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  1. #1
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    Telai (piastre) per pattini inline da corsa

    Per una di quelle stranissime situazioni in cui mi pare che solo io riesca a cacciarmi, mi trovo ad avere a che fare con il tentativo di costruire dei telai, detti anche piastre, per i pattini inline da gara.

    Premesso che ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i costi, da qualche decina di euro al paio per i tipi basici "da scaffale" a qualche centinaio di euro cadauno per quelli professional racing, volevo sapere se qualcuno dei frequentatori del forum avesse mai avuto a che fare con 'sta cosa, magari anche come pattinatore.

    Il problema e' che me ne hanno messo in mano 3 tipi diversi e mi hanno detto "checcevo' ? basta copiarli..."
    A parte che 2 sono ricavati da estruso e "clonarli" dal pieno e' abbastanza difficile, volevo capire meglio quali sono i parametri caratteristici di questi aggeggi.
    Mi parlano di rigidita', ma anche di flessibilita'; di robustezza, ma anche di leggerezza; del fatto che "non interessa come sono fatti, basta che vadano", ma anche che "devono piacere anche dal punto di vista estetico" (soprattutto quelli per le pattinatrici :D).

    Insomma un quasi guazzabuglio da cui mi pare difficile uscirne vivi.

    Allora, skaters di tutto il forum, unitevi !
    (e aiutatemi ;))

    :)
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    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
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  2. #2
    Utente Standard L'avatar di tenerone
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    Per una di quelle stranissime situazioni in cui mi pare che solo io riesca a cacciarmi
    Tranquillo è una dote comune di noi tecnici...siamo sadici fino a tal punto :o

    Non ho nessuna esperienza in merito, ma se posti qualche immagine magari vediamo di capirci qualcosa...
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da tenerone Visualizza Messaggio
    Non ho nessuna esperienza in merito, ma se posti qualche immagine magari vediamo di capirci qualcosa...
    Giusto. Ecco alcuni esempi:

    800px-Inline_skate_wheels.jpg Powerslide tipo commerciale dall'estruso con alleggerimenti tranciati. Lo stesso tipo, ma in versione da gara, e' ricavato dal pieno.

    Lui_Pilot_12.80_195-2.jpg Luigino Frames Pilot. Soluzione "ibrida" lavorata partendo da un'estruso

    SN850178.JPG Gatorback Frames totalmente dal pieno (abbastanza semplice)

    3x110-100frame.jpg Tru Rev totalmente dal pieno (un po' piu' complesso)
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  4. #4
    Utente Standard L'avatar di corsaro33
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    Ciao mecc, in un passato molto vicino mi sono infilato nella costruzione di affari simili, (non x pattini), e ne sono fortunatamente uscito...!
    prove con materiali diversi
    prove di forme diverse
    prove
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    insomma dopo un'anno non sono riuscito a fare produzione....
    Nel tuo caso sicuramente i pezzi dovranno risultare il piu leggeri possibile e resistenti,
    in un secondo piano ci sarà la flessibilità.

  5. #5
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Citazione Originariamente Scritto da corsaro33 Visualizza Messaggio
    Ciao mecc, in un passato molto vicino mi sono infilato nella costruzione di affari simili, (non x pattini), e ne sono fortunatamente uscito...!
    Insomma, un'altra avventura alla "riusciranno i nostri eroi ..." :D
    prove con materiali diversi
    prove di forme diverse
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    prove,
    ore di disegni, programmazione e macchina ut.
    insomma dopo un'anno non sono riuscito a fare produzione....
    Mi sa che sto per fare la tua stessa fine :(
    Nel tuo caso sicuramente i pezzi dovranno risultare il piu leggeri possibile e resistenti,
    in un secondo piano ci sarà la flessibilità.
    Il problema di questi cosi e' che se sono troppo rigidi se li sentono troppo "nervosi" sotto ai piedi (specialmente chi fa le maratone su strada), mentre se sono troppo flessibili, magari perche' alleggeriti oltre misura, non danno il giusto "feedback" specialmente su pista nelle partenze e negli scatti.

    Bisogna trovare il giusto mix, che si raggiunge con le prove innanzitutto, ma credo anche conoscendo un minimo di "biomeccanica" del pattinatore.

    In poche parole, un casino immane.
    Ultima modifica di Meccbell; 22-07-2008 alle 18: 41
    Meccbell, the Chipmaker

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  6. #6
    Utente Junior L'avatar di studio.avarino
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    Predefinito Non si può avere tutto!

