Resistenza della zona termicamente alterata

PIETRO2002

Utente Junior
Professione: PROGETTISTA MECCANICO
Software: INVENTOR
Regione: LOMBARDIA
Dove lavoro non c'è un "responsabile di calcoli strutturali"; in genere si dimensionano solo motori, riduttori, giunti elastici, spine, perni, ecc, ma non sempre. Sulle strutture scatolate e sulle saldature nessuno fa nulla. Si lavora molto di carpenteria e gli spessori vengono impostati sulla base dell'esperienza.
La famosa firma nel settore meccanico non penso esista: chi fa il disegno compila la tabella e ci mette il proprio nome.
La certificazione CE invece la fa il rappresentate legale dell'azienda.
Penso che comunque si debba fare una analisi dei rischi, su come prevenirli e azzerarli, logicamente esisteranno rischi residui, che non si possono eliminare del tutto, quindi sul manuale devono essere indicati! Non conosco le tue macchine... cosa puo' succedere se una carpenteria cede... magari nulla, se invece e' un attezzo di sollevamento?
 

Wintel

Utente standard
Professione: Disegnatore
Software: Solidworma
Regione: Veneto
Non so come sia sul vostro posto di lavoro, ma a me sembra veramente anomalo che non ci siano gli strumenti per fare ad esempio un analisi fem su delle strutture portanti.
Ciò che mi crea notevole scompenso a livello personale è la possibilità, ancora da capire se sia reale o meno, di essere tirato in mezzo se dovesse succedere qualcosa.
 

MassiVonWeizen

Utente Senior
Professione: disegnatore
Software: solidworks 2019
Regione: Friuli Venezia Giulia
a me sembra veramente anomalo che non ci siano gli strumenti per fare ad esempio un analisi fem su delle strutture portanti.
Non è chiara questa frase, quasi tutti i cad hanno la possibilità di fare un FEM. Se farla dipende dal tipo di struttura, dalle certificazioni richieste e altro che decide chi chi commissiona il lavoro e chi lo progetta. L'analisi, che ha un costo ovviamente la fa chi sa usare gli strumenti e sa leggere i risultati; se deve essere anche firmata, ad esempio per strutture civili, viene fatta fare da chi ha l'abilitazione per mettere la firma.
Se la faccio io che non ho neanche l'albo Panini e succede qualcosa vengo spolpato vivo.
Ma non è che per ogni struttura serva un analisi FEM, in genere chi progetta fa i dimensionamenti a mano o excel; d'altronde vedi anche sul forum che esistono le formule per dimensionare travi, gru, motori, ingranaggi ecc...
Ciò che mi crea notevole scompenso a livello personale è la possibilità, ancora da capire se sia reale o meno, di essere tirato in mezzo se dovesse succedere qualcosa.
Se sei un dipendente tutto quello che fai è di responsablità del tuo datore di lavoro; sul disegno c'è il tuo nome come disegnatore, ma il controllato e l'approvato devono essere figure a te superiori.
Tu rischi il licenziamento.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
E se colui che realizza il disegno fosse di uno studio tecnico esterno?
L'ufficio tecnico esterno risponde limitatamente a ciò che ha prodotto. Se non deve certificare, quello che gli può succedere è che non viene pagato per la prestazione.
Alcune aziende per ovviare a questo obbligano a fare stipulare una assicurazione apposita contro danni provocati da progettazione errata....ma costano una barcata e poche assicurazioni lo fanno.
 

meccanicamg

Utente Senior
Professione: Mechanical engineer manager
Software: SolidWorks, FreeCAD, NanoCAD5, Me10, Excel, LibreOffice
Regione: Lombardia
Dove lavoro non c'è un "responsabile di calcoli strutturali"; in genere si dimensionano solo motori, riduttori, giunti elastici, spine, perni, ecc, ma non sempre. Sulle strutture scatolate e sulle saldature nessuno fa nulla. Si lavora molto di carpenteria e gli spessori vengono impostati sulla base dell'esperienza.
La famosa firma nel settore meccanico non penso esista: chi fa il disegno compila la tabella e ci mette il proprio nome.
La certificazione CE invece la fa il rappresentate legale dell'azienda.
Il rappresentante legale ne risponde civilmente e penalmente. Gli altri sono solo esecutori senza responsabilità....solo qualche sgridata e qualche ora di multa da versare e malissimo che vada qualche giorno di sospensione.
 

