Family table vs componente flessibile

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#1
Buona sera a tutti,

ho un componente standard a forma di cilindro il quale ha diametro ed altre lavorazioni sempre uguali e l'unica variabile è la lunghezza.

Mi sono creato il disegno inserendo al posto del numero che indica la lunghezza il simbolo L, in maniera che di volta in volta sarò io ad indicare all'operatore la quota L da ottenere.

Il problema principale è che questo pezzo fa da registro ad altri pezzi di un assieme, quindi può assumere moltissime lunghezze diverse, ad es. una volta L=10.05, 9.96, 15.02, 20.15, 18.65, ecc...

Se avessi tipo 10-20 lunghezze ben definite a step precisi, e che quindi seguono una certa logica, passerei attraverso family table ed ogni L avrebbe il suo codice, ma visto la moltitudine di valori che può assumere L mi son fatto l'idea che con la flessibilità è più semplice da gestire, anche se credo che tale funzione non sia proprio nata con questo scopo..

Altro limite che vedo nella flessibilità è che il componente assume la quota L impostata solo in assieme, mentre se lo apro singolo mi fa vedere il pezzo con la quota originale.
Cosi se voglio vedere solo il pezzo singolo come sarà effetivamente, picche...

Voi come vi comportate in questi casi?
 

AMinati

Utente Standard
Professione: Ingegnere
Software: ProE
Regione: VENETO
#2
Se il particolare compare una sola volta nell'assieme, o più volte con la medesima lunghezza, puoi controllarne la lunghezza con Pro/program assegnadogliela nell'assieme attraverso una opportuna variabile (magari calcolata in funzione di altri parametri) e "passandola" alla parte in questione attraverso la funzione EXECUTE PART .... .
Diversamente prova con gli elementi flessibili di cui però non ti sò dire nulla perchè mai usati.

AMinati
 

DANI-3D

Utente Senior
Professione: PROGETTISTA MECCANICO
Software: PRO-E WF5
Regione: TOSCANA
#3
Saluti,

In questi casi tramite le relazioni ed i parametri importo il testo della quota variabile e la aggiungo al codice del pezzo, così facendo, sia con i componenti flessibili che di family table al variare della quota in esame il codice cambia.
 

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#4
Ciao a tutti,

@Aminati, avevo pensato anch'io di passare attraverso program, ma purtroppo ci sono dei casi in cui lo stesso componente con lunghezze diverse può essere assemblato più volte nello stesso assieme.

@dani-3d, io però il componente lo tengo in libreria e lo carico in assieme attraverso il search path, e non ne faccio una copia nella dir di lavoro.
 

DANI-3D

Utente Senior
Professione: PROGETTISTA MECCANICO
Software: PRO-E WF5
Regione: TOSCANA
#5
lo puoi fare comunque indipendentemente da dove salvi il particolare
 

cletus

Utente Standard
Professione: Disegnatore elettromeccanico
Software: ProE WF5
Regione: Lombardia
#6
Organizziamo una sfida tra fam table ed elemento flessibile per vedere chi sarà il migliore. Datemi una mano o correggetemi.
ho un componente standard a forma di cilindro il quale ha diametro ed altre lavorazioni sempre uguali e l'unica variabile è la lunghezza.
Fam table - flex: 1-1

Mi sono creato il disegno inserendo al posto del numero che indica la lunghezza il simbolo L, in maniera che di volta in volta sarò io ad indicare all'operatore la quota L da ottenere.
Il disegno sarà di tipo tabellare, Fam table - flex: 2-1

Se avessi tipo 10-20 lunghezze ben definite a step precisi, e che quindi seguono una certa logica, passerei attraverso family table ed ogni L avrebbe il suo codice, ma visto la moltitudine di valori che può assumere L mi son fatto l'idea che con la flessibilità è più semplice da gestire, anche se credo che tale funzione non sia proprio nata con questo scopo..
Non mi è chiaro, questi particolari devono avere un loro codice univoco oppure no? Se si, con le fam table tutto semplice, con i flex forse più complicato. Non mi sbilancio.

