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Cambio rapido stampi plastica ad iniezione

Professione: Progettista stampi e Cad Manager
Software: Thinkdesign
Regione: Veneto
#1
Salve a tutti
devo realizzare uno stampo a camera calda a più impronte che deve realizzare due cambi versione e fin qui tutto bene....la novità per me consiste nel dover effettuare il cambio tra una versione e l'altra direttamente in macchina:(
Al momento non ho idea di come effettuare questa operazione....pensavo a dei moduli da montare direttamente sullo stampo in macchina ma non so come staffarli .....
qualcuno di voi ha esperienza in merito ? :D
 

3dxx

Utente Standard
Professione: progettista
Software: tanti
Regione: veneto
#2
Se si puo prova ad inserire dei tasselli intercambiabili.
Se puoi dare qualche informazione in piu'.
 
Professione: Progettista stampi e Cad Manager
Software: Thinkdesign
Regione: Veneto
#3
Se si puo prova ad inserire dei tasselli intercambiabili.
Se puoi dare qualche informazione in piu'.
contavo già di utilizzare degli inserti intercambiabili ma non ho idea di come sostituirli sulle piastre senza togliere lo stampo dai piani della pressa....per questo pensavo ad uno stampo a moduli ma anche in questo caso non ho idea di come staffarli e allo stesso tempo garantire la precisione di uno stampo dedicato.....:)
 

3dxx

Utente Standard
Professione: progettista
Software: tanti
Regione: veneto
#4
é difficile trovare una soluzione senza sapere di che oggetto si tratta, puoi postare unn'immagine o il file? se non ci sono problemi.
Ho visto che sei veneto anche tu, di che zona sei?
 

SHIREN

MOD.Stampi e manuf.indust
Staff Forum
Professione: Perito Ind.mecc.MODELLI E ATTREZZATURE PER FONDERIE STAMPI-PROTOTIPI INDUSTRIALI
Software: "ah capa"
Regione: NAPOLI
#5
contavo già di utilizzare degli inserti intercambiabili ma non ho idea di come sostituirli sulle piastre senza togliere lo stampo dai piani della pressa....per questo pensavo ad uno stampo a moduli ma anche in questo caso non ho idea di come staffarli e allo stesso tempo garantire la precisione di uno stampo dedicato.....:)
CIAO MATITAROTTA
penso che dovresti postare uno schizzo
per vedere la fattibilita del tutto
parlare di stampi ad iniezione e'gia difficile
parlare di iniezione con camera calda e' ancora piu complicato
modificare il tutto per una seconda versione in corso "d'opera"!!!!!!!!!!
se al tutto aggiungiamo che non abbiamo una minima idea di quello che bisogna fare !!!!!!!!
abracci
shiren
 

IPdesign

Guest
#6
Molto empiricamente, con quei pochi dati che ci fornisci :

scomporre la matrice iniezione/estrazione in modo che la parte comune delle impronte versionate rimanga sempre montata prevedere per le zone intercambiabili un montaggio con pareti coniche e viti con testa sul lato chiusura stampo .
Se non hai la possibilità di mettere online materiale esplicativo risulta problematico risponderti in maniera esaustiva.
Al max puoi provare a contattarci in privato .
ciao
 

Meccbell

Utente Senior
Professione: cercare di risolvere i problemi esistenti più velocemente dei nuovi che si creano
Software: SE + SinteCam25 + Featurecam Mill3D
Regione: Malpensaland - Lombardia
#7
Secondo me (molto spannometricamente, dato che non sappiamo nè le dimensioni dello stampo, nè la sua complessità) se il problema è la velocità di passaggio tra una versione e l'altra, qui vale il detto "chi più spende, meno spende".

Mi spiego. Innanzitutto nel momento in cui si dovesse intervenire sullo stampo, occorre che questo e le piastre della macchina siano fredde. E già questa cosa, a seconda delle dimensioni di stampo e macchina, si può prendere anche qualche ora.
Poi c'è il problema che veniva giustamente evidenziato che se non si vuol togliere lo stampo dalla macchina, allora tutto quello che riguarda bloccaggio ed estrazione (particolare non secondario data le precisioni di accoppiamento dei tasselli) si deve trovare sulle facce aperte delle piastre, complicando non poco il disegno dello stampo e tra l'altro creando una infinità di possibili appigli per sporco e residui vari che andranno immancabilmente a deteriorare i piani di chiusura.
Da ultimo, ma non secondario, e parlo per esperienza anche in settori affini allo stampaggio, quando una cosa la devi montare e smontare e/o attaccare e staccare troppo spesso, alla fin fine si inizieranno a perdere i pezzi per strada.

