Delucidazione sulle versioni di cocreate

crozza

Utente Junior
Professione: disegnatore
Software: PTC Modelling, PTC Drafting, SolidWorks 2015
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#1
Ciao a tutti è la prima volta che scrivo qui, mi chiamo Paolo

Nella mia ditta, si dovrebbe iniziare a "mollare" il 2d di PTC ( drafting) per iniziare ad utilizzare il 3D, ma abbiamo dei dubbi di base abbastanza importanti.


provo a fare delle domande abbastanza schematizzate, perchè trovo sempre risposte differenti:

noi in ditta abbiamo CoCreate Modelling 18.1, che differenza c'e con creo 3.0 e con il Parametrics 2.0?

come PDM abbiamo Model Manager, windchill cosa sarebbe? che differenze? meglio un PDM esterno a PTC?

Voi come gestite la modellazione delle lamiere? perche il modulo BASIC SHEET ( quello base) sembra MOLTO macchinoso e lento, e sopratutto noi diamo le lamiere da fare a terzisti, come fattore K cosa metto? ( usiamo 1.2 , 1.5 , 2 e 3 mm)

Noi costruiamo macchinari, siamo in 4 nell 'ufficio tecnico, quindi non è enorme, avete consigli su come doverci muovere?

spero non manchino info importanti.

grazie dell'aiuto.
 

Kaji

Utente Standard
Professione: Disegnatore CAD e progettista meccanico
Software: PTC Modeling 19.0 PE2 CdM, poco Inventor e Documenta
Regione: Emilia Romagna
#2
La Cocreate, azienda creatrice di Modeling,CAD di modellazione "diretta", è stata acquistata lustri fa da PTC (Parametric), che faceva un CAD di filosofia opposta cioé puramente Parametrico che in poche parole ti fa disegnare lo schizzo da cui nascono i solidi con le quote parametrizzate, poi tu entri nello schizzo, modifichi la misura della quota e ti si modifica in automatico il 3D con tutti i vincoli che hai associato loro.
Di solito la modellazione diretta è più vantaggiosa per chi disegna e progetta oggetti molto variegati, la modellazione parametrizzata è ottima per chi costruisce oggetti più simili tipo cilindri oleodinamici: tu imposti i parametri vari alesaggio, stelo, camicia e corse e lui in automatico ti ridisegna il cilindro completo.

La PTC acquistando la Cocreate ha cercato di creare un software che ti permetta di utilizzare al meglio entrambe le procedure, per esempio in Cocreate ha aggiunto le annotazioni 3D che sono quote del 3D che modificate ti variano il 3D in automatico.

Per quanto riguardo il PDM io uso quello della CDM IsiGraf prima Jclient poi PE3 e devo dire che l'ho trovato notevolmente vantaggioso rispetto a Model Manager (mi pare si chiamasse così) quello originale della Cocreate. Inoltre possono fornirti personalizzazioni che ti rendano più facile la codifica ed il salvataggio in automatico dei tuoi 3D ed infine ti forniscono comandi e macro alcune delle quali però sembrano trovate free su internet e semplicemente tradotte in italiano.

Per quanto riguarda le lamiere c'è anche un modulo SHEET a pagamento ma non lo conosco, so che dalla versione 18 in poi (io ho la 17) hanno aggiunto anche il comando calandratura; io di norma per fare le lamiere uso la modellazione 3D normale ed alla fine "associo" il materiale per trasformarla in lamiera, nell'immagine c'è l'esempio di una lamiera 2 mm realizza partendo da un parallelepipedo ed usando solo:

svuota con distanza 30
raccordi 4 mm, cioé il raccordo esterno
svuota con distanza 2
sposta faccia
associa materiale e sviluppo

Infine un ultimo consiglio visto che siete in pochi non mettete le personalizzazioni sul server ma lasciatele in locale anche se vi tocca cambiarle quattro volte, il programma in automatico ogni volta che lo si chiude salva le modifiche delle personalizzazioni, noi che siam stati al massimo in 3 le avevamo in tecnico e ci ha creato solo grattacapi
 

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Professione: ♔ Technical manager - Mechanical engineer ♚
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#3
Avete pensato bene nel rimanere su cocreate? Avete provato altri programmi 3d? Purché se ne dica.... troverete un confort diverso con i modellatori storici....cosa che con cocreate non troverete.

