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[Recuperato] Teoria e Pratica

Oldwarper

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#1
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Grazie per la collaborazione.
Oldwarper.



09-11-2007, 03.43.55
dirtyhawk

Salve a tutti,
sono uno studente di ingegneria meccanica ed ho imparato ad apprezzare questo forum sempre di più col passare del tempo e degli esami.
Questo mio thread potrebbe essere fuori tema, ma, a mio avviso, pensandoci non lo è poi tanto.
Anche a seguito dell'esperienza maturata nel corso degli anni da molti di voi, mi chiedevo quanto fossero stati importanti gli studi universitari o i differenti percorsi di formazione scolastica. In termini pratici, per rendere il tutto brutalmente "quantitativo", vorrei conoscere la percentuale degli argomenti trattati durante gli studi che sono risultati utili nell'esperienza lavorativa. Mi interesserebbe particolarmente avere un parere dei laureati del nuovo ordinamento.
Ovviamente consigli, precisazioni ed eventuali aneddoti sono più che graditi

Un saluto,
Alberto



09-11-2007, 11.22.38
Andrea71

So che sto per beccarmi gli strali di molti compari di forum, ma ecco la mia esperienza.
Nella pratica "veloce", posso dire che gli studi non mi sono serviti a molto (considera anche che provenivo da un liceo classico, quindi mancavo anche della scolarizzazione tecnica di un ITI o simile). Non si scappa: chi si occupa di un particolare argomento da 10-20-30...anni ha accumulato un bagaglio di esperienza che nessuna università potrà mai fornire (e secondo me non è neanche la sua funzione). In campi semplici il gap lo colmi velocemente (ovviamente dipende dalla disponibilità ad imparare anche "strisciando"), in altri più complessi ci si può mettere di più.
Lato opposto della medaglia: io ho avuto la fortuna (sfortuna?) di cambiare più occupazioni. In questo, ma anche di fronte a "nuove" sfide, ho l'impressione che la mia formazione mi abbia fornito di quella elasticità e quegli strumenti che mi hanno permesso di affrontare i cambiamenti o i nuovi argomenti (e quindi di rimettermi ogni volta in discussione) con maggior disponibilità rispetto ad esempio ad altri colleghi, che ho visto molto sclerotizzati su posizioni di rendita (insomma, sanno fare una cosa molto bene, ma in un'unica maniera, e da li non li smuovi).



09-11-2007, 11.40.23
OldWarper

Concordo.
L'Universita' serve solo a darti quegli strumenti e quella elasticita' mentale che dovrai poi massicciamente usare per apprendere tutto quello che serve veramente.
Altrimenti diventi come quegli ingegneri spocchiosi "So tutto io, non ho da imparare piu' da nessuno, perche' sono Ingegnere" che, come si suol dire "si fa meglio a metterglielo in c**o che a metterglielo in testa", buoni solo per un ufficio tecnico del Comune.



09-11-2007, 20.39.24
Davide.fmm

Sono d'accordo anche io.
Nessuno sa piantare un chiodo meglio di chi lo fa da trent'anni, ma se hai degli studi alle spalle hai l'elasticità mentale per passare dal piantare un chiodo al compilare un Mod. F23.



12-11-2007, 02.11.07
shiren

Citazione:Originalmente inviato da Davide.fmm
Sono d'accordo anche io.
Nessuno sa piantare un chiodo meglio di chi lo fa da trent'anni, ma se hai degli studi alle spalle hai l'elasticità mentale per passare dal piantare un chiodo al compilare un Mod. F23.
ciao a tuti
dovrei postare un po tutti
allora dico che ci vuole il tutto di tutto
un po di teoria
e tanta pratica
un po di pratica
e tanta teoria
e la che la scuola fine a se stessa non rende
e lontana dalla realta
ho sempre detto che si deve collegare il tutto tra scuola e industria
anzi credo che se le idustrie si potessero fare gli ing.in casa sarebbe meglio
per i politici
e'difficile fare na cosa del genere
buon lavoro a tutti
shiren
 
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Oldwarper

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#2
12-11-2007, 17.45.34
OldWarper

Shiren, quanto ti quoto. Anche se non e' tutta colpa della scuola.
Ricordo ai miei tempi una violenta protesta per evitare il finanziamento dei privati all'Universita', paventando la nefasta influenza sui programmi e la fine della "purezza virgniale" della cultura fine a se stessa.
Ovvio che per noi "ingegneri" era una cosa assurda il dover rifiutare sovvenzioni alla ricerca dalle aziende che poi ci avrebbero assunto. Ma gli umanisti e i scienzepoliticanti erano sul piede di guerra e hanno minacciato il picchettaggio.
Fortuna che la facolta' era in collina e i "cannonari" di Via Verdi erano sfiatati gia' a meta' strada!! Proprio una manifestazione andata "in fumo"...
Scherzi a parte, in Italia e' cosi'.
E quindo, oltre a non esserci Aziende disposte a spendere per la ricerca, quelle poche che ci sono si vedono piantati i bastoni tra le ruote e miriadi di paletti ("voi dateci i soldi, che a spenderli ci pensiamo noi e decidiamo chi li merita. Non potete influire sulla didattica e sulla priorita' delle ricerche").
Quando una universita' coma Harvard spende per la ricerca quanto l'Italia intera, c'e' di che pensare. E tanto.



