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Sollecitazione Viti flangia riduttore

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Utente Standard
Professione: Progettazione Meccanica
Software: Solidworks / Cosmos / Floworks
Regione: Lombardia
#1
Ciao

Mi trovo in questa situazione:

Devo calcolare delle viti di attacco tra riduttore e flangia di attacco.
Il sistema è tutto custom, ossia tutto da dimansionare.

Diciamo che:
La coppia in uscita dal riduttore è "MT"
La flangia di connessione ha "N" viti ad un interasse "C".

E' giusto fare T=MT/(4*(0.5*C)) per calcolare il taglio su ogni vite???
Ossia, è giusto considerare che tutta la coppia in uscita si scarica sulle viti come taglio?

Grazie
 
Professione: Laureato ing. meccanica
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#2
Sei sicuro che lavorino a taglio...? Solitamente è sconsigliato, si fanno lavorare in condizioni di trazione.

Comunque forse uno schizzo sarebbe più chiaro :D
 

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Utente Standard
Professione: Progettazione Meccanica
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Regione: Lombardia
#3
Hai ragione, un'immagine rende tutto piu' chiaro.;)

Il riduttore sopra moltiplica la coppia all'albero, e quelle viti collegano il riduttore alla struttura.

Il mio ragionamento è: La coppia che viene data all'albero per reazione si scarica sul basamento del bevelgear, e quindi sulle viti.

La reazione dovrebbe essere torsione, che quindi sollecita le viti a taglio.

Secondo voi è corretto il ragionamento?
E soprattutto è corretto dire che la vite si prende il taglio come da formula?

Ciao

 
Professione: Laureato ing. meccanica
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#4
Le viti non è detto comunque che lavorino a taglio, infatti preserrando nel modo opportuno le viti puoi anche far in modo che tutte le azioni taglianti siano sopportate dall'attrito che esiste tra le lamiere a contatto; anzi direi che si fa così apposta...
 

MBT

Utente Senior
Professione: tiro righe, compilo tabelle...
Software: non serve un software per fare quel che faccio...
Regione: nella Terra di Mezzo
#5
Nein, nein, nein....
o meglio, il ragionamento è corretto nelsenso che la coppia diventa una forza che sollecita le viti, ma non devi dimensionarle a taglio !!!
Le viti non è detto comunque che lavorino a taglio, infatti preserrando nel modo opportuno le viti puoi anche far in modo che tutte le azioni taglianti siano sopportate dall'attrito che esiste tra le lamiere a contatto; anzi direi che si fa così apposta...
esatto !
Normalmente le viti si dimensionano a trazione. La forza con cui serrano i pezzi genera un attrito tale da vincere la coppia trasmessa...

se trovo un compendio in merito lo posto...
 

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Utente Standard
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#6
Ok perfetto, ancora meglio!

Ma come posso ipotizzare a questo punto la coppia di serraggio minima che mi serve per poter dimensionare le viti?

Esiste una procedura?
 

MBT

Utente Senior
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#7
Si!
data la forza "radiale" che devi sopportare, ci sono gli schemi che ti dicono che vite mettere e di conseguenza la sua coppia di serraggio...

io ne ho uno, ma è impubblicabile...
 
Professione: Laureato ing. meccanica
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#8
Io direi che prima devi dimensionare la vite in modo da riuscire ad ottenere la condizione di cui sopra (ossia per ottenere una determinata azione di attrito massima devi avere una forza premente), una volta fatto questo e nota la geometria della vite esistono delle facili relazioni che legano la coppia da applicare con la forza di trazione da ottenere e tutti gli altri parametri costruttivi.
 

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Utente Standard
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#9
OK,

ma ad esempio:
ma come posso stimare "l'attrito necessario" per reggere una coppia di 15000Nm, coppia trasmessa all'albero?

Anche a spenne ovviamente!:D
 

stevie

Utente Standard
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#11
Le viti NON DEVONO MAI lavorare a taglio, nel tuo caso è necessario garantire una corretta coppia di serraggio alle viti in modo che l'attrito tra le due superfici trasmetta la coppia torcente tra le due parti.
L'organo meccanico vite è studiato per sopportare solo i carichi assiali e sono quelli che consentono poi di generare la pressione di contatto tra le due superfici da unire.
 

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Utente Standard
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#12
Grazie Mille a tutti,

ho stampato l'allegato, lo leggerò domani con calma.
Bene Bene, mai lavorare a taglio.

