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  1. #1
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    Predefinito Evitare estrazioni selezionando Bordi di una superficie

    L'argomento mi interessa, quindi apro una nuova discussione quotando Lettore espatriato.

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    4) In aggiunta a quello che dicevi, se è quando è possibile ( e se non hai il fiato sul collo per le consegne) io cerco sempre di evitare le estrazioni selezionando i bordi di una superficie. Ne aveva parlato un pò di tempo fa anche Matrix o UgOverall nella sezione NX, parlando delle BREP , cioè le rappresentazioni a video degli elementi geometrici.
    Ti chiedo se puoi di indicarmi il titolo delle discussioni per poterle rintracciare.

    4) Dipende dalle entità con cui lavori, spesso ho un misto di solidi e superfici, per cui con i solidi, il comando Bordo restituisce tutti i bordi della superficie selezionata per cui meglio evitare

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    Questo per evitare che a ogni rigenerazione, anche quando la geometria che hai estratto si sposta di pochi mm, ti chieda di riselezionare le entità.
    4 Bis) Immagino che per rigenerazione intendi una modifica alla superficie, o la sostituzione della stessa?

    Uso spesso l'estrazione multipla (con continuità di tangenza), in quanto in presenza di profili semplici seleziona tutto il profilo e funziona senza problemi, mentre quando sono in presenza di profili "frastagliati" e il comando successivo prevede (per es.) l'estrusione, a volte questa da errore per via di alcune zone che sono parallele all'asse (di estrusione), per cui basta tornare sul comando estrai e togliere la continuità di tangenza (nelle zone problematiche) per arrivare fino alla fine (naturalmente le interruzioni le chiudi a parte)

    Quando hai tempo

    Grazie

    Ciao

    Gianni

  2. #2
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    Ormai, Buonasera Gianni,
    ho provato a cercare un pò ma non riesco più a ritrovarla. So per certo che l'aveva scritta Matrix o il suo precedente
    avatar ed era una serie di "best practice" per NX ma che, al contrario di quanto possa sembrare, sono applicabili anche
    agli altri CAD, in particolare a Catia. Tra l'altro , mi pare di aver capito in seguito, fanno parte di una serie di
    "normative" di disegno di aziende molto grandi, dove lo standard diventa molto importante se applicato a 2000
    disegnatori. Non risolvono problemi geometrici come quello di cui mi parlavi per l'estrusione di un profilo che sia
    parallelo al suo asse.
    Comunque, andando a memoria e riportando anche cosa ho affrontato personalmente, riguardo le BREP, il "succo" era questo.
    La BREP significa , se ricordo bene, Boundary Representation, cioè rappresentazione dei bordi. Ciò significa che quando
    tu vai a selezionare , cliccando sopra il 3d, un'entità geometrica, la tua selezione sarà legata a quella che è la
    rappresentazione. Se estrai la boundary di una superficie ti accorgi della differenza :
    1) Se estrai la boundary selezionando la superficie dall'albero delle geometrie, se riprendi il comando , te la indicherà
    come Boundary....
    2) Se invece la selezioni cliccando fisicamente sul bordo della superficie , la indicherà come Boundary.../Edge..
    Questo significa che mentre nel caso 1) il cad considera la geometria come generica, nel caso 2) il cad la lega a un
    preciso elemento che è parte della rappresentazione grafica della superficie.
    Se, per esempio , passi da una superficie rettangolare a una circolare, potrebbe perdere il bordo "superiore" che tu hai
    selezionato, quindi ti richiederebbe , nel caso di modifica, una selezione da parte tua . Questo potrebbe essere fonte di
    errore e, comunque, un ritardo nella rigenerazione della geometria.Se immagini che ci siano 10 bugne sul tuo pannello
    porta, ad esempio, 1 minuto su ogni bugna , insomma, può aiutare.
    Invece di utilizzare l'extract ( che , comunque , a volte è indispensabile) cerco sempre di utilizzare boundary,
    intersect, NEAR, EXTREMUM (sotto il menù dei punti) . Ovviamente, per stabilità, i Near ed extreme devono essere riferiti
    ad elementi "stabili", come per esempio i piani all'origine del modello oppure a una serie di piani che devono partire da
    quelli all'origine (per esempio una serie di piani standard che siano ai limiti delle dimensioni del veicolo: Xmin,Xmax,Ymin,Ymax,Zmin,Zmax).
    Tutte queste sono considerazioni che valgono principalmente per le superfici/wireframe, per i solidi non tantissimo, anche per i limiti che mi dicevi.
    Per avere uno strumento in più che ti permetta di "aggirare" alcuni limiti, prova a fare questo:
    a) Definisci un parallelepipedo con un solido, partendo da uno sketch rettangolare sul piano XY;
    b) Attiva il comando "extremum" che sembrerebbe limitato ai punti. Seleziona come elemento dal quale estrarre, il solido, con direzione il piano XY, minimo o massimo a tua scelta.
    c) Estrai il boundary di quell'estremo.
    d) Hai il contorno della faccia del solido senza aver toccato una sola volta l'elemento 3d.
    e) Prova a fare il medesimo percorso, ma utilizzando un extrude (superfici) al posto del solido. Non avrai bisogno del
    punto c).
    Questo è solo un esempio perchè, evidentemente , in questo caso, avresti potuto prendere il profilo dallo sketch, almeno
    in un caso.
    Ovvio che questo è uno dei tantissimi "metodi" di lavoro con i quali si può arrivare al medesimo risultato. Non è detto
    che sia quello corretto sempre e comunque.
    Se ho scritto qualche sciocchezza o imprecisione, Vi prego di dirmelo.
    Buona serata

