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  1. #11
    Moderatore SolidEdge L'avatar di cacciatorino
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    Ehm.. scusa, ma... che vuol dire OOTB?
    Out of the box, in italiano diremmo "chiavi in mano".

    Ciao.



    stimarchetti.altervista.org - Progettazione Meccanica

  2. #12
    Mod. Creo e Reverse Eng. L'avatar di maxopus
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    Citazione Originariamente Scritto da cacciatorino Visualizza Messaggio
    Out of the box, in italiano diremmo "chiavi in mano".

    Ciao.
    Mi verrebbe una parolaccia ....
    Non fatemi domande, non so fare.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da maxopus Visualizza Messaggio
    Piuttosto il problema da analizzare approfonditamente è la progettazione stampi, bisognerebbe avere qualche informazione in più sul metodo per la realizzazione degli stessi.
    E' un processo simile a quello utilizzato per produrre viti stampate a caldo ?
    Maxopus,

    se intendi viti stampate a caldo con matrici chiuse, sì, concettualmente è simile.
    In breve, uno stampo per viteria è formato da 2 a 6 matrici e relativi punzoni.
    La vite viene ricavata per deformazione a freddo di uno spezzone di filo tramite una sequenza di estrusioni, ricalcature ed eventualmente tranciature.
    Semplificando, matrici e punzoni esternamente sono cilindrici con un nocciolo in metallo duro montato in un'armatura esterna, a volte composti da più anelli montati in un contenitore, con degli espulsori per estrarre lo sbozzato dalla matrice/punzone.
    Spesso sono più complessi, con matrici a settori per stampare gole, tubetti coassiali (per esempio per svestire un punzoncino per estrudere un foro) e relative molle ,spessori, viti di fissaggio, ecc.
    L'automazione che vorrei raggiungere tramite il CAD si divide in due fasi:
    1)Progettazione del ciclo.
    Per fare un esempio, per stampare vite a cava esagonale o Torx, ci vogliono dai 3 o 4 'colpi' (o stazioni, o matrici che dir si voglia).
    Vorrei disegnare la vite con la sua forma finale, leggerne tramite un mio software interfacciato con le API di programmazione le proprietà geometriche (volume, lunghezze, diametri) di segmenti arbitrari (per esempio testa, parte filettata, ecc.) per poter fare calcoli di volumi equivalenti e poter quindi determinare le forme dei passaggi intermedi.

    2) Disegno degli stampi.
    Una volta definito il ciclo di stampaggio e disegnati i passaggi intermedi dallo spezzone di filo alla vite finita, vorrei avere qualche automatismo per disegnare gli stampi.
    Partendo da una libreria di forme standard (coni di estrusione, matrici con fori cilindrici o conici, ecc.) e leggendo le proprietà geometriche dei vari sbozzati intermedi, disegnare le matrici ed i punzoni.
    Da un punto di vista concettuale e della matematica non è nulla di difficile e comunque la logica e l'intelligenza le ho già codificate in un mio programma da parecchi anni.
    Considerate che le viti in realtà NON SONO come le vedete nelle librerie standard dei CAD, con i loro bei spigoli vivi: le raggiature, naturali per deformazione o degli stampi, possono influire sino ad un 5/10% del volume complessivo di una vite e quindi non si possono trascurare.

    Quello che mi manca attualmente è l'integrazione con la parte di disegno, per avere i volumi precisi in fase di sviluppo del ciclo ed automatizzare le operazioni di disegno degli stampi, che mi portano via un sacco di tempo.

    Già faccio qualcosa del genere con il CAD 2D, ma non avendo conoscenza del volume, devo sempre scomporre la vite in solidi primitivi e poi per approssimazione stabilire il volume totale.
    Inoltre non ho tecnicamente la possibilità di pilotare il CAD 2D dal mio programma, costringendomi a disegnarmi a manina ogni singolo componente: du palle...

    Una volta disegnati i vari componenti dello stampo (che possono essere qualche decina), entra in gioco la parte prettamente gestionale (PDM o altro strumento equivalente) che dovrebbe essere alimentato con le caratteristiche geometriche per poter poi fare ricerche sulle dimensioni e per tutte le tipiche esigenze di gestione della vita dei componenti e degli assiemi.

