utilizzi il nome file = codice parte?

claudio71

Utente Junior
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#1
Ciao, in azienda stiamo rivedendo la codifica aziendale.
Mi chiedevo: voi utilizzate il nome del file di parte e degli assiemi corrispondente al codice particolare che uscirà sulla messa in tavola o lo gestite diversamente?

un saluto
 

cacciatorino

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#2
Ciao, in azienda stiamo rivedendo la codifica aziendale.
Mi chiedevo: voi utilizzate il nome del file di parte e degli assiemi corrispondente al codice particolare che uscirà sulla messa in tavola o lo gestite diversamente?

un saluto
nome file = codice per le parti a disegno

nome file = qualcosa di facile da ricordare per i commerciali (Es: TCEI-M8x40) e il codice lo metto nelle proprieta' della parte.
 
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#3
nome file = n° tavola disegno= parte del codice commerciale
in alcune aziende vengono aggiunti dei prefissi o dei suffissi per identificare meglio il centro di costo
 
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#5
Per le parti vale assolutamente la regola: nome_file=codice_particolare.
Ti agevolerà anche nella gestione di distinta, esplosi, ecc. Unica variante: dopo il nome del file segue il segno _ e il numero della versione. Per la prima versione il numero è zero (es: xxxxx_0). per la prima modifica il numero è uno (es: xxxx_1) e così via. Questo perchè è utile mentre progetti archiaviare tutta la storia del particolare, salvando le varie modifiche, questo indipendentemente dal fatto che il codice tenga conto o meno dell'indice di modifica.
Tutto questo vale anche per gli assiemi, quando l'assieme a cad corrisponde di fatto ad un sottogruppo della distinta base. A volte, per praticità, puoi avere la necessità di costruire degli assiemi cad che non corrispondono a dei sottogruppi di distinta, e quindi in questi casi puoi usare dei nomi di fantasia.
Per nomi di fantasia non intendo "pluto" o "pippo" (col passare del tempo non ti ricorderai più cosa racchiudevano) ma un nome descrittivo di ciò che hai creato (es: Assieme_pannellocomandi_manopola).
Per quanto rigurada la codifica, ti consiglio di adottare un sistama di codifica "parlante", ma questa potrebbe essere un'altra discussione.
 

re_solidworks

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#7
Se ti interessa puoi anche compilare la proprietà personalizzata del codice automaticamente come il nome del file, basta aggiungere la proprietà ai dot che utilizzi per parti e assiemi.
 
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#8
Se ti interessa puoi anche compilare la proprietà personalizzata del codice automaticamente come il nome del file, basta aggiungere la proprietà ai dot che utilizzi per parti e assiemi.
Giustissimo! Credo però che la corrispondenza dei codici non debba limitarsi alla coppia parte-tavola, ma debba interessare il trio parte-tavola-distinta base.
 

denisproject

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#9
Ciao, (è la prima volta che scrivo); quando usavo sw utilizzavo un codice composto da due gruppi di cifre dove il primo gruppo a 4 cifre indicava il numero progressivo di parte o assieme ed il secondo gruppo indicava la commessa di riferimento.
Il primo gruppo inoltre aveva l'estensione "A" quando si trattava di un assieme.

Per esempio:
0001-0005 è riferito ad un file di parte della commessa 0005
001A-0005 è riferito ad un assieme della commessa 0005

Utilizzando questa codifica è possibile arrivare a 9999 parti e 999 assiemi per la stessa commessa.

Con questo sistema e utilizzando le proprietà personalizate all'interno delle parti si riesce a gestire in maniera snella l'emissione e la modifica di tavole tecniche.
Le proprietà personalizzate possono essere visualizzate direttamente all'interno dei cartigli delle tavole.


Quando (spero presto) riinizierò ad utilizzare SW penso adotterò lo stesso sistema.

Spero di essere stato di aiuto.

Ciao
 

maxopus

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#10
Io lavoro con un sistema simile a quello indicato da denis ... ma invertito.

Il primo gruppo di cifre indica il progetto, il secondo gruppo indica la parte/assieme.
In genere aggiungo a questo una breve descrizione che mi faccia capire intuitivamenete di cosa si tratta.
I codici nella messa in tavola vengono estratti dal nome file con un funzione specifica che estrae solo una parte predeterminata del nome file stesso..

