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Discussione: Carroponte

  1. #1
    MOD.Stampi e manuf.indust L'avatar di SHIREN
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    Predefinito Carroponte

    ciao
    spero di non sbagliare forum
    volevo un info
    se in un'azienda e'presente un carroponte
    e l'azienda stipula regolare contratto con una ditta
    per il controllo ed eventuale manutanzione trimestrale
    in caso di incidenti strutturali sia del carro che dei sostegni laterali
    l'azienda e' esonerata da eventuali danni a cose e persone
    nel caso sarebbe la ditta appaltatrice delle verifiche ad avere prob
    oppure c'e' il rischio che anche l'azienda proprietaria del carroponte
    possa incorrere in concorso di colpa

    grazie
    saluti

  2. #2
    Stefano_ME30
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    Se il "difetto" e' conseguenta a cattiva manutenzione, si (anche se il contratto deve dichiarare in modo chiaro ed esplicito che questa parte di responsabilita' e' "delegata").
    Se il difetto e' strutturale, invece la responsabilita' e' di chi ha fatto il progetto e/o del costruttore del carrello.
    L'importante e' i "documenti" siano in ordine, fin dall'inizio della "vita" del carroponte senza "buchi" e manomissioni.
    Ultima modifica di Stefano_ME30; 25-01-2008 alle 01: 04

  3. #3
    MOD.Stampi e manuf.indust L'avatar di SHIREN
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano_ME30 Visualizza Messaggio
    Se il "difetto" e' conseguenta a cattiva manutenzione, si (anche se il contratto deve dichiarare in modo chiaro ed esplicito che questa parte di responsabilita' e "delegata").
    Se il difetto e' strutturale, invece la responsabilita' e' di chi ha fatto il progetto e/o del costruttore del carrello.
    L'importante e' i "documenti" siano in ordine, fin dall'inizio della "vita" del carroponte senza "buchi" e manomissioni.
    grazie president
    i miei rispetti
    e buona nottata

  4. #4
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Ciao fratello e buona giornata.
    Quoto anch'io Stefano, con una precisazione.
    Attenzione che dopo ogni intervento manutentivo la ditta incaricata di solito fa firmare al responsabile dell'azienda (potrebbe essere il resp. sicurezza o il titolare) il rapportino di intervento.
    Fin qui tutto bene e giusto, in quanto questo serve anche come "pezza giustificativa" della fatturazione della manutenzione.
    Il problema è che spesso in calce a tali rapporti, o anche direttamente sul contratto, vengono fatte sottoscrivere clausole del tipo "l'azienda X (manutentore) agisce in nome e per conto del proprietario dell'impianto (la gru), che resta comunque responsabile per tutti gli adempimenti previsti dalle normative vigenti"

    Letta frettolosamente (o da come la spiegano alcuni venditori "furbi" di tali servizi) la cosa sembra riguardare solo le "scartoffie" tipo la conservazione dei documenti e dei rapporti di verifica di funi/catene, ecc.
    Ma in realtà sottende questo: se succede qualche cosa alla gru il responsabile è sempre e comunque il proprietario della stessa e, in caso di incidente dovuto a cattiva manutenzione, in prima istanza davanti al giudice ci va lui, salvo, in seguito, chiamare in causa anche il manutentore.

    E' la stessa medesima cosa che avviene, giusto per ricordare un caso tragico, con gli estintori.
    Per la legge il manutentore è solo un "mezzo" a cui il titolare degli obblighi di sicurezza ricorre o per svolgere attività fuori dalla sua capacità o anche solo per pura convenienza economica.

    Morale: ok alla manutenzione affidata in toto a terzi, ma occhi aperti, esigere sempre il rispetto del piano di manutenzione e delle verifiche obbligatorie e in caso di dubbi sentire sempre qualche "altra campana".

    Ovvero:
    stateve accuorti ;)
    Meccbell, the Chipmaker

    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
    Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze."


    Winston L.S. Churchill
    (dal discorso alla House of Commons del 12 novembre 1936, citato anche da Al Gore in Una scomoda verità)



  5. #5
    MOD.Stampi e manuf.indust L'avatar di SHIREN
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    Citazione Originariamente Scritto da Meccbell Visualizza Messaggio
    Ciao fratello e buona giornata.
    Quoto anch'io Stefano, con una precisazione.
    Attenzione che dopo ogni intervento manutentivo la ditta incaricata di solito fa firmare al responsabile dell'azienda (potrebbe essere il resp. sicurezza o il titolare) il rapportino di intervento.
    Fin qui tutto bene e giusto, in quanto questo serve anche come "pezza giustificativa" della fatturazione della manutenzione.
    Il problema è che spesso in calce a tali rapporti, o anche direttamente sul contratto, vengono fatte sottoscrivere clausole del tipo "l'azienda X (manutentore) agisce in nome e per conto del proprietario dell'impianto (la gru), che resta comunque responsabile per tutti gli adempimenti previsti dalle normative vigenti"