Buon weekend;)
 

Focus

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#13
Io userei le formule che si usano per dimensionare un classico "Giunto rigido a dischi".

Ciao
 

andrea71

Utente Standard
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#14
Quoto chi sopra ha correttamente escluso assolutamente l'uso delle viti per resistere a taglio. Ma (perchè una soluzione di back-up è sempre comoda), se per caso strano non fosse possibile determinare un valore minimo del coefficiente di attrito, si potrebbe inserire, intercalate tra i bulloni, delle spine a taglio.
 

Stefano_ME30

Guest
#15
Quoto chi sopra ha correttamente escluso assolutamente l'uso delle viti per resistere a taglio. Ma (perchè una soluzione di back-up è sempre comoda), se per caso strano non fosse possibile determinare un valore minimo del coefficiente di attrito, si potrebbe inserire, intercalate tra i bulloni, delle spine a taglio.
Mi hai rubato le parole di bocca!


P.S.: ad ognuno il suo mestiere, le viti "cosano" e le spine "cosano meglio"!
:)
 

Albest

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#16
Una curiosità: supponiamo di vole unire due piastre di spessori differenti con vite a testa incassata UNI 5931. Se la piastra dove devo praticare la lamatura è spessa 5.3 mm e la mia lamatura è profonda 4.5mm (devo inserire una M5 DIN 7984 testa ribassata con rosetta schnorr 3.5+1=4.5) è sufficiente la polpa di 0.8 mm????
E in generale che distanza è necessaria tra fine lamatura e fine piastra?0.8 è ok? da cosa dipende?
Grazie
 

Meccbell

Utente Senior
Professione: cercare di risolvere i problemi esistenti più velocemente dei nuovi che si creano
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Regione: Malpensaland - Lombardia
#18
Una curiosità: supponiamo di vole unire due piastre di spessori differenti con vite a testa incassata UNI 5931. Se la piastra dove devo praticare la lamatura è spessa 5.3 mm e la mia lamatura è profonda 4.5mm (devo inserire una M5 DIN 7984 testa ribassata con rosetta schnorr 3.5+1=4.5) è sufficiente la polpa di 0.8 mm????
E in generale che distanza è necessaria tra fine lamatura e fine piastra?0.8 è ok? da cosa dipende?
Grazie
Una vecchia regola d'officina dice che lo spessore sotto la testa deve essere uguale ad almeno 1/2 del d. nominale della vite.

0,8 mm mi sembrano troppo pochi. Sollecitazioni a parte, c'è il rischio concreto che solo serrando le viti si abbia un'effetto "trancia" e che il dichetto sp. 0,8 se ne venga via.
 

MBT

Utente Senior
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#19
Quoto chi sopra ha correttamente escluso assolutamente l'uso delle viti per resistere a taglio. Ma (perchè una soluzione di back-up è sempre comoda), se per caso strano non fosse possibile determinare un valore minimo del coefficiente di attrito, si potrebbe inserire, intercalate tra i bulloni, delle spine a taglio.
Vero, le spine tengono decisamente meglio...
ma c'è un ma...
se deve accoppiare due flange come nel caso tipico di motore e riduttore, è quasi certo che le due flange hanno un centraggio reciproco, generalmente in tolleranza H...
ora, andare ad aggiungere anche le spine che sono pure tollerate... vuol dire che o entri nel centraggio o infili le spine.. a meno che tu non metta tolleranza di posizione ristrettissime o che fai al montaggio i fori per le spine.

Una vecchia regola d'officina dice che lo spessore sotto la testa deve essere uguale ad almeno 1/2 del d. nominale della vite.

0,8 mm mi sembrano troppo pochi. Sollecitazioni a parte, c'è il rischio concreto che solo serrando le viti si abbia un'effetto "trancia" e che il dichetto sp. 0,8 se ne venga via.
Concordo un pieno...
valuterei le viti TCEI a testa ribassata o quelle a testa svasata.
Attenzione però alle teste svasate! Hanno un piccollissimo difetto che di solito si trascura .... :eek:
 

Focus

Moderatore
Staff Forum
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Regione: Toscana
#20
Attenzione però alle teste svasate! Hanno un piccollissimo difetto che di solito si trascura .... :eek:
Ma si sa bene che l'esagono incassato serve solo per tenere ferma la vite mentre si stringe il dado dalla parte opposta. ;)