Qualche altra volta bisogna adeguarsi alle regole di codifica del cliente ... che per noi diventano un parametro aggiuntivo.
Non si può rischiare che nell'archivio due file abbiano lo stesso nome .... sarebbe un mezzo casino da gestire.
 

Marco74

Utente Senior
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#11
0000-1CX2 Prima parte del codice (solo numerico) codice cliente - seconda parte (alfanumerico) codice della parte.
 

qui

Utente Junior
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#12
Ciao a tutti.
Vi illustro come ho pensato di utilizzare la codifica dei disegni.
Ho utilizzato un codice a 11 caratteri:
1234 A 56 78 9 0
Nel dettaglio:
-1234 mi indica la commessa
-A mi indica la tipologia: (A=assieme "sfuso" B=assieme saldato C=parte D=parte da commercio, cioè senza nessuna lavorazione in officina)
-56 indica il progressivo dell'assime (partendo da 01)
-78 indica il progressivo della parte
-9 indica la presenza di eventuali configurazioni: di default è 0 se non ce ne sono... se no è _ se sono presenti
-0 è la revisione.

esempio:
-1172A020000 (assieme contenente parti sfuse)
--1172B030000 (assieme saldato)
---1172C03010 Parte in configurazione 1
---1172C03020 Parte in configurazione 2
--1172A020100 Parte, ma svincolata dall'assieme saldato

Il tutto viene inserito nel cartiglio della messa in tavola. Per far questo ho deciso di utilizzare solamente le proprietà personalizzate, ripetendo campi tipo "file name" e autore

Stefano
 

re_solidworks

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#13
Mah, la codifica è una scelta molto soggettiva e a me piacciono le codifiche parlanti, ma questa parla più della signora Italia dalla parrucchiera!
A parte gli scherzi, secondo me ti sei messo troppi paletti, cioè dalla codifica tu andresti a mettere in una parte il progressivo dell'assieme che la contiene? Se è così e questa parte la riutilizzi altrove cosa scrivi? Fai due parti identiche con codici diversi?
 

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Utente Junior
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#14
Mah, la codifica è una scelta molto soggettiva e a me piacciono le codifiche parlanti, ma questa parla più della signora Italia dalla parrucchiera!
A parte gli scherzi, secondo me ti sei messo troppi paletti, cioè dalla codifica tu andresti a mettere in una parte il progressivo dell'assieme che la contiene? Se è così e questa parte la riutilizzi altrove cosa scrivi? Fai due parti identiche con codici diversi?
Infatti su questo posso darti ragione. Questo però mi permette di risalire a colpo d'occhio all'assieme padre.
Lavorando poi su commessa, in una ditta che realizza tubazioni industriali e relativi supporti, è altamente improbabile che io vada ad utilizzare piu volte la stessa parte.
Per gli elementi standard da commercio, invece ho provveduto a creare una libreria a se stante, direttamente riconoscibile perchè il codice inizia con una lettera.

Stefano
 
Professione: Consulenza e Progettazione
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Regione: Veneto
#15
Mah, la codifica è una scelta molto soggettiva e a me piacciono le codifiche parlanti, ma questa parla più della signora Italia dalla parrucchiera! ...
Concordo perfettamente. Ricevere informazioni da un codice è positivo -per non dire indispensabile-, fermo restando che SOLO le informazioni necessarie devono essere evidenziate e raccolte nel codice. Includere informazioni non necessarie che non portano nessun beneficio si traduce in uno spreco di attenzioni e di tempo. Possono condurre più facilmente in errori, e in ogni caso costituiscono un "costo" ingiustificato.
Risalire all'assieme padre è un informazione necessaria? (lascio ovviamente all'interessato la risposta. Non conosco il prodotto in questione). Per esempio, non potrebbe essere più indicativo sapere di un determinato articolo in quale parte del prodotto è impiegato? Ammesso ovviamente che il prodotto possa essere suddiviso idealmente in gruppi (esempio: se il prodotto fosse un'auto, potremmo parlare del gruppo motore, del gruppo telaio, ecc. Se poi il prodotto fosse complesso potremmo dividere anche i gruppi in sottogruppi).
Per concludere, la filosofia di fondo deve tener conto della distinta base più che delle "cartelle" del progettista. Il documento di identità di un prodotto è la D.B. e il progetto CAD ne è la fotografia.
 