    Premetto che non capisco un accidenti di pattini in linea, tuttavia mutuando l'esperienza acquisita in altri settori posso dirti che la mia risposta è nel titolo: faccio un esempio attinente il Tennis (che pratico attivamente) ci sono racchette per "attaccanti" e racchette per "difensori" cioè racchette per chi tende a tirare forte, magari a scapito di certe finezze di effetto, ed altre per chi invece tende a fare tiri con più effetto anche se meno "esplosivi".
    Nelle racchette i parametri che contano sono la rigidezza del telaio, il peso e la posizione del baricentro rispetto al manico, oltre che la superficie del piatto corde e la tensione ed il modulo elastico delle corde stesse.
    Ad esempio io gioco con una racchetta che ha un piatto corde ormai considerato troppo piccolo (85 pollici quadri contro il 95-105 che va ora di moda) ed un telaio estremamente rigido. Se cerco di cambiare racchetta con una, ad esempio con maggiore superficie e minore rigidezza, magari riuscirò a difendermi meglio su certe palle difficili (cioè giocherò meglio nei recuperi) ma purtroppo servirò con minore potenza.
    Anche nei pattini sarà la stessa cosa: un pattino da maratona (flessibile?) non sarà sicuramente adatto ad uno a cui piace correre in pista: bisogna ottimizzare il modello per le prestazioni che interessano.
    Come ci sono le racchette distinte fra principianti, esperti ed agonisti penso ci sarà la stessa distinzione nei pattini, e non è solo una questione di costo dei materiali o di cura nella realizzazione ma anche di "facilità" nell'uso: penso che nei pattini, come nel tennis, materiali estremamente rigidi siano adatti a gente che già ha una buona esperienza.
    In conclusione, secondo me chi ti ha commissionato il lavoro non sa bene quello che vuole!
    Buon lavoro e scusami se ti ho annoiato

  7. #7
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Citazione Originariamente Scritto da studio.avarino Visualizza Messaggio
    Premetto che non capisco un accidenti di pattini in linea, tuttavia mutuando l'esperienza acquisita in altri settori posso dirti che la mia risposta è nel titolo: faccio un esempio attinente il Tennis (che pratico attivamente)
    >CUT<
    Anche nei pattini sarà la stessa cosa: un pattino da maratona (flessibile?) non sarà sicuramente adatto ad uno a cui piace correre in pista: bisogna ottimizzare il modello per le prestazioni che interessano.
    Come ci sono le racchette distinte fra principianti, esperti ed agonisti penso ci sarà la stessa distinzione nei pattini, e non è solo una questione di costo dei materiali o di cura nella realizzazione ma anche di "facilità" nell'uso: penso che nei pattini, come nel tennis, materiali estremamente rigidi siano adatti a gente che già ha una buona esperienza.
    In conclusione, secondo me chi ti ha commissionato il lavoro non sa bene quello che vuole!
    Buon lavoro e scusami se ti ho annoiato
    Ciao e grazie per la risposta.
    In effetti sei andato molto vicino al cuore del problema.
    Quello che stiamo cercando, io e chi mi ha chiesto di dargli una mano, e' il realizzare dei telai che, partendo da una base comune, magari scelta in virtu' dell'impiego (pista o strada), poi possa venir personalizzato per ogni singolo atleta.
    E questo in base ad alcuni parametri sia fisici (peso dell'atleta, passo, inteso come frequenza, della pattinata, modo di appoggiare il piede a terra, ecc.), che di adattamento alle condizioni di gara (ad esempio le piste non sono tutte uguali, alcune hanno il fondo in cemento-quarzo levigato ed altre lo hanno in una resina che ricorda il gres).

    Tanto per spiegare quale e' lo "scenario" attuale, questo e' un lavoro che fanno gia' alcuni top teams del circuito professionistico della World Inline Cup, ovviamente perche' dietro a queste manifestazioni ci sta innanzitutto l'attivita' professionistica e poi tutto l'indotto che essa genera, a livello economico in primis.

    Nel caso nostro caso si tratta di seguire i dilettanti o i semiprof, per i quali certe "finezze" sono precluse, sia per i costi e sia per una specie di "casta" che si crea nel rapporto sponsor/fornitore del materiale/atleta.