Il "combinato disposto" tra il lavorare in posizioni strane e scomode (come in mezzo ad una pressa ad iniezione), magari maneggiando pezzi caldi perchè non si vuole attendere i giusti tempi ed infine con il rischio di qualche martellata fuori posto, vedrai che prima o poi costringerà a togliere il tutto, riportarlo in attrezzeria e sottoporlo ad un magari lungo "lifting".

Morale, sempre tenendo conto di quanto non possiamo sapere, alla fin fine meglio 2 stampi separati, magari semplificati al massimo e poi, giù uno, sù quell'altro.
:)
 

adrix

Utente Standard
Professione: Faccio fotocopie
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Regione: A nord
#8
In effetti avremo bisogno di avere più dati per aiutarti a risolvere questa situazione.
Mi è ancora capitato di dover progettare stampi con cambio versione direttamente sulla pressa, però si trattava di stampi di grandi dimensioni e comunque ad una sola impronta.
Per uno stampo a più impronte è molto più complesso, dipende soprattutto dal numero di impronte che è composto lo stampo.
Ci sono ancora troppe incognite...
 

tecnico_plast

Moderatore
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Professione: disegnatore/progettista/grafico
Software: Creo Parametric...e molti altri
Regione: Sicilia
#9
ciao, dove lavoro io facciamo quasi esclusivamnete stampi con tasselli intercambiabili, ma come diceva Meccbel, il problema del raffreddamento non è da sottovalutare, nella maggior parte dei casi è necessario "scendere" lo stampo per effettuare il cambio versione, anche perchè, nella maggior parte dei casi (forse in tutti, nel nostro caso), cambiando versione si devono sostiture anche spine di estrazione, anime di svuotamento, maschi, o altri pezzi...
 

SHIREN

MOD.Stampi e manuf.indust
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Professione: Perito Ind.mecc.MODELLI E ATTREZZATURE PER FONDERIE STAMPI-PROTOTIPI INDUSTRIALI
Software: "ah capa"
Regione: NAPOLI
#10
ciao, dove lavoro io facciamo quasi esclusivamnete stampi con tasselli intercambiabili, ma come diceva Meccbel, il problema del raffreddamento non è da sottovalutare, nella maggior parte dei casi è necessario "scendere" lo stampo per effettuare il cambio versione, anche perchè, nella maggior parte dei casi (forse in tutti, nel nostro caso), cambiando versione si devono sostiture anche spine di estrazione, anime di svuotamento, maschi, o altri pezzi...
ciao tecnico
il tutto e' sempre possibile
mi e' gia capitato
ma per piccole cose (una orecchia una volta dex e 10 volte six)
ma qui metti l'inserto a tappare
basta prevedere il tutto su disegni di prog.dello stampo
e' ovvio che nel caso specifico
aspettiamo che MATITAROTTA
ci illumini con uno schizzo significativo del tutto
abracci
shiren
 

matte79

Utente Standard
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#11
in generale mo sono sempre comportato così..matrici minimali che contengano appena la parte bloccata con piani a zero su un portamartici poi fissato allo stampo e separato dalla camera calda con un isolante...detto così è nulla un'idea delle dimensioni farebbe comodo...
 
Professione: Progettista stampi e Cad Manager
Software: Thinkdesign
Regione: Veneto
#12
Secondo me (molto spannometricamente, dato che non sappiamo nè le dimensioni dello stampo, nè la sua complessità) se il problema è la velocità di passaggio tra una versione e l'altra, qui vale il detto "chi più spende, meno spende".

Mi spiego. Innanzitutto nel momento in cui si dovesse intervenire sullo stampo, occorre che questo e le piastre della macchina siano fredde. E già questa cosa, a seconda delle dimensioni di stampo e macchina, si può prendere anche qualche ora.
Poi c'è il problema che veniva giustamente evidenziato che se non si vuol togliere lo stampo dalla macchina, allora tutto quello che riguarda bloccaggio ed estrazione (particolare non secondario data le precisioni di accoppiamento dei tasselli) si deve trovare sulle facce aperte delle piastre, complicando non poco il disegno dello stampo e tra l'altro creando una infinità di possibili appigli per sporco e residui vari che andranno immancabilmente a deteriorare i piani di chiusura.
Da ultimo, ma non secondario, e parlo per esperienza anche in settori affini allo stampaggio, quando una cosa la devi montare e smontare e/o attaccare e staccare troppo spesso, alla fin fine si inizieranno a perdere i pezzi per strada.

