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Analisi Modale

meteora

Utente Junior
Professione: Progettazione Meccanica
Software: Wildfire 2.0
Regione: Made in Italy
#1
Salve a tutti, avrei bisogno di chiarire un dubbio che mi tormenta. Premetto che non sono un Ingegnere Meccanico ma un semplice perito.
Ho effettuato un'analisi modale con Pro/Mechanica su di un particolare in alluminio.
L'analisi mi da 4 modi di Frequenza Naturale diversi. Ipotizziamo che una delle Frequenze si aggiri intorno ai 12000 Hz (ossia 200 cicli al minuto). Pertanto se tale particolare è accoppiato ad un motore a due tempi che ruota a 10000 rpm max vuol dire che sicuramente avrò dei problemi di rottura dovuti alla Risonanza?? La frequenza naturale deve essere maggiore o inferiore alla frequenza eccitante??
Aiutooooooooooooo!!!!!
Grazie
 

Zaxxon

Utente Standard
Professione: Progettista Termico e Strutturale
Software: Ansys, CFX, Icem CFD, Flotherm
Regione: Abruzzo
#2
Ciao Meteora,
qui non c'entra il software, per cercare risposte alle tue domande occorrono delle conoscenze specifiche non banali.
Credo dovresti chiedere il supporto di persone addentrate nella materia nella tua zona.

ZaxX
 

Stefano_858

Utente poco attivo
Professione: Progettista strutture metalliche
Software: Robobat, Microprotol, Samcef
Regione: Francia
#3
Ciao Meteora,

effettivamente potresti avere dei problemi dovuti alla risonanza, ma solo a causa dei transitori. Se la tua frequenza propria é di 200 rpm vuol dire che il motore all'avviamento passerà par questa frequenza per andare a regime a 10000rpm.
Per non avre problemi di risonanza dovresti fare in modo che le frequenze proprie del telaio siano superiori a quella del motore. (lo scarto é circa 25, 30%)
Questo significa che il tuo telaio deve essere molto rigido.
Se gli avviamenti sono rari puoi mantenerti al disotto delle frequenze del motore (e quindi un telaio più leggero)
 

meteora

Utente Junior
Professione: Progettazione Meccanica
Software: Wildfire 2.0
Regione: Made in Italy
#4
Ciao Meteora,

effettivamente potresti avere dei problemi dovuti alla risonanza, ma solo a causa dei transitori. Se la tua frequenza propria é di 200 rpm vuol dire che il motore all'avviamento passerà par questa frequenza per andare a regime a 10000rpm.
Per non avre problemi di risonanza dovresti fare in modo che le frequenze proprie del telaio siano superiori a quella del motore. (lo scarto é circa 25, 30%)
Questo significa che il tuo telaio deve essere molto rigido.
Se gli avviamenti sono rari puoi mantenerti al disotto delle frequenze del motore (e quindi un telaio più leggero)
Ciao, ti ringrazio per la risposta. Il motore al regime di minimo mantiene i 2800 rpm e sotto sforzo si stabilizza intorno agli 8500 rpm. Ma rimane sotto sforzo per circa 10/15 secondi, poi passa di nuovo al minimo restandoci per circa 30 sec. Quindi il lavoro della macchina non è costante ma variabile nel tempo. Comunque se la frequenza propria del telaio è di 200 cicli si troverebbe ben al di sotto anche del regime minimo del motore di 2800 rpm.
Grazie ancora.
 

Matteo

Moderatore CAE/FEM/CFD
Staff Forum
Professione: Ingegnere meccanico
Software: Creo, ProEngineer, Creo Simulate, ProMechanica, SolidWorks, SolidEdge, SpaceClaim, OpenFOAM
Regione: Pianeta Terra
#5
Ciao, ti ringrazio per la risposta. Il motore al regime di minimo mantiene i 2800 rpm e sotto sforzo si stabilizza intorno agli 8500 rpm. Ma rimane sotto sforzo per circa 10/15 secondi, poi passa di nuovo al minimo restandoci per circa 30 sec. Quindi il lavoro della macchina non è costante ma variabile nel tempo. Comunque se la frequenza propria del telaio è di 200 cicli si troverebbe ben al di sotto anche del regime minimo del motore di 2800 rpm.
Grazie ancora.
L'ideale sarebe mantenersi con la prima FP del telaio ben sopra (50%?) alla frequenza della forzante (in questo caso il probema diventa particamente statico). Non potendolo fare (e volendo proseguire con analisi agli elementi finiti) potresti trarre informazioni interessanti da una analisi di risposta in frequenza (indicata nel tua caso anche eprchè il motore non ha un numero digiri costante) che, associata a "Misure" degli spostamenti (in questo ProM è molto comodo) ti permette di quantificare le oscillazioni. Di solito in questo caso il problema è modellare correttamente gli smorzamenti.