    Letta frettolosamente (o da come la spiegano alcuni venditori "furbi" di tali servizi) la cosa sembra riguardare solo le "scartoffie" tipo la conservazione dei documenti e dei rapporti di verifica di funi/catene, ecc.
    Ma in realtà sottende questo: se succede qualche cosa alla gru il responsabile è sempre e comunque il proprietario della stessa e, in caso di incidente dovuto a cattiva manutenzione, in prima istanza davanti al giudice ci va lui, salvo, in seguito, chiamare in causa anche il manutentore.

    E' la stessa medesima cosa che avviene, giusto per ricordare un caso tragico, con gli estintori.
    Per la legge il manutentore è solo un "mezzo" a cui il titolare degli obblighi di sicurezza ricorre o per svolgere attività fuori dalla sua capacità o anche solo per pura convenienza economica.

    Morale: ok alla manutenzione affidata in toto a terzi, ma occhi aperti, esigere sempre il rispetto del piano di manutenzione e delle verifiche obbligatorie e in caso di dubbi sentire sempre qualche "altra campana".

    Ovvero:
    stateve accuorti ;)

    ciao fratellone mag.meccbell
    ho girato su internett
    non sono riuscito a trovare una normativa
    e neanche una sentezza del caso specifico
    penso che se succede qualcosa(facimm e corn) e' il proprietario del carroponte che avra prob.
    ma mo chiedo na cosa
    e'possibile che il tecnico che viene a fare i controlli
    non usi (o forse non esiste) un minimo di strumento un'apparecchiatura di controllo ecc
    e si affidi solo ad una verifica ottica?
    e se quello non ci vede??????????
    abracci fratello

  6. #6
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Citazione Originariamente Scritto da SHIREN Visualizza Messaggio
    ma mo chiedo na cosa
    e'possibile che il tecnico che viene a fare i controlli
    non usi (o forse non esiste) un minimo di strumento un'apparecchiatura di controllo ecc
    e si affidi solo ad una verifica ottica?
    e se quello non ci vede??????????
    abracci fratello
    Se è per questo, anche gli stessi tecnici dell'Asl (ex Enpi, ex PMIP, ex Ispesl ) fanno tutto ad occhio.
    L'unico strumento che gli ho visto usare è il calibro per misurare il dia. delle funi al fine di verificarne usura ed eventuale allungamento. Tra l'altro mica se lo portano da "casa" e me lo chiedono sempre.
    Tutte le altre cose, tipo frenatura paranco e carri le valutano a vista.
    :)
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  7. #7
    Utente Standard L'avatar di matte79
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    se non sbaglio fino a qualche tempo fa erano previsti nei carri le tacche per posizionare lo strumento (quell'affare con due "coltelli" e una lancettina del quale non rammento il nome) per misurare la freccia al carico massimo (da "libretto").
    Alcune aziende di manutenzione e revisione verificavano la freccia anche in corso di vita...poi normative non ne conosco ma ho molto l'impressione che sia tutto a "discrezione" del manutentore e non sono nemmeno troppo sicuro che lui ci vada di mezzo nel caso succeda qualcosa perchè ha, in genere, un semplice contratto di manutenzione ma non può rispondere dell'uso che si è fatto del carro.

  8. #8
    Utente Senior L'avatar di Meccbell
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    Citazione Originariamente Scritto da matte79 Visualizza Messaggio
    se non sbaglio fino a qualche tempo fa erano previsti nei carri le tacche per posizionare lo strumento (quell'affare con due "coltelli" e una lancettina del quale non rammento il nome) per misurare la freccia al carico massimo (da "libretto").
    Alcune aziende di manutenzione e revisione verificavano la freccia anche in corso di vita...
    Il controllo a pieno carico e la misurazione della freccia massima si esegue solo in 2 casi:
    1. al collaudo di messa in servizio impianto
    2. in caso di riscontro di anomalie che possano far pensare ad un uso scorretto e fuori dai limiti dell'impianto. Per esempio, se il dia. delle corde o quello delle maglie delle catene si sia troppo assottigliato per un sovraccarico oltremisura; oppure se la struttura portante abbia subito qualche "trauma" che ne possa compromettere l'integrità.
    Per eseguire tale verifica occorre avere a disposizione un carico da sollevare pari al 110% della max portata di targa della gru e che tale carico deve restare sospeso a centro ponte per almeno 1 ora senza segni di cedimenti che superino una freccia pari ad 1/1000 della luce del ponte.