Per esempio noi arrivavamo da anni di Me10 cioè il drafting 2d. Beh abbiano deciso di passare a solidworks. Come strumento gestisce in modo molto più tradizionale i files e i suoi processi, compreso pdm.

É un po' come Windows, Linux e Apple. Dipende cosa ci devi fare.

Ricordo che solidworks ha il modulo di modifica diretta, comodo con le parti di commercio importate fa iges o step, oppure per parti in casi particolari. Per il resto é parametrico.

Per esempio se devo strutture uno strano di tranciatura e piegatura ho tutto parametrizzato con equazioni e inserendo le dimensioni base mi modifica tutti i componenti compreso il modello del presto finito, cioè la lamiera tranciata.
Le lamiere sono gestite con tutti gli strumenti del settore e su può fare tutti gli sviluppi che si vogliono.
 

crozza

Utente Junior
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#4
Ciao

vi ringrazio per le risposte, come programma continueremo ad utilizzare Modelling, visto l'investimento fatto,

volevo capire voi le lamiere come le gestite?

Noi ora disegniamo come fosse un normalissimo pezzo. mentre da quel che ho capito voi associate al pezzo la "qualita di essere una lamiera". Come fate a far sviluppare su Annotation dei scatolati? ovviamente mi da errore perche li trova tutte unite le facce ( anche dopo aver associato una lamiera).

Noi avevamo pensato tipo in vasche molto grosse di dividerlo tutto in particolari e associarle ad un gruppo, però cosi facendo mi creo una mole di lavoro enorme, con annotation ecc

altra domanda, noi gli spessori fino al 3 mm li sviluppiamo con fattore K a 0, cioè il disegno a spigoli vivi e prendo interno-interno per la lunghezza dei lembi e il punto di piega, ( in poche parole disegno senza spigoli curvati, scompongo in facce il disegno e le ricollego senza aggiungere o togliere materiale) però su modelling è impossibile da fare, quando sviluppo mi calcola l'interno linea + meta dell arco del raggio....
 

Kaji

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#5
Io di solito seguo la realtà, cioé se la scatola è formata da 2 lamiere piegate faccio due lamiere piegate, se sono 4 faccio 4 etc.
Se tu fai una lamiera in cui i lembi non adiacenti nello sviluppo si tocca, lui non riesce a aprirla, ci deve essere un piccolo margine.
Per esempio delle due scatole nell'immagine OSD riuscirà a sviluppare solo quella in cui i due lati sono un po' separati, poi per far lo sviluppo in Annotatio devi selezionare il comando tavola di sviluppo (quello riquadrato in arancion) che ti aprirà la finestra 3D VIP con i solidi che hai nel 3D e tu dovrai selezionare una faccia del solido da sviluppare.
Per quanto riguarda il fattore K più ti avvicini allo zero e più lo sviluppo risulta essere il contorno interno della lamiera
 

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crozza

Utente Junior
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#6
Kaji ti ringrazio per le tue risposte,

pero quando faccio scatolati con solo 4 pieghe a 90 gradi, io di solito lo sviluppo e lo piego tutto dalla stessa lamiera, percui mi dici che se volessi farlo sul 3D, dovrei lasciare tutti i lembi piu corti che non si toccano ( tipo 5 decimi) giusto? pero quando faro la tavola in annotation li vedrò una doppia riga che non esiste in realtà, ho capito bene?

ma quando fai un particolare che nella realtà sara composto da due lamiere saldate, farei 3 codici giusto? ( 2 le lamiere e una il gruppo di insieme del particolare finito).