  3. #3
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    Cercherò i best practice... Grazie

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    1) Se estrai la boundary selezionando la superficie dall'albero delle geometrie, se riprendi il comando , te la indicherà
    come Boundary....
    Ok vero, ma ho visto che si può selezionare la superficie nel 3D (non il bordo), senza dover scorrere l'albero

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    2) Se invece la selezioni cliccando fisicamente sul bordo della superficie , la indicherà come Boundary.../Edge..
    Ok vero

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    il cad la lega a un preciso elemento che è parte della rappresentazione grafica della superficie.
    Se, per esempio , passi da una superficie rettangolare a una circolare, potrebbe perdere il bordo "superiore" che tu hai
    selezionato, quindi ti richiederebbe , nel caso di modifica, una selezione da parte tua
    Ok corretto

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    Invece di utilizzare l'extract ( che , comunque , a volte è indispensabile) cerco sempre di utilizzare boundary,
    intersect, NEAR, EXTREMUM (sotto il menù dei punti)
    Ottimo consiglio, vedrò di applicarlo alle mie baracche... pare molto utile soprattutto per chi lavora sul prodotto, ma vedrò di applicarlo anche sulle attrezzature.

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    Per avere uno strumento in più che ti permetta di "aggirare" alcuni limiti, prova a fare questo:
    a) Definisci un parallelepipedo con un solido, partendo da uno sketch rettangolare sul piano XY;
    Ho fatto delle prove (ammetto che ho sempre usato poco il comando "estremo"), sono interessanti... apparentemente usare "intersezione" o "vicino" per definire il profilo che serve sulla geometria generica può sembrare più lungo, ma il recupero del tempo è completo nel caso di modifiche e poi non si pianta!

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    Ovviamente, per stabilità, i Near ed extreme devono essere riferiti
    ad elementi "stabili", come per esempio i piani all'origine del modello oppure a una serie di piani che devono partire da
    quelli all'origine (per esempio una serie di piani standard che siano ai limiti delle dimensioni del veicolo: Xmin,Xmax,Ymin,Ymax,Zmin,Zmax)
    Qui devo fare qualche prova in più, per capire come (per es. su una serie di bugne) utilizzare vicino ed estremo su piani canonici o definiti.

    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio
    Tutte queste sono considerazioni che valgono principalmente per le superfici/wireframe, per i solidi non tantissimo, anche per i limiti che mi dicevi.
    Infatti per i solidi, cerchiamo di utilizzare le booleane, lavorando per sottrazioni, in questo modo le sostituzioni di matematiche durante lo sviluppo del progetto sono più gestibili.

    Grazie

    Gianni

  4. #4
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    Buonasera Gianni.
    Spero di non essere ripetivo o noioso. Scusami, in anticipo, se alcune cose già sono di Tua conoscenza.

    Best Practice:
    Mi ricordo anche un'altra indicazione sugli sketch, ma non vorrei uscire dal tema del post.
    Sostanzialmente si tratta di farli più semplici possibili (evitando , ad esempio, i fillet all'interno) e , questo credo sia specifico di Catia, utilizzando , per la maggior parte , sketch "positioned" , dando come riferimento orizzontale/verticale i piani principali o derivati da quelli, per evitare che , con gli "update", si "girino" dalla parte opposta.