    Cosa dici, The_Matrix... troppo entusiasta anche in questo messaggio ?

  4. #14
    Mod. Creo e Reverse Eng. L'avatar di maxopus
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    Per grandi linee ho compreso il processo, sarebbe utile avere degli esempi concreti in modo da poter analizzare per bene il flusso.
    Se ne hai voglia mi rendo disponibile a capire cosa si potrebbe fare.

    N.B.: non sono un rivenditore CAD, sono un semplice progettista che mette il naso dappertutto.
    Non fatemi domande, non so fare.

  5. #15
    Utente Senior L'avatar di The_Matrix
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    Citazione Originariamente Scritto da cacciatorino Visualizza Messaggio
    Out of the box, in italiano diremmo "chiavi in mano".

    Ciao.
    Diremmo "Senza Personalizzazioni"

  6. #16
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    Eddai The Matrix ... usa termini un pò più contadini, che con questi acronimi abbiamo veramente il vapore alle orecchie (per non dire altro)
    Non fatemi domande, non so fare.

  7. #17
    Utente Senior L'avatar di The_Matrix
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    Citazione Originariamente Scritto da FlatSix Visualizza Messaggio
    Maxopus,

    se intendi viti stampate a caldo con matrici chiuse, sì, concettualmente è simile.
    In breve, uno stampo per viteria è formato da 2 a 6 matrici e relativi punzoni.
    La vite viene ricavata per deformazione a freddo di uno spezzone di filo tramite una sequenza di estrusioni, ricalcature ed eventualmente tranciature.
    Semplificando, matrici e punzoni esternamente sono cilindrici con un nocciolo in metallo duro montato in un'armatura esterna, a volte composti da più anelli montati in un contenitore, con degli espulsori per estrarre lo sbozzato dalla matrice/punzone.
    Spesso sono più complessi, con matrici a settori per stampare gole, tubetti coassiali (per esempio per svestire un punzoncino per estrudere un foro) e relative molle ,spessori, viti di fissaggio, ecc.
    L'automazione che vorrei raggiungere tramite il CAD si divide in due fasi:
    1)Progettazione del ciclo.
    Per fare un esempio, per stampare vite a cava esagonale o Torx, ci vogliono dai 3 o 4 'colpi' (o stazioni, o matrici che dir si voglia).
    Vorrei disegnare la vite con la sua forma finale, leggerne tramite un mio software interfacciato con le API di programmazione le proprietà geometriche (volume, lunghezze, diametri) di segmenti arbitrari (per esempio testa, parte filettata, ecc.) per poter fare calcoli di volumi equivalenti e poter quindi determinare le forme dei passaggi intermedi.

    2) Disegno degli stampi.
    Una volta definito il ciclo di stampaggio e disegnati i passaggi intermedi dallo spezzone di filo alla vite finita, vorrei avere qualche automatismo per disegnare gli stampi.
    Partendo da una libreria di forme standard (coni di estrusione, matrici con fori cilindrici o conici, ecc.) e leggendo le proprietà geometriche dei vari sbozzati intermedi, disegnare le matrici ed i punzoni.
    Da un punto di vista concettuale e della matematica non è nulla di difficile e comunque la logica e l'intelligenza le ho già codificate in un mio programma da parecchi anni.
    Considerate che le viti in realtà NON SONO come le vedete nelle librerie standard dei CAD, con i loro bei spigoli vivi: le raggiature, naturali per deformazione o degli stampi, possono influire sino ad un 5/10% del volume complessivo di una vite e quindi non si possono trascurare.

    Quello che mi manca attualmente è l'integrazione con la parte di disegno, per avere i volumi precisi in fase di sviluppo del ciclo ed automatizzare le operazioni di disegno degli stampi, che mi portano via un sacco di tempo.

    Già faccio qualcosa del genere con il CAD 2D, ma non avendo conoscenza del volume, devo sempre scomporre la vite in solidi primitivi e poi per approssimazione stabilire il volume totale.
    Inoltre non ho tecnicamente la possibilità di pilotare il CAD 2D dal mio programma, costringendomi a disegnarmi a manina ogni singolo componente: du palle...