Grazie per l'aiuto
 

cacciatorino

Moderatore SolidEdge
Staff Forum
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Regione: Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
#7
Kaji ti ringrazio per le tue risposte,

pero quando faccio scatolati con solo 4 pieghe a 90 gradi, io di solito lo sviluppo e lo piego tutto dalla stessa lamiera, percui mi dici che se volessi farlo sul 3D, dovrei lasciare tutti i lembi piu corti che non si toccano ( tipo 5 decimi) giusto? pero quando faro la tavola in annotation li vedrò una doppia riga che non esiste in realtà, ho capito bene?

ma quando fai un particolare che nella realtà sara composto da due lamiere saldate, farei 3 codici giusto? ( 2 le lamiere e una il gruppo di insieme del particolare finito).


Grazie per l'aiuto
Se ho capito bene cosa vuoi fare, prova a fare un taglio longitudinale sul tuo scatolato, come indicato nell'immagine allegata (che poi sara' quello che fai nella realta', immagino.
 

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crozza

Utente Junior
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#8
posto le foto di come eseguo ora e di cio che penso:

la prima foto è di come ora io disegno i particolari

IMMAGINE1.jpg

la seconda foto è di come penso voi mi stiate dicendo che vada fatto.

Immagine2.jpg

e mi da l'errore quando provo a svilupparlo sul 3D perchè comunque i lembi sotto di toccano

NOSVILUPPO.jpg

mentre questo è l'annotation:

Immagine3.jpg

il fatto che il mio pezzo finito è come la prima immagine, visto che i lembi li saldo, quindi nel progetto dovrebbe esserci il "finito" perchè senno tutte le lamiere rimangono esteticamente diverse dalla realtà.

Poi come si può notare nel 2D ( come ovvio che sia) rimangono tutte le linee, mentre ora nel 2D su drafting non abbiamo perchè disegniamo il finito, e tutte le modifiche le facciamo quando produciamo lo sviluppo ( ora lo sviluppo dei 2D li faccio su drafting, tolgo gli spessori e incollo i lembi, quindi gli scassi ecc li faccio in base ai utensili che ho in officina (uso una punzonatrice) ).

per sviluppare devo per forza arrotondare gli spigoli? perchè quando misuro lo sviluppo per sapere dove devo piegare, mi calcola la lunghezza lembo + meta arco del raggio interno, quindi la misura viene "sbagliata"

spero di essermi spiegato abbastanza bene :p

volevo sapere se mi sto muovendo nel modo giusto o meno.
 

Kaji

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Regione: Emilia Romagna
#9
pero quando faccio scatolati con solo 4 pieghe a 90 gradi, io di solito lo sviluppo e lo piego tutto dalla stessa lamiera, percui mi dici che se volessi farlo sul 3D, dovrei lasciare tutti i lembi piu corti che non si toccano ( tipo 5 decimi) giusto? pero quando faro la tavola in annotation li vedrò una doppia riga che non esiste in realtà, ho capito bene?

ma quando fai un particolare che nella realtà sara composto da due lamiere saldate, farei 3 codici giusto? ( 2 le lamiere e una il gruppo di insieme del particolare finito).
Non sono un esperto di lamiere, solitamente disegno pezzi di grosso spessore, saldate e lavorare alle macchine utensili; le lamiere di 2 mm le uso solo per i serbatoi, che classicamente faccio con due C incrociate e saldate, o per le cofanature.
Le lamiere "a scatola" solitamente le ho sempre viste con i lembi molto più piccole della faccia centrale, inoltre credo che lasciare qualche decimo sia una buona cosa anche nella realtà, perché è meglio che tra i lembi ci sia un po' di luce che un'eventuale interferenza che ti lascia storta una delle due lamiere.

Per quanto riguarda la messa in tavola nel caso della scatola io fare lo sviluppo e due sezioni ortogonali quotando i lembi che compaiono sezionati, dove si vedono le pieghe, così la doppia linea, come la chiami tu, non crea confusione dato che un lembo è sezionato per l'altra faccia è visibile.

