• This site uses cookies. By continuing to use this site, you are agreeing to our use of cookies. Leggi altro.

Scelta CAD+PDM

maxopus

Mod. Creo e Reverse Eng.
Staff Forum
Professione: Progettista meccanico
Software: Creo Parametric
Regione: Marche (PU)
#42
L'uso dei codici cosiddetti parlanti è un metodo "antico" in uso presso molte aziende italiane.
Lo si usa perchè le aziende medio-piccole, nella grande maggioranza dei casi, non trattano il dato in maniera corretta ed hanno dei sistemi gestionali mal concepiti o male utlizzati.
In genere ci si limita ad attribuire all'articolo un codice ed una descrizione .... e quindi il codice deve parlare ... altrimenti non si sa l'articolo di quale materiale sia fatto, che spessore abbia ... ecc ecc.

Nei sistemi decenti ogni articolo di acquisto, ogni semilavorato ed ogni prodotto di vendita ha delle caratteristiche (colore, spessore, dimensioni, categoria merceologica ecc. ecc) e sono queste caratteristiche che vengono utilizzate per la ricerca ed il filtraggio del dato, ai fini della reportistica di qualsiasi tipo.

I vantaggi sono:
1) i codici parlanti devono essere in genere fatti a mano, i codici numerici invece vengono attribuiti dal sistema senza possibilità di errore
2) i codici parlanti hanno dei grandi limiti perchè non sappiamo oggi quello che succederà all'azienda in futuro in termini di gamma prodotto e variabilità del prodotto stesso e quindi il sistema di codica che ci appariva perfetto fino a ieri, domani ha delle alte probabilità di essere inadeguato con tutti i casini che ne conseguono ... e cioè il dato non si riesce a trattare secondo le finalità iniziali.
 

bragst

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: ProE WF2, SAP
Regione: Trentino
#43
Dipende da cosa fai...per esempio nell'automotive o aerospace non è così...
Le configurazioni sarebbero talmente tante e variano così velocemente che duplicare il top assembly sarebbe pazzesco.Ciao,
UoA
Ti assicuro che stiamo passando alla codifica piatta proprio per questo motivo....vendiamo un prodotto che è altamente configurabile da parte del cliente...in tutto e per tutto assimilabile al settore automotive.

Questo e' uno degli aspetti piu' delicati e "infognati" della gestione delle attivita' aziendale.Volendo potremmo aprire un thread apposito.
100000% d'accordo con te!!!!! Anche per un nuovo thread!

L'uso dei codici cosiddetti parlanti è un metodo "antico" in uso presso molte aziende italiane [...]Nei sistemi decenti ogni articolo di acquisto, ogni semilavorato ed ogni prodotto di vendita ha delle caratteristiche [...] che vengono utilizzate per la ricerca ed il filtraggio del dato, ai fini della reportistica di qualsiasi tipo [...]
E' stata proprio questa la mission quando abbiamo iniziato il progetto e giorno dopo giorno ci siamo convinti che la strada era quella giusta...

Ciao
 
Ultima modifica:

Lucky74

Utente Junior
Professione: Resp. Ufficio Tecnico
Software: TeamCenter Express - NX5 più o meno - NX6 - Inventor2008
Regione: Toscana
#44
L'uso dei codici cosiddetti parlanti è un metodo "antico" in uso presso molte aziende italiane.
Lo si usa perchè le aziende medio-piccole, nella grande maggioranza dei casi, non trattano il dato in maniera corretta ed hanno dei sistemi gestionali mal concepiti o male utlizzati.
In genere ci si limita ad attribuire all'articolo un codice ed una descrizione .... e quindi il codice deve parlare ... altrimenti non si sa l'articolo di quale materiale sia fatto, che spessore abbia ... ecc ecc.

Nei sistemi decenti ogni articolo di acquisto, ogni semilavorato ed ogni prodotto di vendita ha delle caratteristiche (colore, spessore, dimensioni, categoria merceologica ecc. ecc) e sono queste caratteristiche che vengono utilizzate per la ricerca ed il filtraggio del dato, ai fini della reportistica di qualsiasi tipo.