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Utente Junior
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#16
Concordo perfettamente. Ricevere informazioni da un codice è positivo -per non dire indispensabile-, fermo restando che SOLO le informazioni necessarie devono essere evidenziate e raccolte nel codice. Includere informazioni non necessarie che non portano nessun beneficio si traduce in uno spreco di attenzioni e di tempo. Possono condurre più facilmente in errori, e in ogni caso costituiscono un "costo" ingiustificato.
Risalire all'assieme padre è un informazione necessaria? (lascio ovviamente all'interessato la risposta. Non conosco il prodotto in questione). Per esempio, non potrebbe essere più indicativo sapere di un determinato articolo in quale parte del prodotto è impiegato? Ammesso ovviamente che il prodotto possa essere suddiviso idealmente in gruppi (esempio: se il prodotto fosse un'auto, potremmo parlare del gruppo motore, del gruppo telaio, ecc. Se poi il prodotto fosse complesso potremmo dividere anche i gruppi in sottogruppi).
Per concludere, la filosofia di fondo deve tener conto della distinta base più che delle "cartelle" del progettista. Il documento di identità di un prodotto è la D.B. e il progetto CAD ne è la fotografia.
In pratica mi occupo della realizzazione di vari stralci di impianti di depurazione. In u.t. abbiamo deciso di dividere la commessa in ogni "stralcio" che può essere spostato in maniera a se'stante, e numerarlo come assieme progressivo, che viene messo in una cartella a se stante. così ogni commessa ha una serie di cartelle al suo interno, il cui nome coincide con l'assieme principale.
 

denisproject

Utente poco attivo
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Regione: Friuli
#18
Ciao,
io nella codifica del disegno non ho inserito il numero di revisone.
In tutti i progetti che ho seguito gli assiemi e le parti erano all'ultima revisione disponibile; le revisioni precedenti venivano memorizzate "facendo un' istantanea" della tavola della parte o dell'assieme in formato pdf ed in formato dwg.
Emettevo anche il formato dwg nel caso in cui ci fosse il bisogno di misure aggiuntive o verifiche particolari impossibili nel file pdf.

La ditta in cui lavoravo aveva anche acquistato un database che gestiva SW e tutti i suoi documenti con date e revisioni, ma un po' per mancanza di tempo,( lavoravo anche 11 ore/gg), un po' per "paura" di perdere il controllo diretto dei documenti non ho mai fatto ne l'installazione ne il corso di utilizzo.

Riguardo al codice parlante, dal mio "personale" punto di vista trovo efficace l'aggiunta di un carattere o di un gruppo di caratteri sulla codifica della parte/assieme indicante il sottogruppo di appartenenza del particolare in oggetto.
Per esempio la parte 0012-0020 se è parte dell'impianto idraulico diventa 0012I-0020, se invece è parte dell'impianto elettrico diventa 0012E-0020 e così via dando spazio alle varie esigenze ed alla fantasia.

Naturalmente a seconda delle esigenze le 8 cifre di base (9 se si considera il trattino) possono essere aumentate o diminuite. Una volta fatta la scelta però dovrebbe essere mantenuta costante per facilitare l'interazione delle distinte SW con i vari gestionali disponibili sul mercato.

Nell'intento di essere utile spero di non essere stato troppo prolisso.
 

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Utente Junior
Professione: progettista
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Regione: veneto
#19
e in tutto questo come sviluppate la distinta base?
Dipende dalla complessità della commessa:
Se è possibile evadere il materiale in un'unica volta, viene evasa la distinta di tutta la commessa, con una sttuttura annidiata o meno, a seconda delle esigenze: Se si tratta di una verifica della disponibiltà di materiale a magazzino faccio solo la distinta delle parti, altrimenti faccio la distinta annidiata dei singoli assiemi.
La distinta è comunque piuttosto dettagliata: oltre al codice disegno è presente la descrizione, il materiale, una o piu misure indicative, e il codice del gestionale che viene utilizzato dagli acquisti.