12-11-2007, 18.06.26
meccbell

Citazione:Originalmente inviato da OldWarper
Shiren,
ricordo ai miei tempi una violenta protesta per evitare il finanziamento dei privati all'Universita', paventando la nefasta influenza sui programmi e la fine della "purezza virgniale" della cultura fine a se stessa.
Ovvio che per noi "ingegneri" era una cosa assurda il dover rifiutare sovvenzioni alla ricerca dalle aziende che poi ci avrebbero assunto.
Ma in Italia e' cosi'.
Questa cosa, ma senz'altro lo avrai potuto constatare direttamente da "dentro", era sì osteggiata a livello "piazza" dai movimenti studenteschi, ma i veri affossatori furono la gran parte dei docenti, assistenti ed altro consulentame spurio che frequenta (o infesta?) le università italiane.
Se si fosse realizzata la saldatura atenei-aziende loro sarebbero stati i primi a sentirsi traballare la sedia da sotto il sederino d'oro.
Per gli studenti sarebbe stata, magari ma non del tutto, una rottura in quanto messi veramente sotto tiro, come è giusto che sia. Ma per certi docenti & co. era la fine della festa.
Invece alla fine si sono inventati questa riformicchia del triennale "così possono subito iniziare a mettere in pratica quanto appreso e poi, se serve si specializzano"
Caxxata immane. Chi sceglie il triennale lo fa per togliersi la scuola dai coxxioni il prima possibile, appendere il diploma alla parete e poi vedere cosa succede.
Magari dopo aver scelto una di quegli strani corsi di laurea, spuntati come funghi dopo la riforma, tipo scienza del benessere con indirizzo termale, scienze gastronomiche della cucina tradizionale (verificate sul portale del Cineca).
Ci manca solo che si inventino qualche cosa tipo ingegneria idraulica delle opere per la piscicultura oppure, visto il mercato "sicuro" scienze cimiteriali..



12-11-2007, 18.45.02
OldWarper

Infatti l'ho indicata proprio nella parte non citata del msg...La frase e' la tipica espressione del "baroname" che pilota le nostre universita'.
Mai una protesta e' stata tanto "incitata" dagli ambienti accademici.



13-11-2007, 00.27.42
shiren

Citazione:Originalmente inviato da meccbell
Questa cosa, ma senz'altro lo avrai potuto constatare direttamente da "dentro", era sì osteggiata a livello "piazza" dai movimenti studenteschi, ma i veri affossatori furono la gran parte dei docenti, assistenti ed altro consulentame spurio che frequenta (o infesta?) le università italiane.
Se si fosse realizzata la saldatura atenei-aziende loro sarebbero stati i primi a sentirsi traballare la sedia da sotto il sederino d'oro.
Per gli studenti sarebbe stata, magari ma non del tutto, una rottura in quanto messi veramente sotto tiro, come è giusto che sia. Ma per certi docenti & co. era la fine della festa.
Invece alla fine si sono inventati questa riformicchia del triennale "così possono subito iniziare a mettere in pratica quanto appreso e poi, se serve si specializzano"
Caxxata immane. Chi sceglie il triennale lo fa per togliersi la scuola dai coxxioni il prima possibile, appendere il diploma alla parete e poi vedere cosa succede.
Magari dopo aver scelto una di quegli strani corsi di laurea, spuntati come funghi dopo la riforma, tipo scienza del benessere con indirizzo termale, scienze gastronomiche della cucina tradizionale (verificate sul portale del Cineca).
Ci manca solo che si inventino qualche cosa tipo ingegneria idraulica delle opere per la piscicultura oppure, visto il mercato "sicuro" scienze cimiteriali..
ciao fratelo mecc
buona sera
l'azienda dove attualmente lavoro
si trova di fronte ad un noto itis napoli
alcuni anni or sono fummo contattati dalla presidenza della scuola
per sviluppare una cooperazione tra scuola e industria
anche per dare qualche opportunita ai giovani
praticamente gli operai andavano nel serale a scuola oppure i docenti
davano lezione di cultura generale e cultura industriale sul posto
e gli studenti andavano un paio di pomeriggi in azienda
per gli operai era difficile coniugare il tutto
per gli studenti ben presto ne rimasero pochini
anche perche' nel colleggio dei prof(gente che insegnava e penso che insegni
ancora senza un attimo di pratica uscita direttamente dalla scuola e inserita(?)
come docente )
anzi ti dico che l'ultimo dei miei giuvinotti anche con un frasceggio da terza media dava lezione di affilatura punta da fori (A meccia)
si apri' un conflitto di interessi
pensavano solo al gettone di presenza
e a quanti punti pigliassero sul proprio curriculum
da allora abbiamo eretto un muro alto 4 m per non vedere e sentire
chiedo
ma nell'universo scolastico made italy
non dovrebbe essere legge o pratica corrente na cosa del genere
abracci
shiren



