho riscontrato che sono rare le applicazioni di coppie di ingranaggi ulteriormente applicati al motoriduttore agli stessi....
 

carlo23

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e poi non esisterebbe un vincolo che limita sulla scelta se inserire un motoriduttore o una semplice trasmissione a ruote dentate? perchè in teoria dovrebbe bastare solo il motoriduttore se si tratta di mettere ingranaggi, quindi nella progettazione di macchine non vedo allora il motivo di dimensionare le ruote o calcolare il modulo a resistenza ed eventualmente sceglierlo a catalogo, poiché e spesso preferibile la scelta al catalogo del motoriduttore anziché l'impiego di coppie di ruote dentate.
 

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