    Una volta disegnati i vari componenti dello stampo (che possono essere qualche decina), entra in gioco la parte prettamente gestionale (PDM o altro strumento equivalente) che dovrebbe essere alimentato con le caratteristiche geometriche per poter poi fare ricerche sulle dimensioni e per tutte le tipiche esigenze di gestione della vita dei componenti e degli assiemi.

    Cosa dici, The_Matrix... troppo entusiasta anche in questo messaggio ?
    No No...
    Va benissimo.
    Ti rispondo qui anche all'altro Post sul tuo programma.
    Guarda che è molto molto + semplice prendere il tuo programma ed integrarlo nel CAD che interfacciarlo e fargli creare geometria... credimi...
    Se lo lasci esterno avrai sempre grossi limiti dati da come puoi mandare al CAD le "istruzioni" e che cosa il CAD stesso può fare.

    PS. per quel che devi fare tu secondo me OSD non va bene... troppo poco "automatizzabile".
    Se ti piace l'approccio "esplicito" ci sono dei CAD che questo approccio ce l'hanno insieme al parametrico.

    per quando riguarda le librerie: intendevo dire che i CAD hanno le librerie di componenti... alcuni dichiarano di avere milioni di parti standard... sarà anche vero, ma ricordati che per avere il massimo dell'automazione (che mi par di capire è quel che cerchi tu) te li dovrai fare tu sfruttando al limite massimo le caratteristiche del CAD che sceglierai.
    Ti faccio un esempio con un cliente NX che ha voluto le parti standard con:
    1) Le Mating Condition automatiche
    2) Colori ben precisi per le facce in accoppiamento
    3) I "Publish" degli accoppiamenti
    4) Le PMI che guidano le dimensioni principali
    5) Il materiale e i pesi correttamente attribuiti ed aggiornati in automatico
    6) Gli attributi da mappare in Teamcenter ricavati dalle tabelle UNI/ISO/etc
    7) Layers, Reference Set, etc secondo i loro particolari standard
    8) Eventuali filettature immesse come "simboliche"
    9) Lightweight creato ed imposto come aggiornato automaticamente ad ogni modifica
    10) Tutti i figli di Part Family controllati
    11) Import nel PDM e classificazione
    12) L'utilizzo di tutti gli artifizi di modellazione possibile che vadano nella direzione dell'automazione (Hole Series etc)
    ... il tutto controllato automaticamente da "CheckMate" (un tool che certifica che le parti rispettino le convenzioni aziedali) con un flag che ne certificasse la qualità.

    Dopo aver analizzato le parti standard presenti NX e quelle di un paio di grossi fornitori si sono decisi a farsele per conto loro per avere il massimo automatismo.
    >>> Credo dovrai fare la stessa cosa (o meglio, simile).

  8. #18
    Utente Senior L'avatar di The_Matrix
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    Eddai The Matrix ... usa termini un pò più contadini, che con questi acronimi abbiamo veramente il vapore alle orecchie (per non dire altro)
    Io sono Black Belt di acronimi nella mia azienda... li conio quasi tutti io.
    OOTB comunque è veramente di uso comune.
    Per tutto il resto c'è Wikipedia...

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da The_Matrix Visualizza Messaggio
    Io sono Black Belt di acronimi nella mia azienda... li conio quasi tutti io.
    OOTB comunque è veramente di uso comune.
    Per tutto il resto c'è Wikipedia...
    Ok ... però alcuni termini sono ambigui (nel senso che spesso significano più cose) e siccome i clienti mi si incazzano quando non comprendono un termine, tendo a scrivere nello stesso modo in cui parlo.
    E' solo una questione di metodo, non era una critica.

    A proposito di Siemens, tempo fa Vi ho contattati per il prezzo di una licenza che comprendesse un modulo di Reverse e non mi ha risposto nessuno.
    Sai a chi posso rivolgermi per avere una risposta ? (in privato ovviamente ....)
    Non fatemi domande, non so fare.

  10. #20
    Utente Senior L'avatar di The_Matrix
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    Probabilmente la cosa migliore per questa necessità (ma anche altre che ti verranno in mente) è di avere a disposizione un classificatore (ovviamente come modulo del PDM, non una roba a parte).

    PS: I tuoi stampi sono codificati per "commessa" (ogni stampo con i suoi componenti ha i propri codici) oppure le parti "standard" vengono riutilizzate da uno stampo all'altro con lo stesso codice?


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