analisi FEM

ceschi1959

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#21
Mia esperienza: 48 ore di calcolo per una simulazione che cercava di caratterizzare un supporto di plastica con siliconato sopra un vetro....

Per ridurre i tempi consiglio, dove possibile, degli artifizi come ad esempio fare una meshatura 'grande' per poi andare ad applicare gli spostamenti ottenuti nell'intorno delle zone critiche meshate poi in maniera più disceta.

Ciao
 
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#22
Giorni, anni o minuti.. chi mi spiega come fare analisi FEM con Catia, senza grosse pretese? :biggrin:

Si accettano: appunti, dispense, link, tutorial, manuali, libri,... :mixed:
 

PierArg

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#23
:eek: urca... tesi in informatica?
In realtà no. Fisica-Tecnologica sperimentale.
Prima ho dovuto investigare su un particolare fenomeno fisico che, fino a qualche anno fa, non era del tutto conosciuto.
Poi ho dovuto riportare le leggi fisiche di quel fenomeno nel "linguaggio" dei computer per vedere se, a livello computazionale (ergo FEM), il fenomeno poteva essere approfondito meglio.
Ho eseguito le prove sperimentali.
Poi quelle FEM.
Ho comparato i risultati e, di conseguenza, le leggi fisiche sono state ufficializzate.

Adesso quelle leggi fisiche sono diventate formule riconoscite dalla comunità internazionale.
Tutto questo solo ed esclusivamente per farti capire l'importanza dei FEM.
 
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#24
Giorni, anni o minuti.. chi mi spiega come fare analisi FEM con Catia, senza grosse pretese?
una buona metodologia di lavoro consiste nell'eseguire un primo calcolo utilizzando una mesh grossolana lineare per verificare eventuali errori dovuti ad una non corretta imposizione dei vincoli.
si esegue quindi un secondo calcolo utilizzando una mesh più fine, sempre lineare, facendo attenzione a non esagerare riducendo troppo le dimensioni dell'elemento.
successivamente si trasformano gli elementi da lineare a parabolici.
infine si utilizza l'adattività per affinare la mesh nelle zone più critiche (ponendo come obiettivo la riduzione dell'errore corrente) e si esegue un calcolo iterattivo impostando un valore minimo di dimensione degli elementi.
 
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#25
In realtà no. Fisica-Tecnologica sperimentale.
Prima ho dovuto investigare su un particolare fenomeno fisico che, fino a qualche anno fa, non era del tutto conosciuto.
Poi ho dovuto riportare le leggi fisiche di quel fenomeno nel "linguaggio" dei computer per vedere se, a livello computazionale (ergo FEM), il fenomeno poteva essere approfondito meglio.
Ho eseguito le prove sperimentali.
Poi quelle FEM.
Ho comparato i risultati e, di conseguenza, le leggi fisiche sono state ufficializzate.

Adesso quelle leggi fisiche sono diventate formule riconoscite dalla comunità internazionale.
Tutto questo solo ed esclusivamente per farti capire l'importanza dei FEM.
grande Pier complimenti.
E per la comunità cad3d hai qualcosa? :-D
 

PierArg

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#26
grande Pier complimenti.
E per la comunità cad3d hai qualcosa? :-D

Grazie...ma era solo per spiegarti l'utilità dei FEM, non il mio lavoro di tesi:tongue:

Purtroppo non ho nulla che insegni le "buone norme" della simulazione FEM.
Ho utilizzato i FEM in modo didattico all'università.
Per lavoro non li utilizzo ...preferisco fare tutto a penna/carta ed excel (anche perchè i calcoli sono abbastanza semplici).
Raramente uso il modulo FEM di NX o Elmer ma solo per avere un'idea di massima del fenomeno.

Sicuramente ci saranno dei libri di testo che spiegano come modellizzare matematicamente (FEM) un problema reale con diversi casi e applicazioni.
 
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#27
In realtà no. Fisica-Tecnologica sperimentale.
Prima ho dovuto investigare su un particolare fenomeno fisico che, fino a qualche anno fa, non era del tutto conosciuto.
Poi ho dovuto riportare le leggi fisiche di quel fenomeno nel "linguaggio" dei computer per vedere se, a livello computazionale (ergo FEM), il fenomeno poteva essere approfondito meglio.
Ho eseguito le prove sperimentali.
Poi quelle FEM.
Ho comparato i risultati e, di conseguenza, le leggi fisiche sono state ufficializzate.

Adesso quelle leggi fisiche sono diventate formule riconoscite dalla comunità internazionale.
Tutto questo solo ed esclusivamente per farti capire l'importanza dei FEM.
Piccola deviazione dal discorso: a cosa farebbero riferimento le formule riportate nella tua tesi di laurea?...
 

PierArg

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#28
Fanno riferimento alla caratterizzazione di un particolare fenomeno che non è altro che l'alterazione superficiale del materiale.
Questo avviene nei processi per asportazione di truciolo (principalmente fresatura e tornitura) ad elevate velocità e con acciai abbastanza duri.


Questo particolare strato si presenta di colore molto chiaro e va a inficiare le caratteristiche meccaniche del pezzo.
 

