tipo di studio??

Wolverine

Utente Junior
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#1
Ciao a tutti!
Ho installato solidworks, devo fare una verifica a fatica, il problema è che dove
bisogna definire il tipo di studio c'è solo STATICO, mentre ho visto sulla guida che si può effettuare anche la scelta FATICA, ma non mi compare tra le opzioni, come fare?

Grazie!!ciaoo!!
 

re_solidworks

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#2
Devi installare una licenza solidworks simulation simulation. Il simulation compreso in solidworks premium tratta solo la statica.
 

Matteo

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#3
Un dimensionamento a fatica lo fai anche con una semplice analisi statica conoscendo le proprietà del materiale e calcolando Sigma di VonMises e Sigma principali ;)
 
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#4
Un dimensionamento a fatica lo fai anche con una semplice analisi statica conoscendo le proprietà del materiale e calcolando Sigma di VonMises e Sigma principali ;)
infinitamente d'accordo.
Non mi sono mai trovato con le analisi a fatica dei FEM, soprattutto nella compattazione dei carichi (ad esempio rainflow) in caso di missioni cicliche
 

Wolverine

Utente Junior
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#6
Un dimensionamento a fatica lo fai anche con una semplice analisi statica conoscendo le proprietà del materiale e calcolando Sigma di VonMises e Sigma principali ;)
Mi potresti dire gentilmente, in linea generale, come dovrei procedere, note queste informazioni?

Grazie!Ciao!
 

Matteo

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#7
Mi potresti dire gentilmente, in linea generale, come dovrei procedere, note queste informazioni?

Grazie!Ciao!
In estrema sintesi: un buon parametro (senza pretese di essere l'unico) per la stima del rischio di rottura a fatica è lo sforzo massimo principale, confrontato con la caratterizzazione del materiale e lo stato di sforzo complessivo. Difficile esprimere tutto in poche righe, ma trovi molte cose utili qui:

Introduzione
http://it.wikipedia.org/wiki/Tensione_interna
http://it.wikipedia.org/wiki/Continuo_di_Cauchy
http://it.wikipedia.org/wiki/Cerchio_di_Mohr

Fatica
http://it.wikipedia.org/wiki/Cedimento_a_fatica_dei_metalli
http://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_W%C3%B6hler
http://it.wikipedia.org/wiki/Cedimento_a_fatica_dei_metalli
http://www.gruppofrattura.it/

PS: Salvo rarissimi casi in cui si tenta una soluzione "brutale" tendendo al "microscopico", l'approccio dei software di calcolo al problema della fatica ricalca le considerazioni probabilistiche di Wohler e le considerazioni di Miner sulla frattura.
 
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#8
In estrema sintesi: un buon parametro (senza pretese di essere l'unico) per la stima del rischio di rottura a fatica è lo sforzo massimo principale, confrontato con la caratterizzazione del materiale e lo stato di sforzo complessivo. Difficile esprimere tutto in poche righe, ma trovi molte cose utili qui:
mmmhh...
perché l'analisi del principale? Non ti basta von Mises, senza scomodare Mohr? Credo che la situazione sia più semplice da manipolare mentalmente se ci si fida di von Mises e si pensa che sia quella l'unica sigma da tener in conto...tanto alla fine un acciaio, nella stragrande maggioranza dei casi, cede sempre sotto tau massima, ti pare?

Per quanto riguarda la fatica...non è un conto da fare dopo aver studiato un po' su wikipedia, è vero che la laurea in ingegneria è solo "un pezzo di carta", ma ora non esageriamo.
Tentarla per via FEM, dopo aver leggiucchiato wikipedia è ancora più pericoloso...
Mi potresti dire gentilmente, in linea generale, come dovrei procedere, note queste informazioni?
In linea di massima, un buon approccio dovrebbe partire dalle seguenti considerazioni:

- la rottura per fatica del pezzo quanto incide sulla macchina?
- il materiale ammette un limite di fatica?
- le tensioni rischiano di comportare una frattura oligociclica?
- ispezioni programmate possono evitare una frattura non oligociclica?
- che margine statistico ho, considerando la curva di Wohler
- ci possono essere fenomeni di allenamento o di contro allenamento?

tutto ciò, possibilmente, prima di prendere in mano la calcolatrice ed iniziare a sparare cifre alla "Ingegner Cane".
 

cacciatorino

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#9
Non so niente di analisi a fatica con elementi finiti, ma mi sembra di aver visto che esiste un tipo di modellazione, che in Code-Aster di chiama X-Fem, la quale simula la propagazione delle cricche nel corpo sotto carico. Forse l'autore della discussione si rferiva a questo tipo di modellazione.
 

Wolverine

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#10
Innanzitutto ringrazio tutti voi per le risposte!
Il mio problema è questo.
Immaginiamo per es. di avere un certo pezzo meccanico in acciaio,sottoposto ad un certo carico, immaginiamo con ciclo dallo zero.
Allora l'approccio che ho pensato è il seguente.
Valuto la tensione di Von mises nel punto più sollecitato.
Valuto l'ampiezza DELTASIGMA=sigma von mises - 0 ,visto che la tensione è nulla nel momento in cui il pezzo è scarico e confronto poi questo DELTA con il DELTA AMMISSIBILE di progetto.
Vorrei sapere se è questo il criterio che si effettua o meno, quindi se i DELTASIGMA li devo valutare sulla base delle tensioni di von mises, oppure bisogna valutarli con altri criteri?

Grazie!Ciaoo!!
 

Matteo

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#11
mmmhh...
perché l'analisi del principale? Non ti basta von Mises, senza scomodare Mohr? Credo che la situazione sia più semplice da manipolare mentalmente se ci si fida di von Mises e si pensa che sia quella l'unica sigma da tener in conto...tanto alla fine un acciaio, nella stragrande maggioranza dei casi, cede sempre sotto tau massima, ti pare?
La sigma max prin mi serve (con riferimento a un oggetto complesso analizzato tramite FEM) per distinguere stati di compressione da stati di trazione (molto più pericolosi nell'ottica della propagazione della cricca).

PS: Cosa c'entra questo thread con SWX?