Betoniera

Utente Junior
Professione: Ingegnere
Software: Autodesk Robot
Regione: Lombardia
L'argomento delle saldature è piuttosto interessante e merita sicuramente un approfondimento.
Al di là degli spessori e della competenza dei saldatori sulla quale, probabilmente si trova qualche riferimento normativo nelle UNI 1090 volevo riportare un ulteriore argomento di riflessione che riguarda l'alterazione del materiale.
Per l'acciaio, questa alterazione è meno evidente.
Ma per chi ha avuto a che fare con l'alluminio riporto un passaggio preso dall'Eurocodice 9 al punto 5.3.4

5.3.4 Zone termicamente alterate (HAZ)
(1)P L’alluminio per uso strutturale, in numerose leghe e stati, risulta indebolito nelle zone termicamente alterate (HAZ) adiacenti alle saldature, e di ciò si deve tenere conto nei calcoli di progetto ...

(3) È importante che il progettista comprenda che anche una piccola saldatura realizzata per collegare una piccola parte accessoria ad una membratura principale può notevolmente ridurre la resistenza della membratura per effetto della presenza di una HAZ.


Ovviamente, la conoscenza dell'indebolimento e la sua quantificazione non può essere scaricata sull'operaio saldatore.
Siamo noi tecnici che dobbiamo conoscere queste cose e dare le direttive giuste.
Qui stiamo parlando di alluminio dove questo fenomeno dell'indebolimento è particolarmente evidente.
Ma siamo sicuri che qualcosa del genere non si verifichi anche per le numerose leghe dell'acciaio INOX o anche quelle dell'acciaio normale?.
Penso che l'argomento sia tutt'altro che banale. Non è sufficiente cercare disperatamente qualcosa nella normativa (che eventualmente ci salvi in caso di problemi).
Occorre a mio avviso approfondire le nostre conoscenze sentendo gli esperti in chimica e metallurgia e studiando, per quanto possibile, la bibliografia sull'argomento.
Solo dopo si potranno trarre le sagge conclusioni.
In poche parole non dobbiamo mai smettere di studiare.
Il ponte Morandi dovrebbe averci insegnato qualcosa.
Ciao.
 

paulpaul

Utente Standard
Professione: Macchinista
Software: Solid Edge, Autocad, Matlab
Regione: Parma
@Betoniera
Se andiamo nel campo del piping, ad esempio, ci sono fior fior di norme che trattano delle HAZ e degli eventuali pre- o post-trattamenti termici da eseguire sulle saldature e un'altra miriade di parametri di saldatura e controlli, anche nel campo dei normalissimi "acciai al carbonio". Ci sono delle autentiche bibbie, data la pericolosità di questi componenti (al pari di quelli strutturali).

Non ci deve essere nulla, nemmeno l'intensità di corrente o il tipo di materiale d'apporto, l'altezza o lo spessore delle passate, lasciato alla libera iniziativa del saldatore: ovviamente, come diceva qualcuno, conviene sempre parlare operativamente col saldatore prima di stendere una WPS, perché molto spesso i requisiti teorici (delle norme o della buona tecnica) cozzano con la realizzabilità pratica di quello specifico componente, e quindi bisogna trovare una sintesi. Che spetta al progettista e a nessun'altro, indipendentemente dalla responsabilità penale.
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
Buongiorno, dove lavoro viene lasciata discrezionalità ai saldatori su come realizzare i cordoni di saldatura.
Mi accorgo che su delle lamiere in acciaio inossidabile da 3 mm di spessore sono stati realizzati delle saldature a T un po' abbondanti: con calibro alla mano ho misurato circa 4,5 mm.
Sapevo dell'esistenza di una normativa che suggerisce di mantenere le dimensioni del cordone inferiori allo spessore minimo degli elementi da collegare, anche se sulle NTC2018 non ne ho trovato traccia.

Volendo quindi provare a valutare quanto questo modo di saldare inficia sulla resistenza, volevo chiedervi: nella zona termicamente alterata, in termini percentuali, di quanto si può abbassare la resistenza rispetto al metallo base?
Dubito troverai qualcuno che ti dica "la diminuzione è del X % " , anche perchè sarebbe una risposta insensata, ci sono troppi parametri in gioco (materiali, sezioni, parametri di saldatura, etc).
L'unica cosa che si potrebbe fare sarebbe quella di fare delle prove di sollecitazione sulla struttura e verificare quando interviene il cedimento.
 

stevie

Utente Standard
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Solidedge, Cosmos
Regione: Lombardia
Non so come sia sul vostro posto di lavoro, ma a me sembra veramente anomalo che non ci siano gli strumenti per fare ad esempio un analisi fem su delle strutture portanti.
Ciò che mi crea notevole scompenso a livello personale è la possibilità, ancora da capire se sia reale o meno, di essere tirato in mezzo se dovesse succedere qualcosa.
Qualora anche si facessero analisi fem, le analisi si baserebbero su strutture "ideali" , senza tener conto dell'effettiva qualità della saldatura effettuata.