Il "combinato disposto" tra il lavorare in posizioni strane e scomode (come in mezzo ad una pressa ad iniezione), magari maneggiando pezzi caldi perchè non si vuole attendere i giusti tempi ed infine con il rischio di qualche martellata fuori posto, vedrai che prima o poi costringerà a togliere il tutto, riportarlo in attrezzeria e sottoporlo ad un magari lungo "lifting".

Morale, sempre tenendo conto di quanto non possiamo sapere, alla fin fine meglio 2 stampi separati, magari semplificati al massimo e poi, giù uno, sù quell'altro.
:)
ciao scusa il ritardo nella risposta ma ho appena finito una discussione proprio su questo argomento....
sviscerato tutte le problematiche che hai messo in risalto anche tu e pesato con le dovute considerazioni "pregi e svantaggi" anch'io sono arrivato alle tue stesse conclusioni e cioè che vale di più la pena fare 2 stampi dedicati senza tanti accorgimenti che tentare una strada sconosciuta (nel mio caso sia chiaro !) e a parere di molti difficile.....il problema è farlo capire anche a qualcun'altro !!!!:D
 
Professione: Progettista stampi e Cad Manager
Software: Thinkdesign
Regione: Veneto
#13
In effetti avremo bisogno di avere più dati per aiutarti a risolvere questa situazione.
Mi è ancora capitato di dover progettare stampi con cambio versione direttamente sulla pressa, però si trattava di stampi di grandi dimensioni e comunque ad una sola impronta.
Per uno stampo a più impronte è molto più complesso, dipende soprattutto dal numero di impronte che è composto lo stampo.
Ci sono ancora troppe incognite...
ciao
nel mio caso trattasi di uno stampo a 16 impronte dalle dimensioni approsimative (devo ancora scegliere il portastampo !) di 546x396
....come dicevo a Meccbell mi sto ricredendo sulla funzionalità e sui vantaggi pratici offerti da un cambio in macchina ... credo che l'unico vantaggio sia da vedere in termini di costi poichè posso utilizzare la stessa camera calda per 2 articoli al contrario dovrei spendere invece il doppio !!!:cool:
....comunque il discorso comincia a farsi interessante e vorrei approfondire di più questo argomento !
 
Professione: Progettista
Software: CatiaV5,Pro/E WF2-3,Cimatron IT
Regione: Toscana
#15
ma scusate...ora si fa per ragionare....ovviamente.
Ma si può fare no?

1)ancorare parte mobile dello stampo alla fissa.
2) si realizzano matrici/tassello estraibili da dietro ...
se si separano le matrici ognuna con la sua piastra di estrazione ecco che si estrae piastra-estrattori e tassello/matrice.
stessa cosa con la fissa..ma al contrario
ovviamente bisognerebbe vedere il pezzo.

Esistono degli stampi per 18-20 matrici ALLUMINIO.
probabilmente si può adottare anche per la plastica..correggetemi se sbaglio.
 