I vantaggi sono:
1) i codici parlanti devono essere in genere fatti a mano, i codici numerici invece vengono attribuiti dal sistema senza possibilità di errore
2) i codici parlanti hanno dei grandi limiti perchè non sappiamo oggi quello che succederà all'azienda in futuro in termini di gamma prodotto e variabilità del prodotto stesso e quindi il sistema di codica che ci appariva perfetto fino a ieri, domani ha delle alte probabilità di essere inadeguato con tutti i casini che ne conseguono ... e cioè il dato non si riesce a trattare secondo le finalità iniziali.
Sono perfettamente d'accordo con te... l'azienda per cui lavoro (ricordate? quella da cui è partita questa interessante discussione che, se continuiamo così, tra un pò finirà col parlare di come il PDM influenza le presidenziali americane in relazione ad un progetto CAD fatto con SolidWorks ;) ) utilizza da anni una codifica parlante per i prodotti finiti, mentre ha una sorta di codifica "semiparlante" per i semilavorati e i componenti di acquisto. Fino ad oggi tutto era "gestito" senza PDM ma, nel momento in cui l'azienda è cresciuta, e non si può più pensare ad una gestione affidata alla memoria degli esseri umani, ci siamo ritrovati un casino incredibile... distinte sbagliate e non aggiornate, codici parlanti di 15-16 caratteri perchè non bastavano più le lettere e i numeri a disposizione (io la chiamo codifica "balbettante")... insomma, il marasma totale. Ora che inizieremo ad implementare il PDM non so proprio che strada prendere. Io personalmente sarei per stravolgere un bel pò di cose (ad esempio, non più codici parlanti ma codici caratterizzati da 3/4 lettere che indicano il modello e poi tanti bei numeri progressivi) ma, molte persone in azienda non vogliono cambiare perchè "abbiamo sempre fatto così" :mad: e come al solito mi ritroverò con un'altra bella gatta da pelare... spero che gli amici di UoA sapranno darmi qualche brillante idea!
P.S. abbiamo iniziato i corsi di NX5 e, mi sembra giusto dirlo pubblicamente, i ragazzi di UG sono davvero in gamba!
 

ernesto

Utente Junior
Professione: Progettista meccanico
Software: Solid Edge,Solid Works
Regione: Lombardia
#45
Riapro questa discussione molto interessante.
Nella azienda in cui lavoro siamo arrivati a un grosso dubbio da sciogliere.
Da otto anni usiamo SolidEdge con Workmanager.
Tutti nostri particolari sono simili, raggruppati in famiglie e non particolarmente complessi, e quindi optammo per un cad parametrico.
Integrammo i due software con circa 300 ore di personalizzazione in WorkManager.
All'inizio era un unico rivenditore che offirva i due "pacchetti" poi hanno cambiato e nostro malgrado abbiamo dovuto adeguarci anche noi.
Ora per motivi che non posso spiegare si vuole ritornare a cad+pdm della stessa casa.Il dubbio è questo:
passare a One Space Modeling + Model Manager conservando quasi tutte (dicono loro) le personalizzazioni fatteci sopra;
oppure passare a Solid Edge + TeamCenter .
Accetto suggerimenti da voi tutti molto ben preparati.
Grazie
 

stef_design

Utente Senior
Professione: ingegnerizzatore prodotto-automotive (dream cars)
Software: SW 2009 - Pro/E WF4 - Catia V5 R20 - Matlab - Ansys - TC7 - VPM
Regione: Veneto - Austin (TX)
#47
Domanda troppo difficile?
Ciao Ernesto, personalmente vaglierei dei CAD e/o PDM conosciuti. One Space Modeling + Model Manager che cos'è:confused:
Invece SE+TM è già una scelta ragionevole. Purtroppo non ho mai provato TM, ma da sentito dire e leggendo i post nella sezione di Unigraphics, tutti sono contenti.
Inoltre se giaà utilizzate SE che senso ha cambiare CAD.
ciao
 

Ozzy

Guest
#48
Ciao Ernesto, personalmente vaglierei dei CAD e/o PDM conosciuti. One Space Modeling + Model Manager che cos'è:confused:
Invece SE+TM è già una scelta ragionevole. Purtroppo non ho mai provato TM, ma da sentito dire e leggendo i post nella sezione di Unigraphics, tutti sono contenti.
Inoltre se giaà utilizzate SE che senso ha cambiare CAD.
ciao
Quoto stef_design.

Ci CAD e PLM c'è ne sono a bizzeffe, più o meno conosciuti.
Non ho capito nemmeno io perchè cambiare completamente CAD, ci sono PLM che riconoscono file nativi di diversi cad, non sei vincolato.