Tequila

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#29
Fanno riferimento alla caratterizzazione di un particolare fenomeno che non è altro che l'alterazione superficiale del materiale.
Questo avviene nei processi per asportazione di truciolo (principalmente fresatura e tornitura) ad elevate velocità e con acciai abbastanza duri.


Questo particolare strato si presenta di colore molto chiaro e va a inficiare le caratteristiche meccaniche del pezzo.
detto da un non ingegnere cosa sarebbe? Si cuoce superficialmente il materiale!!!
 
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#30
Fanno riferimento alla caratterizzazione di un particolare fenomeno che non è altro che l'alterazione superficiale del materiale.
Questo avviene nei processi per asportazione di truciolo (principalmente fresatura e tornitura) ad elevate velocità e con acciai abbastanza duri.


Questo particolare strato si presenta di colore molto chiaro e va a inficiare le caratteristiche meccaniche del pezzo.
Alte velocità di taglio e acciai abbastanza duri: sembrerebbe, ad occhio, interessare anche gli stampisti questo problema. Erro?...
 

PierArg

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#31
Il termine tecnico è white and dark layer.

Per diversi motivi, dalla temperatura che si genera a causa dell'attrito con l'utensile, fino alle elevate deformazini plastiche nel giro di pochi istanti, avviene questo:
- lo strato superficiale si "tempra" (si presenta molto chiaro...white)
- lo strato subito dopo quello temprato subisce un "rinvenimento" (è più scuro...dark).
Il modello è in grado di defnire lo spessore di ognuno di questi due strati e la relativa durezza.
Il materiale all'esterno è durissimo, subito dopo è più morbido e nel cuore (dove non risente del fenomeno) è una via di mezzo.

Per simulare 1 secondo di processo reale il pc impiegava quasi 2 giorni.
 

PierArg

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#32
Alte velocità di taglio e acciai abbastanza duri: sembrerebbe, ad occhio, interessare anche gli stampisti questo problema. Erro?...
Il problema è molto sentito sulla tornitura...ma è anche riscontrabile sulla lavorazione degli stampi.
Non sono esperto ma credo che gli stampi poi vengano lucidati una volta finiti, giusto?
 
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#33
Il problema è molto sentito sulla tornitura...ma è anche riscontrabile sulla lavorazione degli stampi.
Non sono esperto ma credo che gli stampi poi vengano lucidati una volta finiti, giusto?
Sì, è corretto!

Quindi, alla luce di quanto hai detto ora, il problema per gli stampisti non si pone...

Perfetto! Era mera curiosità la mia... :finger:
 

PierArg

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#34
Sì, è corretto!

Quindi, alla luce di quanto hai detto ora, il problema per gli stampisti non si pone...

Perfetto! Era mera curiosità la mia... :finger:
Prego!:finger:
Anche se bisogna vedere se con la fase di lucidatura si elimina tutto lo strato "malvagio" oppure ne resta ancora un pò in superficie favorendo la propagazione di cricche.
Il problema è che o sai a priori quanto devi asportare (ordine di micron) oppure l'unico modo di vedere lo spessore degli strati è sezionare il pezzo.

Ecco perchè il FEM, una volta che il modello matematico è stato caratterizzato e validato, è utile anche in fase operativa.
 
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#35
Prego!:finger:
Anche se bisogna vedere se con la fase di lucidatura si elimina tutto lo strato "malvagio" oppure ne resta ancora un pò in superficie favorendo la propagazione di cricche.
Il problema è che o sai a priori quanto devi asportare (ordine di micron) oppure l'unico modo di vedere lo spessore degli strati è sezionare il pezzo.

Ecco perchè il FEM, una volta che il modello matematico è stato caratterizzato e validato, è utile anche in fase operativa.
Generalmete in lucidatura parli dell'ordine dei 50÷150 micron asportati...
 

PierArg

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#36
Forse potrebbe darsi che con le velocità di taglio tipiche della fresatura degli stampi e con il tipo di materiale si generano degli strati che vengono sempre eliminati in fase di lucidatura...ecco perchè non è molto sentito questo fenomeno.
 
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#37
Forse potrebbe darsi che con le velocità di taglio tipiche della fresatura degli stampi e con il tipo di materiale si generano degli strati che vengono sempre eliminati in fase di lucidatura...ecco perchè non è molto sentito questo fenomeno.
Più che per le velocità di taglio (oramai la tendenza degli stampisti è quella di utilizzare macchine ad alta velocità di taglio per abbattare i tempi) direi che il rpoblema non è sentito in quanto la lucidatura porta una quantità tale di materiale da eliminare l'eventuale difettologia da te citata (parliamo di centesimi di profondità di passata contro i micron dello spessore del difetto...).

Più che altro, e di questo me ne scuso, avevo tratto una conclusione affrettata prima che tu esponessi i problema: infatti ragionandoci la domanda che ti ho posto è stata inutile dato che la sua risposta era implicitamente contenuta nell'affermazione "gli stampi vanno lucidati"....
 
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#38
volevo capire un po più, ... ma non mi aspettavo tutta questa partecipazione :biggrin:

se volete possiamo spostarci sul post "qualità della superficie" :smile: :tongue:
 

PierArg

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#40
Per me può anche stare qui...è solo un piccolo OT.

Alla fine è servito per capire come è stato impiegato il FEM in questo caso.