13-11-2007, 21.52.09
dirtyhawk

Mi fa piacere che l'argomento da me proposto abbia suscitato interesse. Vorrei approfittarne per chiedervi un'opinione riguardo il ruolo degli studenti tirocinanti. In linea di massima, è una pratica utile agli scopi dell'azienda, o è maggiore il tempo speso per formarli del reale ritorno che gli stessi offrono (tenendo ovviamente conto del tempo generalmente breve di tirocinio)? In sostanza, una mente fresca di studio, all'apice della sua formazione accademica, fornisce spunti interessanti per un sistema di produzione "reale"?
Saluti,

Alberto
 
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Regione: Emilia Romagna
#3
14-11-2007, 12.30.16
OldWarper

Dalle esperienze che ho avuto (ma altri possono avere avuto esperienze contrarie) all'azienda e' utile nella misura in cui poi si possa avere accesso diretto alle risorse dei nuovi diplomati/laureato, ovvero poter valutare direttamente potenziali neo-assunti (una specie di "periodo di prova" conoscitivo). Senza di quello, il ritorno e' praticamente nullo. Le menti sono "fresche", ma l'apice della formazione accademica equivale al "gradino zero" della capacita' professionale.



14-11-2007, 20.11.13
MBT
Legge di Booker: Un grammo di applicazione vale più di una tonnellata di astrazione.




15-11-2007, 00.20.23
shiren

Citazione:Originalmente inviato da OldWarper
Dalle esperienze che ho avuto (ma altri possono avere avuto esperienze contrarie) all'azienda e' utile nella misura in cui poi si possa avere accesso diretto alle risorse dei nuovi diplomati/laureato, ovvero poter valutare direttamente potenziali neo-assunti (una specie di "periodo di prova" conoscitivo). Senza di quello, il ritorno e' praticamente nullo. Le menti sono "fresche", ma l'apice della formazione accademica equivale al "gradino zero" della capacita' professionale.
ciao OldWarper
hai ragione
ma allora perche'
non si vuole o non si puo fare questa conoscenza tra formazione scolastica e aziende
ho il sospetto anzi e' cosi
che siccome gli allievi devono essere acompagnati e sostenuti dai docenti nelle
aziende
questi ultimi
potrebbero essere esposti a figure di mxxxa
buona sera
shiren



15-11-2007, 01.31.52
Andrea71

Citazione:Originalmente inviato da shiren
ciao OldWarper
hai ragione
ma allora perche'
non si vuole o non si puo fare questa conoscenza tra formazione scolastica e aziende
ho il sospetto anzi e' cosi
che siccome gli allievi devono essere acompagnati e sostenuti dai docenti nelle
aziende
questi ultimi
potrebbero essere esposti a figure di mxxxa
buona sera
shiren
Non solo. E' vero nella maggior parte dei casi. Come è vero che molti professori fanno consulenze a certe aziende, spesso anche tramite società collegate, e quindi il controllo del feudo è prioritario.
Anche dall'altra parte le colpe ci sono: uno dei pochi professori "di frontiera" della facoltà dove mi sono laureato si trovava nella condizione di sconsigliare agli studenti le tesi presso alcune aziende (una in particolare, multinazionale grossissima e quindi sicuramente dotata di mezzi e risorse) in quanto tutti gli studenti che erano passati di là erano stati ridotti alla funzione di data entry.