Saluti Ozzy
 

ernesto

Utente Junior
Professione: Progettista meccanico
Software: Solid Edge,Solid Works
Regione: Lombardia
#49
Innanzitutto grazie per le risposte.
Il cambiamento del cad non è imperativo ma confrontando il costo di passare a One Space Modeling+Model Manager è meno della meta' di quello di passare a SE+TeamCenter.
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
Staff Forum
Professione: Ingegnere meccanico
Software: SolidEdge CoCreate Salome-Meca
Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#50
Innanzitutto grazie per le risposte.
Il cambiamento del cad non è imperativo ma confrontando il costo di passare a One Space Modeling+Model Manager è meno della meta' di quello di passare a SE+TeamCenter.
Prova ad andare dal venditore SE con in mano l'offerta CC, vedrai che scenderanno a piu' miti consigli.
Inoltre considera che nel costo di CC devi mettere il trasferimento modelli, l'implementazione, l'addestramento delle maestranze, ed infine, forse, la minore produttivita'.

Ciao.
 

gtemp

Utente Standard
Professione: Disegnatore-Progettista
Software: Solid Edge, FEMAP+Nastran, Teamcenter Express
Regione: Lazio
#51
Ciao a tutti,
entro in merito alla discussione per chiedere delle cose.
La prima cosa riguarda la tempistica, mi spiego meglio, anche nella nostra azienda ci doteremo a breve termine di un PDM/PLM (chiamatelo come volete) che dovrà interfacciarsi con il gestionale (ERP) che già abbiamo da un paio di anni, la domanda nasce spontanea, un azienda manifatturiera (con ufficio tecnico) dovrebbe prima dotarsi di un PDM/PLM e poi scegliere un ERP, per non trovarsi poi a dover adattare il pdm all’ERP e non sfruttarne le potenzialità?
La seconda cosa riguarda la codifica parlante e arbitraria. Nella nostra azienda abbiamo la codifica parlante, io la definirei semi parlante (o balbettante?), perché identifichiamo una tipologia di prodotto con un codice composto da lettera e 2 numeri, poi abbiamo la codifica del prodotto specifico composto da 3 numeri senza definire altre caratteristiche, esempio, devo realizzare una porta per un cliente, il codice sarà TXX.XXX poi dentro la cartella TXX.XXX inserisco tutti i file codificati in ordine crescente usando 3 numeri es TXX.XXX.XXX.
Mi verrebbe da pensare, che quando andremo ad implementare il PDM, visto che oramai i codici generati in questo modo sono tanti, sarebbe da pazzi stravolgere tutto, anche perchè ho l'ERP, ma semplicemente creerei delle nuove categorie all'interno della famiglia di prodotti cosi da generare un codice che sia descrittivo, esempio nella famiglia delle porte creo le sottocategorie porta dritta e porta raggiata sul piano orizzontale, quindi avrò TXX.ZZZ per la prima TXX.YYY per la seconda, e poi il relativo codice della porta sempre con 3 numeri , quindi TXX.ZZZ.DDD e all'interno TXX.ZZZ.DDD.CCC i file codificati sempre in ordine crescente.
Attendo trepidante vostri commenti.
Grazie
 

re_solidworks

Moderatore Solidworks
Staff Forum
Professione: Progettista
Software: Swx2016-R2W2016-Power Surfacing 2.1-Creo 2.0- PDSU 2016 - Composer 2016
Regione: Veneto
#52
Dipende tutto dal pdm che andrai ad acquistare e soprattutto dal grado di personalizzazioni che andrai a fare. Il passaggio che ho vissuto nell'azienda in cui lavorarvo non è stato drastico perchè i progetti erano abbastanza fini a se stessi ed abbiamo deciso di lasciare il vecchio com'era e ricominciare con il nuovo. Il pdm che utilizzo (che funziona solo per Swx) è impostato con un concetto di codifica simile a quello che hai indicato e va molto bene.
La codifica che utilizzo è a 10 caratteri numerici e ne ho parecchi vuoti da riempire al bisogno per elementi nuovi e non pensabili all'inizio.
Sono talmente abituato ad una codifica parlante che all'inizio mi troverei in difficoltà con un altro tipo, almeno nella fase iniziale.
 