    Poi, dilettanti e semiprof. ok, ma nel mio paesello le 2 societa' di skating inline sono almeno 8 anni che in una o l'altra categoria si portano a casa regolarmente il/la compione/ssa italiani, il/la leader europea e nel 2006 e quest'anno anche il campione mondiale.
    Quindi non e' gente "venuta giu' con l'ultima piena", pero' e' gente che fatica comunque a trovare dei materiali personalizzati atleta per atleta.

    :)
    Meccbell, the Chipmaker

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  8. #8
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    Siccome sono uno che quando c'è da lavorare senza beccare una lira (ora eurocent) sono sempre prediletto dagli eventi ti rispondo ancora.
    Ho guardato un po' il problema, credo che le variabili siano la lunghezza della piastra (distanza fra le ruote) di cui mi pare che la prima (anteriore) sia più distante dalle altre, la distanza fra i punti di appoggio della scarpa che penso dipenda non solo dal numero della scarpa, lo sfalsamento fra il centro dei punti di appoggio della scarpa e il centro delle ruote (che penso intervenga sul bilanciamento dei pesi e quindi sulla "direzionalità" del pattino), la rigidezza dell'insieme che dipende dal materiale usato, dalla sezione e dalla forma della piastra (schemi che si avvicinano alle travi reticolari saranno maggiormente rigidi di schemi che si avvicinano a travi).
    A questo punto ciascun pattinatore dovrebbe dirti come giocano questi parametri (per le racchette, ad esempio, è abbastanza noto) e poi cominciare a fare delle prove "sul campo". Per limitare i miliardi di combinazioni possibili io farei un discorso "a ritroso": fisserei innanzi tutto il processo produttivo dei pezzi ed il materiale con cui mi viene più facile lavorare o che "mi posso permettere" (non so se è pensabile di usare kevlar e fibre di carbonio) e poi costruirei dei prototipi con cui fare dei raffronti diretti per poter iniziare a prevedere il comportamento del pattino che vado a progettare, di volta in volta, per adattarlo alle esigenze del pattinatore (stile, tipo di gara, tipo di fondo della pista ecc.).

  9. #9
    Utente Standard L'avatar di tenerone
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    Scusami ma il diametro delle ruote è costante o può essere variabile?
    Inoltre...sparo la mia cavolata, non è possibile pensare ad un pressofuso di alluminio poi lavorabile a seconda dell'elasticità che vuoi ottenere dalla struttura?
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  10. #10
    Utente Junior L'avatar di ELPA
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    Predefinito telaio e....ruote

    Un saluto a tutti prima cosa.
    Nella mia piccola esperienza di pattinatore (cadute rovinose e figuracce inenarrabili) oltre alle "piastre " che penso sia piu un fatto estetico dettato da "mode" e colori un punto non trascurabile siano le ruote come già accennato.
    Esistono vari tipi di ruote con vari diametri (da 50mm fino a 80_100 mm) e profili che danno di conseguenza prestazioni migliori a secondo del tipo di fondo e dell'utilizzo .
    Al variare del diametro delle ruote , varia l'effetto giroscopico , e di conseguenza la "stabilita" .
    L'effetto giroscopico aumenta aumentando la velocità periferica e ne consegue un aumento di stabilità , ma.....di conseguenza sarà più dura farli curvare.
    All' aumentare del diametro , diminusce l'accelerazione ,o meglio farò semplicemente più fatica ad accelerare a vantaggio però poi di una velocità maggiore , ruote più piccole favoriscono la capacità di accelerazione ma....più di tanto non vanno.
    Sullo stesso pattino poi esiste la possibilità di avere una combinazione differente di ruote (diametri diversi ) anteriore e posteriore grosse , intermedie più piccole , le 2 anteriori grosse e piccole dietro .
    La forma e conseguentemente l'impronta a terra varia e anche la durezza della "mescola" può essere importante in condizioni "estreme"
    Penso che le variabili in gioco sono molteplici , occorrerebbe avere una "cavia" e farlo pattinare con combinazioni differenti , effettuare (non so come al momento) un rilievo di velocità e tempo con vari "settaggi" e solo a questo punto lavorare 1 o 2 modelli per miglorare la risposta delle "piastre".

    Non sapendo a quale livello i "professionisti " e la scenza sono arrivati , può anche essere che ho fatto considerazioni poco utili ....o come si suol dire ho preso la vacca per le b........e.

    Buon lavoro
    Ultima modifica di ELPA; 01-08-2008 alle 17: 12


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