Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Utente Standard L'avatar di scalva
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    Predefinito Come organizzare i file senza usare un PDM

    CHIEDO SCUSA A POLY MA HO RUBATO QUESTA IDEA DAL SUO WIKI:

    come organizzate i vostri files voi che non avete un pdm e come gestite le revisioni?
    ciao
    scalva

  2. #2
    Utente Junior
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    Citazione Originariamente Scritto da scalva Visualizza Messaggio
    CHIEDO SCUSA A POLY MA HO RUBATO QUESTA IDEA DAL SUO WIKI:

    come organizzate i vostri files voi che non avete un pdm e come gestite le revisioni?
    Per quanto riguarda l'organizzazione files senza pdm prova a vedere:
    http://www.cad3d.it/forum1/showthread.php?t=2871

    ... mentre per quanto riguarda le revisioni io procedo in questo modo.
    In proprietà della parte inserisco il valore della revisione attuale e lo faccio uscire sul cartiglio in fase di messa in tavola. Alla revisione >1, prima packandgoeggio la precedente in una cartella .../rev/ (rispetto a dove ci sono i files interessati) comprensiva di disegno e poi aggiorno la parte del progetto implementando l'indice revisione ultimo. Nella tavola inserisco la tabella revisioni opportunamente compilata.

    ciao

  3. #3
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    :D:D Il wiki nasce così: si discute, ci si confronta, si stende una bozza, si corregge ed estende la bozza nel tempo. Mi va benissimo che si cominci dal forum.

    Io non uso il PDM e faccio così (ma so che non è ottimale).

    Io gestisco i file in revisione solo per le tavole pubblicate in PDF o in DWG o in EDRW. Quindi ho un solo file di parte (SLDPRT) ed un solo file di tavola (SLDDRW) che tengo privati (ad esclusivo utilizzo dell'UT). Se la parte viene leggermente modificata o devo aggiungere note sulle lavorazioni o correggere e aggiungere quote alle tavole mando la tavola in revisione. L'indice di revisione è un proprietà personalizzata della tavola e non della parte. Quando devo pubblicare la tavola per il reparto, il magazzino o gli acquisti salvo il file pubblico (es PDF) con un suffisso nel codice che indica la revisione. Ciò significa che tutti gli assiemi che contengono la parte revisionata si aggiornano automaticamente. E significa che ho la storia di tutte le modifiche alla parte nei singoli file PDF. Di solito poi nella tavola mantengo anche una tabella di revisione.
    Quando devo fare una modifica sostanziale ovvero di solito quando la parte non è più intercambiabile creo una nuova parte cambiando codice (raramente) o aggiornando l'indice di versione (non di revisione). Ciò significa che creerò anche una nuova tavola e che potrebbe essere necessario creare nuovi assiemi o sostituire le parti negli assiemi esistenti.

    Io poi lavoro con due ambienti distinti: un ambiente di produzione con la codifica per anagrafica articolo legata al gestionale e un ambiente di sviluppo per i nuovi progetti ed i prototipi con una codifica di sviluppo svincolata dall'anagrafica articoli dove sono più libero di sperimentare. Una volta che i prototipi vanno in produzione devo fare un po' di lavoro a travasare i codici da un ambiente all'altro.

    Di solito riesco a non fare molto casino. I problemi li ho quando ci sono assiemi appena appena complessi.

    Sono comunque alla ricerca di una strategia migliore se qualcuno di voi vuole condividere la sua magari evidenziando le pecche della mia.

  4. #4
    Utente Junior
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    Io in questo caso sto cercando di usare le configurazioni in modo da rinominarle in X.Y, nel caso degli assiemi, oppure in X.Y.Z nel caso di sotto-assiemi e parti.
    Faccio un esempio pratico...
    Nell'azienda dove lavoro stiamo realizzando un determinato tipo di macchinario (non posso dire di più per un discorso di non divulgazione).
    Ho rinominato inizialmente le configurazioni di default in 1.0.0 per le parti e per i sotto-assiemi e 1.0 per l'assieme principale.
    Nel caso di modifica isolata alle parti/sotto-assiemi, creo delle configurazioni cambiando la terza cifra: 1.0.2, 1.0.3, 1.0.4, etc.
    Nel caso di modifica all'assieme principale (come l'aggiunta o la rimozione di parti) creo una nuova configurazione dell'assieme incrementando la seconda cifra e premurandomi di farlo anche nelle parti e nei sotto-assiemi. Avrò: 1.1 (per l'assieme principale), 1.1.0, 1.1.1, 1.1.2, etc. (per le parti e sottoassiemi).
    Procedendo in questo modo, avrai sempre una corrispondenza tra parti e assiemi che condividono le prime due cifre, mentre l'ultimo modello (che sia valido o meno) è quello formato dalle parti con il terzo numero di configurazione più elevato (che non necessariamente deve essere uguale tra le parti). Per esempio:
    Assieme principale: 1.4
    Parte 1: 1.4.3
    Parte 2: 1.4.8
    Parte 3: 1.4.12
    Parte 4: 1.4.7
    etc...
    Nel mio caso è stato fatto un prototipo del suddetto macchinario e (naturalmente) ho dovuto fare opportuni aggiustamenti post-prototipazione.
    Creo la configurazione 2.0 per l'assieme principale e 2.0.0 per le parti/sotto-assiemi e ripeto il ragionamento.
    Il vantaggio principale è quello di avere a disposizione davvero tutte le revisioni, senza intasare il disco rigido con cartelle abominevoli e/o evitare di fare confusione con i files.
    Lo svantaggio è quello di doversi ricordare di creare le nuove configurazioni ogni volta che l'assieme principale cambia.

    Spero di essere stato abbastanza chiaro. Ciao.

  5. #5
    Utente Senior L'avatar di meccanicamg
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    Per organizzare i files senza pdm occorre avere le cartelle ben definite e ben separate se lavorate per diversi clienti con ognuno il loro sistema altrimenti limitare il tutto a pochissime cartelle.
    Per gli indici di revisione usare parte del codice nel file oppure una proprietà e decidere se usare le configurazioni per gestire le revisioni oppure no (non è un gran metodo).

    Alla fine anche il pdm non è molto diverso senonchè gestisce da solo revisioni dei pezzi. Poi per il registro dei file il pdm lo fa...ma se non hai pdm devi indicizzare la cartella.


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