Lucky74

Utente Junior
Professione: Resp. Ufficio Tecnico
Software: TeamCenter Express - NX5 più o meno - NX6 - Inventor2008
Regione: Toscana
#53
Dunque, secondo me è difficile dire cosa sia meglio se scegliere prima il PDM o l'ERP. E' chiaro che, molto più facilmente un'azienda ha un ERP ma non ha un PDM, pertanto è quest'ultimo che dovrebbe adattarsi al primo. Nella mia realtà abbiamo una codifica parlante molto difficilmente adattabile ad una logica PDM (regole assurde, talvolta sorpassate dalle cosiddette eccezioni!) pertanto abbiamo deciso di fare un primo step in cui utilizzeremo una codifica per il PDM che, al momento della chiusura del progetto verrà "tradotta" nella codifica "ufficiale". Tutto questo in attesa di riuscire a convincere i più ostici ad adottare una codifica progressiva sfruttando gli attributi per le ricerche.
Purtroppo è un passaggio non facile ma probabilmente necessario considerando che i caratteri per la codifica parlante gli abbiamo finiti da tempo.
 

gtemp

Utente Standard
Professione: Disegnatore-Progettista
Software: Solid Edge, FEMAP+Nastran, Teamcenter Express
Regione: Lazio
#54
Deduco quindi che anche nel nostro caso la cosa migliore sia adattare il PDM all'ERP visto che questo è entrato per primo in azienda, proverò a seguire quanto sta facendo adesso Lucky74.

Ho dimenticato di chiedere, la codifica che ho descritto nel mio primo messaggio, è ancora una codifica "parlante"? Se, come immagino la risposta è positiva, sareste cosi gentili da spiegarmi come generare una codifica progressiva per un prodotto e per le parti, sottoaasiemi e parti che compongono un prodotto? (perdonate la mia lacuna di conoscenza).
Grazie
 

re_solidworks

Moderatore Solidworks
Staff Forum
Professione: Progettista
Software: Swx2016-R2W2016-Power Surfacing 2.1-Creo 2.0- PDSU 2016 - Composer 2016
Regione: Veneto
#55
Dunque, secondo me è difficile dire cosa sia meglio se scegliere prima il PDM o l'ERP. E' chiaro che, molto più facilmente un'azienda ha un ERP ma non ha un PDM, pertanto è quest'ultimo che dovrebbe adattarsi al primo. Nella mia realtà abbiamo una codifica parlante molto difficilmente adattabile ad una logica PDM (regole assurde, talvolta sorpassate dalle cosiddette eccezioni!) pertanto abbiamo deciso di fare un primo step in cui utilizzeremo una codifica per il PDM che, al momento della chiusura del progetto verrà "tradotta" nella codifica "ufficiale". Tutto questo in attesa di riuscire a convincere i più ostici ad adottare una codifica progressiva sfruttando gli attributi per le ricerche.
Purtroppo è un passaggio non facile ma probabilmente necessario considerando che i caratteri per la codifica parlante gli abbiamo finiti da tempo.
Avere due codifiche parallele anche solo temporaneamente non è il massimo, è molto facile creare confusione tra i reparti. Comunque se sei ben seguito ed è l'unico modo per far digerire la nuova codifica non hai altra scelta.
 

UGoverALL

Guest
#56
Deduco quindi che anche nel nostro caso la cosa migliore sia adattare il PDM all'ERP visto che questo è entrato per primo in azienda, proverò a seguire quanto sta facendo adesso Lucky74.

Ho dimenticato di chiedere, la codifica che ho descritto nel mio primo messaggio, è ancora una codifica "parlante"? Se, come immagino la risposta è positiva, sareste cosi gentili da spiegarmi come generare una codifica progressiva per un prodotto e per le parti, sottoaasiemi e parti che compongono un prodotto? (perdonate la mia lacuna di conoscenza).
Grazie
Sicuramente collegare un PDM ad un ERP esistente e' la cosa piu' semplice...
Poi se i PDM sono quelli piu' famosi (Teamcenter, Smarteam, etc) e gli ERP i classici (SAP, BAAN, ORACLE etc) non c'e' proprio problema...