Altro limite che vedo nella flessibilità è che il componente assume la quota L impostata solo in assieme, mentre se lo apro singolo mi fa vedere il pezzo con la quota originale.
Cosi se voglio vedere solo il pezzo singolo come sarà effetivamente, picche..
Fam table - flex: 3-1

ci sono dei casi in cui lo stesso componente con lunghezze diverse può essere assemblato più volte nello stesso assieme.
Quindi avrà codici differenti?
 

DANI-3D

Utente Senior
Professione: PROGETTISTA MECCANICO
Software: PRO-E WF5
Regione: TOSCANA
#7
per la sfida tra i due sistemi occorre valutare queste ipotesi:

Se le configurazioni sono tante, ma definite sia come numero che come lunghezze, vedo meglio una family table che è più stabile e meglio modificabile.

Altrimenti se le combinazioni sono difficilmente prevedibili meglio usare un elemento flessibile.
 

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#8
Grazie a tutti per aver messo un pò di chiarezza.

@ cletus, l'idea mia è che il pezzo debba avere un unico codice, anche se le lunghezze sono diverse.
Tipo, io dico all'operatore mi fai 2 pezzi codice pippo con L=50.21, 3 pezzi pippo con L= 12.3 e un pippo con L=32.56, e non dargli 3 codici diversi tipo pippo50.21, pippo12.3 e pippo32.56.
Ma forse quello dell'operatore è il male minore, perchè in produzione funziona bene anche se dò il codice+lunghezza, tipo l'ipotesi di dani-3d di passare attraverso relazioni,
il problema lo vedo in proe, dove potrei trovarmi una family table bella lunga, in quanto la quota L è molto variabile.

Cmq, ora scrivendo il post e riflettendo sul modo corretto di procedere, penso che passerò attraverso family, mi creo il disegno standard della variante generica, metto al posto del valore di lunghezza il simbolo L, e mi creo di volta in volta le istance che mi servono.
Attraverso le relazioni imposto un codice univoco per tutte le varianti e sempre attraverso relazioni estraggo la lunghezza che poi andrò ad utilizzare nella distinta materiale nella casella dimensioni.

Cosa ne pensate?

La flessibilità la vedo più corretta per rappresentare uno stato temporaneo di un componente, tipo una molla compressa, stelo di un cilindro dentro o fuori ecc., e non per un componente dimensionalmente stabile..
 
Professione: Lavoro Monotono
Software: "Pala e Picco"
Regione: Piemonte
#9
l'idea mia è che il pezzo debba avere un unico codice, anche se le lunghezze sono diverse.
Non mi piace molto questa soluzione, ad ogni lunghezza preferirei avere un codice univoco.
Ad esempio pippo1 L=X, pippo2 L=Y, pippo3 L=Z, dove pippo1 sarà presente ad esempio nell'assieme A B C, pippo2 in A E F e così via, anche un domani per eventuali ricambi non rischi "casini"... :smile:

Ciao
P-H
 

maxopus

Mod. Creo e Reverse Eng.
Staff Forum
Professione: Progettista meccanico
Software: Creo Parametric
Regione: Marche (PU)
#10
Non mi piace molto questa soluzione, ad ogni lunghezza preferirei avere un codice univoco.
Ad esempio pippo1 L=X, pippo2 L=Y, pippo3 L=Z, dove pippo1 sarà presente ad esempio nell'assieme A B C, pippo2 in A E F e così via, anche un domani per eventuali ricambi non rischi "casini"... :smile:

Ciao
P-H
Perfettamente d'accordo, Una lunghezza diversa deve implicare un codice diverso. Che si cerchi un sistema per generare automaticamente il codice, è un altro discorso.

Il componente flessibile ha un'altra logica.
Pensate ai pezzi di fine tratta che vengono tagliati in cantiere, come un tubo o un battiscopa.
Non state li e generare un nuovo codice, inserite anche per l'ultimo pezzo della tratta il codice standard e lo "aggiustate" nell'assieme.
In questo modo avrete una distinta più lineare e corrispondente alla realtà, arrotondata all'unità superiore, come è giusto che sia.
 