    Selezione elementi da albero geometrie:
    Si, è che facendo l'abitudine a "cliccare" dall'albero si evita di dover cambiare metodo di "input" per determinati elementi. Inoltre, per alcuni elementi come le facce di una superficie, cliccare in un punto del 3d o nell'albero delle geometrie, può fare differenza nell'orientamento di un trim, per esempio.

    Caso di boundary/near con bugne multiple:
    Io mi immagino un utilizzo del near/boundary , nel tuo caso, fatto in questa maniera. Hai il pannello porta esterno del quale stai facendo il calibro. Per farlo, magari, devi chiudere tutti i fori sui punti di fissaggio. Quindi in teoria dovresti prendere ogni singolo foro, estrarre la boundary e poi fare il fill . Su ogni punto di fissaggio. Invece , una volta fatto l'extract per la pelle che ti interessa ( e qui devi per forza usare l'extract ma magari partendo da una delle superfici "sicure"), crei un geometrical set e lo chiami fill-foro1. All'interno metti un near e, all'interno del near, metti un riferimento/punto come intersezione di 3 piani e che sia, grossomodo, nella zona del foro1. Poi chiudi con un fill (da albero) che sia anche tangente con la superficie che hai estratto. A questo punto hai una prima patch di chiusura. Puoi ripetere la cosa per tutti gli altri , "semplicemente" copiando il geometrical set "as specified" e cambiando le coordinate dei piani di riferimento del near.

    Riferimenti geometrici:
    I piani sono , se derivati direttamente da quelli principali, uno degli elementi più stabili per dare un riferimento al near. Molte volte li utilizzo per dare la direzione . Invece di dare , ad esempio, la direzione di estrusione secondo l'asse X, posso dargli il piano YZ, che è quello normale alle X. Questo evita , ad esempio, la creazione di una linea di lunghezza infinita tratto-punto quando vado a cambiare la direzione di estruzione. All'estremo opposto hai, ad esempio, un extract su un bordo di un foro del tuo "pannello". Non è che non si possa utilizzare , però ti potrebbe dare molti problemi negli update. In mezzo puoi avere, ad esempio, un'intersezione di 3 piani o un punto con le sue coordinate indipendenti dal 3d.

    Dipende anche da quanto è "semplice" un 3d e da quanti "update" sono previsti nel corso di un progetto. Se il pezzo è "semplice" e se uno è sicuro che una volta fatto il 3d, non lo toccherà più, allora qualsiasi metodo ti faccia risparmiare tempo è valido. Ma , per quello che ho visto fino ad oggi, un progetto dove non si tocca mai qualcosa, "è un pò difficile da trovare".

    Come al solito, nel caso vi siano errori o "deformazioni della realtà" da parte mia, ti prego di farmelo sapere.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lettore espatriato Visualizza Messaggio

    Dipende anche da quanto è "semplice" un 3d e da quanti "update" sono previsti nel corso di un progetto. Se il pezzo è "semplice" e se uno è sicuro che una volta fatto il 3d, non lo toccherà più, allora qualsiasi metodo ti faccia risparmiare tempo è valido. Ma , per quello che ho visto fino ad oggi, un progetto dove non si tocca mai qualcosa, "è un pò difficile da trovare".
    Ti ringrazio per tutti i suggerimenti del post, alcuni li conoscevo già, altri contengono delle precisazioni sicuramente utili.

    Ho quotato parte del tuo messaggio, per confermare quanto dici, ovvero che non esiste un metodo valido per ogni progettazione, ma "in primis" si deve applicare il protocollo del Cliente, e poi laddove non ci sono obblighi e costrizioni utilizzare dei procedimenti che prendano il meglio da quanto appreso e lo applichino in modo ragionato e non rigido.

    Generalmente lavorando sia nel "prodotto" che in "attrezzatura" i casi sono così tanti e così diversi che debbono essere valutati attentamente per decidere al meglio come operare, la cosa essenziale è essere consapevoli di come si sta impostando e sviluppando il progetto (quindi oltre alla tecnica, anche la capacità di analisi e di organizzazione). Sono convinto che partire e mettersi a correre, senza sapere bene dove andare e cosa si sta facendo, ci mette in balia di ogni evento o intervento: che non sono rappresentati solo dalle modifiche, ma anche da: il Capo, il Cliente, i Colleghi, i Fornitori, il Capitolato, il Tempo, i Costi (l'elenco continua).

    Grazie per l'attenzione

    Ciao

    Gianni


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