Professione: Progettista stampi e Cad Manager
Software: Thinkdesign
Regione: Veneto
#16
per capire meglio quello che dici sinceramente avrei bisogno uno schizzo e qualche dettaglio in più ......comunque da quando ho aperto il post ho avuto modo di ragionarci sopra e sono arrivato ad una possibile soluzione.
Partendo dal presupposto che l'obiettivo è quello di non smontare lo stampo poichè ho previsto l'inserimento di una camera calda a 8 ugelli ho deciso di orientarmi su una configurazione di questo tipo(quando avrò terminato lo studio e come avevo promesso allegherò qualche disegno così discuteremo degli eventuali punti critici e magari apprezzare anche le soluzioni tecniche se ci saranno....)
1) adottare uno stampo normalizzato dove le piastre porta inserti siano le F53 della Meusburger (o simili....il concetto è quello di avere una cava porta inserti che prende tutta l'area di lavoro compresa tra le colenne).
2) realizzazione di 16 moduli (8 lato fisso e 8 lato mobile) dimensionalmente uguali ognuno dei quali porta 2 impronte.
3) Inserire i suddetti moduli all'interno delle piastre F53 prevedendo di lasciare "aria" sia tra modulo e modulo che tra modulo e montante per facilitarne il "prelievo" in fase di cambio.
4) Visto che il centraggio dei moduli in questo caso non viene fatto come di consueto dalla cava (perchè ho bisogno di togliere il modulo con estrema facilità senza "battere" da dietro !), ho pensato di utilizzare 2 coppie di centratori conici per modulo (due metà alloggiate sul modulo e le altre 2 metà sul montante!)in modo da vincolare il modulo nel movimento e allo stesso tempo a stampo aperto, una volta tolte le 4 viti di fissaggio che ho previsto, toglierli senza grossi problemi e realizzare quindi il cambio con altri moduli dove sono già montati gli altri articoli.
Siccome per questo stampo è previsto anche l'utilizzo di slitte, al momento sto pensando come annullare lo sforzo da esse povocato nella chiusura con i tasselli senza andarlo a scaricare sui centratori.
fatto questo dovrei essere a buon punto :D
 

Meccbell

Utente Senior
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#17
Matita,
l'idea potrebbe essere valida, a condizione, come dici tu stesso, che i centratori conici restino in posizione e tengano i moduli ben in posizione.
Secondo me non è solo il problema delle slitte, ma anche quello derivante dalle chiusure/aperture e relativi seppur lievissimi cedimenti di tutta la struttura.

Quanto al fatto di realizzare il blocco in alluminio, come suggerisce mould concept, è vero che lo si fa, ma ci sono 2 problemi.
1) realizzare parti mobili in acciaio, come anche tasselli smontabili che siano accoppiate con parti in alluminio non è mai una buona cosa. Il grippaggio è sempre in agguato.
2) l'alluminio dilata il doppio dell'acciaio e questo può dare dei problemi, soprattutto a livello giochi o interferenze delle parti intercambiabili.

:)
 
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Regione: Toscana
#18
no, scusami..mi sono spiegato male..
dico che negli stampi per iniezionione di alluminio si fanno di queste cose....
basti pensare ad uno stampo che va su una pressa da 700T!
..pova a pensare ad un eventuale cambio matrici mettendo tutte le volte lo stampo di queste dimensioni a terra...
in questo caso si rende indispensabile poter smonatre le matrici in macchina..quindi pensavo ad una cosa simile anche per uno stampo per la plastica..più piccolo ovviamente ma con lo stesso concetto.


grazie.
e alla prossima
 

Meccbell

Utente Senior
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Regione: Malpensaland - Lombardia
#19
no, scusami..mi sono spiegato male..
dico che negli stampi per iniezionione di alluminio si fanno di queste cose....
basti pensare ad uno stampo che va su una pressa da 700T!
..pova a pensare ad un eventuale cambio matrici mettendo tutte le volte lo stampo di queste dimensioni a terra...
in questo caso si rende indispensabile poter smonatre le matrici in macchina..quindi pensavo ad una cosa simile anche per uno stampo per la plastica..più piccolo ovviamente ma con lo stesso concetto.


grazie.
e alla prossima
Allora intendevi stampi per pressofusione dell'alluminio ! ;)
Ok, ci siamo capiti male.
Il mio errore nasce dal fatto che esistono anche stampi per plastica (o meglio, quasi solo per la gomma) che hanno il portastampo in alluminio ed il resto (ovviamente) in acciaio.
Ma anche qui, per i motivi che accennavo, la diffusione di questa tipologia di stampi è abbastanza limitata.
:)
 

SHIREN

MOD.Stampi e manuf.indust
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#20
Allora intendevi stampi per pressofusione dell'alluminio ! ;)
Ok, ci siamo capiti male.
Il mio errore nasce dal fatto che esistono anche stampi per plastica (o meglio, quasi solo per la gomma) che hanno il portastampo in alluminio ed il resto (ovviamente) in acciaio.
Ma anche qui, per i motivi che accennavo, la diffusione di questa tipologia di stampi è abbastanza limitata.
:)
ciao fratello
mi hai sorpassato!!
ma quando li hai fatti i 51!!!!!!!!!!!
mannaggia te ci avvisavi ti prevaravo na festa
con i fiocchi e botto finale comunque anche post.!​
tanti auguri​