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#11
Ok, ma quello che intendo fare io è come ad esempio per le viti a testa cilindrica esagono incassato (a brugola). Ho creato una family dove nelle relazioni ho messo il codice standard che è uni5931, e la dimensione che viene ricavata sempre attraverso i parametri. Poi nella distinta riporto il codice e la dimensione.

Oppure voi assegnate un codice diverso per ogni diametro e lungh diversa di vite?
 
Professione: Lavoro Monotono
Software: "Pala e Picco"
Regione: Piemonte
#12
Ok, ma quello che intendo fare io è come ad esempio per le viti a testa cilindrica esagono incassato (a brugola). Ho creato una family dove nelle relazioni ho messo il codice standard che è uni5931, e la dimensione che viene ricavata sempre attraverso i parametri. Poi nella distinta riporto il codice e la dimensione.

Oppure voi assegnate un codice diverso per ogni diametro e lungh diversa di vite?
Il discorso viti a mio avviso è ben diverso da un discorso di particolare costruito a disegno.
Una vite una volta indicata in distinta dimensione e grado non hai problemi di equivoci, sarà uguale per tutti, è sempre un componente di commercio, anche se ad essere onesto ho visto aziende codificare vite per vite... :cool:
Diverso il discorso se ho un componente costruito a disegno dove a variare la lunghezza L mi va a cambiare anche la posizione di montaggio o la macchina dove è inserito.
Non vorrei trovarmi un domani un cliente che mi chiede il particolare codice pippo1 (dove le lunghezze possono essere 100 diverse...) e consegnare per una codifica "azzardata" un pezzo che poi non va bene... (sempre meglio stare dalla parte della ragione)

Ciao
P-H
 

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#13
Il tuo discorso preparation non fa una grinza, però come dici te, per una vite, indicato dimensione e grado puoi recuperare facilmente il pezzo.

Però se il cliente viene da me e vuole un pezzo di ricambio e mi indica il codice del componente (=grado della vite) e la dimensione (=dimensione della vite), io non dovrei aver nessun problema a dargli un pezzo uguale. Indipendentemente dal progetto su cui è collocato il particolare.
 
Professione: Lavoro Monotono
Software: "Pala e Picco"
Regione: Piemonte
#14
Il tuo discorso preparation non fa una grinza, però come dici te, per una vite, indicato dimensione e grado puoi recuperare facilmente il pezzo.

Però se il cliente viene da me e vuole un pezzo di ricambio e mi indica il codice del componente (=grado della vite) e la dimensione (=dimensione della vite), io non dovrei aver nessun problema a dargli un pezzo uguale. Indipendentemente dal progetto su cui è collocato il particolare.
immagino che per una vite non venga nemmeno da te... (sempre che il tuo cliente sappia cos'è una vite! :eek:)
Il problema potrebbe nascere su particolari dedicati.
Ti faccio un esempio molto stupido:
Su una tua macchina hai montato 3 tipi di boccole, sono identiche in materiale, diametro interno, diametro esterno, ma variano 1 dall'altra in 2 decimi di mm in lunghezza.
Ora tu codifichi tutte le boccole con il codice pippo1, solo al tuo interno dai a chi deve costruire il pezzo indicazioni su quali devi fare una lunghezza e su quali farne un'altra e così via.
Capisci che in questo caso il tuo cliente prendendo la distinta ti dice mi si è rotta la boccola cod. pippo1, potrebbero nascere pericolosi malintesi... :wink:

Ciao
P-H
 

Fabietto

Utente Junior
Professione: Progettista
Software: Pro/e
Regione: Veneto
#15
Tutto chiaro p-h, hai ragione, cmq nella distinta materiale fornita al cliente i 2 pezzi compariranno in 2 righe distinte, avranno codici uguali, ma nella casella posizione e dimensioni avranno valori diversi.
 

lriboli

Utente poco attivo
Professione: progettista
Software: Pro/e
Regione: ITALIA
#16
Io sono per il componente flessibile
-eseguirei un disegno della parte flessibile con quota marcata 'L' sulla sua 'flessibilita'
-nel report dell'assieme visualizzerei la quota flessibile('L') in tutte le sue istanze(da non confondere con istance di family table).
-se necessiti del codice particolare per quella lunghezza potresti 'flessibilizzare' anche il codice