15-11-2007, 12.20.28
OldWarper

Citazione:Originalmente inviato da shiren
ciao OldWarper
hai ragione
ma allora perche'
non si vuole o non si puo fare questa conoscenza tra formazione scolastica e aziende
ho il sospetto anzi e' cosi
che siccome gli allievi devono essere acompagnati e sostenuti dai docenti nelle
aziende
questi ultimi
potrebbero essere esposti a figure di mxxxa
buona sera
shiren
Proprio cosi'. La frase piu' in voga allo stagista e': "MaccheccaXXo v'insegnano a scuola??". Per non parlare poi delle critiche ai tecnici ingegneri "da liceo" che spiegano tecnologie o solo teoriche o obsolete secondo i Sacri Testi con i quali il dialogo e' impossibile, arrivando a negare l'evidenza.
E visto che in Italia la formazione in ambito lavorativo e' vista solo un costo e non una risorsa e che il personale e' sempre la meta' di quello realmente necessario, allo stagista nessuno puo' insegnare nulla, perche' bisogna "correreeeee" e il tempo e' poco. "Stai i', leggi il giornale, gioca col picci' e non far danni". Se e' fortunato lo mettono a compilare tabelle e la lista della mensa con Excel.

Con un mondo cosi' "arroccato" sulle proprie posizioni, lo stagista viene ridotto a qualcosa per poter dire "Collaboriamo con le scuole" e "Abbiamo perso tempo per fare gli stages. Adesso abbiamo bisogno di 'uno buono'".



16-11-2007, 22.28.55
shiren

ciao a tutti
rispondo con un'idea provocatoria
perche i presidi di itis e facolta ing
non pigliano un po di vecchietti
dalle piccole officine mecc e li pigliano per consulenze di formazione
e' probabile che gli studenti imparerebbero qualcosa in piu di pratica
per la teoria ai voglia quando ne trovi nelle scuole
anzi io separerei le materie
quelle umanistiche a carico dello stato (per ovvi motivi)
quelle tec a cura del rettore o del preside
che si scelgano i prof e consulenti dove vogliono
e ovvio che se una scuola sforna giuvinotti che il giorno dopo vanno a lavorare
il preside ha indovinato i consulenti
se dalla scuola escono solo somari
il preside ha fallito e con esso aime'anche gli allievi
forse si creerebbe una sorte di concorrenza(tanto di moda in tutti i settori) fra le scuole
liberializziamo anche le scuole publiche(solo quelle)
buona serata
shiren



16-11-2007, 23.35.52
stef_design

Secondo l'umile parere di uno studente che lavora, l'università (se fatta bene), è importante. Piuttosto posticiperei l'entrata di uno studente nel mondo del lavoro per un master o dottorato di ricerca. Di lavori se ne trovano a volontà (basta avere la voglia di cercarli), gli anni dell'università invece non sono più recuperabili.
ciao



17-11-2007, 00.20.04
shiren

Citazione:Originalmente inviato da stef_design
Secondo l'umile parere di uno studente che lavora, l'università (se fatta bene), è importante. Piuttosto posticiperei l'entrata di uno studente nel mondo del lavoro per un master o dottorato di ricerca. Di lavori se ne trovano a volontà (basta avere la voglia di cercarli), gli anni dell'università invece non sono più recuperabili.
ciao
e chi ti ha detto di perdere gli anni di universita
anzi
io metterei la presenza giornaliera obligatoria
dopo un certo n°di assenze(per qualsiasi motivo)
torni l'anno dopo
e l'anno dopo dopo il 50% del numero di assenze vieni eliminato
shiren



17-11-2007, 10.30.18
OldWarper

Quello che s'intende dire e' che l'Universita' e' necessaria ma NON sufficiente, al contrario di molti che pensano sia abbastanza per trovarsi un bel posto in ufficio con pornosegretaria e Cayenne Turbo (perche' l'"S" e' da barboni...) sotto al cu*o. Poi si sentono frustrati se l'ultimo degli operai gli bagna il naso e fa fare loro la figura dei somari.
E' un punto di partenza, un trampolino per la professionalita', piu' alto di quello che puo' avere un operaio o un diplomato: come tale, se spicchi il volo puoi andare piu' in alto e in minor tempo, ma se precipiti fai un tonfo molto piu' pesante e doloroso.



17-11-2007, 10.51.33
shiren

Citazione:Originalmente inviato da OldWarper
Quello che s'intende dire e' che l'Universita' e' necessaria ma NON sufficiente, al contrario di molti che pensano sia abbastanza per trovarsi un bel posto in ufficio con pornosegretaria e Cayenne Turbo (perche' l'"S" e' da barboni...) sotto al cu*o. Poi si sentono frustrati se l'ultimo degli operai gli bagna il naso e fa fare loro la figura dei somari.
E' un punto di partenza, un trampolino per la professionalita', piu' alto di quello che puo' avere un operaio o un diplomato: come tale, se spicchi il volo puoi andare piu' in alto e in minor tempo, ma se precipiti fai un tonfo molto piu' pesante e doloroso.
quoto
e basta
shiren
 
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