Sulla codifica: Fiat in Teamcenter usa per esempio 3 lettere e 5 numeri... tipo FJE34897

UoA
 

Lucky74

Utente Junior
Professione: Resp. Ufficio Tecnico
Software: TeamCenter Express - NX5 più o meno - NX6 - Inventor2008
Regione: Toscana
#57
Avere due codifiche parallele anche solo temporaneamente non è il massimo, è molto facile creare confusione tra i reparti. Comunque se sei ben seguito ed è l'unico modo per far digerire la nuova codifica non hai altra scelta.
E' vero, è rischioso, ma se la codifica attuale è praticamente ingestibile a livello PDM (e questa è la conclusione a cui siamo arrivati dopo 3 giorni di analisi con i consulenti di UG) non vedo molte vie di uscita. L'importante sarà riuscire a far capire a chi non vuol mollare la vecchia codifica (perchè magari, dopo anni e anni si ricordano i codici a memoria) che, sfruttando gli attributi è possibile fare delle ricerche più mirate e precise.
 

dolfin

Utente Standard
Professione: Consulente PLM
Software: Principali PLM sul mercato
Regione: Italia
#58
E' vero, è rischioso, ma se la codifica attuale è praticamente ingestibile a livello PDM (e questa è la conclusione a cui siamo arrivati dopo 3 giorni di analisi con i consulenti di UG) non vedo molte vie di uscita. L'importante sarà riuscire a far capire a chi non vuol mollare la vecchia codifica (perchè magari, dopo anni e anni si ricordano i codici a memoria) che, sfruttando gli attributi è possibile fare delle ricerche più mirate e precise.
Interessante disquisizione....questa discussione parte da uno sfogo dopo un frustrante periodo di valutazione dei sistemi CAD e PDM e termina con un "ma come faccio a...". Tutte le soluzioni più o meno valide, una volta acquisite, portano sempre un notevole disagio aziendale.
Per questo motivo molti progetti PDM falliscono. Un cambio generazionale deve essere seguito con rigore e volontà da persone che sanno guidare le aziende in quello che si definisce "Change Management".

Sono fortemente in disaccordo quello che dice UoA, di seguito riportato:
Ovviamente, cmq, è difficile che un PDM "terzo" riesca a gestire il CAD come il "fratello" (Pro/E con Windchill in questo caso).
Lo abbiamo sperimentato con Pro/E (API specifiche per fare il "Deep Copy") e con Catia V5.
... ancora peggio sarà con Catia V6 in cui quegli s..... di DS imporranno a tutti Matrix/Enovia senza il quale V6 non funzionerà... così avranno in un sol colpo abbattuto Noi, PTC, SAP, Oracle e tutti quelli che producono un PDM che gestisca dati Catia...


Se è vera la prima sentenza perchè dovrebbe essere vera anche la seconda?

Queste afermazioni non aiutano una scelta ragionata sulle relali esigenze aziendali, anzi .....
 

Ozzy

Guest
#59
Molti progetti PLM falliscono perchè sono gestiti da persone completamente incompetenti.
Tralasciamo per il momento il discorso della codifica, che alla fine sia un numero parlante o progressivo è solo questione di abitudine, è certo che se non si usano delle regole base per codificare già di principio,succede solo un gran macello e non si sfrutta per niente questo strumento che è indispensabile,sia per una piccola che per una grande impresa.
Alla fine ci si trova sempre con lo stesso pezzo codificato 20 volte con venti diciture diverse e qui non centra che PLM stai usando,centra solo il fatto che non si sono stabilite delle regole e non si sono formate a sufficienza le persone che lo utilizzano, poi dopo ci possiamo lamentare quanto vogliamo ma è sempre troppo tardi.

Ozzy
 

dolfin

Utente Standard
Professione: Consulente PLM
Software: Principali PLM sul mercato
Regione: Italia
#60
Molti progetti PLM falliscono perchè sono gestiti da persone completamente incompetenti.
Tralasciamo per il momento il discorso della codifica, che alla fine sia un numero parlante o progressivo è solo questione di abitudine, è certo che se non si usano delle regole base per codificare già di principio,succede solo un gran macello e non si sfrutta per niente questo strumento che è indispensabile,sia per una piccola che per una grande impresa.
Alla fine ci si trova sempre con lo stesso pezzo codificato 20 volte con venti diciture diverse e qui non centra che PLM stai usando,centra solo il fatto che non si sono stabilite delle regole e non si sono formate a sufficienza le persone che lo utilizzano, poi dopo ci possiamo lamentare quanto vogliamo ma è sempre troppo tardi.

Ozzy
Concordo con quanto stai affermando. La volontà aziendale sta anche nel fatto di mettere delle persone competenti, non solo da parte del fornitore, a seguire la realizzazione di progetti che attraversano tutti i processi aziendali.
Anche la codifica, un prodotto la gestisce in un modo un altro prodotto diversamente, alla fine è sempre una codifica. Quello che importa è la definizione iniziale delle regole ed il rispetto delle stesse, esattamente come nella vita quotidiana.