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  1. #1
    Utente poco attivo
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    Disegnatore progettista meccanico
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    Toscana
    Software
    AutoCad 2D

    Predefinito Progettazione Top-Down, Botton-Up, Configurazioni, Distinte

    Buona sera
    Studiando SW sono giunto ad alcune considerazioni e domande che Vi pongo per la Vostra maggiore conoscenza del programma.
    Faccio una premessa. Nella mia esperienza lavorativa la progettazione consiste nell':
    1) Individuare, a tavolino, il ciclo produttivo ideale e di conseguenza le macchine e attrezzature necessarie.
    2) Disegnare il Layout dell'impianto con la definizione delle aree di stoccaggio del prodotto grezzo, caricamento, lavorazione, trasferimento e immagazzinamento del prodotto finito, nonché tutte quelle indicazioni necessarie come aree di movimento del personale, dei mezzi di trasporto, e passaggi degli impianti di alimentazione e per lo smaltimento degli sfidi di lavorazione.
    3) Disegnare, sulla base del layout, le macchine non ancora prodotte.

    Prendiamo in considerazione il 2° passaggio, che ha dei quesiti che si ripropone anche per il successivo.
    1) In Top-Down si disegna il layout dell'impianto.
    2) Si posizionare le macchine rappresentate in SpeedPak.
    3) Sulle macchine si disegnano gli elementi di raccordo, i cablaggi degli impianti e le fondazioni (penso si possano fare con SW).
    Disegnando, in Top-Down, gli elementi di raccordo, le fondazioni e penso anche i cablaggi, (non l'ho ancora visionati), vengono creati riferendosi agli elementi di fissaggio delle macchine tramite l'uso dell'offset. Questo metodo crea un accoppiamento sul posto che permette di modificare una parte sapendo che l'altra si adegua, o comunque viene evidenziata sull'albero del FeatureManager.
    A quanto ho capito, questo accoppiamento vincola in maniera stringente gli elementi fra loro limitandone, in linea di principio, il loro utilizzo in una progettazione Botton-Up.
    Modificando l'impianto si crea una nuova configurazione che può avere delle macchine diverse o può modificando i particolari realizzati sul posto, con la conseguente realizzazione di una nuova configurazione per ogni particolare modificato.
    Per comprendere meglio faccio un esempio riferendomi a dei componenti meccanici.
    1) In Top-Down disegno un volano.
    2) Riferendomi all’ancoraggio disegno il mozzo condotto.
    3) Specchio l’insieme.
    4) Realizzo una configurazione dell’insieme modifico il mozzo per renderlo conduttore.
    In questo modo ho due configurazioni dell’insieme, una configurazione del volano, (default), e due configurazioni del mozzo, (condotto e conduttore).
    La scelta di realizzare prima il condotto e successivamente il conduttore non è casuale, infatti ho notato che le funzioni vengono concatenate iniziando dalla prima, realizzata con l’offset, che non è spostabile, e proseguendo, piano dopo piano, con la flangia d’ancoraggio, la zona dell’anello di tenuta, l’ancoraggio del cuscinetto, lo scarico del distanziale, l’ancoraggio del cuscinetto e la filettatura della ghiera di fissaggio. Lo spostamento di ogni singola funzione non è ammesso e l’eliminazione di una comporta l’eliminazione di tutte quelle successive. Nel realizzare una nuova configurazione, non del tipo Derivata, posso solamente aggiungere nuove funzioni, come l’ancoraggio della presa di forza.

    Inserendo la tabella Distinta materiali di un particolare, di default, mi trovo il numero articolo, il nome parte, la descrizione e la quantità, riferiti alla configurazione presa in esame, che sono i dati indicata nella Distinta materiali di un Assieme. Un po’ forvianti, visto che le configurazioni si riferiscono a particolari sostanzialmente diversi.
    Per risolvere questo problema, nelle proprietà di configurazione, oltre al riferimento al Nome del file, che è anche in codice di archiviazione, esempio 040001, ed alla Descrizione, che è una cella vuota dove si digita la descrizione dell’articolo, aggiungo il Nome della configurazione, che per quella di default è 00. In questo modo inserendo una tabella dati mi trovo tutti gli elementi necessari all’individuazione per particolare. Codice, 040001, Configurazione, 00, ma può essere 01, oppure 02 ecc. e una descrizione esaustiva.
    Questi elementi, con la tabella dati, scaricati su Excel ed organizzati su un record per ogni configurazione, permette la loro ricerca per un successivo utilizzo.
    Per chi è interessato a realizzare un applicativo per la gestione dei file, che è più importante dei file stessi, ho individuato due fonti:
    Una tesi di laurea dell'università di Padova, http://tesi.cab.unipd.it/29259/1/TESI-Battistin.pdf, che utilizza la descrizione, opportunamente redatta, come metodo di ricerca, un sistema simile l'ho realizzato per una ditta 20 anni fa, è facilmente gestibile in una ditta che produce poche tipologie di macchine, diventa un po' più complesso quando la produzione è vasta, ma si può fare, ci stò lavorando con Excel ed il VBA.
    Un algoritmo realizzato dall'università di Bologna http://diem1.ing.unibo.it/personale/...apers/0008.pdf spiegato nel Convegno ADM di Trasferimento Tecnologico, che esegue una ricerca nelle tabella dati per individuare quel particolare sufficientemente simile da utilizzare nella progettazione.

