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Discussione: La questione etica

  1. #1
    Utente Senior L'avatar di myface
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    La questione etica

    La vicenda che ha ricordato il mecc oggi , la storia della banca truffaldina e comunque super-arrogante nell'ottenere i suoi guadagni , mi ha

    (se non bastasse)

    infastidito ancora di più perchè ci sto proprio lavorando , per quella banca , cioè è lei che mi mantiene in questo periodo , e mi è tornata in mente la questione dell'etica.

    Da sempre a ogni cosa che progetto mi chiedo che "impatto" avrà sugli altri diretti interessati e , di riflesso , cosa succederà a me.

    Allora , secondo Voi , devo sentirmi la gioia di membro fortunato della collettività che rientra in parte in possesso del maltolto ,

    oppure mi devo sentire in colpa perchè "collaboro" con una banda di semicriminali ? :o

    Oppure ancora sarebbe più giusto fregarsene completamente e pensare solo a lavorare? :)

  2. #2
    Moderatore Solidworks L'avatar di Oldwarper
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    Citazione Originariamente Scritto da myface Visualizza Messaggio
    La vicenda che ha ricordato il mecc oggi , la storia della banca truffaldina e comunque super-arrogante nell'ottenere i suoi guadagni , mi ha

    (se non bastasse)

    infastidito ancora di più perchè ci sto proprio lavorando , per quella banca , cioè è lei che mi mantiene in questo periodo , e mi è tornata in mente la questione dell'etica.

    Da sempre a ogni cosa che progetto mi chiedo che "impatto" avrà sugli altri diretti interessati e , di riflesso , cosa succederà a me.

    Allora , secondo Voi , devo sentirmi la gioia di membro fortunato della collettività che rientra in parte in possesso del maltolto ,

    oppure mi devo sentire in colpa perchè "collaboro" con una banda di semicriminali ?

    Oppure ancora sarebbe più giusto fregarsene completamente e pensare solo a lavorare?
    Non sei stato tu a creare tutto questo "casino". Fosse cosi' si dovrebbero licenziare tutti i dipendenti "moralmente coinvolti" a lavorare in una banca di truffatori. E cosa si risolverebbe? Un migliaio di disoccupati in piu' e i capi delinquenti che rimangono li' tranquillamente a godersi il maltolto ai Caraibi e bullarsi inoltre di aver "ridotto le spese per il personale".

    Lascia che sia la magistratura e i clienti a "lavorarseli". Pero' mettiti le "mutande di ghisa" e "cinghia e bretelle", perche' pur avendo soldi a strafottere e' gente abituata alle cause legali e a pagamenti post-post-post-post-secisono, proprio come per il pubblico. Fatti dare dei congrui anticipi e tieniti del "buono" per sopravvivere perche' il "saldo" a volte te lo fanno andare a prendere in Tribunale...

    Parlo per esperienza di alcune amiche che lavorano in aziende di servizi per il pubblico e che se non avessero le "spalle coperte" e molto sarebbero fallite da un pezzo aspettando i pagamenti di lavori eseguiti e finiti nei tempi stabiliti. Le risposte a volte sono state "Bravi, avete finito il lavoro. Ma noi non vi paghiamo" "E perche'?, Non c'e' l'attestazione di lavoro terminato e a regola d'arte?" "Si', ma non abbiamo i soldi" "E lo stanziamento a progetto che avete avuto dal Governo?" "Boh? sono finiti chissa' dove (provate a pensare DOVE...) e non ci sono piu'. Se siete fortunati FORSE con la prossima finanziaria potrete averne la meta'. Vi dovrete accontentare. Per adesso fate quel che volete, ma non vi paghiamo".
    E hanno buon gioco, visto che tali cause civili contro lo Stato duranoi 15-25 anni minimo e le spese legali in attesa di sentenza stroncherebbero qualsiasi azienda.

    Buona fortuna e non crucciarti. Nessuno ti accusera' di "complicita'";)
    Anzi, spennali!!!!:D:D
    Saluti, Stefano.
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  3. #3
    Utente Senior L'avatar di myface
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    Grazie della solidarietà !

    Magari avessi il potere di "vendicare" il popolo per il maltolto , io non tratto in modo diretto con queste persone.

    Infatti come ho avuto ancora occasione di dire io (per non rimetterci il fegato :( ) la partita iva l'ho chiusa da qualche anno e ora lavoro solo a contratto.

    Perciò , anche in questo caso , i soldi sono praticamente assicurati ! :D

    Semmai sarà l'azienda con la quale sto collaborando che corre qualche rischio ma ,

    se la fisiognomica non è una opinione , ( )

    vedendo la faccia del direttore delle marchette direi che non so chi corre i rischi più alti...

  4. #4
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Questo è un'argomento sul quale, comunque la si pensi, si possono trovare i torti e le ragioni, i giusti e gli erratici, qualunque sia il lato da cui si vede il problema.