Inoltre per i codici io solitamente faccio codice per ogni singola lamiera, codice per il particolare saldato (per esempio un serbatoio) ed infine codice per l'assieme completo cioé il serbatoio completo del suo coperchio, dei suoi filtri etc etc.

Infine per il raggio di curvatura, dovrebbe indicare la punta per la piega, ed un raggio minimo, anche 0,1, probabilmente è necessario a piegare la lamiera, io classicamente indico un raggio di piega pari allo spessore e come sviluppo faccio la linea interna per le lamiere sottili, 1/3 dentro le medie, 2/3 le grandi; anche se per me la cosa migliore sarebbe farsi dire dal fornitore che regola seguire, così si evita di dover mettere a posto i disegni.
 

crozza

Utente Junior
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#10
Non sono un esperto di lamiere, solitamente disegno pezzi di grosso spessore, saldate e lavorare alle macchine utensili; le lamiere di 2 mm le uso solo per i serbatoi, che classicamente faccio con due C incrociate e saldate, o per le cofanature.
Le lamiere "a scatola" solitamente le ho sempre viste con i lembi molto più piccole della faccia centrale, inoltre credo che lasciare qualche decimo sia una buona cosa anche nella realtà, perché è meglio che tra i lembi ci sia un po' di luce che un'eventuale interferenza che ti lascia storta una delle due lamiere.

Si infatti come vedi nell'immagine sopra, ho specificato che quando sviluppo ecc. creo scassi e fori per la piegatura che dopo verranno saldati e il pezzo torna come l'immagine 1 ( la prima che ho messo nell'ultimo post).
quello che volevo chiedere da ora in poi quando disegno una lamiera devo già pensare alla lavorazione dopo creando scassi ecc, per la piegatura, cosi da poter creare lo sviluppo automatico su annotation?
però cosi facendo nel progetto NON ci sarà mai la vera lamiera finita perchè io quei scassi li chiudo con la saldatura. (quindi il pezzo torna come l'immagine 1).
Però quando vedo i disegni 3d delle lamiere su internet non vedo mai questi accorgimenti per lo sviluppo, voi come lavorate?


Per quanto riguarda la messa in tavola nel caso della scatola io fare lo sviluppo e due sezioni ortogonali quotando i lembi che compaiono sezionati, dove si vedono le pieghe, così la doppia linea, come la chiami tu, non crea confusione dato che un lembo è sezionato per l'altra faccia è visibile.

qui ammetto di non aver capito cosa intendi scusa

Inoltre per i codici io solitamente faccio codice per ogni singola lamiera, codice per il particolare saldato (per esempio un serbatoio) ed infine codice per l'assieme completo cioé il serbatoio completo del suo coperchio, dei suoi filtri etc etc.

è come avevamo pensato di iniziare a lavorare anche noi per facilitarci sviluppi etc, perchè per vasche molto articolate IO non posso sapere come il nostro fornitore deciderà di tagliarla, quindi pensavo di fargli i pezzi con le pieghe ovvie e poi deciderà lui incollandosi i pezzi come tagliarla

Infine per il raggio di curvatura, dovrebbe indicare la punta per la piega, ed un raggio minimo, anche 0,1, probabilmente è necessario a piegare la lamiera, io classicamente indico un raggio di piega pari allo spessore e come sviluppo faccio la linea interna per le lamiere sottili, 1/3 dentro le medie, 2/3 le grandi; anche se per me la cosa migliore sarebbe farsi dire dal fornitore che regola seguire, così si evita di dover mettere a posto i disegni.

ho fatto delle prove ho notato che se scasso solo i lembi, e non do nessun angolo di piega, lasciando spigolo vivo, sul 3D ovviamente non lo piega ( che non mi interessa) Mentre su annotation lo sviluppa con fattore K a 0 proprio come volevo
grazie per la risposte intanto, mi state aiutando tantissimo a capire il concetto di come lavorare la lamiera