    Riferendomi alla Distinta materiali di un Assieme ho notato che i prodotti presi dal Tollbox vengono indicati con la descrizione, e per quanto ho capito non è possibile aggiungere il Codice e la Configurazione. C’è un medo di gestirli come i particolari, vedi sopra, oppure, se voglio averli mi devo creare una libreria indipendente e gestirli come un qualsiasi accoppiamento perdendo la possibilità, credo, d’inserirli nei fori realizzati con la realizzazione guidata fori.

    Un ultima cosa. Nel realizzare un particolare, con la progettazione Top-Down, non posso, come già spiegato, disegnare come configurazione di default il pezzo grezzo, e come configurazioni successive i pezzi ricavati lavorando il pezzo grezzo.
    Facendo riferimento all’esempio precedente il volano viene ricavato da una fusione mentre il mozzo viene ricavato da un forgiato. È buona regola, e prassi consolidata, che un elemento abbia tanti disegni quanti sono i processi produttivi a se stanti. Esempio:
    Il volano finito viene ricavato da una fusione, che ha un proprio disegno.
    Il mozzo finito viene ricavato da un forgiato, se la quantità di prodotto lo giustifica, ed ha un proprio disegno.
    se la quantità non giustifica la realizzazione di un forgiato si procede con:
    la realizzazione di un assemblato di carpenteria, con un proprio disegno, composto da:
    un perno, ricavato tagliando un profilato, attestato, cianfrinato e tornito esternamente
    fino alla battuta della flangia, che ha un proprio disegno.
    una flangia ad anello, ricavata con taglio ossiacetilenico, od altro, da una lamiera,
    sbavatura, tornitura nel foro e smusso per la saldatura, che ha un proprio
    disegno.
    Questi dati, uno per ogni livello, li inserisco nelle proprietà del file, specifiche di configurazione, aggiungendo una cella per il codice del particolare grezzo, una cella per il codice della configurazione, una cella per la descrizione ed una cella per la quantità. Tutte da digitare manualmente. Successivamente, con una tabella indico sul disegno i riferimenti del materiale padre.
    Essendo collegabile ad Excel è possibile utilizzarla per gestire la distinta.

    Penso che questo metodo sia corretto e fattibile. Che ne pensate?
    Grazie.

  2. #2
    Utente Senior L'avatar di meccanicamg
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    Molte cose si possono fare in modo differente e non tutto quello che scrivi é corretto.
    Top down o bottom up alla fine se usati parametrici si adattano nel loro sottoassieme e parti, altrimenti é come usare ptc modelling direct.
    Per togliere o spostare lavorazioni con solidworks usa i comandi della tab Modifica diretta e vedrai che ti si aprirà un mondo nuovo.
    I files si gestiscono a mano senza pdm con una regola da seguire (sta nella bontà di chi rispetta le regole a far funzionare la gestione) oppure con PDM per avere archiviazioni serie di molti prodotti anche molto diversificati.
    Gestire i processi di fabbricazione é una sega mentale ma se obbligatoria occorre usare parti derivate e configurazioni. Bisognerebbe anche imparare ad avere più flessibilità perché se devo realizzare una carpenteria la farò in part multicorpo e se proprio devo faccio qualche particolare che avrà un induce da tabella ma si chiamerà con lo stesso codice del totale, senza complicarmi la vita.
    Tutti i dati extracad vanno gestiti da pdm ed è molto rischioso soprattutto con le quantità segnarle a mano.
    Le toolbox creano o un part per ogni tipo oppure un part solo multiconfigurazione. É possibile aggiungere proprietà personalizzate però prima occorre copiare lo standard con un nome nuovo ed editarlo.


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