    Io dico solo una cosa: qualunque sia il proprio lavoro o ruolo all'interno della società, una persona dovrebbe potersi sentire a posto con la sua coscienza per le azioni che fa.
    Poi è chiaro che tutto dipende anche dal "livello" di coscienza che uno si ritrova.

    Personalmente, ad esempio, mi sono sempre rifiutato di lavorare per chi ha a che fare con gli armamenti, leggeri o pesanti che siano, pur sapendo che il mondo senza armi appartiene alla sfera dell'utopia e che se una società vuole garantire ai suoi appartenenti un minimo di livello di sicurezza e di dignità deve spesso e purtroppo ricorrere a tali strumenti.
    Il problema, per me, ovvio, è però che queste esigenza "basiche" vengono il più delle volte superate e messe in secondo piano dalla logica del business e della sopraffazione.
    Per cui, ad esempio, se è vero che una pistola serve al carabiniere per difendersi e difendere i cittadini dai malviventi è anche vero che la stessa pistola, prodotta e venduta da un fabbricante senza troppi scrupoli, può facilmente andare a finire nelle mani dei bambini soldato dell'Africa.
    Oppure l'elicottero che vediamo in mano al soccorso del 118, semplicemente cambiandone l'allestimento può essere fornito all'esercito della dittatura dell'estremo oriente che lo usa per reprimere le manifestazioni della popolazione a colpi di mitraglia. E non mi si dica che chi vende prima e fa manutenzione poi a queste macchine non si accorge di ciò.

    Questo apre il problema, già toccato nei post precedenti, dell'economia e dell'occupazione basata su queste attività.
    E' vero che quando sei "nell'ingranaggio" o lo assecondi girando con esso, oppure ne puoi essere stritolato, ma il vero problema è: perchè non si lavora per cambiare il meccanismo ?
    Troppo difficile ?
    Troppo comodo mantenere lo status quo, anche a livello di potere individuale ?
    Paura di perdere posti in aziende molto ben foraggiate con i soldi dei contribuenti e che lavorano per mercati protetti ?
    Semplice incapacità tecnica nel passare ad altre produzioni ?
    Forse di tutto un po'.
    Forse anche e soprattutto una certa mancanza di coerenza e, ripeto, coscienza personale, come per certi "atei devoti" che conosco, che alla mattina di Capodanno erano in P.zza S.Pietro per la giornata mondiale della pace e poi al 7 di gennaio senza il minimo problema sono ritornati in ufficio a tirar righe per il nuovo cannone di una nota ditta di "sFvizera"

    Chiaramente tutto quanto detto vale anche per chi lavora in e nelle banche, finanziarie, aziende farmaceutiche, case automobilistiche e chi più ne ha, più ne metta.
    Forse basterebbe smetterla di girare la testa dall'altra parte quando si vede che una parte del proprio lavoro sta andando oltre le ragionevoli e legittime aspettative di profitto e crescita personale, e che invece si trasforma in qualche cosa di più inquietante ed eticamente scorretto.

    Forse, alla fin fine, basterebbe porsi la semplice domanda "ma io senza questa cosa, posso vivere lo stesso ?"

    :)
    Ultima modifica di Meccbell; 09-02-2008 alle 11: 52
    Meccbell, the Chipmaker

    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
    Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze."


    Winston L.S. Churchill
    (dal discorso alla House of Commons del 12 novembre 1936, citato anche da Al Gore in Una scomoda verità)



  5. #5
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    Grazie mecc hai sviscerato la questione in modo chiaro.

    Come l'hai messa giù tu , ma che è quello che penso anch'io , non sembrano essere più i tempi (forse non lo sono mai stati) del

    " ma me l'ha ordinato il capitano" ... :o

    come scusante personale per risciacquarsi la coscienza in determinate situazioni.

    Infatti la storia mi sembra che abbia insegnato che se aspettiamo il "capitano" "buono" che dia gli ordini "etici" stiamo freschi. :(

    Dato che da sempre sono pochi "cattivi" che condizionano negativamente l'esistenza di molti "buoni" , non resterebbe che a questi ultimi di sentirsi più direttamente responsabili per le proprie attività.

    non so se sono riuscito a spiegarmi...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da myface Visualizza Messaggio
    (...)
    non so se sono riuscito a spiegarmi...
    Sì, signor capitano :D
    Meccbell, the Chipmaker

    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
    Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze."


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    (dal discorso alla House of Commons del 12 novembre 1936, citato anche da Al Gore in Una scomoda verità)



  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Meccbell Visualizza Messaggio
    Sì, signor capitano !

    Heiiiii !!! è la seconda volta oggi che qualcuno mi chiama "capo" ... :D :D

    ...sento già la mia dose di cattiveria umana aumentare... :D


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