    Questo è quanto è scritto sul libretto d'impianto del mio carroponte (anno 1980). Non so se nel frattempo le norme di collaudo siano cambiate, ma penso che nella sostanza saranno più o meno quelle.
    :)
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  9. #9
    Utente Standard L'avatar di matte79
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    le norme non credo siano state stravolte..di certo il tecnico che lo controllava nella vecchia azienda verificava la freccia una volta l'anno del perchè e del fatto che ci attaccasse il 110% non posso giurarlo...però è a tutti gli effetti l'unico strumento (oltre a calibro e multimetro) che gli ho visto usare.

  10. #10
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    Mi sembra che comunque ci sia un po' di confusione.
    Cerco di rispondere (svolgo controlli su cp da diversi anni):
    1. il datore di lavoro proprietario del cp è sempre responsabile dell'uso e manutenzione della macchina. Se non puo' fare verifiche e manutenzione, deve incaricare esperti qualificati. Se questi sbagliano, gli resta comunque sempre la responsabilità di avere delegato qualcuno non capace (anche se poi puo' rivalersi tramite avvocato)
    2. per il collaudo iniziale, legislativamente si deve dividere i cp in tre categorie: prima del 1996 (data di entrata in vigore della Direttiva Macchine in Italia), dal 1996 ad oggi, a partire da oggi:
    2.a. macchine ante DM: tali cp devono essere conformi alla normativa previgente (in particolare al DPR 547/55 e, attualmente, al D.Lgs. 81/08). Essi devono essere sottoposti alle prove di collaudo statico e dinamico per l'omologazione ISPESL/ENPI;
    2.b. macchine CE dal 1996 al 2008: tali macchine devono essere certificate CE dal costruttore e non necessitano di collaudo statico e dinamico in quanto qualcuno ha ritenuto che la freccia non sia significativa della sicurezza della macchina. Sono soggette ad immatricolazione ISPESL che mi assicura (all'installazione della macchina) che essa è conforme alle normative cogenti;
    2.c. il d.lgs. 81/08 ha reintrodotto la necessità dei collaudi statici e dinamici con rispetto delle frecce di inflessione: i cp devono essere certificati CE dal costruttore, sottoposti a collaudo da ISPESL e immatricolati ISPESL.
    3. i controlli periodici ASL (stabiliti prima dal 547 ed ora dal 81) hanno periodicità variabile in funzione dell'età della macchina (disciminante 10 anni) e dalla tipologia dell'azienda in cui sono installati. Indipendentemente da quanto sopra, l'unico che puo' effettuare il controllo periodico è l'organismo istituzionale (ASL/ISPESL/etc) o i suoi incaricati.
    4. se presente un manuale della macchina, il proprietario ha l'obbligo di effettuare le ispezioni e le manutenzioni come ivi prescitto
    5. le ispezioni visive sono necessarie ma non sufficienti (ad esempio, come fai a vedere se l'albero lento del riduttore di sollevamento è integro? ti servono gli ultrasuoni). Le funi (che comunque devono essere sottoposte a verifica trimestrale) possono essere soggette a molti fenomeni di danneggiamento (rottura dei fili esterni, dell'anima, ossidazione, deformazioni ad elica, piegature, tagli e strappi, eccetera): esiste una UNI di riferimento per la sostituzione. Le cricche superficiali si vedono anche ad occhio nudo, ma quelle subsuperficiali e quelle profonde necessitano di apposita strumentazione di rilevazione. Alcuni elementi NON possono essere comunque ispezionati se non smontando il pezzo (serve un'officina)
    6. gli organi istituzionali chiedono sovente la valutazione della vita residua. Molti professionisti si rifanno esclusivamente ai cicli di progetto e si fanno dichiarare dall'utilizzatore il numero di cilci fatti: se quelli fatti superano quelli di progetto la gru dovrebbe essere sostituita (con questa logica il 90% del parco macchine italiano sarebbe da buttare via) ed allora l'utilizzatore dichiara un numero di cicli più basso (in genere non compatibile con il reale danneggiamento della macchina). In caso di incidente sono comunque cxxi dell'utilizzatore. Esistono tecniche più approfondite che ti permettono di definire il reale grado di danneggiamento della macchina (anche con cicli maggiori di quelli di progetto) da confrontare con il numero massimo di cicli che il materiale puo' sopportare in sicurezza.
    Per ora mi fermo qui
    Ciao
    Ultima modifica di pollo; 29-01-2009 alle 02: 58


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